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Carenze di futuro

Di

Editore: Zona

3.2
(12)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8864380264 | Isbn-13: 9788864380261 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
"Carenze di futuro" è un romanzo breve che - se proprio si deve - si potrebbe definire come un noir esistenziale. Il protagonista, un uomo rovinato dal gioco e oppresso dai debiti, ripara in Francia. Ha perso tutto: il ricco patrimonio di suo padre, una posizione economica invidiabile, una moglie e una figlia. Solo due amici gli restano, e lo aiutano in una fuga che è una vera e propria nemesi tra i campi e le coste della Francia meridionale.

E' qui che incontra Sophie, la misteriosa, silenziosa Sophie, una donna con la quale non è per niente facile comunicare, che vive in una chiatta col suo cane Didier. Anche lei è in fuga. Da un passato insidioso e da un inatteso presente. I due iniziano a risalire fiumi e canali diretti a Parigi. Ma non ci arriveranno, non insieme. Dietro di lui restano alcuni cadaveri, davanti una vita senza destinazione.

(testo tratto dalla quarta di copertina)

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  • 1

    Veniamo a Carenze di futuro, romanzo “esistenziale” di Roberto Saporito, 107 pagine dedicate al mal di vivere odierno: il gioco d’azzardo, ove il “gioco” ti strumentalizza fino a farti perdere patrimonio, affetti indebitandoti al punto tale che sei costretto a scappare pur di sopravvivere.
    ...continua

    Veniamo a Carenze di futuro, romanzo “esistenziale” di Roberto Saporito, 107 pagine dedicate al mal di vivere odierno: il gioco d’azzardo, ove il “gioco” ti strumentalizza fino a farti perdere patrimonio, affetti indebitandoti al punto tale che sei costretto a scappare pur di sopravvivere.
    Questa è in poche parole la trama di Carenze di futuro, una trama interessante che spinge alla riflessione, poiché se ci soffermiamo a guardare intorno a noi vediamo con molta chiarezza, le persone che sono “impossessate” dal gioco o per meglio dire dall’illusione del guadagno facile, o forse, di una dea bendata che prima o poi sfiora la loro spalla. Nel frattempo intere famiglie si sfracellano contro il muro della rovina.

    Continua a leggere qui: http://www.liberolibro.it/roberto-saporito-carenze-di-futuro/

    ha scritto il 

  • 4

    carenze ma non troppo

    non sono un tecnico della letteratura,quindi dal punto di vista dello "scritto" non posso dirti nulla.
    posso solo fare i complimenti per questo tuo lavoro che a me è piaciuto tanto.
    il libro è nello stesso tempo ironico, avventuroso, angoscioso ecc...
    per me (e lo sottolineo) no ...continua

    non sono un tecnico della letteratura,quindi dal punto di vista dello "scritto" non posso dirti nulla.
    posso solo fare i complimenti per questo tuo lavoro che a me è piaciuto tanto.
    il libro è nello stesso tempo ironico, avventuroso, angoscioso ecc...
    per me (e lo sottolineo) non scade mai di tono , ti far rimanere incollato e voglioso di sapere come andrà a finire.
    e soprattutto non cade nella banalità finale del "vissero felici e contenti" (il fiume lento, il chiaro di luna , le scopate infinite sulla barchetta ecc...).
    è difficile capire l'animo di chi scrive un libro.
    ed è difficile che le sensazioni di un lettore aderiscano al cento per cento con l'intento dello scrittore.
    però dal titolo che per me (lo sottlineo ancora) da poco scampo alla vita, si srotola una storia a lieto fine, e cioè che, qualunque cosa succede, un fututo è sempre possibile, c'è sempre una destinazione da cercare di raggingere e soprattutto c'è sempre un buon libro da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Carenze di ... futuro

    Un’opera “Carenze di Futuro” che si lascia leggere facilmente, con grande agilità e soprattutto carico di innumerevoli spunti di riflessione circa tutte quei nostri “piccoli” smarrimenti che ogni giorno viviamo, e che scegliamo talvolta inconsapevolmente di vivere sulla nostra pelle, altre volte ...continua

    Un’opera “Carenze di Futuro” che si lascia leggere facilmente, con grande agilità e soprattutto carico di innumerevoli spunti di riflessione circa tutte quei nostri “piccoli” smarrimenti che ogni giorno viviamo, e che scegliamo talvolta inconsapevolmente di vivere sulla nostra pelle, altre volte per paura, di evitare.

    ha scritto il 

  • 4

    recensito per Mangialibri

    “La macchina, una Mercedes che ha visto tempi migliori, è l'unica cosa che mi è rimasta, anche perché non è intestata a me. Chiaro.” Inizia così il viaggio - destinazione ignota - che il protagonista prova, grazie all'amico Bruno, uno dei pochi fedelissimi su cui ancora poter contare, ad orchestr ...continua

    “La macchina, una Mercedes che ha visto tempi migliori, è l'unica cosa che mi è rimasta, anche perché non è intestata a me. Chiaro.” Inizia così il viaggio - destinazione ignota - che il protagonista prova, grazie all'amico Bruno, uno dei pochi fedelissimi su cui ancora poter contare, ad orchestrare. Bruno gli ha infatti ricordato che nel Sud della Francia c'è un residence di sua proprietà in cerca di un custode, che potrebbe permettergli di rifiatare per un po' prima di provare a tornare a galla. L'uomo al momento, vista la sua carenza di futuro, ha infatti un'unica, sola possibilità: scappare. Dopo anni passati a divorarsi al gioco appartamenti, proprietà, ristoranti, alberghi, beni, moglie, figlia e famigliari, è ora giunto al fatidico punto di non ritorno. Unici compagni di vita, la vecchia Mercedes e una manciata di euro racimolati dalla svendita di un cassettone Luigi XVI del '700, nostalgico residuo della sua opulenta vita precedente. Così non gli resta che seguire il consiglio di Bruno e cercare per un po' di far perdere le sue tracce al temibile Pacifico e alla sua gang, che come segugi sulle orme della selvaggina, a sua insaputa son già scattati al suo inseguimento. E così parte per Nizza, mentre la Francia autunnale gli rievoca ricordi parigini di spensierata gioventù, quando tutto ancora doveva e poteva succedere, e quando sopratutto l'amore irrisolto per la bella Simone nulla faceva presagire su quello che la sua vita di li a poco sarebbe diventata. Ma Nizza, dove l'altro suo fido compare Cesare è corso prontamente ad accoglierlo, non sembra proprio essere il luogo più ospitale del mondo. Qui infatti, le burrascose vicende sentimental-sessuali dell'amico finiscono per travolgerlo oltremodo, complicandogli ulteriormente l'esistenza. Meglio riprendere la marcia verso Grau du Roi, dove il residence di Bruno dovrebbe attenderlo, finalmente ospitale e senza sorprese. Così almeno crede, perché in realtà Pacifico e la sua cricca sono molto più prossimi alle sue disgrazie di quanto egli stesso possa immaginare. Ed ecco che allora, pure quello che sembrava essere il giaciglio ideale dove finalmente poter svernare per un po' – grazie anche alla fortunosa conoscenza di Sophie, ragazza misteriosa che condivide con lui la stessa urgenza liberatoria di fuga - diverrà presto soltanto l'ennesimo luogo da dove dover ancora e soltanto fuggire...
    Roberto Saporito scrittore e pittore piemontese, dopo il clamoroso successo degli anni '90 con le ventimila copie vendute della raccolta cult Harley-Davidson edita da Stampa Alternativa, torna in libreria con questo quarto romanzo firmato Zona editrice. Una bella storia di fughe dentro e fuori da se stessi, in costante ricerca di quel famoso centro di gravità permanente, impossibile per il protagonista da rintracciare. L'uomo infatti, ridotto su lastrico dal gioco, proverà a rifugiarsi in Francia per evitare di fare i conti con i creditori che lo braccano e con il suo passato che come un'ombra gli viaggia cucito addosso, ma imparerà a proprie spese che è impossibile occultarsi al proprio destino. Il tutto imbevuto nella solitudine autunnale degli splendidi scenari transalpini che accompagnano l'uomo nelle sue fughe da fermo. Lo stile dell'autore è veloce, ritmato, garbato, mai sopra le righe, ed è magnificamente accompagnato da una soundtrack davvero coinvolgente e 'visiva'. Forse l'unico neo è dato da una seconda parte – l'incontro con Sophie – un po' troppo affrettato e addensato, che nulla toglie però all'ottima prova di un Saporito ispirato e mai spaesato.
    http://www.mangialibri.com/node/5474

    ha scritto il 

  • 1

    Quella dell’economia di parole è una sfida che Saporito ha voluto affrontare e da cui, nella prima parte, esce anche a testa alta. Dalla seconda parte in poi tutto si traduce in una trattazione superficiale, carente, meccanica, come se l'autore si fosse limitato ad ampliare quanto stabilito in sc ...continua

    Quella dell’economia di parole è una sfida che Saporito ha voluto affrontare e da cui, nella prima parte, esce anche a testa alta. Dalla seconda parte in poi tutto si traduce in una trattazione superficiale, carente, meccanica, come se l'autore si fosse limitato ad ampliare quanto stabilito in scaletta, quando invece una maggiore immersione nella vita e nelle situazioni dei personaggi di contorno avrebbe potuto oltre che donare un respiro più ampio al romanzo anche regalare più momenti godibili.

    ha scritto il