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Caos calmo

Di

Editore: Bompiani Libri Oro

3.7
(5188)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 451 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Francese

Isbn-10: 8848603513 | Isbn-13: 9788848603515 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , CD audio , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
Pietro Paladini è un uomo apparentemente realizzato, con un ottimo lavoro, unadonna che lo ama, una figlia di dieci anni. Ma un giorno, mentre salva la vitaa una sconosciuta, accade l'imprevedibile, e tutto cambia. Pietro si rifugianella sua auto, parcheggiata davanti alla scuola della figlia, e per luicomincia l'epoca del risveglio, tanto folle nella premessa quanto produttivanei risultati. Osservando il mondo dal punto in cui s'è inchiodato, scopre apoco a poco il lato oscuro degli altri, di quei capi, di quei colleghi, diquei parenti e di tutti quegli sconosciuti che accorrono a lui e soccombonodavanti alla sua incomprensibile calma. Così la sua storia si fa immensa, e licontiene tutti, li ispira fino a un finale inaudito eppure del tutto naturale.
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  • 1

    Terrificante. E’ il primo aggettivo che mi è venuto in mente a caldo dopo la lettura di questo romanzo.
    Pietro Paladini è un altro essere umano appartenente alla cosiddetta categoria dei privilegiati. ...continua

    Terrificante. E’ il primo aggettivo che mi è venuto in mente a caldo dopo la lettura di questo romanzo.
    Pietro Paladini è un altro essere umano appartenente alla cosiddetta categoria dei privilegiati. E’ giovane, benestante, con un buon lavoro e una moglie amorevole e una dolce figlia al proprio fianco.
    Un giorno, proprio mentre sta salvando una sconosciuta dall’annegamento, la sua vita perfetta finisce in frantumi: sua moglie muore a causa di un improvviso aneurisma cerebrale.
    Da quel giorno la vita di Pietro cambia totalmente, l’uomo si rifugia nella sua auto, perennemente parcheggiata davanti la scuola della figlia e comincia a osservare il mondo, traendone osservazioni che hanno più il sapore di assolute certezze…
    Romanzo che è salito agli onori della cronaca grazie all’omonimo film di e con protagonista Nanni Moretti(più che altro è salito agli onori della cronaca per la bollente scena di sesso tra Nanni e Isabella Ferrari).
    Lo dico con franchezza: oltre a non aver proprio capito il senso di tutta la storia, oltre a non averci trovato alcun risvolto filosofico e nessun insegnamento utile di vita, ho trovato questo film agghiacciante sotto alcuni punti di vista.
    Parto dall’inizio: la scena del salvataggio.
    Ma che cos’è? Cosa mi dovrebbe rappresentare? Un uomo che cerca di salvare una donna dall’annegamento(e che cerca allo stesso tempo di salvare la vita anche a sé stesso dato che, come so bene, quando una persona sta per annegare il suo primo istinto è quello di aggrapparsi al suo salvatore, trascinandolo a fondo con sé) il pensiero che ha in testa è quello di, passatemi il termine, di incularla? Questo mentre sta per annegare insieme alla donna trova tutto così eccitante da avere un’erezione e desiderare ardentemente un rapporto anale con lei? Mah…forse c’è una spiegazione che intrinseca che io non sono riuscita a cogliere…
    E poi c’è il tema principale della storia, la morte della moglie.
    Una moglie tanto amata, così amata che della sua morte non frega niente non soltanto a lui, ma soprattutto alla figlia…una bambina di dieci anni che perde improvvisamente la madre e non fa una piega, non versa nemmeno una lacrima…per lei è come se le si fosse rotta una bambola o morto il canarino…una totale assenza di sentimenti, di emozioni e di affetto da parte di questi personaggi che a me inquieta parecchio…forse Veronesi ha voluto dimostrarci che al giorno d’oggi siamo totalmente incapaci di rapportarci con il pensiero della morte tanto da tenerci il più lontano possibile già solo dall’affrontare l’argomento, che siamo totalmente incapaci di provare sentimenti veri, autentici, forse è questo, altrimenti non riesco davvero a trovare una spiegazione a tutto questo totale “anaffettismo”.
    E poi c’è la famosa scena di sesso immortalata da Nanni Moretti, qui descritta come se ci trovassimo davanti a un racconto amatoriale di uno scrittore principiante o, peggio ancora, davanti a un film porno di bassa lega, al limite della volgarità…
    E poi, dulcis in fundo, lo stile con cui tutta la storia è stata scritta, uno stile che lascia a desiderare, un profluvio di parole simil “Ulisse” di Joyce ma che non ha affatto la stessa presa emotiva.
    Pessimo, pessimo, pessimo…l’ennesimo prodotto di consumismo, un romanzo che racconta il nulla e, detto con sincerità, lo fa anche male.
    E’ presto per giudicare, ma Veronesi mi sembra un Mazzantini al maschile e non è di certo un pregio per uno scrittore…
    Da notare che questo romanzo ha vinto il Premio Strega…non aggiungo altro…

    ha scritto il 

  • 4

    Finalmente un finale!

    Bellissimo, l'ho letto tutto d'un fiato saltando il sonno. Ma la cosa che mi ha affascinato di più è che, mentre lo leggevo, mi chiedevo "ma adesso come farà a concluderlo senza banalità?" e quando so ...continua

    Bellissimo, l'ho letto tutto d'un fiato saltando il sonno. Ma la cosa che mi ha affascinato di più è che, mentre lo leggevo, mi chiedevo "ma adesso come farà a concluderlo senza banalità?" e quando sono arrivata alla fine l'ho riletta due volte, per la raffinatezza della soluzione. Sei un mago!

    ha scritto il 

  • 4

    Granelli di sabbia

    Ammetto candidamente di non avere ancora capito come classificare i romanzi di Veronesi, li inizio pensando che parlino di un determinato argomento e quando li chiudo ho sempre la netta sensazione che ...continua

    Ammetto candidamente di non avere ancora capito come classificare i romanzi di Veronesi, li inizio pensando che parlino di un determinato argomento e quando li chiudo ho sempre la netta sensazione che in realtà mi abbiamo raccontato tutt'altro.
    Però lo raccontano bene, eccome se lo raccontano bene; sono davvero pochi gli scrittori italiani attuali capaci di tanta grazia stilistica e lessicale. C'è poco da fare, la sua scrittura scivola via con una naturalezza impagabile, è come la pasta sfoglia ben fatta impalpabile ma densa.
    Perciò vi potrei dire che questo dolore parla del dolore, del dolore di tutti, dei dolori di tutti, delle fughe, delle strade che prendono le persone in fuga. Ma parla anche dell'amore e della famiglia e del vivere insieme e del lavoro che aliena le persone e di quello che lo realizza.
    Delle grandi idee e dei granelli di sabbia che inceppano gli ingranaggi e fermano l'orologio..e nel tentare di ripararlo viene alla luce che quell'orologio non ha mai funzionato a dovere, era fuori tempo, fuori ritmo e allora si deciderà di tenerlo così, apparentemente fermo guadagnandoci comunque quei due minuti al giorno in cui sarà in orario perfetto.
    Ecco potrei raccontarvi di questo, ma l'ha già fatto Veronesi, e l'ha fatto proprio bene.

    ha scritto il 

  • 2

    Tanta bella scrittura per non dire nulla di significativo. Da un premio letterario mi aspettavo che incarnasse assai meglio lo spirito dei tempi, o che sondasse dimensioni emozionali con profonda capa ...continua

    Tanta bella scrittura per non dire nulla di significativo. Da un premio letterario mi aspettavo che incarnasse assai meglio lo spirito dei tempi, o che sondasse dimensioni emozionali con profonda capacità analitica. Ma il dolore di un riccone si consuma in una bolla che solo il denaro può comprare. Se Pietro Paladini fosse stato un operaio o un normale impiegato - di Lambrate, magari, anziché del Centro - forse il romanzo sarebbe risultato più sincero. Ovviamente Veronesi - autore tv - scrive dell'ambiente che conosce. E questo è il suo limite.

    ha scritto il 

  • 5

    L'ho finito.
    Adesso.
    E avrei bisogno di altre parole per non usare "bellissimo".
    Toccherebbe parlare di quanto può essere importante una persona, quanto ci sia di bello nel starsene su una panchina ad ...continua

    L'ho finito.
    Adesso.
    E avrei bisogno di altre parole per non usare "bellissimo".
    Toccherebbe parlare di quanto può essere importante una persona, quanto ci sia di bello nel starsene su una panchina ad osservare gli altri per non sentire il dolore o la mancanza di dolore.
    Toccherebbe trovare le parole per spiegare quei fini artifici letterari che sono lì a rendere semplice ciò che semplice non è.
    Se lo leggi e non li vedi, non hai capito un cazzo.
    E ti viene da dire: lo sai perchè ti è piaciuto e mi hai detto di leggerlo prima ancora di finirlo? perchè ha un punto di vista simile al tuo. Fidati.
    Una forza, uno tsunami racchiuso in una goccia d'acqua.
    Una potenza devastante.
    Di quelle così grosse che non tutti riescono a vederla, figurati.
    E ora bisognerà vedere il film, ma Moretti mi sta in culo... epperò lo vedo perfetto, perfetto nei panni di Pietro Paladini e poi potrò sempre dire "eh, ma il libro era un'altra cosa" e il film se lo ricordano solo per quella famosa scena... e nessuno mi toglie dalla mente che uno voglia fare l'attore e il regista solo per essere a contatto con donne meravigliose che se facesse il fattorino delle pizze non se lo inculerebbero mai.
    Sì, il termine non è casuale.
    Nemmeno l'assenza di punteggiatura, perchè quando superi la metà poi lo devi finire finire finire e leggere leggere leggere, ma ho gli occhi crepati!, fa niente!
    Continua, arriva all'ultima pagina.
    Trascura il lavoro (è poi importante?), stai solo qui fermo e leggi. Lo devi finire.
    L'ho finito.
    Adesso.

    Be'... grazie.

    ha scritto il 

  • 5

    E' un bellissimo libro impregnato di vita, scritto magnificamente e pieno di spunti di riflessione.
    Un meritato premio Strega per un ottimo romanzo.
    Nessun anticipo, un solo consiglio: leggetelo!
    Per ...continua

    E' un bellissimo libro impregnato di vita, scritto magnificamente e pieno di spunti di riflessione.
    Un meritato premio Strega per un ottimo romanzo.
    Nessun anticipo, un solo consiglio: leggetelo!
    Per me vale cinque stelle piene.

    ha scritto il 

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