Caricature

Di

Editore: Phoenix

4.1
(97)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 888775439X | Isbn-13: 9788887754391 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fumetti & Graphic Novels

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Descrizione del libro
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  • 4

    Mostriciattoli

    Ognuno di noi ha nella memoria un deposito di storie che la crosta del tempo ha reso invisibili.
    Ti assalgono all'improvviso, quando meno te lo aspetti, crudeli e vivide come non sospettavi.
    Sanno ess ...continua

    Ognuno di noi ha nella memoria un deposito di storie che la crosta del tempo ha reso invisibili.
    Ti assalgono all'improvviso, quando meno te lo aspetti, crudeli e vivide come non sospettavi.
    Sanno essere insopportabili, e dal momento in cui tornano a galla ricordi immediatamente il motivo per cui le avevi ricacciate sotto.
    Daniel Clowes è dannatamente tecnico, fine, puntuale. Potresti trascorrere ore a parlare con altri lettori di tutte le assonanze con lo stile di narratori come Carver e altri. Ma c'è una cosa in cui è ancora più bravo, forse il più bravo: acciuffare QUEI ricordi.
    Caricature è una raccolta di brevi storie a fumetti che in parte gli furono commissionate da Dave Eggers(!), ma è un'opera che non ha necessità di dettagli antologici per far parlare di sè.
    La verità è che le "caricature" in questione non sono altro che i ritratti sfigurati della nostra "metà" sconfitta, quella parte di noi in perenne disagio, la più bisognosa di riscatto. Clowes ci dà la sua risposta più autorevole a una domanda quasi eterna: da dove nasce il bisogno di fare arte? Caricature non è solo la splendida storia d'apertura, ma è il titolo più adatto per una irripetibile vetrina di "mostriciattoli", di figure abbozzate, irrisolte. Quegli omuncoli, quelle joyciane "piccole nubi" sono nient'altro che individui alla disperata ricerca di esser notati, i ritratti - in definitiva - perennemente perfettibili degli artisti o più semplicemente di tutti noi.
    Devi leggere Clowes perchè anche tu, almeno una volta nella vita, hai trascorso una notte in bianco come quella dei suoi personaggi.
    Devi leggere Clowes perchè anche tu, almeno una volta, ti sei sentito così solo in una delle estati della tua adolescenza.
    Devi leggere Clowes perchè nell'immobilità "finta" delle sue vignette, nei colori ipnotici e "pop" della sua palette, trapela un movimento misterioso, impercettibile, un palpito.
    Io l'ho chiamato Pietà.

    ha scritto il 

  • 5

    The secret to being alone is to organize your time

    In questa bellissima raccolta di racconti - tristissimi, da desolazione spinta - c'è (ma ce ne sono almeno tre di valore, fra cui merita di essere menzionato anche il racconto che dà poi il titolo al ...continua

    In questa bellissima raccolta di racconti - tristissimi, da desolazione spinta - c'è (ma ce ne sono almeno tre di valore, fra cui merita di essere menzionato anche il racconto che dà poi il titolo all'intera raccolta, "Caricature", che inscena una solitudine disperante) una delle migliori short-story che abbia mai letto: "Come un giunco, Joe". Perfetto e levigato come un racconto di Bradbury (il pensiero è infatti andato ad un suo magistrale racconto: "Il lago"). "Like a weed, Joe" è perfetto nella sua ambiguità, nel suo essere in bilico, nel suo non spiegarsi. Che è uno dei segreti, secondo me, delle opere letterarie più riuscite(il non detto).
    Perché chi legge, molto semplicemente, può interpretare quel non detto come preferisce("Ma secondo te l'ha letto?", "Ma l'avrà scritto lei?", "Eppure dice che...").
    Niente da capire, diceva il poeta. O tutto. O quello che vuoi tu.
    http://www.youtube.com/watch?v=ZGwp_0iwnko

    ha scritto il 

  • 4

    Caricature (1998)

    9 storie, tutte validissime.
    La mamma d'oro quella che ho apprezzato di meno, troppo onirica; le mie preferite Green eyeliner e Black nylon.
    Tramite finte (?) storie autobiografiche rende alla perfezi ...continua

    9 storie, tutte validissime.
    La mamma d'oro quella che ho apprezzato di meno, troppo onirica; le mie preferite Green eyeliner e Black nylon.
    Tramite finte (?) storie autobiografiche rende alla perfezione il senso di solitudine e straniamento

    ha scritto il 

  • 5

    It's not american dream

    Niente sogno americano per i protagonisti dello splendido Daniel Clowes. Da leggere.

    La mia recensione:
    http://opinionista.noblogs.org/post/2011/04/25/caricature/

    ha scritto il 

  • 5

    Penso che i racconti di questo libro possano essere definiti con un'unica parola: raggelanti. Una vivisezione dei sentimenti, eseguita in maniera scientifica, asettica, totalmente priva di emozioni o ...continua

    Penso che i racconti di questo libro possano essere definiti con un'unica parola: raggelanti. Una vivisezione dei sentimenti, eseguita in maniera scientifica, asettica, totalmente priva di emozioni o di romanticismo. E in questo Daniel Clowes è un vero maestro.

    ha scritto il 

  • 4

    Minimalismo a fumetti, feroce e depresso. Tratto unico, che confina con l'arte visiva. Storie di disperazione, mimetizzate nella carta da parati vivente che circonda i nostri passi: il passante che ci ...continua

    Minimalismo a fumetti, feroce e depresso. Tratto unico, che confina con l'arte visiva. Storie di disperazione, mimetizzate nella carta da parati vivente che circonda i nostri passi: il passante che ci incrocia per strada, perso nel suo male privato, e che alza lo sguardo il tanto che basta per catturare la nostra compassione, e per percepirci come sfondo, la sua propria tappezzeria vivente. Non propriamente un allegro picnic. Ma un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    Clowes rende meglio, a mio avviso, nei racconti lunghi. Caricature è una raccolta di storie brevi di buona fattura, ma non ai livelli di David Boring e Ghost World. I personaggi tratteggiati da Clowes ...continua

    Clowes rende meglio, a mio avviso, nei racconti lunghi. Caricature è una raccolta di storie brevi di buona fattura, ma non ai livelli di David Boring e Ghost World. I personaggi tratteggiati da Clowes sono sempre estremamente reali anche se quasi mai convenzionali.

    ha scritto il