Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Canti orfici

By Dino Campana, Fiorenza Ceragioli (Editor)

(686)

| Paperback | 9788817166935

Like Canti orfici?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

1 Review

Login or Sign Up to write a review
  • 4 people find this helpful

    Una storia che dovreste conoscere tutti

    I Canti orfici di Dino Campana sono, senza ombra di dubbio, il libro più drammatico del Novecento italiano, e questo suo connotato ce l'ha scritto come in faccia.

    E' un libro che ha l'aria di essere un figlio di nessuno da come non si imparenta a nessun altro testo italiano del suo tempo, perchè co ... (continue)

    I Canti orfici di Dino Campana sono, senza ombra di dubbio, il libro più drammatico del Novecento italiano, e questo suo connotato ce l'ha scritto come in faccia.

    E' un libro che ha l'aria di essere un figlio di nessuno da come non si imparenta a nessun altro testo italiano del suo tempo, perchè con nessun gruppo culturale o corrente ideale o redazione di giornale del suo tempo Campana aveva parentela alcuna.
    Lo scrive in un suo quadernetto quel che pensava dei futuristi "Futuristi se aveste il senso del grottesco se sentiste l'enorme parodia dei fischi della macchina del riso umano".
    I Canti sono un libro imparagonabile a qualsiasi altro, nato dai viaggi in Argentina, dalla fame, dalla sua erranza congenita, dai mestieri più poveri esercitati per campare, dalle "cinque" lingue" che si vantava di conoscere, dalla mancanza di sonno alla notte, da quell'instabilità mentale che talvolta volgeva in smanie furibonde, dalla solitudine, dalla convinzione che dall'età di quattordicianni in poi tutti gli avessero sputato addosso, dal rapporto con le donne talmente straziato che "ogni ruffiana romagnola" gli pareva "una sacerdotessa".
    Un libro strampalato, a cominciare da quell'incomprensibile dedica a Guglielmo II imperatore dei Germani.

    Ebbene, succede che il libro è appena uscito quando l'Italia va in guerra contro la Germania. Che fare? Campana acciuffa tutte le opere che può e strappa il frontespizio con la dedica. E continuerà a farlo anche in manicomio ogni volta che gli arriva fra le mani una copia della prima edizione marradese.

    Quando Campana inizia a scriverlo, erano gli anni in cui Firenze faceva ancora da capitale della cultura italiana. E Firenze voleva dire Prezzolini, Soffici, Papini, l'editore Vallecchi. Per uno che abitava a Marradi, niente di piu' ovvio che cercare lo sfogo editoriale della sua opera prima a Firenze, sebbene egli definisse la Firenze intellettuale dei tempi come "un focolaio di cancheri".
    Ad ogni modo Campana consegna il manoscritto dei suoi Canti a Papini, il 6 o il 7 dicembre 1913, e questo in redazione. Dove sono eccitatissimi perche' stanno preparando la Grande serata futurista del 12 dicembre al teatro Verdi. E' quindi difficile pensare che in quell'atmosfera il manoscritto di Campana ricevesse un'attenzione men che distratta. Dopo qualche giorno di tira e molla tra Papini e Campana e poi tra Papini, Campana e Soffici, alla fine si decide per pubblicarlo.
    Campana se ne torna a casa, perchè non ha una lira di che campare a Firenze. Passano i giorni. Niente.
    Di sicuro fino ai primi giorni di Gennaio, il manoscritto è nelle mani di Soffici, ma non viene stampato.
    Campana si agita. Chiede la restituzione del manoscritto. Soffici gli risponde che se l'è perso, nel trasferire le sue carte da una stanza all'altra della casa. Fin troppo naturale che a tutta prima la perdita del manoscritto avesse reso furibondo Campana, il quale lo aveva preso come il segno di un complotto ordito contro di lui da Soffici e Papini.
    Naturale e straziante che mandasse loro maledizioni, minacciando Papini di andare a casa sua a sgozzarlo. Ovvio che la sua instabilità mentale ne venisse accresciuta.
    Cazzo, erano pagine talmente travagliate (anche un mese di lavoro per scrivere solo venti righe) che di certo Campana aveva una gran quantita' di brogliacci e bozze e stesure tentate e ritentate. Quindi riscrive dolorosamente i Canti, ma non a memoria.
    Quel primo manoscritto verrà ritrovato dalla figlia di Soffici, Valeria, soltanto nel 1971.
    Di recente è stato poi acquistato da una banca toscana per duecentomila euro! una cifra degna di un cimelio della nostra storia letteraria che gronda sangue e lacrime. Esattamente quello di cui si era vantato una volta Campana: D'essere un alchimista che aveva saputo trasformare il suo dolore in sangue.

    *fonti letterarie - La collezione - Mughini. Scritti di bibliografia, editoria e altre futilità - Roberto Palazzi.
    *fonti musicali - Nessuna. Forse il soffio di una bufera di neve notturna

    Is this helpful?

    Daniele (Ero il più stucchevole assaggiatore di libri) said on Jan 13, 2012 about the Others edition | 6 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (686)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Paperback 419 Pages
  • Edition: 1
  • ISBN-10: 8817166936
  • ISBN-13: 9788817166935
  • Publisher: Rizzoli (BUR Poesia)
  • Pub date: Jan 01, 1989
  • Also available as: Mass Market Paperback and Others
Improve data of this book

Groups with this in collection

Prices Change currency & sellers

ISBN Edition List Sale Seller
9788817166935 Paperback €10.40 €7.28 IBS.IT
Other editions
+ 6 copies tradable: →
Added to Shelf Added to Wish List

Inline Translation Mode

Left click to navigate, right click to translate.

inline translation guide

or close

Inline translation is not ready for this page yet.

Inline translation mode.

Share this page with your friends.

The viewport has not loaded.