Canto di natale

Avventure senza tempo

Di

Editore: Fabbri

4.2
(5736)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 42 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Finlandese , Francese , Spagnolo , Turco , Galego , Chi semplificata , Catalano , Giapponese , Basco , Olandese , Polacco , Portoghese , Esperanto

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Rilegato in pelle , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , CD audio , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Adattamento da "Canto di natale".

Ebenezer Scrooge, arido e spilorcio finanziere londinese, odia il Natale. Lo considera - anzi - tempo perso, e un ostacolo al proprio arricchimento. Ma la notte della Vigilia, dopo una giornata passata alla scrivania senza nulla concedere all'atmosfera festosa che lo circonda, riceve la visita di tre spiriti: quello del Natale passato, quello del Natale presente e quello del Natale futuro. Nel corso di un fantastico viaggio che farà rivivere a Scrooge tutte le tappe della propria vita e intravedere un ben misero futuro, gli spiriti riusciranno ad aprire i suoi occhi a sentimenti di generosità e amore. Il Canto di Natale non è però solo una favola a lieto fine. È anche uno degli esempi meglio riusciti di critica sociale di Dickens, oltre che una delle più famose e commoventi storie sul Natale.
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  • 4

    Il canto di Natale

    " Io onorerò sempre Natale nel cuore, io ne serberò il culto tutto l'anno. Vivrò nel passato, nel presente e nell'avvenire".

    Atmosfera natalizia molto cupa e diversa dai vari romanzi rosa che posso l ...continua

    " Io onorerò sempre Natale nel cuore, io ne serberò il culto tutto l'anno. Vivrò nel passato, nel presente e nell'avvenire".

    Atmosfera natalizia molto cupa e diversa dai vari romanzi rosa che posso leggere in questo periodo dell'anno
    Mi è piaciuto molto e ho apprezzato anche la scrittura datata di questo romanzo, mai pesante o troppo cupa.
    Bello!

    ha scritto il 

  • 4

    Il grande classico che tutti conoscono ma non tutti hanno letto.
    Io, se l'ho letto – perché sinceramente il ricordo che ne avevo era confusissimo –, probabilmente si trattava di una versione per bambi ...continua

    Il grande classico che tutti conoscono ma non tutti hanno letto.
    Io, se l'ho letto – perché sinceramente il ricordo che ne avevo era confusissimo –, probabilmente si trattava di una versione per bambini, non integrale e con le figure. Quindi insomma m'è parso il caso di ripassarmelo per bene.
    Non c'è molto da dire su un'opera del genere. Non si diventa classici per caso.
    Però.
    Però va bene i buoni sentimenti, va bene l'insegnamento morale, va bene (benissimo) il pensiero che anche noi siamo in tempo per essere migliori di quello che siamo stati finora, a patto che ci impegniamo a cambiare subito.
    E splendido l'accennato ma chiaro affresco della Londra di metà Ottocento e della povertà nera che affliggeva una larga fetta della popolazione.
    Però, dicevo, la parte migliore secondo me resta la prima, quando Scrooge è cattivo e arido. E non lo dico da fan dei villain, perché non lo sono mai stata e non inizio a esserlo ora, ma sono dell'idea che nulla superi il passo in cui l'autore parla del gelo che Scrooge ha nel cuore e col quale raffredda l'ambiente che lo circonda.

    ha scritto il 

  • 5

    Del Canto di Natale ho visto innumerevoli trasposizioni cinematografiche, più o meno fedeli - solo in questi giorni il Bill Murray anni '80 e l'animazione 3D di Carrey - ma non ho mai "letto" verament ...continua

    Del Canto di Natale ho visto innumerevoli trasposizioni cinematografiche, più o meno fedeli - solo in questi giorni il Bill Murray anni '80 e l'animazione 3D di Carrey - ma non ho mai "letto" veramente il romanzo originale. Ne ho voluto approfittare quest'anno, complice un volume ritrovato nella mia libreria (vero, è in spagnolo, ma lo spirito dickensiano non è venuto a mancare).
    So come inizia, so come finisce, so cosa succede e come, eppure il Canto di Natale mantiene la forza del suo messaggio in qualunque modo venga presentato.
    Un testo dall'incredibile potenza visiva, che andrebbe letto (anche se non per forza apprezzato) da tutti.

    ha scritto il 

  • 4

    Commento all'audiolibro

    Bravissimo Alberto Rossatti, il primo che sento pronunciare guaina con l'accento tonico sulla i (so che è corretto, ma io non ce la faccio).

    ha scritto il 

  • 4

    La trama di Canto di Natale è tra le più conosciute, ne hanno fatto molte trasposizioni cinematografiche, ce ne sono di tutti i tipi! Io, infatti, conosco la storia non perché avevo letto già il libro ...continua

    La trama di Canto di Natale è tra le più conosciute, ne hanno fatto molte trasposizioni cinematografiche, ce ne sono di tutti i tipi! Io, infatti, conosco la storia non perché avevo letto già il libro, ma perché ho visto almeno due di queste trasposizioni: S.O.S Fantasmi (un classico delle mie nottate natalizie quando ero piccola) e il più recente A Christmas Carol con Jim Carrey.
    Per chi non lo conoscesse, ve la descrivo brevemente: Il signor Scrooge è un avido finanziere della Londra del 1843 che odia spendere i soldi, odia tutto e tutti, ma soprattutto odia il Natale che considera inutile e una perdita di tempo. Con il passar degli anni il suo cuore si è indurito, in particolar modo dopo la morte del caro amico Marley, che era anche suo socio in affari. Da allora Scrooge è diventato, se è possibile, ancora più cinico nei confronti del mondo intero.
    La notte della vigilia di Natale il signor Scrooge, riceve la visita di tre fantasmi (del Natale passato, presente e futuro), annunciati da quello dell’amico defunto Marley, che lo invita a modificare il suo stile di vita. Attraverso questo surreale viaggio insieme ai fantasmi, conosciamo meglio il signor Scrooge: la sua infanzia, la sua gioventù, il suo presente e anche il suo futuro. Riusciranno gli spiriti a cambiare i suoi sentimenti nei confronti dell’umanità e del Natale? (La risposta è abbastanza scontata!)

    Che dire di questo classico intramontabile? E’ sicuramente un libro che vi consiglio di leggere e di far conoscere ai più piccoli, penso che ci siano anche delle versioni illustrate. Io ho acquistato questa edizione della Garzanti molto carina, con una grafica super natalizia, al prezzo di 4,90€, dunque ve lo consiglio anche se volete fare dei regali, ma siete a corto di money! :) Inoltre la storia è anche una testimonianza della società londinese dell’800, un aspetto che trovo molto interessante.

    ha scritto il 

  • 4

    “perché era abbastanza saggio da sapere che nulla di buono succede su questa terra, senza che qualcuno, sulle prime, si prenda il gusto di riderne.”

    E così grazie alle indagini statistiche sociologiche di una vicina, ho finalmente archiviato il “Canto di Natale”, lettura che da decenni mi riproponevo di attuare, manco a dirlo, in prossimità delle ...continua

    E così grazie alle indagini statistiche sociologiche di una vicina, ho finalmente archiviato il “Canto di Natale”, lettura che da decenni mi riproponevo di attuare, manco a dirlo, in prossimità delle feste di fine anno, salvo poi rimandare ogni volta per mancanza di tempo.
    È una bella e famosissima storia tipicamente natalizia, ma la sua morale va ben oltre questo periodo, il protagonista, Ebenezer Scrooge, viene preso come emblema sia dell’egoismo che della grettezza della classe media e invitato attraverso un percorso, che si svolge la notte di Natale, a meditare su quanto il suo comportamento sia dannoso per se stesso e per gli altri.
    Alla fine del viaggio, che si può ben dire si svolge tra i suoi peggiori incubi, Scrooge si ravvedrà, portando alla luce quello che è il suo lato migliore, come in una rinascita nuova e finalmente compiuta, a dimostrare che migliorare la società in cui si vive è possibile, basta prenderne coscienza a cominciare da noi stessi.
    Onore al merito a Dickens per questa breve ma intensa favola natalizia che va benissimo anche nella sua morale più superficiale e cioè, nel dubbio, meglio comportarsi sempre bene e dormire tranquilli che aspettare qualcuno che ce lo ricordi alla fine del viaggio…

    ha scritto il 

  • 5

    Non è Natale senza Canto di Natale. Quest'anno però ho optato per la versione singola del racconto, gli altri contenuti nel libro (non questo, un altro con la raccolta completa) non sono riusciti a pi ...continua

    Non è Natale senza Canto di Natale. Quest'anno però ho optato per la versione singola del racconto, gli altri contenuti nel libro (non questo, un altro con la raccolta completa) non sono riusciti a piacermi quanto questo.
    15 Dicembre, quest'anno ho anticipato mi sa! Sia, c'è ancora tempo anche per il fumetto e una versione di cartone o film..
    Questo Dickens è il mio piccolo rituale natalizio in qualsiasi salsa :)

    ha scritto il 

  • 4

    Ho guardato le date in cui i lettori anobiani di solito leggono Canto di Natale: coprono un arco temporale che va dalla seconda decade di dicembre fino a circa la seconda di gennaio, trovarne qualch ...continua

    Ho guardato le date in cui i lettori anobiani di solito leggono Canto di Natale: coprono un arco temporale che va dalla seconda decade di dicembre fino a circa la seconda di gennaio, trovarne qualcheduno che lo abbia letto quando l’inverno trapassa in primavera o nel giorno del solstizio d’estate o a ferragosto… è abbastanza difficile certo è che mi parrebbe sintomo di una mente non meteoropata, decisamente originale se non del tutto svitata.
    C’è poi chi ogni anno lo rilegge stagionalmente, come un appuntamento cui non si può mancare.

    Come la frutta, quando è di stagione è più buona e più succosa e più bella a vedersi, invece i grappoli d’uva che a Natale insieme al vischio e alle pigne dorate abbelliscono i nostri centro tavola hanno gli acini sì polposi e grossi, ma sono di un tristo colore verdognolo tendente al grigio e il gusto zuccherino lascia il posto ad una specie di sapore amaro in bocca, grappoli che hanno il loro perché solo nell’auspicio di ricchezza che gli affidiamo.
    Come la frutta di stagione anche il Canto di Natale di Charles Dickens è un racconto che va per forza calato nel periodo avventizio.

    La storia ha una sua morale abbastanza scontata Scrooge è un uomo, burbero, arido, , cinico, misantropo al cubo che si redime e diventa buono allorchè lo spirito del Natale gli mostrerà, come fosse un osservatore esterno di se stesso, la grettezza della sua esistenza.

    Al di là dell’intento moralistico, del trionfo dei buoni sentimenti, del destino che può virare direzione, tutti cliché che nei romanzi dell’autore inglese non vengono al fin mai a mancare, ho ritrovato un Dickens eccellente che mi ha affascinato e totalmente avvinta soprattutto per le sue descrizioni narrative.
    Il ritratto caricaturale di Scrooge è un piccolo cammeo di caratterizzazione di un personaggio:

    Oh! ma che stretta sapevano avere le benedette mani di cotesto Scrooge! Come adunghiavano, spremevano, torcevano, scuoiavano, artigliavano le mani del vecchio lesina peccatore! Aspro e tagliente come una pietra focaia, dalla quale nessun acciaio al mondo aveva mai fatto schizzare una generosa scintilla; chiuso, sigillato, solitario come un'ostrica. Il freddo che aveva di dentro gli gelava il viso decrepito, gli cincischiava il naso puntuto, gli accrespava le guance, gli stecchiva il portamento, gli facea rossi gli occhi e turchinucce le labbra sottili, si mostrava fuori in una voce acre che pareva di raspa. Sul capo, nelle sopracciglie, sul mento asciutto gli biancheggiava la brina. La sua bassa temperatura se la portava sempre addosso; gelava il suo studio né giorni canicolari; non lo scaldava di un grado a Natale Caldo e freddo non facevano effetto sulla persona di Scrooge. L'estate non gli dava calore, il rigido inverno non lo assiderava. Non c'era vento più aspro di lui

    Come perfette e bellissime sono le rappresentazioni di una Londra natalizia che anche nei quartieri più poveri e dimessi subisce il contagio dalla magia del Natale e si trasforma, restituendo la vividezza della città a festa come se noi fossimo lì ad ammirarne la varietà, l’allegria e il luccichio delle sue botteghe:

    Le botteghe dei pollaioli erano ancora mezzo aperte, quelle dei fruttivendoli raggiavano gloriose. Qua, dei grossi panieri di castagne, rotondi, panciuti, simili agli ampi panciotti di vecchi corcontenti, tentennavano fuori della porta, pronti a rovesciarsi nella via della loro apoplettica corpulenza. Là, delle cipolle di Spagna, rossastre, gonfie, lucenti nella loro carnosità come frati di Spagna, occhieggiavano furbescamente dall'alto delle scansie alle ragazze che passavano guardando di sottecchi ai rami sospesi di visco. E poi, pere e mele, ammontate in piramidi fiorenti; mazzi di grappoli che la benevolenza del venditore avea sospesi bene in vista, perché la gente si sentisse l'acquolina in bocca e si rinfrescasse gratis et amore; montagne di nocciuole, muscose e brune, che ricordavano con la loro fragranza antiche passeggiate nei boschi dove s'affondava fino alla noce del piede nelle foglie secche; […] Gli stessi pesci d'oro e d'argento, esposti in tanti boccali fra tanta ricchezza di frutta, benché appartenessero ad una razza malinconica e fredda, si accorgevano in certo modo che qualche cosa d'insolito accadeva, e tutti, grossi e piccini, giravano e rigiravano aprendo la bocca pel loro piccolo mondo in una lenta e tranquilla agitazione.
    E le drogherie! oh, le drogherie! chiuse a metà, o solo con una o due imposte tolte via; ma che bellezza di spettacolo traverso a quelle aperture! e non era soltanto che le bilance suonassero allegramente sul marmo del banco, o che le forbici tagliassero così svelte lo spago degli involti, o che i barattoli passassero rumoreggiando di mano in mano come bussolotti, o che i profumi mescolati del tè e del caffè accarezzassero il naso, o che i grappoli di uva passa fossero così pieni e biondi, e le mandorle così candide, e la cannella così lunga e dritta, e così squisite l'altre spezie, e le frutta candite così ben vestite e brillanti di zucchero da commuovere e far sdilinquire i più freddi spettatori. E non era nemmeno che i fichi fossero sugosi e polputi, o che le susine di Francia arrossissero nella loro agrezza pudica nelle scatole riccamente adorne, o che ogni cosa fosse buona da mangiare e si mostrasse nei suoi abiti della festa natalizia. Ma gli avventori bisognava vedere! gli avventori ansiosi e frettolosi, i quali per godere le provviste della giornata, si rotolavano l'uno sull'altro alla porta, si urtavano co' panieri, lasciavano sul banco la roba comprata, tornavano correndo a riprenderla, facendo cento errori simili con la maggior possibile allegria

    A leggerlo basta un metà pomeriggio di un sabato decembrino, magari preferendolo al tuffo nella folla rapace e oceanica di un qualsiasi Centro Commerciale che addobbato di tutto punto per i giorni di festa ci vuole distogliere dal Dickens e richiamare con i suoi Jingle bells e le sue luci e i suoi brillii rossi verdi e dorati, come una sirena lampeggiante di Ulisse.

    ha scritto il 

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