Capelli viola

Di

Editore: Mondadori

3.5
(210)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 203 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804456140 | Isbn-13: 9788804456148 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Salute, Mente e Corpo , Adolescenti

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Descrizione del libro
Sedici anni, genitori separati e tutti presi dalla loro vocazione artistica (il padre è un musicista un po' hippie e la madre è una scultrice), una grande casa a New York, capelli a spazzola tinti di viola a dispetto del parere contrario di tutti quelli che la conoscono: ecco Billie, una ragazza che, capelli a parte, con il suo carattere deciso e la sua lingua tagliente proprio non può passare inosservata. La spietata ironia con cui osserva gli adulti che la circondano potrebbe far pensare che Billie non conosca la tenerezza, ma non è così: perchè quando le capiterà di incontrare un ragazzo più grande di lei, solitario e gravemente ammalato, il suo bisogno di dare emergerà con prepotenza...
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    adatto alle preadolescenti

    La storia narra di Billie, ragazzina di 16 anni, con genitori separati: la madre che chiama "quella" è una affermata falegname, il padre che chiama "quello" è un clarinettista, che si droga e vive con ...continua

    La storia narra di Billie, ragazzina di 16 anni, con genitori separati: la madre che chiama "quella" è una affermata falegname, il padre che chiama "quello" è un clarinettista, che si droga e vive con una naturista che si fa chiamare Nostalgia (e che ovviamente Billie odia).
    Billie ha un'amica per la pelle di nome Elissa; entrambe sono fidanzate, la prima con Dino che però ben presto lascerà e la seconda con Mickey che ama alla follia. Vi è poi la zia di Elissa, zia Ruth del Bronx, che fa da zia pure a Billie, e che aiuterà la ragazza nelle sue "imprese".
    Innanzitutto Billie, è un'adolescente come tante, con una situazione familiare e affettiva problematica, che si sente un'incapace perché a differenza dei genitori non ha nessuna vena artistica, per cui per attirare l'attenzione su di sé, anche se negativamente, si taglia a spazzola i suoi bellissimi e lunghissimi capelli castani e se li tinge di un improbabile colore viola.
    Un giorno lei e Elissa seguendo di nascosto i fidanzati per capire che stessero combinando vista l'aria furtiva che qualche tempo avevano, scoprono che i due avevano fatto dei lavoretti di carpenteria a casa di un ragazzo di 21 anni, Mitchel, affetto da sclerosi multipla.
    Neanche a dirlo, Billie si innamora follemente di lui e comincia a frequentarlo ogni giorno. Fra i due nasce una bella amicizia e vero affetto che però Billie scambia per amore ricambiato; di Mitchel non sa molto perché il ragazzo non vuole raccontarle nulla della sua vita prima della malattia, come se quella vita non fosse mai esistita, ma un guiorno Billie, entrata in camera sua per prendergli un fazzoletto da un cassetto per lui diventato troppo alto essendo costretto sulla sedia a rotelle, vede la foto di Sarah e sul retro legge il nome del fotografo. In qualche modo riesce a farsi raccontare da Mitch che quella ragazza era la sua fidanzata che avrebbe voluto sposarlo pur sapendo della sua malattia e dalla quale lui, appunto, era fuggito tagliando i ponti con tutti. Billie allora, con l'aiuto di Elissa e della zia Ruth, parte alla ricerca di Sara, la trova e le racconta tutto. Sara ovviamente si farà accompagnare da lei da Mitch che accetta di rivederla e Billie immagina che i due sicuramente ritorneranno al loro paese e si sposeranno.
    Billie così ritorna alla sua vita, i capelli sono ritornati castani da un po', ha capito che la vita è fatta di "giorni che sono okay e altri terribili, delle volte le cose vanno per il meglio, altre invece vanno da schifo. E poi ci sono anche i giorni in cui tutto è solo e soltanto uno stramaledettissimo Bleah! La chiamano vita, e a me sta bene così".
    Per quanto riguarda lo stile di scrittura che dire...non conosco questa autrice e altri suoi lavori perciò spero che qui abbia adottato questo stile solo con lo scopo di avvicinarsi e di farsi leggere dalle preadolescenti, perché il registro linguistico è alquanto colloquiale, i discorsi diretti sono riportati liberamente senza l'interpunzione adeguata e spesso si fa fatica a capire chi sta parlando, inoltre il continuo rivolgersi al lettore con il "voi ragazzi" dimostra l'estrema colloquialità del linguaggio scelto; ovviamente anche il lessico utilizzato e la sintassi sono alquanto semplici. Insomma, non è questo un romanzo adatto per lettori adulti che cercano anche nello stile di scrittura il piacere della lettura...in poche parole direi che è come leggere un tema di una studentessa del biennio...

    ha scritto il 

  • 1

    Non mi piace. Non mi piace la prosa di Sandra, che si dilunga in spiegazioni inutili. Non mi piace il tono di Billie, la protagonista, che va bene che ha sedici anni, ma è una s….za menefreghista e su ...continua

    Non mi piace. Non mi piace la prosa di Sandra, che si dilunga in spiegazioni inutili. Non mi piace il tono di Billie, la protagonista, che va bene che ha sedici anni, ma è una s….za menefreghista e superficiale. Non mi piace il ritratto che fa l’autrice degli italiani (“mangia spaghetti”, niente di che, ma detto da un’italiana fa calar la tristezza). Non mi piace il nome dell’amica di Billie, Elissa (ma che nome è?). E non mi piace saltare le pagine per arrivare a un aspetto piacevole della trama che magari arriverà anche, ma io non ho pazienza di aspettare. Abbandonato.

    ha scritto il 

  • 4

    Niente a che vedere con le storie della detective Laurano: in questo caso si tratta di un romanzo incentrato su una diciassettenne newyorkese, con due genitori stravaganti (identificati quasi sempre c ...continua

    Niente a che vedere con le storie della detective Laurano: in questo caso si tratta di un romanzo incentrato su una diciassettenne newyorkese, con due genitori stravaganti (identificati quasi sempre come "quello" e "quella"), le amicizie, episodi di solidarietà sociale e delusioni sentimentali. Simpaticissima la figura di "zia" Ruth.

    ha scritto il 

  • 4

    ...e un quarto!

    "Anch'io voglio fare qualcosa di veramente speciale, altrimenti mi annoio. E non mi piace annoiarmi, e sopratutto non mi piace rompere le scatole agli altri. Non voglio essere un tipo noioso.Penso che ...continua

    "Anch'io voglio fare qualcosa di veramente speciale, altrimenti mi annoio. E non mi piace annoiarmi, e sopratutto non mi piace rompere le scatole agli altri. Non voglio essere un tipo noioso.Penso che sia la cosa peggiore che possa capitare a un essere umano."

    "E io? Io mi sentivo sola. Stare da sola e sentirsi sola sono due cose diverse. Ogni tanto a me piace starmene per conto mio, ma non sopporto di sentirmi sola."

    Quando avevo undici anni ho letto "Camilla e i suoi amici" della Scoppettone e mi era piaciuto un sacco, quindi quando ho trovato l'ebook di "Capelli viola" ho subito deciso di leggerlo...anche se è un libro per adolescenti e ho qualche anno in più rispetto all'ultima volta in cui ho preso in mano un libro di questa scrittrice! :D
    La protagonista è Billie, un'adolescente un po' sola con i genitori in crisi. Lei si mostra tutta ribelle, un po' dura, ma quando conoscerà un ragazzo affetto da sclerosi multipla cambierà il suo atteggiamento.
    In un piccolo libro vengono trattati con delicatezza vari temi:la separazione dei genitori, il sentirsi soli, l'amicizia e l'amore, la solitudine degli anziani, l'essere incompresi...
    Ho cercato di vederlo con gli occhi di un adolescente e lo consiglierei: si legge velocemente ma non è banale, la scrittrice è molto brava e, a mio parere,scrive benissimo!

    ha scritto il 

  • 3

    il colore del coraggio

    C'è un momento della vita in cui ci si accorge di essere unici e si cerca di dimostrarlo in qualche modo differenziandosi dagli altri. di solito questo succede nell'adolescenza. è una svolta che richi ...continua

    C'è un momento della vita in cui ci si accorge di essere unici e si cerca di dimostrarlo in qualche modo differenziandosi dagli altri. di solito questo succede nell'adolescenza. è una svolta che richiede determinazione perché gli altri spesso non la prendono molto bene e tendono a fraintendere. a parte questo interessante elemento per il resto il libro non è incisivo. temi importanti buttati là e svolti in modo superficiale: le famiglie separate, la droga, la malattia. anche la conclusione è un po' troppo affrettata e falsamente risolutiva. mi aspettavo di più e di meglio. un racconto anche se è destinato ai ragazzi non deve essere per forza sciatto.

    ha scritto il 

  • 5

    Un talento chiamato AMORE

    "Alla prima pennellata di tintura, tutta la mia vita cominciò a scorrermi davanti agli occhi, come in un film. Bé, non proprio la mia vita, ma tutte le persone che mi erano care. E mi dicevano:"No, no ...continua

    "Alla prima pennellata di tintura, tutta la mia vita cominciò a scorrermi davanti agli occhi, come in un film. Bé, non proprio la mia vita, ma tutte le persone che mi erano care. E mi dicevano:"No, no, non farlo!"
    E io, naturalmente, lo feci."

    Billie, sedici anni, newyorkese, femminista, anticonformista, semplicemente se stessa, decide di tagliarsi i capelli cortissimi e di tingerli di viola. Lo fa nn solo per il disprezzo della società, bensì per poter essere notata. Affinchè qualcuno si accorga di lei. X qst motivo Billie soffre affermando di nn avere alcun talento; ma presto scoprirà, tramite Mitch, ragazzo affetto da sclerosi multipla, ke il suo vero talento è quello di amare (facendogli spesso visita oppure occupandosi del Capitano Natoli, uomo anziano con molti problemi ke vive solo con il suo cane...).
    Mi è piaciuto moltissimo rileggere qst libro: è molto toccante, delizioso e semplice. Ci sn rimasta male solo x un fatto: ke Billie e Mitch nn si siano messi assieme.

    ha scritto il 

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