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Capricci del destino

By Karen Blixen

(730)

| Mass Market Paperback | 9788807810411

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Book Description

"Capricci del destino", l'ultimo libro pubblicato in vita da Karen Blixen, contiene cinque fra i suoi racconti più significativi. Queste storie ambientate in luoghi diversi (dalla Persia alla Norvegia, alla Cina, alla Danimarca) e tuttavia parallele Continue

"Capricci del destino", l'ultimo libro pubblicato in vita da Karen Blixen, contiene cinque fra i suoi racconti più significativi. Queste storie ambientate in luoghi diversi (dalla Persia alla Norvegia, alla Cina, alla Danimarca) e tuttavia parallele in quanto costituiscono delle variazioni sul tema del contrasto tra mondo immaginario e mondo reale, tra le umane fantasie e le convenzioni dell'agire quotidiano, appartengono a quella particolarissima sfera in cui l'arte diventa più reale della realtà stessa. Tra gli straordinari personaggi dei racconti, ricordiamo la figura femminile al centro di "Il pranzo di Babette", la cuoca comunarda che, al crollo dei suoi ideali rivoluzionari, è costretta a sacrificare tutto e a vivere esule (lei, "grande artista") a contatto con un mondo grigio e frugale. Ma il potere visionario di Babette trionfa, paradossalmente e orgogliosamente, sulle miserie della quotidianità.

47 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Molto belli il primo racconto (il famoso "Il pranzo di Babette") e il secondo, costruito a incastro come una matrioska, dopo ha iniziato un po' a stancarmi...bello però lo stile dell'autrice, prima o poi mi cimenterò con il suo celebre "La mia Africa ...(continue)

    Molto belli il primo racconto (il famoso "Il pranzo di Babette") e il secondo, costruito a incastro come una matrioska, dopo ha iniziato un po' a stancarmi...bello però lo stile dell'autrice, prima o poi mi cimenterò con il suo celebre "La mia Africa".

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    Angiemela said on Mar 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Molto particolari queste brevi prose della Blixen, rese uniche - anche se, a mio avviso, non tutte colpiscono l'immaginazione del lettore con la stessa forza - dalla mescolanza e dall'intreccio delle storie con altre storie, flashback e racconti oral ...(continue)

    Molto particolari queste brevi prose della Blixen, rese uniche - anche se, a mio avviso, non tutte colpiscono l'immaginazione del lettore con la stessa forza - dalla mescolanza e dall'intreccio delle storie con altre storie, flashback e racconti orali di diversa provenienza, che influenzano la percezione dei personaggi, che si muovono negli affascinanti territori scandinavi. Indimenticabile soprattutto, per me, è "La storia immortale", di cui il grande Orson Welles ha realizzato una fedelissima trasposizione cinematografica alla fine degli anni '60.

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    Sana_Chan said on Mar 25, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Sono cinque bellissimi racconti, molti diversi tra loro, ma che hanno in comune quel sottile ed imponderabile momento in cui una vita normale inaspettatamente si trasforma in qualcosa di nuovo e completamente diverso.
    Impossibile dimenticare : Tempe ...(continue)

    Sono cinque bellissimi racconti, molti diversi tra loro, ma che hanno in comune quel sottile ed imponderabile momento in cui una vita normale inaspettatamente si trasforma in qualcosa di nuovo e completamente diverso.
    Impossibile dimenticare : Tempeste o La storia immortale, ma soprattutto il racconto per eccellenza , non solo per la fama che ha avuto e per la fortunata trasposizione cinematografica, cioè : “Il pranzo di Babette” . Celebre è questa figura femminile, questa cuoca, un’artista vera nel suo campo, che con fantasia e dedizione amorosa riesce in un’impresa quasi impossibile. Nel suo famoso pranzo, curato come si può curare la propria creatura più preziosa, Babette trasforma la comunità, fino a quel momento bigotta, conservatrice, cupa e puritana, nella quale aveva trovato rifugio, in una compagnia tutto sommato piacevole, in cui i rancori si ricompongono, le antiche inimicizie scompaiono e i sapori compiono nelle anime un miracolo assoluto. E’ il miracolo dell’artista. Attraverso il suo famoso “pranzo”, Babette introdurrà quelle emozioni e quel gusto del bello che ti fanno amare la vita. Memorabile è la frase finale, che la protagonista rivolge alle due sorelle che si meravigliano e si rammaricano del fatto che Babette ha speso tutta la vincita alla lotteria nel pranzo e che quindi è tornata povera; lei dice : << Non sarò mai povera. Ho detto che sono una grande artista. Un grande artista, mesdames, non è mai povero. Abbiamo qualcosa, mesdames, di cui gli altri non sanno nulla.>>!!!

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    elettra said on Feb 21, 2014 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    Spreco di carta, cinque racconti che ben poco mi hanno lasciato, aggiungiamoci che detesto i racconti...

    5/10

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    Marta said on Dec 1, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Storie senza tempo

    Fino a che punto la vita umana è sotto il nostro controllo? E quanto di essa, invece, dipende dall'imperscrutabile volontà di quella forza misteriosa che alcuni chiamano destino, altri Provvidenza, e che altri ancora liquidano rapidamente sotto il no ...(continue)

    Fino a che punto la vita umana è sotto il nostro controllo? E quanto di essa, invece, dipende dall'imperscrutabile volontà di quella forza misteriosa che alcuni chiamano destino, altri Provvidenza, e che altri ancora liquidano rapidamente sotto il nome di "caso"?
    Questo sembra chiedersi Karen Blixen, e su questo pare voglia farci riflettere, mentre, con la delicatezza e il tono di chi racconta una fiaba, ci conduce per mano nelle atmosfere soffuse e incantate dei suoi racconti: cinque storie dal sapore antico, cinque leggende sospese tra sogno e realtà, dove epoche e luoghi, sebbene spesso esplicitati, passano in secondo piano di fronte al fascino onirico delle vicende narrate, alcune umanissime, altre surreali, ma tutte, in qualche modo, accomunate da una sorta di valore universale.
    Storie che raccontano vite, progetti, bizzarre fantasie degli esseri umani, ogni volta, immancabilmente, scombinati da quella forza imprevista che, incurante dei desideri dell'uomo, attraverso un evento fuggevole, o un particolare insignificante, non esita a stravolgerli, consegnando ogni racconto ad un finale inatteso.

    Sono i Paesi del Nord, i mari in tempesta, gli angoli in un certo senso più misteriosi del pianeta, le ambientazioni predilette di questa talentuosa scrittrice che con grazia e semplicità ci fa immergere in mondi lontani e affascinanti. E non occorre domandarsi se le storie narrate siano realistiche o meno, non è questo che conta: in ciascuna di queste piccole ballate popolari vi è un fondo di verità, un qualcosa che trascende il tempo e lo spazio, su cui riflettere e interrogarci anche ai giorni nostri.
    E così, ne Il pranzo di Babette, ci troviamo catapultati in uno sperduto fiordo norvegese, in una rigida congregazione luterana, a casa delle sorelle Martina e Filippa, due donne, ormai attempate che, in gioventù, hanno rinunciato ai sogni d'amore per colpa del destino... Quello stesso destino che, anni dopo, ha messo sulla loro strada Babette, governante francese in fuga dalla sua patria. Sarà proprio quest'ultima, con un passato segreto da grande chef, che attraverso le gioie del cibo, guardate con sospetto da tutti gli invitati, riuscirà a risvegliare negli abitanti del villaggio, l'amore per la vita, e la capacità di apprezzarne i piaceri.
    Significativo anche il brevissimo L'anello: la storia di Lovisa, ingenua ragazza passata dalla fanciullezza al matrimonio, e convinta di aver trovato in esso la perfetta realizzazione della sua vita, che a causa di un incontro inaspettato, in un attimo si trova a fare i conti con qualcosa che non aveva previsto. Un racconto che fa comprendere quanto la realtà sia più dura e complessa del mondo dei sogni, e come la fine dell'infanzia e di tutte le sue tranquille certezze, sia un passaggio inevitabile nella vita di ciascuno.
    Purtroppo non tutte le storie hanno la stessa potenza: Il pescatore di perle, incentrato su un giovane alla ricerca della perfezione degli angeli (che troverà poi nei pesci!), è sicuramente molto inferiore alle altre, sia nel contenuto che nel messaggio.
    Anche Tempeste mi ha convinta poco: una storia che, partendo dalla rappresentazione de La tempesta di Shakespeare, si focalizza sulla dicotomia arte/realtà, e sulla percezione della sottile linea di confine tra la vita reale e la commedia. Si tratta di un racconto molto suggestivo e ineccepibile sul piano narrativo, ma a un tratto sembra che l'autrice perda di vista il filo originario della vicenda, e gli sviluppi finali, almeno per i miei gusti, risultano alquanto deludenti.
    Ad ogni modo, su tutti i racconti, a spiccare è senza dubbio La storia immortale. Un anziano commerciante, a cui resta poco da vivere, il signor Clay, ostile alle leggende fittizie, decide di rendere reale un aneddoto popolare raccontato da generazioni di marinai, ma del tutto privo di fondamento: la storia di un uomo che, desideroso di avere un erede, assume un marinaio affinchè passi la notte con la sua giovane moglie. Clay incarica il suo commesso Elishama di trovare due persone (una ragazza e un marinaio nel fiore degli anni) che facciano rivivere la storia per poi narrarla in quanto effettivamente accaduta. Il freddo piano di Clay, studiato in ogni dettaglio, inizialmente funziona, ma malgrado i suoi progetti, egli, nel manipolare le vite dei suoi giovani "interpreti", ha trascurato un particolare che, sfuggendo ad ogni calcolo, lo porterà inesorabilmente al fallimento: l'amore.

    Benché, tendenzialmente, non ami molto i racconti brevi, adoro lo stile della Blixen: la sua eleganza, la sua pacatezza, la sua bravura nel narrarci qualcosa che spesso sfugge a ogni logica, ma che tracciata dalla sua penna riesce comunque a toccare il lettore. Sono le impressioni suscitate, più ancora delle storie in sè, a restare impresse nella memoria; ed è proprio l'immagine di un lungo inverno artico, con le fredde giornate avvolte nella penombra, con quel sole all'orizzonte, che non sorge mai del tutto, l'impressione che ogni volta associo, forse inconsciamente, al ricordo di questo libro... Un libro di sentimenti, di sensazioni, di antiche leggende da cui lasciarsi cullare, e su cui riflettere, in una buia serata d'inverno.

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    Camelia said on Dec 1, 2013 | Add your feedback

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    CAPRICCI DEL DESTINO è indubbiamente un'opera ragguardevole. I cinque racconti che la compongono sono di elegante e sapiente fattura.
    E' possibile che io stesso abbia ignorato sino al 1987, l'esistenza de IL PRANZO DI BABETTE, di questo raffinato cap ...(continue)

    CAPRICCI DEL DESTINO è indubbiamente un'opera ragguardevole. I cinque racconti che la compongono sono di elegante e sapiente fattura.
    E' possibile che io stesso abbia ignorato sino al 1987, l'esistenza de IL PRANZO DI BABETTE, di questo raffinato capolavoro narrativo che solo l'omonima pellicola, aggiudicandosi l'Oscar come miglior film straniero, ha reso noto al grande pubblico? Ma esattamente la stessa domanda dovrei pormi per LA MIA AFRICA rispetto al film diretto, due anni prima, da Sydney Pollack e anch'esso vincitore di Oscar.
    La verità, allora, è che ogni cosa, se considerata con curiosità, diventa un fecondo stimolo intelletuale e culturale e può condurci a scoprire, presso un nuovo autore, opere che ormai appartengono legittimamente alla civiltà letteraria mondiale.

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    Antonio6060 said on Nov 22, 2013 | Add your feedback

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