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Carlo V

Di

Editore: Einaudi

3.8
(43)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 657 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8806157256 | Isbn-13: 9788806157258 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Leone Ginzburg , Ettore Bassan

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Altri , Cofanetto

Genere: Biography , History , Non-fiction

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Descrizione del libro
"Carlo V non era veramente un diplomatico, e neppure un condottiero. La sua forza consisteva nell'assoluta certezza di raggiungere il fine e nella lealtà" così Karl Bradi, studioso del Cinquecento, tratteggia la figura complessa e sfaccettata del sovrano sul cui impero "non tramontava mai il sole". Un personaggio, dunque, dai toni e dagli stili differenti, talora in cruda antitesi tra loro, certo di difficile rievocazione. Al centro dell'interesse di Bradi sta Carlo e non l'impero di Carlo, e questa non vuole essere una biografia delle gesta bensì quella del pensiero e dell'agire politico di un imperatore costantemente sorretto dalla certezza di essere stato chiamato a quel compito dalla suprema volontà di Dio.
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  • 3

    Non è un libro, è un monumento, con tutti i suoi pregi e difetti. La descrizione particolareggiata della biografia di Carlo, fatta soprattutto analizzando la sua voluminosa corrispondenza, è talmente ...continua

    Non è un libro, è un monumento, con tutti i suoi pregi e difetti. La descrizione particolareggiata della biografia di Carlo, fatta soprattutto analizzando la sua voluminosa corrispondenza, è talmente minuziosa che a volte ci si perde nel mare di nomi, situazioni, accordi matrimoniali, trattati politici... Ne esce la figura di un imperatore grande, scrupoloso, severo in primo luogo con se stesso, conscio del suo ruolo e delle sue responsabilità. E' inoltre l'affresco di un'epoca travagliata da profondi mutamenti che minarono in primo luogo l'idea stessa di impero universale. E' straordinariamente interessante rendersi conto delle difficoltà (e ormai dell'impossibilità) di reggere un tale ordinamento politico leggendo le lettere di Carlo a suo fratello Ferdinando, quando scrive, in piena campagna militare contro la Lega protestante, che deve arrestarsi nel combattere una guerra che sta vincendo, perché... non ha più soldi per pagare le sue truppe! Povero Carlo, costretto ad elemosinare a destra e sinistra per combattere i Protestanti e poi i Turchi e i Francesi...E poi, i suoi più insidiosi nemici molto spesso erano i papi, con le loro trame politiche e le loro beghe italiane, che sembrava facessero di tutto per mettergli i bastoni tra le ruote, scompigliarli i piani, causargli problemi a non finire, lui che si ammazzava di fatica (e ci credeva sul serio in quel che faceva, l'adempimento coscienzioso di un dovere di fronte a Dio) per riportare all'unità la Chiesa cattolica.
    L'incipit del libro, con la descrizione della corte e della civiltà borgognona, è assolutamente delizioso.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è un testo da consigliare per un lettore medio che non ha ancora letto un libro su carlo V; per esempio consiglierei prima il testo molto leggibile di Roberto Cavalli che si trova nella mia librer ...continua

    Non è un testo da consigliare per un lettore medio che non ha ancora letto un libro su carlo V; per esempio consiglierei prima il testo molto leggibile di Roberto Cavalli che si trova nella mia libreria.

    Il libro è dettagliatissimo, pieno di nomi propri di località e di persone, pieno di battaglie e scaramucce e pieno di intrighi dinastici e progetti matrimoniali; e sorprendentemente si avverte decisamente il tono divertito dell'autore in tutte queste descrizioni minuziose(de gustibus...).

    Se si riesce a separare l'essenziale dal non essenziale il libro però ripaga, lasciando alla fine della lettura un bel sentimento di penetrazione profonda nel mondo di Carlo V.

    ha scritto il 

  • 3

    Decisamente troppo per un lettore medio (come mi considero).E' un testo che definirei scientifico per la precisione e la minuzia dei riferimenti,ma se questo può essere un vantaggio per lo studioso,pe ...continua

    Decisamente troppo per un lettore medio (come mi considero).E' un testo che definirei scientifico per la precisione e la minuzia dei riferimenti,ma se questo può essere un vantaggio per lo studioso,per me è risultato pesante.
    Alla fine di questa figura che domina per la prima metà del sedicesimo secolo non mi resta che un quadro pieno di dettagli in cui ho fatto fatica a rinvenire i tratti principali.

    ha scritto il 

  • 2

    E' ben fatta, piena di dati, ma è anche piena di date e dati. Una successione interminabile, troppo analitica. Non è una biografia di Carlo v, ma di tutto il suo regno. Non appare nè Carlo come politi ...continua

    E' ben fatta, piena di dati, ma è anche piena di date e dati. Una successione interminabile, troppo analitica. Non è una biografia di Carlo v, ma di tutto il suo regno. Non appare nè Carlo come politico nè come uomo. Mi dispiace ma preferisco quella di Gerosa, e lo dico a malincuore

    ha scritto il 

  • 2

    Vado controcorrente rispetto alle altre recensioni, ma questo libro non mi ha proprio detto nulla. Anzi, mi ha un po' urtato perché trovo che siano libri come questi a decretare la morte della storia ...continua

    Vado controcorrente rispetto alle altre recensioni, ma questo libro non mi ha proprio detto nulla. Anzi, mi ha un po' urtato perché trovo che siano libri come questi a decretare la morte della storia come bene universale. La storia al giorno d'oggi non va per niente di moda, è ritenuta una materia noiosa e paludosa. Libri come questa biografia di Carlo V contribuiscono a questa idea (e pensare che solitamente la biografia è un genere più accessibile del saggio!). Brandi mostra di aver fatto delle ottime ricerche, di essere documentatissimo ma non è in grado di comunicare con il lettore. I capitoli sono lenti, pesanti, "palloccolosi". Dal risvolto di copertina sembra che debba emergere l'uomo e non l'imperatore: ebbene, io non ho visto né l'uno né l'altro. Il libro non è su Carlo V ma sul suo immenso impero.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'interessante biografia sul primo sovrano colonialista dell'era moderna, ma ancora irrimidebilmente legato all'idea di un universalismo cristiano di marca squisitamente tardo-medievale. Seguiamo inf ...continua

    Un'interessante biografia sul primo sovrano colonialista dell'era moderna, ma ancora irrimidebilmente legato all'idea di un universalismo cristiano di marca squisitamente tardo-medievale. Seguiamo infatti tutti i passaggi delle trattative con i vari ambiziosi principi tedeschi per scongiurare la frammentazione delle fedi religiose in Germania. Ma, a sopsresa, scopriamo come la sua più tenace avversaria in quella lotta per l'unità fu la Chiesa di Roma, i cui rappresentanti rimandarono ripetutamente la convocazione di un concilio risolutore (soluzione caldeggiata dall'imperatore), salvo poi indirlo quando orami era troppo tardi. Interessante anche la teoria che Brandi adduce circa il ritiro dalla scena politica internazionale di Carlo V. Non improvviso passaggio dal cinismo della ragion di stato alla devozione religiosa (l'imperatore fu sempre molto religioso), come molti hanno detto, ma necessaria condotta a causa di una malattia (la gotta) che angustiò la salute di Carlo. E, verosimilmente, anche a causa della consapevolezza raggiunta di essere un sovrano fuori tempo per quanto riguarda valori e principi sui quali imbastì il castello delle sue ambizioni (che si sgretolarono a poco a poco, dalla rottura religiosa in Germania alle numerose e dispendiose rivolte nelle ricche Fiandre, ai conflitti e le incomprensioni con un sovrano rampante, immagine-simbolo dello stato moderno, Francesco I di Francia). Il racconto di come Carlo V organizzò il suo tempo all'interno del convento-reggia ove si rifugiò conclude degnamente un lavoro tanto accurato e scientifico quanto divulgativo e "romanzato". Se si trattasse di fiction potremmo parlare di come l'autore sia riuscito nell'impresa di descrivere personaggi a tutto tondo (dal protagonista all'insostituibile sorella, ai papi, fino ai pochi ma preganti tocchi su Francsco I di Francia, uomo spregiudicato e effeminato, vero e proprio opposto di Carlo)e in quella di tratteggiare affreschi vividi e animati, ma siccome non lo è, è bello riconoscere come sia piacevole "evadere" - alla stessa stregua di un romanzo - grazie alla realtà storica. Pregio,per fortuna, non molto raro in questo genere di lavori.

    ha scritto il