Carlo Magno

Un padre dell'Europa

Di

Editore: Mondolibri (su licenza Laterza)

4.0
(196)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 451 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: A000031223 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Biografia , Storia , Non-narrativa

Ti piace Carlo Magno?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    Una biografia precisa ed accurata di uno dei più importanti uomini della storia del nostro continente - tanto da essere definito il "padre" dell'Europa stessa. Alessandro Barbero riesce a farci immerg ...continua

    Una biografia precisa ed accurata di uno dei più importanti uomini della storia del nostro continente - tanto da essere definito il "padre" dell'Europa stessa. Alessandro Barbero riesce a farci immergere appieno nell'atmosfera dell'epoca, svelando punti di forza e ombre di un impero che ha segnato il punto di cesura con il passato di stampo romano, per intraprendere un nuovo percorso: l'inizio di un nuovo assetto politico e sociale da una prospettiva più ampiamente europea. Un testo che scivola via con leggerezza, molto buono dal punto di vista della divulgazione e perciò appetibile anche per i non addetti ai lavori. Avrei preferito, però, che l'autore si fosse concentrato di più sulla figura del grande re dei Franchi, mentre nel testo si trovano ampi capitoli dedicati soltanto all'economia, alla società e ai costumi del tempo. Troppo scarsi, invece, i riferimenti alla biografia di Carlo Magno (anche se, immagino, ciò sia da imputare piuttosto ad una minore disponibilità di fonti che facessero riferimento alla storia personale dell'imperatore). Abbondano comunque gli spunti per ulteriori approfondimenti, dettagli e curiosità sulle abitudini dei sovrani, sulle modalità di governo e di controllo del territorio, sullo stretto legame di potere intrapreso dal "secolo" con l'istituzione ecclesiastica.

    ha scritto il 

  • 4

    Gran bel saggio storico che ci presenta a tutto tondo la figura di un uomo che ha sicuramente segnato la storia del nostro continente. Abbastanza facile da leggere, attraverso tutta una serie di descr ...continua

    Gran bel saggio storico che ci presenta a tutto tondo la figura di un uomo che ha sicuramente segnato la storia del nostro continente. Abbastanza facile da leggere, attraverso tutta una serie di descrizioni, ci immerge nella vita all'epoca di questo grande sovrano.

    ha scritto il 

  • 3

    Lettura scolastica

    Mmmm... okay.
    E al popolo?
    Per correttezza intellettuale devo dire che alcuni capitoli mi hanno discretamente interessato e che in fondo Barbero non scrive in modo pesante, ma francamente (usato appos ...continua

    Mmmm... okay.
    E al popolo?
    Per correttezza intellettuale devo dire che alcuni capitoli mi hanno discretamente interessato e che in fondo Barbero non scrive in modo pesante, ma francamente (usato apposta questo avverbio XD) a me che me ne frega di come venivano gestite le tasse, la giustizia, le proprietà fondiarie, le monete eccetera al tempo di Carlo Magno?

    ha scritto il 

  • 4

    Alessandro Barbero, professore di Storia Medievale e scrittore, con questo saggio su Carlo Magno conferma ancora una volta, se mai ve ne fosse stato bisogno, di avere una dote che troppo spesso viene ...continua

    Alessandro Barbero, professore di Storia Medievale e scrittore, con questo saggio su Carlo Magno conferma ancora una volta, se mai ve ne fosse stato bisogno, di avere una dote che troppo spesso viene a mancare a molti dei suoi colleghi; la capacità di divulgare e appassionare allo stesso tempo. “Carlo Magno – Un padre dell’Europa” infatti, pur mantenendo il rigore e laimpostazione bibliografica che un saggio deve per forza avere, riesce a non sacrificare mai la gradevolezza di lettura sull’altare della conoscenza enciclopedica e dei rimandi elevati. Tracciando il ritratto di Carlo Magno, condottiero di popoli che per primo riuscì a dare una sorta di unità a quella che più tardi sarebbe diventata l’Europa, Barbero costruisce un ideale spartiacque fra due importanti periodi storici, quello della tarda antichità e quello del medioevo; e lo fa utilizzando una scrittura sapiente che scorre via come la migliore narrativa d’intrattenimento dovrebbe fare, senza mai annoiare e indulgere nell’autocompiacimento. Bello e interessante.

    ha scritto il 

  • 3

    Un buon testo, ben scritto.
    Non altrettanto buona la sua struttura.

    La biografia vera e propria costituisce meno della metà dell'opera, le prime 150 pagine (più una ventina sulla morte dell'imperatore ...continua

    Un buon testo, ben scritto.
    Non altrettanto buona la sua struttura.

    La biografia vera e propria costituisce meno della metà dell'opera, le prime 150 pagine (più una ventina sulla morte dell'imperatore, a conclusione dell'opera) su un totale di quasi 400 pagine. Emerge comunque un nitido ritratto dell'uomo.

    Il saggio è diviso in capitoli, ognuno dei quali è un focus su un determinato argomento. Barbero si concentra sull'amministrazione dell'Impero; in questo modo, nei vari capitoli, tornano spesso gli stessi fatti e personaggi, solo illuminati da angolazioni diverse. L'aspetto positivo è che si finisce con lo scavare solchi profondi all'interno della società carolingia, a dispetto di una trattazione degli argomenti non altrettanto profonda e articolata, ma che alla fine risulta esaustiva rispetto ad un quadro generale.

    Ne emerge un tempo -scandito da un lungo regno- che ha costituito uno spartiacque tra il mondo antico e il medioevo -delle signorie e dei vassallaggi. Un tempo nel quale, mentre ci si rifaceva formalmente al primo, si seminava ampiamente il secondo.

    Risultano sostanzialmente assenti almeno due aspetti fondamentali relativi al regno di Carlo: l'islam (e la questione mediterranea nella sua sostanza) e l'aspetto culturale della cosiddetta "rinascita -o rinascenza- carolingia". Mentre è del tutto assente il rapporto tra Europa cristiana e Islam, la questione culturale ha una trattazione quantitativamente ristretta -18 pagine- e qualitativamente angusta, del tutto insufficiente.

    Letto questo Carlo Magno avremo acquisito uno sguardo penetrante sulla sua Europa, acquisendo al contempo la necessità di leggere una autentica biografia e un allargamento e approfondimento su elementi essenziali che hanno determinato quei decenni e che Barbero sembra ignorare.

    ha scritto il 

  • 4

    Barbero si conferma studioso serio e scrittore gradevole. Questo testo, precedente a Lepanto, ha forse un piglio narrativo meno vivace e un'impostazione più tradizionale, ciò nonostante è di facile le ...continua

    Barbero si conferma studioso serio e scrittore gradevole. Questo testo, precedente a Lepanto, ha forse un piglio narrativo meno vivace e un'impostazione più tradizionale, ciò nonostante è di facile lettura senza rinunciare a rovesciare alcuni luoghi comuni della storiografia su Carlo Magno. Che si tratti di uno studio valido, d'altro canto, lo dimostra anche la ricchissima bibliografia ragionata, che offre numerosi spunti di approfondimento.
    Piuttosto, ho trovato che il libro fosse leggermente 'fuori centro'. Presentato come una biografia dell'imperatore franco, è in realtà più il ritratto della sua epoca, con un grande approfondimento delle istituzioni, della giustizia, dell'economia, della cultura, della società... La parabola umana di Carlo Magno è trattata - mi è parso - un po' più sbrigativamente. Il che non è detto che sia un difetto, solo, appunto, una scelta legittima ma non immediatamente chiara.

    ha scritto il 

  • 5

    Sapevo solo quello studiato all'epoca nella scuola dell'obbligo e, naturalmente, il materiale dell'epica medievale.
    Non sapevo che ancora nell'ottocento vi fossero interi popoli non cristiani in Europ ...continua

    Sapevo solo quello studiato all'epoca nella scuola dell'obbligo e, naturalmente, il materiale dell'epica medievale.
    Non sapevo che ancora nell'ottocento vi fossero interi popoli non cristiani in Europa.
    Solita lettura scorrevole e affascinante.

    ha scritto il 

  • 4

    Un testo completo ed esauriente su Carlo Magno, la sua storia e la sua epoca; scritto in un linguaggio accessibile e discorsivo, si appoggia comunque ad una gran massa di studi storiografici e traccia ...continua

    Un testo completo ed esauriente su Carlo Magno, la sua storia e la sua epoca; scritto in un linguaggio accessibile e discorsivo, si appoggia comunque ad una gran massa di studi storiografici e traccia anche la storia del successo che la figura reale o mitica dell’imperatore ebbe attraverso le epoche successive. Certo che il personaggio storico appare comunque molto diverso dal gran vecchio con la barba bianca che l’iconografia tradizionale ci ha insegnato a conoscere; più che Panoramix, per capirci, dovremmo pensarlo come una specie di Obelix un po’ più intelligente (e infatti pure lui andava matto per i cinghiali - cacciarli e mangiarli). Certo è che, se lo si guarda retrospettivamente, non è che il suo progetto politico abbia poi avuto tutto ‘sto gran successo; infatti è proprio dopo l’età carolingia che comincia quello che siamo abituati a considerare il periodo “buio” del Medio Evo, fatto di frazionamento esasperato del potere, di signori e signorotti feudali che si scannano allegramente tra loro, di millenarismo, di superstizioni ed eresie, che durerà fino all’età dei comuni e dei nascenti traffici mercantili, a secondo millennio inoltrato.
    Forse il maggiore lascito dell’età carolingia, al quale - giustamente - questo libro dedica ampio spazio, è l’aver istituzionalizzato il cristianesimo di Roma come religione ufficiale d’Europa, a scapito di quello greco-ortodosso, dell’arianesimo e delle credenze pagane ancora difuse nel Nord, oltre che all’istituzionalizzazione del papa come capo e guida della cristianità (fino a quel momento aveva sempre avuto più un prestigio morale che un reale potere). Peraltro non viene debitamente approfondito il fatto che, all’epoca, liturgia e musica erano la stessa cosa, e che il progetto dell’unificazione dei riti avvenne attraverso l’imposizione del canto romano - definito impropriamente gregoriano, ma papa Gregorio, vissuto un paio di secoli prima di Carlo Magno, c’entrava poco - in tutte le diocesi cristiane d’Europa, spesso a discapito di tradizioni musicali locali che poi i filologi e gli etnologi della musica sono dovuti andare a ricostruire con immensa fatica e dubbi risultati.

    ha scritto il