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Caos calmo

By Sandro Veronesi

(2121)

| Others | 9788848603515

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Book Description

Pietro Paladini è un uomo apparentemente realizzato, con un ottimo lavoro, unadonna che lo ama, una figlia di dieci anni. Ma un giorno, mentre salva la vitaa una sconosciuta, accade l'imprevedibile, e tutto cambia. Pietro si rifugianella sua auto, pa Continue

Pietro Paladini è un uomo apparentemente realizzato, con un ottimo lavoro, unadonna che lo ama, una figlia di dieci anni. Ma un giorno, mentre salva la vitaa una sconosciuta, accade l'imprevedibile, e tutto cambia. Pietro si rifugianella sua auto, parcheggiata davanti alla scuola della figlia, e per luicomincia l'epoca del risveglio, tanto folle nella premessa quanto produttivanei risultati. Osservando il mondo dal punto in cui s'è inchiodato, scopre apoco a poco il lato oscuro degli altri, di quei capi, di quei colleghi, diquei parenti e di tutti quegli sconosciuti che accorrono a lui e soccombonodavanti alla sua incomprensibile calma. Così la sua storia si fa immensa, e licontiene tutti, li ispira fino a un finale inaudito eppure del tutto naturale.

825 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    idea originale epilogo debole

    La storia e' molto originale e ti coinvolge. Parentesi hard ben scritta ma epilogo abbastanza prevedibile. Che sta creatura prima o poi si sarebbe rotta di vedere sotto la scuola il padre, era scontanto...

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    Lamberto said on Jul 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Lento e noioso.
    Pensieri, pensieri e ancora pensieri, riportati, ripetuti, detti e ridetti, farciture di glassa su strati e strati di crema. E la pasta frolla che da consistenza al dolce? Poca e friabilissima.
    Un pappone difficile da inghiottire. E u ...(continue)

    Lento e noioso.
    Pensieri, pensieri e ancora pensieri, riportati, ripetuti, detti e ridetti, farciture di glassa su strati e strati di crema. E la pasta frolla che da consistenza al dolce? Poca e friabilissima.
    Un pappone difficile da inghiottire. E una volta digerito, resta davvero poco.

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    Maliviò said on Jul 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'interesse del libro è sopratutto nel cercare di capire i sentimenti del protagonista, richiuso nel suo bozzolo personale, in cui però non si manifesta il dolore.
    Le persone che incontra, il lavoro, i famigliari restano sullo sfondo, come comprimari ...(continue)

    L'interesse del libro è sopratutto nel cercare di capire i sentimenti del protagonista, richiuso nel suo bozzolo personale, in cui però non si manifesta il dolore.
    Le persone che incontra, il lavoro, i famigliari restano sullo sfondo, come comprimari.
    Il suo microcosmo resta racchiuso attorno alla figlia e al cortile della scuola, fino a quando l'incantesimo si romperà.
    Libro particolare, ma lettura molto coinvolgente.
    Il film invece non mi è piaciuto.

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    Catta said on Jul 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Deludente

    Noioso.
    Per una che non ama Moretti è il colmo dire che il film è più soddisfacente del libro.

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    Marica said on May 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Dire che questo libro mi abbia lasciata perplessa sia un eufemismo rende abbastanza bene il mio stato d’animo. E la colpa è sempre delle aspettative che ho in un romanzo. Questa cosa si presenta come un’opera incentrata sulla sofferenza di un uomo e ...(continue)

    Dire che questo libro mi abbia lasciata perplessa sia un eufemismo rende abbastanza bene il mio stato d’animo. E la colpa è sempre delle aspettative che ho in un romanzo. Questa cosa si presenta come un’opera incentrata sulla sofferenza di un uomo e della sua figlioletta di fronte alla morte della moglie (e madre della bambina), con conseguente “””pazzia””” dell’uomo, che, per una promessa fatta alla bambina, decide di trascorrere i suoi giorni di fronte alla scuola della figlia invece di continuare con la sua vita normale. Ok, la premessa poteva anche essere interessante. Il risultato? Pessimo. Il protagonista dovrebbe soffrire per la morte dell’amatissima moglie, ma in realtà è lui stesso a sottolineare come in realtà né a lui né alla figlia interessi nulla della morte di quella donna; la sagoma del protagonista si esprime come un autore da quattro soldi che ci tiene a far vedere la sua bravura, i suoi virtuosismi e la sua cultura riguardo a Dostoevskij (Veronesi, si capisce benissimo che il protagonista del libro sei tu, suvvia!): il risultato è che ci sono paginate intere di muri di testo in cui non si dice nulla se non parole, parole, parole, parole e parole (ho già detto parole?) che dovrebbero far provare al lettore empatia con un uomo vedovo, ma lo fanno solo dormire (e sono stata felicissima di aver constatato che, a volte, ho fatto bene a saltare pagine intere, visto che non ho perso nulla della trama). Come se ciò non bastasse, invece di mostrarmi come padre e figlia affrontano l’avvenimento di cui sopra (mi risulta difficile credere che, in una famiglia normale, né al marito né alla figlia possa importare proprio niente della morte di una donna), il libro finisce per essere una carrellata di mentecatti, ognuno con le sue sfighe: abbiamo il mentecatto fighetto, fratello del protagonista che lavora nell’alta moda e cambia buco femminile nel quale pucciare il biscotto come fossero mutande (ovviamente, in quanto fighetto dell’alta moda, bello, figo e fashion verrà subito amato da quella povera disgraziata della nipote, inconsapevole di dove sia capitata, anche grazie all’atto di corruzione compiuto con un cellulare all’ultima moda); abbiamo la mentecatta velina, la cognata isterica del protagonista e sorella della defunta, che lavora in televisione, quindi esperta nel farsi ogni essere di sesso maschile che respiri all’interno degli studi televisivi, ogni volta liquidata senza troppi problemi quando si scopre la sua gravidanza. Poi abbiamo gli altri mentecatti, i colleghi di lavoro del protagonisti che sfilano ognuno con le sue sfighe di fronte alla moderna incarnazione del Buddha venuto a mostrare la verità della vita di fronte alla scuola elementare della figlia. Per quanto si parli di un mondo a me completamente estraneo, questi mentecatti mi lasciano perplessa, perché mi paiono più delle figurine bidimensionali che una serie di personaggi con la loro personalità (non che tutti gli altri siano molto meglio). Anche perché è difficile entrare in contatto con i personaggi quando lo scrittore diventa verboso, logorroico e si diletta a fare puntualizzazioni sul nulla (e fatte palesemente dall’autore e non dal personaggio). E questo è un altro Premio Strega. Forse questo libro è un po’ meno osceno di La solitudine dei numeri primi e Acciaio, ma rimane sempre un brutto libro. Io mi chiedo: ma come li assegnano questi premi letterari in Italia? Con la raccolta punti della Coop? Atroce. Forse mi sarei dovuta limitare al film.

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    Nuvola Barocca said on Mar 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    A conferma del fatto che negli ultimi anni la produzione letteraria nel nostro paese ha preso una tristissima piega. Ci circonda il nulla, il vuoto. Questo libro ne è una prova. Se esce simile spazzatura e vince pure il premio strega significa che le ...(continue)

    A conferma del fatto che negli ultimi anni la produzione letteraria nel nostro paese ha preso una tristissima piega. Ci circonda il nulla, il vuoto. Questo libro ne è una prova. Se esce simile spazzatura e vince pure il premio strega significa che le cose non vanno tanto bene. Scritto male, storia a dir poco patetica..cos'altro dovrei aggiungere?

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    LauraDafne90 said on Mar 17, 2014 | 1 feedback

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