Canti onirici e altre poesie

Di

Editore: Einaudi

4.5
(10)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: A000051154 | Data di pubblicazione: 

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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    23.

    Supporrano, poiché non ti colmavo l'orecchio
    (Se mai altre orecchie udranno questi canti)
    Di "amore" e "amore", che non ti amavo, ma mascheravo
    La lussuria con immagini strane, calde, non proprio ...continua

    23.

    Supporrano, poiché non ti colmavo l'orecchio
    (Se mai altre orecchie udranno questi canti)
    Di "amore" e "amore", che non ti amavo, ma mascheravo
    La lussuria con immagini strane, calde, non proprio sincere,
    Per far cadere al buio la stanza. Oh, ammutinata
    Con me contro sí vuoti capitani! volgi ancora
    Il tuo spregio a questa parola soprattutto
    Pomposa e vaga sul moncone della sua carriera.

    Eludo anche "cuore", che per un petto moderno
    Ha suono vuoto di tamburo, e metto al bando "beltà";
    Voglio un verso fresco come bolla che scoppia,
    Sí poco falso... Della mia dolce frenesia -
    Sono innamorato - scorre lo stesso il sangue,
    Chiuso nel costato qualcosa soffre e langue!

    112.

    Ora rallento sotto il fragore del jet,
    il futuro è con e in noi. Siedo infiammato
    ma forte col fuoco viene la fatica: sono stanco.
    "Porterei l'auto nel soggiorno, se riuscissi
    a farla entrare in casa". Incombi meno,
    meno di prima quando echeggiava la tua voce
    nel mio transetto: ora l'odo, non estinto
    ma esausto e mezzo morto, come Bloom.

    Abbaglia, prima che ti abbandoni, i miei occhi,
    occhi che mi occorrono per difficili viaggi
    nel qual caso può dirsi che ti sopravvivo.
    La tua voce continua, con gli alti e i bassi,
    e sono complice volontario nella preghiera
    ed ogni parola che di te abbia esalato è vera.

    115.

    Forte andavamo tutti a quest'ora ieri sera,
    volavano les mots e scolavamo i daiquiri gelati,
    supina sul pavimento Lisa era distesa
    ad ascoltare Schubert sublime e doloroso,
    il capo mi ribolliva per una rima che seguiva:
    era una bella, una piacevole serata, la baciai in cucina - estasiata -
    fra tanto bene giù schiacciavamo il crimine.

    Il tempo cambia. Questa mattina era freddo,
    quando mi avviai al boschetto, senza speranza,
    con in tasca un centinaio di Sonetti, vecchio,
    da leggerle se veniva. Ben presto il sole
    ingiallì i pini e non venne la donna mia
    in maglione e blue jeans. Mi sedetti e scrissi.

    ha scritto il