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Caos a Qasrabad

Di

4.1
(34)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 350 | Formato: Altri

Isbn-10: 8863610169 | Isbn-13: 9788863610161 | Data di pubblicazione: 

Genere: Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Bellissimo!

    Per una volta, ecco qui un bel fantasy originale che (miraaacolo!) è riuscito a riconciliarmi un po' con il popolo degli Elfi, uno dei cliché più insopportabili della narrativa fantastica.
    Un giallo inserito in un mondo fantasy veramente ben fatto, ironico e divertente al punto giusto (mi h ...continua

    Per una volta, ecco qui un bel fantasy originale che (miraaacolo!) è riuscito a riconciliarmi un po' con il popolo degli Elfi, uno dei cliché più insopportabili della narrativa fantastica.
    Un giallo inserito in un mondo fantasy veramente ben fatto, ironico e divertente al punto giusto (mi ha fatto morire, per esempio, quando Wakancha si trovava in una stalla in compagnia dello sterco di maiale e pensava, se non ricordo male: "La maestra mi perdonerà per la volgarità, ma... mi trovo in una situazione di m3rd@!" XD) scritto veramente bene e, ripeto, davvero molto originale.
    Ce ne fossero, di fantasy come questo!
    Le uniche piccole pecche che ho trovato sono alcuni nomi che non mi sono piaciuti tanto e, soprattutto, il prezzo un po' altino... In ogni caso, non sono difetti che hanno influito sul mio giudizio! ^^
    Davvero consigliato!

    ha scritto il 

  • 4

    Caos a Qasrabad non può essere classificato solo come fantasy; si tratta infatti di un giallo, ambientato in un mondo dove la magia è di casa, che si rivela avvincente e ben scritto. Con uno stile narrativo molto scorrevole, Saguatti riesce a creare un mondo fantastico in cui umani, maghi, ...continua

    Caos a Qasrabad non può essere classificato solo come fantasy; si tratta infatti di un giallo, ambientato in un mondo dove la magia è di casa, che si rivela avvincente e ben scritto. Con uno stile narrativo molto scorrevole, Saguatti riesce a creare un mondo fantastico in cui umani, maghi, troll, elfi e goblin sono perfettamente integrati nella trama, che risulta appassionante e per nulla scontata. La struttura del libro è ottima in ogni suo aspetto: non solo città, costruzioni e paesaggi sono ben delineati e ricchi di dettagli, ma anche i protagonisti sono ben caratterizzati, con particolarità che li rendono quasi reali. Da Wakancha a Ugluk, da Rasen a Ocanpaza o Basibozuk, ciascuno ha un proprio ruolo ben definito e nonostante la numerosità di personaggi coinvolti, non c'è rischio di confonderli perché ognuno di essi si distingue dagli altri per le proprie caratteristiche fisiche e morali. Non tutto però è come appare e sarà compito del chierico capire di chi può davvero fidarsi mentre le indagini sulla morte dei giovani allievi vanno avanti. Una pagina dopo l'altra, mentre la storia assume sempre nuove prospettive e la magia non sembra essere d'aiuto per trovare il colpevole dei misteriosi omicidi, l'avventura prosegue con inaspettate alleanze.

    Il libro è di certo ben curato, non ci sono grandi domande lasciate senza risposta né grosse zone d'ombra, ma un paio di piccoli appunti da fare ci sono: il primo, perché richiama un po' troppo, sotto certi aspetti, un famoso gioco di ruolo, cosa che forse si poteva ovviare facilmente vista la grande fantasia dell'autore; il secondo è relativo a qualche ingenuità narrativa presente nel testo (alcuni aspetti accennati in modo vago e non approfonditi, qualche passaggio un po' troppo semplicistico, cose comunque non gravi, soprattutto se si considera che si tratta dell'opera di un esordiente). Apprezzabilissimo invece il messaggio che il libro trasmette sull'amicizia, che trascende dalla razza ma si basa solo sul rispetto di ciascuno e sulle proprie qualità personali, indipendentemente dall'essere maghi, goblin o elfi e senza tener conto nemmeno di credenze religiose o altro. Incisiva la figura di Ugluk, bello il finale che lo vede coinvolto in pirma persona.

    Un bel libro, valido e piacevole da un autore che vale la pena tenere d'occhio.

    ha scritto il 

  • 3

    Dello stesso autore leggerei volentieri un libro di sensazioni

    Per la prima volta ho affrontato un libro fantasy che - oltretutto - mi dicono essere anche innovativo, tipo giallo-fantasy. Oltrettutto, scritto da un amico. Non esattamente la situazione ideale per fare una recensione equilibrata, e questa in effetti non lo è. Non mi sono innamorato, lo ammetto ...continua

    Per la prima volta ho affrontato un libro fantasy che - oltretutto - mi dicono essere anche innovativo, tipo giallo-fantasy. Oltrettutto, scritto da un amico. Non esattamente la situazione ideale per fare una recensione equilibrata, e questa in effetti non lo è. Non mi sono innamorato, lo ammetto, di un genere in cui è la magia a farla da padrone, con tutte le conseguenze di irrazionalità, gratuite imprevedibilità, facili scappatoie che questo comporta. Inoltre, e non so se questa sia una caratteristica del genere, dove "spiegare" al lettore un intero mondo appesantisce la narrazione. Mi spiego: se in un libro ambientato nel presente leggo di un incontro con un boss mafioso, non è necessario che l'autore mi spieghi cosa sia la mafia e che paura possa incutere. C'è tutto un immaginario del lettore che viene recuperato automaticamente. Qui, invece, ogni nome deve venire quasi "giustificato" e ogni personaggio identificato da un background e da una serie di caratteristiche della razza o della religione che professa. L'ho trovato molto penalizzante per la fluidità.
    La trama è piuttosto interessante, direi molto cinematografica. Anche alcuni dialoghi mi sembrano ripresi dal grande schermo, così come l'ironia sfoderata dai protagonisti nei momenti difficili, anche di collutazione. Ci sono alcuni colpi di scena ben congeniati, e alcuni indizi sparsi qua e là che poi tornano utili nel corso della storia. L'autore è molto attento a fare frequenti "riassunti" della situazione che aiutano anche il lettore più distratto. Purtroppo alcuni passaggi importanti sono risolti con situazioni deus ex machina troppo semplici.
    Mi sono piaciute parecchio tante similitudini (es. "avvizzito come l'ultima mela alla fine dell'inverno") che impreziosiscono la lettura. C'è, secondo me, anche grande abilità nel trasmettere le sensazioni.
    Il libro è scritto bene, curato e praticamente senza errori (anche se ad un certo punto compare una "stilografica" che stona con il resto dell'ambiente), in un'edizione dalla carta e dalla copertina di grande pregio.

    ha scritto il 

  • 5

    Sono contenta di aver "ricominciato" a leggere e soprattutto di averlo fatto da questo libro... che mi è piaciuto veramente molto... :))
    Lo definirei un fantasy che sconfina nel giallo... ma per me è stato qualcosa di più: ci ho trovato dentro parti di vita: le avversità, le gioie, i proble ...continua

    Sono contenta di aver "ricominciato" a leggere e soprattutto di averlo fatto da questo libro... che mi è piaciuto veramente molto... :))
    Lo definirei un fantasy che sconfina nel giallo... ma per me è stato qualcosa di più: ci ho trovato dentro parti di vita: le avversità, le gioie, i problemi e le sue risoluzioni, le ferite del corpo e dell'anima e il guarire... in questo periodo, in cui mi sento smagiata mi sono immedesimata nel protagonista... sssss, un piccolo segreto: sono ancora a Qasrabad, credo ci rimarrò ancora un bel po' (sto cercando di ri-acquisire i "miei poteri") e, per favore, non cercatemi, grazie... ^_^
    Ho percepito anche, e ne sono stata contenta, il fatto che non fosse un libro "tradotto" da uno inglese ma fosse scritto da zero da uno scrittore italiano...
    Da qui, in trepidante attesa di un seguito, i complimenti allo scrittore...

    ha scritto il 

  • 4

    Inizio con una premessa. A testimonianza dell’estrema scorrevolezza e godibilità della scrittura di Saguatti vi dirò che ho letto questo libro (300 pagine circa) in soli quattro giorni e non è cosa che mi succeda così spesso...


    La recensione completa sul mio blog: http://creaturaincostante ...continua

    Inizio con una premessa. A testimonianza dell’estrema scorrevolezza e godibilità della scrittura di Saguatti vi dirò che ho letto questo libro (300 pagine circa) in soli quattro giorni e non è cosa che mi succeda così spesso...

    La recensione completa sul mio blog: http://creaturaincostante.splinder.com/post/22945537/caos-a-qasrabad

    ha scritto il 

  • 5

    Quando vola la fantasia

    Ci voleva un autore di anobii e che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente per farmi leggere il mio primo libro fantasy! E' stata una piacevolissima scoperta: il fatto poi che questa storia sia un misto di generi, fantasy e giallo, la rende avvincente e appassionante. Non voglio dire null ...continua

    Ci voleva un autore di anobii e che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente per farmi leggere il mio primo libro fantasy! E' stata una piacevolissima scoperta: il fatto poi che questa storia sia un misto di generi, fantasy e giallo, la rende avvincente e appassionante. Non voglio dire nulla della trama perchè vorrei che ognuno di voi la scoprisse lentamente, leggendo. Vi dico solo che la fantasia di Eugenio mi ha permesso di entrare in un altro mondo, fatto di maghi, incantesimi, draghi, personaggi bizzarri cui mi sono affezionata, demoni. Il finale è icandescente, con battaglia inclusa...insomma il mio giudizio è positivissimo, invito tutti a comprarlo, io l'ho ordinato via ibs, per viaggiare lontano.

    ha scritto il 

  • 5

    All'inizio pensavo di dare al libro 3 stelle. L'uso di alcuni termini poco ortodossi, inusuali diciamo, non era proprio ben accetto. Non sono una fan di Tolkien ma "sentire" un'elfa che parla come una 15enne dei giorni nostri mi ha confusa.
    Andando avanti ci si fa l'abitudine e la storia mi ...continua

    All'inizio pensavo di dare al libro 3 stelle. L'uso di alcuni termini poco ortodossi, inusuali diciamo, non era proprio ben accetto. Non sono una fan di Tolkien ma "sentire" un'elfa che parla come una 15enne dei giorni nostri mi ha confusa.
    Andando avanti ci si fa l'abitudine e la storia migliora (la parte iniziale dei troll mi è piaciuta molto, non l'avevo detto).

    Mi ha strappato più di una risata, Rasen è sicuramente il mio preferito. Anche Basibozuk mi ha piacevolmetne colpito, è meglio non dire niente per non spoilerare, anche se è un peccato.

    "Purtroppo" il lato fantasy rende difficile prevedere il finale, le carte in tavola possono cambiare come niente non è giusto :p
    Non dico che sia stata una gran sorpresa scoprire il colpevole ma è un lato che non avevo previsto, da sfruttare. Lo rende diverso dai soliti gialli.
    Di sicuro non avevo previsto il viaggetto in un'altra dimensione.. (Tamas è un grande a proposito)
    Non bisogna dimenticare Ugluk! L'autore ha creato dei personaggi molto simpatici. :)

    In conclusione è stata una lettura molto piacevole, tanto da meritare come premio le 5 stellette. Se ci fosse un seguito lo leggerei (magari tra gli elfi di mare..)

    ha scritto il 

  • 3

    "Ti vedo e ti sento" "Mi giungi agli occhi e alle orecchie, (...)"

    Romanzo fantasy di esordio dell'anobiiano Saguatti.


    Ampia ispirazione di D&D e qualche idea harrypotteriana (effetti e metodi del teletrasporto) per un bel mondo fantasy, finalmente senza necessità di una cartina, in cui si va dipanando un'indagine su atroci delitti.


    Molto classic ...continua

    Romanzo fantasy di esordio dell'anobiiano Saguatti.

    Ampia ispirazione di D&D e qualche idea harrypotteriana (effetti e metodi del teletrasporto) per un bel mondo fantasy, finalmente senza necessità di una cartina, in cui si va dipanando un'indagine su atroci delitti.

    Molto classico come ambientazione, ci fa sentire a nostro agio in un imprecisato medioevo in cui regnano la magia e in cui trovare comunemente elfi, troll e draghi.

    Le caratteristiche delle razze e gli incantesimi prendono molto dal gioco di ruolo Dungeons & Dragons (allineamenti, classi, elfi che vedono al buio, incantesimi per scacciare non morti, protezioni clericali, anche le armi usate dai chierici, per dirne alcune) tanto che non dubito il libro possa piacere agli estimatori della Dragonlance, di cui ha respiro meno epico e più urbano.

    Non è la solita quest, il viaggio di un gruppo di inconsapevoli eroi per mille mila chilometri, ma un'indagine cittadina con metodi scientifici in un ambiente dove la magia regna sovrana. Un giallo con molti sospetti.

    Interessanti sono i continui cambi di prospettiva: anche se rimaniamo sempre dal punto di vista del protagonista, il chierico neutrale Wakancha (tranne che per l'inizio), lo vediamo spesso ritornare sui suoi passi, ripensare lo stesso evento sotto diverse luci, proporci nuove vie.

    Mi piace anche la caratterizzazione dei personaggi con tic o manie che li rendono più realistici e simpatici Nah Ka

    Ha l’indubbio pregio, oggidì, di essere autoconclusivo.

    I dialoghi sono alle volte ironici, pungenti ed azzeccati, alle altre troppo colloquiali nel contesto. Il tono in effetti è un pò piatto e simile tra i diversi personaggi (eccetto Ugluk e razze "minori", of course) e ogni tanto capita qualche inforigurgito di supporto al lettore ma stonato in chi lo pronuncia.

    Da controaltare a questi elementi positivi il fatto che malgrado tutto ciò che accade non sia riuscito a coinvolgermi pienamente: le sorti dei personaggi mi tangevano poco, forse perchè non li sentivo mai pienamente in pericolo ed intuivo la soluzione, e non sono riuscita ad immedesimarmi o affezionarmi ad alcuno. Ci manca quel quid in più che sicuramente un po’ di esperienza farà uscire, quindi attendo un secondo libro :)

    Un buon libro da tre stelle ed un autore da tenere d'occhio.

    ha scritto il