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Capitani della spiaggia

Di

Editore: Garzanti (Narratori moderni)

4.2
(321)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 269 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8811660432 | Isbn-13: 9788811660439 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elena Grechi

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
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  • 4

    Amado scrisse Capitani della spiaggia nel 1936, con una sensibilità straordinaria per l'epoca verso il fenomeno dei "meninos de rua", i ragazzini brasiliani abbandonati che vivono in strada campando di furti e piccoli espedienti. E al tempo la società aveva nei loro confronti un atteggiamento esc ...continua

    Amado scrisse Capitani della spiaggia nel 1936, con una sensibilità straordinaria per l'epoca verso il fenomeno dei "meninos de rua", i ragazzini brasiliani abbandonati che vivono in strada campando di furti e piccoli espedienti. E al tempo la società aveva nei loro confronti un atteggiamento esclusivamente repressivo, non sentendo la responsabilità di far fronte almeno ai loro bisogni primari. Un'insensibilità che per fortuna ora scandalizzerebbe, ma allora rendeva la condizione di questi bambini davvero toccante e disperata.
    Alcuni di questi meninos di Salvador de Bahia si organizzano in un grande gruppo, chiamato "Capitani della spiaggia", perché un grande magazzino diroccato e abbandonato nei pressi del porto diviene la loro casa. Il gruppo diventa a tutti gli effetti la loro da famiglia: il capo del gruppo, Pedro Proiettile, fa un po' loro da padre, indirizzando e facendo rispettare le regole. Tra gli altri componenti della banda ci sono João Grande, grosso di corporatura e di cuore, i Lecca-lecca, con una forte vocazione religiosa, il Professore, appassionato di letture e narratore di storie per i suoi compagni, il Gamba-Zoppa, capace di suscitare pietà tra le ricche signore a causa della sua menomazione e il Gatto, un tipetto sveglio. Un gruppo esclusivamente maschile finché non viene ammessa Dora, che porterà tutto quello che il mondo femminile ha da regalare: affetto e partecipazione in primis. Dora diverrà la mamma di tutti e poi anche la sposa. Ma la vicenda purtroppo non avrà un lieto fine, perchè la vita tragica dei ragazzi non sempre porta ad una redenzione. Alcuni riusciranno ad uscire da quel mondo miserevole, ma sono una minoranza, altri fanno una fine tragica o sopravvivono come sanno e possono.

    ha scritto il 

  • 4

    In questo libro Amado descrisse con preveggenza, sensibilità poetica e occhio realistico di giornalista, il fenomeno dei “meninos de rua”, i bambini di strada, una piaga che si sarebbe espansa a macchia d’olio, diventando tristemente famosa anche per i terribili “squadroni della morte”, poliziott ...continua

    In questo libro Amado descrisse con preveggenza, sensibilità poetica e occhio realistico di giornalista, il fenomeno dei “meninos de rua”, i bambini di strada, una piaga che si sarebbe espansa a macchia d’olio, diventando tristemente famosa anche per i terribili “squadroni della morte”, poliziotti e paramilitari, specie di vigilanza privata assoldata da qualche commerciante per risolvere il problema dei ragazzi abbandonati nel modo più semplice: assassinandoli, massacrandoli.

    Celebre è restato il massacro della Candelaria di Rio, del luglio 1993, quando otto bambini furono uccisi dagli Squadroni, ma non è stato il più ingente, né il più efferato. Tornando alla storia, Amado ci descrive le vicissitudini di una banda chiamata “i capitani della spiaggia”, che infesta la zona del porto di Bahia, vivendo di piccoli furtarelli e truffe. Fra zuffe con bande rivali, amori fugaci consumati con le negrette sull’arenile, fughe precipitose dalle retate della polizia, la vita di questi ragazzi, diventati uomini anzitempo, si svolge come una lunga condanna a morte.

    Oltre alla polizia, devono guardarsi dalle iene benpensanti dei giornali e dai monsignori che hanno occhi e orecchie soltanto per le vecchine pie e bigotte che lasciano cospicue donazioni alle loro chiese. E chi, come Padre José Pedro, cerca di aiutarli, portando un po’ di comprensione e affetto viene redarguito, emarginato, castigato.

    Però, anche se la disperazione incombe, dal letame può ben nascere qualche fiore e se molti soccombono, nasceranno la vocazione religiosa del Lecca-Lecca, quella artistica del Professore e quella politica di Pedro Proiettile, il capo della banda e di Barandao.

    Non è un libro ottimista e solare come quelli della sua seconda fase narrativa, ma è un testo che ci dimostra ancora una volta la straordinaria capacità di Amado di mettersi nei panni altrui, di condividere con spirito di poeta le pene e le sofferenze dei più deboli e di descrivere magistralmente le ipocrisie e la cattiveria che si maschera da giustizia, di quelli che spesso passano per “i buoni” della morale ufficiale.

    ha scritto il 

  • 5

    Se só eu tivesse as palavras para explicar o que aconteceu no entanto que eu li este livro. Foi mesmo uma epifania. Jorge Amado tem palavras simples para contar uma historia que vai muito alem do que a historia dos capitães. Os meninos são caracterizados e têm todos uma vida e experiências difere ...continua

    Se só eu tivesse as palavras para explicar o que aconteceu no entanto que eu li este livro. Foi mesmo uma epifania. Jorge Amado tem palavras simples para contar uma historia que vai muito alem do que a historia dos capitães. Os meninos são caracterizados e têm todos uma vida e experiências diferentes. Amei e chorei ao ler este livro.
    Há algumas palavras e expressões que não são simples para quem não é português mas ainda o livro percebe-se bem também quando o leitor é estrangeiro.

    ha scritto il 

  • 5

    "Perché la rivoluzione è una patria e una famiglia"

    Amado è bravo ed empatico come non mai nel raccontare le miserie e gli abbrutimenti di questo gruppo di ragazzini abbandonati, dello strano mondo che gira loro intorno, della loro quotidianità e dei loro riscatti. Romantico e brutale.

    ha scritto il 

  • 3

    L'infanzia-adolescenza di un gruppo di ragazzi di Bahia, senza famiglia e senza legge. Ognuno di loro saprà prendere una via diversa e cercare la propria identità, nonostante la violenza dentro e fuori il gruppo.
    Una violenza che molto spesso non ho compreso e una società che sempre rifiuta ...continua

    L'infanzia-adolescenza di un gruppo di ragazzi di Bahia, senza famiglia e senza legge. Ognuno di loro saprà prendere una via diversa e cercare la propria identità, nonostante la violenza dentro e fuori il gruppo.
    Una violenza che molto spesso non ho compreso e una società che sempre rifiuta chi è in difficoltà... a prescindere dai motivi...
    "Perché la rivoluzione è una patria e una famiglia." Spero che poi siano riusciti a trovarsi davvero.
    Tre stelle e mezzo.

    ha scritto il 

  • 5

    In questo romanzo d'incredibile bellezza, pubblicato nel 1936, Jorge Amado racconta le storie dei ragazzi di strada di Salvador de Bahia. Storie d'innocenza perduta, storie di sangue, d'amore e di morte. Ambientate per i vicoli e le spiagge di una città che è al tempo stesso rifugio e prigione, p ...continua

    In questo romanzo d'incredibile bellezza, pubblicato nel 1936, Jorge Amado racconta le storie dei ragazzi di strada di Salvador de Bahia. Storie d'innocenza perduta, storie di sangue, d'amore e di morte. Ambientate per i vicoli e le spiagge di una città che è al tempo stesso rifugio e prigione, parco giochi e campo di battaglia, una sorta di Isola-che-non-c'è a rovescio, con poliziotti, banditi e puttane al posto di pirati, indiani e sirene. Un mondo crudele e senza pietà, da cui non si può fuggire con l'aiuto di un pizzico di polvere di fata, ma in cui c'è ancora spazio per sogni e grandi speranze.

    ha scritto il 

  • 4

    A un mese esatto dalla mia partenza per il Brasile, sono riuscita a riprendere in mano e a finire di leggere "Capitães da Areia" - tradotto in italiano con il titolo di "Capitani della spiaggia" nel caso in cui venga voglia di leggerselo a qualcuno.


    "Capitães da Areia" è a quanto pare un c ...continua

    A un mese esatto dalla mia partenza per il Brasile, sono riuscita a riprendere in mano e a finire di leggere "Capitães da Areia" - tradotto in italiano con il titolo di "Capitani della spiaggia" nel caso in cui venga voglia di leggerselo a qualcuno.

    "Capitães da Areia" è a quanto pare un classico della letteratura brasiliana degli anni trenta, bruciato in piazza prima e poi fatto leggere agli studenti delle scuole, che racconta la vita di questi piccoli capitani di sabbia, ragazzini abbandonati, bambini di strada. E' un romanzo corale, che ricorda un po' la struttura di un telefilm: quasi ogni capitolo racconta di un episodio che inizia e finisce in se stesso, riuscendo nella maggior parte dei casi a rimanere in equilibrio fra un lirismo straordinario e la cruda realtà dei fatti.

    Ambientata a Salvador de Bahia negli anni trenta, il Brasile di questo libro vive un momento storico complicato: si iniziava a capire cos'era la lotta di classe, si iniziava a parlare di comunismo, rivolte degli operai, diritti. E' anche il periodo del vaiolo, delle infezioni, della paura di ammalarsi per finire ghettizzati in una specie di lazzaretto da cui è impossibile tornare. Ai margini della grande storia, troviamo loro, i capitani della sabbia: Pedro Bala, Joao il Grande, Pirulito, il Professore, Senza Gambe e molti altri. Ognuno con un diverso carattere e una diversa storia, ma con lo stesso tipo di vita (furti, rapine, stupri, mancanza di una famiglia, lotta continua e costante per la sopravvivenza) e la stessa disperazione. Aiutati dal sacerdote José Pedro, l'unico che intanto che aspetta la sua parrocchia altrove tenta di aiutare e di capire questi bambini già vecchi, la vita di questi ragazzini scorre fra alti e bassi, concedendo loro ogni tanto qualche lieto fine.

    Commovente e bellissimo, vorrei che questo libro fosse più conosciuto anche in Italia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    un classico

    bellissimo...commovente...in certi punti un pó ripetitivo ma tra i libri che vale la pena leggere!

    ha scritto il