Capitanes intrépidos

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Publisher: El País

3.7
(830)

Language: Español | Number of Pages: 164 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , Chi traditional

Isbn-10: 8496246566 | Isbn-13: 9788496246560 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover , Library Binding , Mass Market Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure , Travel

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Book Description
Harvey Cheyne -hijo de un multimillonario- viaja con sumadre en un lujoso transatlántico hacia Europa para recibir una refinada educación. En la travesía cae al mar y es recogido por una goleta que se dirige a los bancos de bacalao. Al cabo de res meses de duro trabajo en el barco, de niño egoista y consentido pasa a ser un buen compañero y un curtido pescador.
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  • 4

    Conche pescando gìa succinta e scalza

    Questo libro di Kipling lo lessi nel 1980 o nel 1981: ero alle medie, e un compagno di classe me ne prestò un’edizione per ragazzi, con la copertina cartonata, illustrazioni a colori e il testo probab ...continue

    Questo libro di Kipling lo lessi nel 1980 o nel 1981: ero alle medie, e un compagno di classe me ne prestò un’edizione per ragazzi, con la copertina cartonata, illustrazioni a colori e il testo probabilmente un po’ sforbiciato, anche se non più di tanto, visto che il tomo era piuttosto spesso. Leggere i libri “per ragazzi” a distanza di tanti anni è un’esperienza utile, se si tratta di testi come questo, perché aiuta a capire meglio vicende di cui allora si apprezzava soltanto l’elemento avventuroso, trovandovi angoli reconditi e un po’ misteriosi che fanno capire come ad esempio Capitani coraggiosi non sia semplicemente una storia piacevole o un Bildungsroman destinato a foggiare una rude virilità borghese. Sfortunatamente la traduzione italiana pubblicata da Mondadori, pur non essendo vecchia, allo stile di Kipling rende poca giustizia ove nei dialoghi dei pescatori echeggia la parlata vernacola dei villaggi rivieraschi nordamericani, ben conosciuti dall’autore; d’altra parte riversare tali rusticità linguistiche in un altro sistema sintattico e lessicale non è agevole, soprattutto se si pensa che l’eventuale ricorso ai dialetti nostrani costituirebbe una toppa peggiore del buco, trasformando in siparietti chioggiotti o partenopei o versiliesi la calata piscatoria del New England.
    Fatto curioso, molti commenti qui su Anobii lamentano l’abbondare di termini marinareschi: alcuni anzi si riducono semplicemente a questa doglianza. Consiglierei a chi li ha scritti di evitare Conrad: potrebbero avere un malore da sovraccarico di controvelacci, fiocchi, osteriggi e sagole. Ma benedetti lettori!, usare ogni tanto un dizionario fa tanto male? Naturalmente poi ci sono anche quelli che giudicano poco avventurosa quest’avventura; e , in un certo senso, è vero. Vogliamo mettere far vela per i mari del Sud, a bordo dell’Hispaniola, col πολύτροπος Long John Silver e una ciurma di bucanieri dal cutlass facile, sul mare d’un glauco irreale sotto la brezza o ferrigno nella bonaccia, e isole tropicali con lagune arcane e vegetazione minacciosa? Ma è proprio qua il bello di Capitani coraggiosi: la prosa di Kipling riesce a far diventare accattivante e avventurosa un’attività densa di pericoli, ma grigia, come la pesca di merluzzi; e ci riesce perché la vive da neofita un adolescente miliardario, ignaro del mondo che brulica fuori dalla sua gabbia dorata, ignaro del sudore e di che cosa significhi rischiare la pelle per portare il pane a casa: Harvey Chaine, sbalzato fra le onde dal transatlantico di lusso su cui viaggiava, ripescato dalla goletta We’re here, diventa in poche settimane di duro addestramento un bravo mozzo e un pescatore provetto nel buttare le lenze e nel calare lo scandaglio, nell’imbrogliare le vele e nel salare il baccalà; e il padre, ritrovatolo alla fine, lungi dall’adirarsene come farebbe un genitore moderno, ne trae orgoglio e compiacimento, perché, a sua volta, è un sano borghese americano che s’è fatto da solo, e si trova finalmente a proprio agio davanti al figlio temprato sul mare, mentre si sentiva lontano dal ragazzino presuntuoso e rammollito che la madre teneva sotto una campana di vetro e colmava di soldi. Dopotutto, la lode d’una borghesia rude e battagliera possedeva un suo senso: per quanto affarista, per quanto sfruttatore, il costruttore ottocentesco d’imperi commerciali o industriali rischiava del suo, e creava beni di cui, pagando, tutti potevano concretamente beneficiare; l’esatto contrario del pescecane della finanza piratesca odierna: e difatti, se c’è un’epica della strada ferrata o del bastimento a vapore, un’epica dello swap su titoli non esiste, e se pure vi fosse potrebbe tutt’al più eccitare una matricola della Bocconi o il sen. prof. Mario Monti.
    Nella parte finale del romanzo, a dir il vero, anche Kipling introduce, dopo l’epica della pesca in barche a vela, dalle ritualità fuori dal tempo, quella tipica della sua epoca, della velocità su ferrovia: oggi il lettore che si presume smaliziato ridacchia leggendo di vaporiere sbuffanti lungo le novissime verghe di ferro a celerità inferiori a quelle d’un attuale accelerato di provincia; ma se lo Zeitgeist era capace di spingere un nostro vate a salutare nel treno una gioiosa macchina di guerra contro l’oscurantismo, perché non lo poteva elogiare con tanta maggior sobrietà Rudyard Kipling? (E qui, diciamolo pure, con miglior causa si sorride del Leone Maremmano, il quale con la ferrovia, duce et auspice di magnifiche sorti e progressive, intruppava fra i vessilliferi della nuova civiltà gli alchimisti e le streghe e Girolamo Savonarola; e per giunta il treno sbuffante aveva, a sentir lui, vinto il Geova de’ sacerdoti: un ottimista, il Carducci).
    Tuttavia la visione kiplinghiana è forse meno monolitica e sicura di quanto sembri a prima vista. Se è vero che l’esperienza statunitense dello scrittore, cominciata nel modo più fausto, terminò con un forte disgusto per una civiltà rivelatasi poi, da vicino, tutta prassi e guadagno, senza profondità storica e senza genuina cultura, un riverbero se ne può forse ravvisare sia nella simpatia di Kipling per il marinaio portoghese Manuel, che si accontenta, per aver salvato Harvey, dei pochi dollari sufficienti a comperare un regaluccio per la sua ragazza, sia nel retrogusto amarognolo che si lascia dietro il lieto fine di questo romanzo: dove infatti, a scorno d’un’educazione marinaresca dall’esito felice, le strutture sociali effettive che tenevano distanti Harvey dal mondo dei pescatori non rimangono né scosse né minacciate: Harvey, pur migliorato e maturato, resterà sempre milionario, e Dan, che sul mare gli ha insegnato a vivere, ne diventa un dipendente: in posizione onorevole, magari, ma dipendente, mentre sulla goletta del padre, pur povera e modesta, era il figlio del padrone e futuro padrone egli stesso. Quanto poi al cuoco negro della We’re here, che a sua volta passa al servizio di Harvey, non credo si debbano e si possano sospettare amarezze retrospettive da parte dell’autore: il fardello dell’uomo bianco era portare la civiltà, e il fardello dell’uomo nero non occorre dire qual sia; ognuno ha i fardelli suoi – ma sia concesso al moderno lettore commentare che certi fardelli sono più onerosi di altri. Ecco però che queste incrinature, e il ricordo continuo del tributo di morte che costantemente richiede il mare a chi vi fatica per vivere, a chi legga Capitani coraggiosi dopo l’infanzia dona sapori e pensieri che il semplice gustare l’avventura fra le onde non potrebbe donare; e tornare su questo libro da adulti ce lo fa quindi capire molto meglio.

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  • 4

    Tralasciando l'eccessivo didascalismo (tipico però dell'epoca in cui il romanzo è stato scritto), Capitani Coraggiosi si dimostra un romanzo, appunto, coraggioso. La storia si incentra su di un ragazz ...continue

    Tralasciando l'eccessivo didascalismo (tipico però dell'epoca in cui il romanzo è stato scritto), Capitani Coraggiosi si dimostra un romanzo, appunto, coraggioso. La storia si incentra su di un ragazzo altezzoso e arrogante che, disperso in mare per una casualità, viene raccolto da un peschereccio e diviene parte della ciurma. La trama esemplifica perfettamente un passaggio storico della letteratura, cioè quello in cui si smette di mettere al centro delle avventure i nobili e l'alta borghesia, sostituendoli con gli uomini del popolo, i lavoratori anche più umili.
    Unica pecca è che, in tutta sincerità, credo che una ragazzo di oggi difficilmente si metterebbe a leggere questo libro, a tratti verboso ed involuto. Peccato, perchè Kipling sa scrivere pagine di una bellezza assoluta, e delineare personaggi fanatstici.

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  • 4

    Un po' troppo didascalico in alcuni punti. Ma tutto sommato una bella storia, con un linguaggio godibile e che rende il libro degno di entrare in prima linea nella biblioteca dei ragazzi. Forse se lo ...continue

    Un po' troppo didascalico in alcuni punti. Ma tutto sommato una bella storia, con un linguaggio godibile e che rende il libro degno di entrare in prima linea nella biblioteca dei ragazzi. Forse se lo avessi letto prima, sarebbe stato ancora più godibile.

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  • 3

    Libro di viaggio o libro da viaggio. Per me è stato il secondo avendomi accompagnato nel mio consueto viaggio in pullman. Kipling con il suo Capitani coraggiosi racconta la storia di questo ragazzo, H ...continue

    Libro di viaggio o libro da viaggio. Per me è stato il secondo avendomi accompagnato nel mio consueto viaggio in pullman. Kipling con il suo Capitani coraggiosi racconta la storia di questo ragazzo, Harvey, figlio di una famiglia facoltosa, che viene mandato "in viaggio" per nave verso l'Europa per completare la sua educazione. Durante il viaggio cade in mare e verrà salvato da un peschereccio. Nessuno dei pescatori crede alle sue parole, nessuno crede che sia veramente ricco, tranne il figlio del capitano, suo coetaneo, Dan. Finirà per fare il mozzo sul peschereccio, guadagnandosi i suo primi dollari e completando la sua formazione di uomo.

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  • 3

    Chi sono i capitani coraggiosi? Sono un gruppo di baldanzosi marinai di pescherecci impegnati nelle stagioni di pesca tra i ghiacci dell’Islanda e l’isola di Terranova, al nord del Canada.
    E’ gente ab ...continue

    Chi sono i capitani coraggiosi? Sono un gruppo di baldanzosi marinai di pescherecci impegnati nelle stagioni di pesca tra i ghiacci dell’Islanda e l’isola di Terranova, al nord del Canada.
    E’ gente abituata a una vita dura, a quella fatica che ti distrugge talmente tanto nel fisico e nello spirito da non riuscire la sera nemmeno a reggerti in piedi.
    E’ in questo ambiente che si ritrova dall’oggi al domani l’adolescente Harvey, figlio di un miliardario che è caduto in mare dalla sua nave durante un viaggio di piacere.
    Il ragazzino, viziato fino al midollo, abituato ad avere servi e servitori intorno a sé e a trattare il prossimo come se fosse una merce da comprare, si ritroverà ben presto a dover affrontare la dura vita da marinaio, ad alzarsi presto la mattina, a lavorare indefessamente tutto il giorno(cosa per lui sconosciuta) e soprattutto a essere trattato al pari con gli altri.
    L’unico suo punto di riferimento è il giovane Dan, il figlio del capitano della nave, con il quale instaurerà un profondo rapporto d’amicizia.
    La durezza della vita di mare porterà il giovane Harvey a mutare non solo nel fisico, ma soprattutto nell’carattere, a trasformarsi da ragazzino viziato e presuntuoso a giovane uomo maturo e di carattere.
    Insieme a “Il libro della giungla” e “Kim” l’altro romanzo di formazione di Kipling, un libro che richiama le avventure marinaresche di Stevenson e di Defoe, che ha già di suo una storia intrigante (un ricco rampollo disperso in mare e “adottato” da un gruppo di marinai) e che l’autore arricchisce ancora di più con vivide descrizioni, evidenziando la psicologia di tutti i personaggi presenti a bordo della “We’re Here”, mostrando la bellezza di una vita semplice, fatta di duro lavoro che aiuterà il ragazzo a crescere e a ritrovare poi in seguito un dialogo con il padre, lontano da lui non solo fisicamente, ma soprattutto psicologicamente.
    C’è tanta ironia nella narrazione, ma soprattutto tanta malinconia, la tristezza di uomini poveri, lontani dalle famiglie per tanto tempo e che rischiano ogni giorno la loro vita per portare ai loro cari il necessario per vivere…sono loro i veri ricchi, non Harvey, ricco materialmente ma povero di sentimenti.
    Un bel romanzo di formazione adatto perlopiù a giovani ragazzi, ma anche gli adulti lo troveranno gradevole.

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  • 5

    Kipling ha un'umanità ricchissima. L'incontro fra Disko Troop e Harvey Cheyne (i padri) è l'incontro fra due uomini dalla visione del mondo e dalla virilità molto diverse, ma che si rispettano; il mom ...continue

    Kipling ha un'umanità ricchissima. L'incontro fra Disko Troop e Harvey Cheyne (i padri) è l'incontro fra due uomini dalla visione del mondo e dalla virilità molto diverse, ma che si rispettano; il momento di incontro fra Harvey padre e figlio è toccante; tutti i marinai, il cuoco... figure maschili molto intense, umane, ben tratteggiate in tutte le loro sfumature.

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  • 3

    Un nuovo romanzo di formazione

    Una volta, specie nell'800, si è affermato il concetto di romano di formazione, in cui il protagonista affronta mille peripezie e ne esce migliorato, alla fine dell'ultima pagina.
    Mutatis mutandis, qu ...continue

    Una volta, specie nell'800, si è affermato il concetto di romano di formazione, in cui il protagonista affronta mille peripezie e ne esce migliorato, alla fine dell'ultima pagina.
    Mutatis mutandis, questo romanzo di Kipling rappresenta una forma più moderna di questo genere letterario: un ragazzino viziato e cresciuto nella ricchezza del padre, cade da un piroscafo e viene raccolto/salvato da una goletta, dove i suoi modi vengono limati dall'equipaggio e su cui il lavoro dei pescatori (in cui viene forzatamente coinvolto) diventa un sostanziale insegnamento sui valor veri della vita e sulla necessità di profondere impegno per raggiungere i propri obiettivi.
    Il ragazzo alla fine ne uscirà cambiato e si riguadagnerà il rispetto del proprio padre.
    La lettura è piacevole, grazie anche ai dialoghi serrati. Per chi non è addentro alle questioni nautiche, può risultare un po' disorientante sentire parlare di gomene e cime, insieme ad altri elementi di una nave; per cui, in alcune parti in cui si descrive l'attività di pesca, la lettura può risultare un po' più pesante.

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  • 3

    Mi dato del filo da torcere ma sono arrivata alla fine, scoprendo un bel finale e rivalutando l'intero romanzo.
    L'ho trovato difficile da leggere per la sua narrazione non proprio fluida, e per il lin ...continue

    Mi dato del filo da torcere ma sono arrivata alla fine, scoprendo un bel finale e rivalutando l'intero romanzo.
    L'ho trovato difficile da leggere per la sua narrazione non proprio fluida, e per il linguaggio altamente tecnico, non riuscivo ad appassionarmi a quest'avventura di del tutto maschile, ma in realtà nasconde un gran bel significato.
    La vicenda riporta tradizioni ed abitudini di fine ottocento dei pescatori.
    Lo definirei un romanzo di formazione, in cui si evince il sacrificio, l'educazione, la fatica, l'importanza del lavoro e del coraggio e della dignità, anche l'amicizia e la riconoscenza.
    Non è solo un romanzo per ragazzi, può interessare anche un vasto pubblico adulto.

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  • 2

    Harvey Cheyne è un ragazzino di quindici anni, figlio di un ricco magnate delle ferrovie americane. Già dalla sua età ha tutto, però non conosce il valore della fatica e del denaro guadagnato col sudo ...continue

    Harvey Cheyne è un ragazzino di quindici anni, figlio di un ricco magnate delle ferrovie americane. Già dalla sua età ha tutto, però non conosce il valore della fatica e del denaro guadagnato col sudore.
    Durante una traversata che lo dovrebbe portare in Europa, il ragazzo cade dalla nave. Viene salvato da una barca di pescatori che stava lavorando nelle vicinanze, la We're Here (Noi siamo qui), sotto la guida di Disko Troop, burbero capitano. Lì impara a conoscere e apprezzare la lealtà e la solidarietà degli uomini di mare, uomini di poche parole ma di grande coraggio e abilità. A poco a poco diventa parte attiva di essa, tant'è che i marinai della goletta iniziano ad apprezzarlo e stimarlo e nasce così uno stretto legame tra l'equipaggio, composto dal burbero capitano, il superstizioso e allegro Manuel, il carismatico Long Jack, l'ex soldato Tom Platt, lo zio Salters e il suo misterioso amico Pennsylvania Pratt divenuto folle dopo aver perso tutta la famiglia in un'alluvione e il silenzioso cuoco afro-gaelico, e il giovane Harvey; così il ragazzo si ritrova ad essere felice di ricevere 10 dollari e mezzo al mese per il faticoso lavoro di pesca svolto durante la navigazione e a gioire di ogni piccolo successo e ogni nuova lezione. È aiutato anche da Dan, mozzo di bordo e figlio di Disko Troop, dal quale riesce, quasi subito, ad ottenere la stima.
    Il ragazzino viziato diventa così un giovane consapevole ed un perfetto marinaio.

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