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Captain Alatriste

By

Publisher: Putnam

3.8
(1477)

Language:English | Number of Pages: 253 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , German , Italian , French

Isbn-10: 039915275X | Isbn-13: 9780399152757 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio CD , Others

Category: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
The first in a magnificent series of historical novels from the acclaimed, bestselling author of The Club Dumas and The Queen of the South.

Captain Alatriste is the story of a fictional seventeenth-century Spanish soldier who, after being wounded in battle during the Thirty Years' War, is forced to retire from the army. Now he lives the comparatively tame-though hardly quiet-life of a swordsman-for-hire in Madrid. Approached with an offer of work, Alatriste is told to go with another hired blade to an unfamiliar part of the city at midnight and wait. They are received by men who explain that they want Alatriste and his companion to ambush two travelers the following evening, stage a robbery, and give the men a fright. "No blood," they are told.

But then a third figure enters the room. He says the job requires some clarification: he increases the pay, and tells them that, instead, they must murder the two travelers. Then he reveals his identity: Emilio Bocanegra. It is a name synonymous with the Spanish Inquisition, the bloodiest name in Europe. This is a man whose requests cannot be denied.

But the following night, with the attack imminent, it becomes clear to Alatriste that these aren't ordinary travelers. And what happens next is only the first in a series of riveting twists and turns, with implications that will reverberate throughout the courts of Europe.

For anyone who loves the work of Arturo Pirez-Reverte-and those who have not yet discovered the delights of this extraordinary writer-Captain Alatriste is one of the most stylish, singular pleasures to come along in years.
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  • 2

    Torna l'aventura - 03 mag 15

    Mi è sempre sembrato di piacevole lettura, questo strano spagnolo a metà tra scrittore e giornalista (che spesso, per campare, soprattutto ai tempi di Franco, era meglio scrivere sui giornali, come fa ...continue

    Mi è sempre sembrato di piacevole lettura, questo strano spagnolo a metà tra scrittore e giornalista (che spesso, per campare, soprattutto ai tempi di Franco, era meglio scrivere sui giornali, come faceva “el mi amigo” Manuel). E mi piacque a suo tempo il primo che ne lessi (“Il club Dumas”, naturalmente) che mi rimase nell’orecchio di leggere altro. Vennero così il primo da lui scritto (che riuscii a leggere in originale, e fu facile e divertente), ed altro. Scoprendo tra l’altro che Arturo non è che la versione spagnola di Jean Reno, un attore che amo. Mi restava di iniziare, prima o poi, la saga del Capitano Alatriste (cui l’autore, nel corso degli ultimi venti anni ha dedicato ben sette libri). Ed eccoci allora qui, dopo la lettura veloce di un libro che scorre gradevole senza tanti intoppi. Certo un libro non eccelso, senza particolari elementi avvincenti nella trama. Eppure con qualche spunto qua e là da tenere in considerazione: le descrizioni della vita quotidiana durante quello che per gli spagnoli è chiamato “El Siglo de Oro”, la presenza, tra i personaggi al contorno, di alcuni elementi storici (e che rimarranno nel corso degli altri libri) come Francisco de Quevedo ed il marchese di Guadalmedina, altri che, altrettanto storici, sono presenti solo in questo, come i due inglesi che citiamo sotto o un pittore, tal Diego Rodríguez de Silva y Velázquez (che penso avete capito chi sia). Torniamo allora alla trama. Il capitano Diego Alatriste y Tenorio è un reduce da mille campagne militari, e tira avanti alla buona, usando quello che meglio sa: la sua arte militare e le sue doti di spadaccino. Certo, in tempi di magra, magari assoldato per qualche “aggiustatina”. La storia delle sue gesta ci viene narrata dal giovane Iñigo, un basco figlio di un compagno d’armi di Diego. Alatriste viene assoldato da altolocate figure incappucciate per “malmenare” due inglesi che stanno arrivando a Madrid. Ma questi ordini vengono stravolti dal capo dell’Inquisizione, e da quello che doveva essere il suo aiutante sul campo, l’italiano Gualtiero. Gli inglesi vanno uccisi. Durante l’assalto, però, Diego si accorge che c’è qualcosa di strano, e decide di opporsi al massacro. Ben gliene incoglie, da un lato, che i due non sono altro che Carlo principe di Galles e il duca di Buckingham. Che, da lui salvati, avranno modo di ripagarlo. Male dall’altro, ovvio, che con questa alzata di testa si inimica i suoi mandanti, sia il cattivo frate Emilio Boccanegra sia il meno cattivo, ma potente, duca di Olivares. Da questo attacco si dipana un po’ della storia picaresca: il potere cerca di far fuori con tutti i mezzi il nostro capitano, che, altrettanto con tutti i mezzi a sua disposizione, cerca di mantenersi in vita. Il tutto, come detto, inserito nel momento e nell’epoca storica, anche ben documentata e di piacevole inserimento nel contesto. Che in realtà, è vero che il principe di Galles si recò a Madrid per cercare di sbloccare la situazione di un suo possibile matrimonio con l’Infanta di Spagna. E che il duca di Olivares, in pratica reggente del giovane re Filippo, si opponeva al matrimonio, in quanto ritenuti eretici gli anglicani inglesi. Nella realtà, poi, dopo alcuni mesi di traccheggio, il principe inglese tornerà in patria senza la moglie spagnola, ma, dopo poco, sposerà l’erede al trono di Francia, instaurando alleanze che saranno deleterie per il futuro della Spagna stessa. Ma qui entriamo nella storia, invece di rimanere nel romanzo. Iñigo ci narra alcune vicende in cui Diego Alatriste sta per soccombere, ma da dove poi si salva, attraverso insperati aiuti dell’ultimo momento. Come quello dei due inglesi durante la rappresentazione della commedia “El Arenal de Sevilla” di Lope de Vega (che è una commedia reale, di cui ho trovato anche il testo nella Biblioteca Spagnola online). Alla fine ci sarà un redde rationem tra Alatriste ed il duca di Olivares, dove il nostro, negando di aver riconosciuto alcuno dei mandanti incappucciati, e forte delle raccomandazioni del principe Carlo, avrà salva la vita, nonché un piccolo appannaggio mensile (sempre utile per i mercenari squattrinati). La prima avventura di chiude così con i nostri protetti da una parte della nobiltà, ma rimasti sotto le mira di fra’ Boccanegra e del cattivo Gualtiero. Nelle more, inoltre, il giovane Iñigo fa in tempo ad invaghirsi di una ragazzina della buona società, che, come tutte le relazioni squilibrate, secondo lo stesso Iñigo, non porterà nulla di buona. Vedremo, se avremo voglia di leggere altro. anche se, rispetto a romanzetti e scritturine, la penna di Pérez-Reverte non mi dispiace. Un ultima chicca: per caratterizzare il nostro capitano, l’autore si rifà ad un cavaliere, semi-nascosto da un cavallo, presente nel grande quadro “La resa di Breda” dipinto da Diego Rodríguez de Silva y Velázquez (tanto per non farci mancare altri stimoli ai nostri bistrattati neuroni).

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  • 3

    3,5 estrellas.

    No es mi género favorito pero reconozco que me ha gustado bastante más de lo que esperaba en un principio. Me encantan las reflexiones que el autor hace sobre España por boca de Iñigo d ...continue

    3,5 estrellas.

    No es mi género favorito pero reconozco que me ha gustado bastante más de lo que esperaba en un principio. Me encantan las reflexiones que el autor hace sobre España por boca de Iñigo de Balbo y también las descripciones de las costumbres del Madrid de los Austrias. Por supuesto, mi parte favorita es la que transcurre en el corral de comedias :)

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  • 3

    Entretenido punto de partida

    El Capitán Alatriste no es realmente una novela completa, sino más bien una introducción a la saga, la puesta en escena de los personajes y el ambiente. La historia no sólo no queda cerrada sino que e ...continue

    El Capitán Alatriste no es realmente una novela completa, sino más bien una introducción a la saga, la puesta en escena de los personajes y el ambiente. La historia no sólo no queda cerrada sino que está muy abierta, pero deja bastantes ganas de seguir viendo por dónde avanzan las aventuras y desventuras del Capitán y sus amigos. Además, el estilo de Pérez Reverte, directo, sencillo y un tanto irónico, consigue transmitir muy bien la ambientación del Madrid que se encuentra justo al final del esplendor y donde comienzan a avanzar los negros nubarrones del final del imperio. A ver qué tal sigue el resto de la saga, pero este comienzo ha estado bastante bien.

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  • 4

    Cappa e spada secentesca made in Spain

    Trattasi di un "I Tre Moschettieri" meno guascone: meno guascone perché il capitano Alatriste e la sua cricca, al contrario di D'Artagnan e soci, non brillano per allegria, spacconeria e azioni folli, ...continue

    Trattasi di un "I Tre Moschettieri" meno guascone: meno guascone perché il capitano Alatriste e la sua cricca, al contrario di D'Artagnan e soci, non brillano per allegria, spacconeria e azioni folli, meno guascone perché Pérez-Reverte, al contrario di Dumas, non si diletta a mettere in scena le vicende sconcertantemente improbabili che tanto spesso vedono coinvolti i 3+1 moschettieri. E'un romanzo dalla trama semplicissima, praticamente si può parlare di un testo composto da un unico nucleo narrativo ma l'atmosfera è bella, le stravaganze dumasiane (che personalmente non ho mai potuto digerire del tutto) ci vengono risparmiate e i personaggi sono ben riusciti. Manca forse (anzi, senza forse) quel meraviglioso brio che animava le avventure dei moschettieri, ma non si può avere tutto. In definitiva non un capolavoro ma direi assolutamente godibile per gli amanti del genere.

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  • 3

    Típico y tópico, pero entretenido

    Extracto de la reseña publicada en mi blog: http://cosasmiasjc.blogspot.com/2014/08/libro-el-capitan-alatriste-arturo-perez.html

    Muy cortito, entretenido, bien ambientado y bien escrito. Es lo mejor q ...continue

    Extracto de la reseña publicada en mi blog: http://cosasmiasjc.blogspot.com/2014/08/libro-el-capitan-alatriste-arturo-perez.html

    Muy cortito, entretenido, bien ambientado y bien escrito. Es lo mejor que se puede decir de este libro. En la parte negativa, típico, con argumento minimalista y lleno de tópicos,
    (...)
    El resultado de todo esto es lo que decía: un librillo de aventuras de lectura amena y facilona, bien escrito y ambientado, que se liquida en un par de ratos y se olvida en el siguiente. Personalmente, debo decir que no me ha animado a seguir con la serie. Pero eso sí, como novela juvenil y para introducir a los adolescentes en temas históricos con un texto ameno y personajes estereotipados pero de empatía fácil, me parece bastante recomendable. En mis años mozos los hubiera devorado, seguro…

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  • 4

    è il primo dei libri che perez reverte ha scritto sul personaggio del capitano diego alatriste, veterano delle guerre nelle fiandre e spadaccino di professione

    un uomo giusto, un uomo pericoloso, un u ...continue

    è il primo dei libri che perez reverte ha scritto sul personaggio del capitano diego alatriste, veterano delle guerre nelle fiandre e spadaccino di professione

    un uomo giusto, un uomo pericoloso, un uomo malinconico

    la storia è narrata da inigo balboa, figlio di un amico di alatriste che, alla morte del padre, viene mandato a madrid per fare il paggio di diego

    la vicenda è interessante ma il punto di forza del racconto non è certo la trama, quanto piuttosto la descrizione della decadente madrid di inizio seicento, capitale di un paese che ha già vissuto gli anni di massima gloria e sta imboccando la via del tramonto, e gli splendidi personaggi (alcuni realmente esistiti, altri immaginari) che arricchiscono la scena, come il poeta Francisco de Quevedo o Gualtiero Malatesta, spadaccino palermitano che diventerà l'antagonista di alatriste

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  • 5

    Sepan vuestras mercedes.

    Pues mejor tarde que nunca, o nunca es tarde si la dicha es buena, pero ojalá hubiese leído antes esta primera entrega de El Capitán Alatriste. Últimamente soy yo más dada a eso de "ha metido mucha pa ...continue

    Pues mejor tarde que nunca, o nunca es tarde si la dicha es buena, pero ojalá hubiese leído antes esta primera entrega de El Capitán Alatriste. Últimamente soy yo más dada a eso de "ha metido mucha paja", pero en esta novela corta pero intensa, no es que sobre contenido es que falta. Falta, entiéndase en el buen sentido, falta porque lo que quieres es saber mucho más. Es este un relato que te incita a buscar, a conocer, a investigar y a leer más sobre esa apasionante (o decepcionante salvando las artes) época del siglo XVII. Esta novela es una invitación a la búsqueda de conocimiento y al enriquecimiento cultural. Yo, desde luego, os sugiero leerla con un buen diccionario enciclopédico cerca.

    said on 

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