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Capolavori

Di

Editore: Einaudi

4.4
(89)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 294 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806187449 | Isbn-13: 9788806187446 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    del leggere il teatro di cechov come fosse un racconto mi piacciono tutte le notazioni tra parentesi dei movimenti e delle reazioni dei corpi degli attori: bacia la mano, si avvia, scatta una fotografia, con voce stentorea, cerca con gli occhi, canticchia, con entusiasmo... ...: i pensieri del co ...continua

    del leggere il teatro di cechov come fosse un racconto mi piacciono tutte le notazioni tra parentesi dei movimenti e delle reazioni dei corpi degli attori: bacia la mano, si avvia, scatta una fotografia, con voce stentorea, cerca con gli occhi, canticchia, con entusiasmo... ...: i pensieri del corpo. e ovviamente le pause, il respiro del corpo. il prototipo della comunicazione perfetta.

    "Il corpo [è] avvocato dell'immanenza, refutazione palpabile della menzogna metafisica"
    (Nietzche)

    ha scritto il 

  • 5

    Tre delle migliore opere teatrali di Cechov. Un assoluto capolavoro. Un tavolo da gioco, dove tutte le pedine della macchina narrativa dell'autore attendono il tradimento del loro "dolce domani". Rimangono frammenti: un giardino che sta per trovare la sua fine, un gabbiano impagliato, i resti di ...continua

    Tre delle migliore opere teatrali di Cechov. Un assoluto capolavoro. Un tavolo da gioco, dove tutte le pedine della macchina narrativa dell'autore attendono il tradimento del loro "dolce domani". Rimangono frammenti: un giardino che sta per trovare la sua fine, un gabbiano impagliato, i resti di una festa. Rimangono gemme di felicità inespressa e abbaglianti, proprio per la loro indefinitezza, per la sensazione che avrebbero potuto essere qualunque cosa. Basta questo a riscattare il grottesco e il dolore nel quale questi universi sono immersi. Basta questo per voltare pagina. Per vivere ancora.

    ha scritto il 

  • 5

    Vento russo

    Ho sempre pensato che il teatro andasse visto. E mi sono spesso chiesta come il genere narrativo e quello drammatico convivano nell’animo di uno scrittore, quali difficoltà comporti la differenza di registro, quali scelte dolorose richieda una forma rispetto all’altra. Anton Čechov (1860-1904) s ...continua

    Ho sempre pensato che il teatro andasse visto. E mi sono spesso chiesta come il genere narrativo e quello drammatico convivano nell’animo di uno scrittore, quali difficoltà comporti la differenza di registro, quali scelte dolorose richieda una forma rispetto all’altra. Anton Čechov (1860-1904) sta su un gradino sopra gli altri risolvendo questo dubbio. Nel libro sono contenuti i quattro pezzi teatrali più famosi: Il gabbiano, Zio Vanja, Tre sorelle, Il giardino dei ciliegi. Tutti sono accomunati da un quadro di fatiche, delusioni, scontenti e insuccessi. La difficoltà di vivere che attraversa il tempo e lo spazio, l’incomunicabilità tra esseri umani, gli slanci subito interrotti per paura, vigliaccheria o semplice noia, l’autocondanna a vite vissute dietro i vetri sporchi di un’esistenza scialba.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho trovato interessante le lettere che accompagnano i 4 testi presenti nel libro, rivelando i retroscena nella stesura delle opere e la loro successiva rappresentazione teatrale. Gli scritti di Cechov non mi hanno entusiasmato.

    ha scritto il 

  • 5

    Titolo azzeccatissimo

    Antesignano del male di vivere, i suoi personaggi imprigionati in una quieta disperazione lasciano una indelebile impressione nell'animo del lettore

    ha scritto il