Il lavoro di Muñoz e Sampayo é la loro variazione sulla vita del grande cantante. Non un’interpretazione quindi, ma un’opera basata su alcuni aspetti della vita di un artista che è stato il più grande esponente della canzone popolare del Rio De La Plata e una delle voci più straordinarie del XX° secContinue
Il lavoro di Muñoz e Sampayo é la loro variazione sulla vita del grande cantante. Non un’interpretazione quindi, ma un’opera basata su alcuni aspetti della vita di un artista che è stato il più grande esponente della canzone popolare del Rio De La Plata e una delle voci più straordinarie del XX° secolo. Gardel nacque nel 1887 o nel 1890 a Tolosa, in Francia, o a Tacuarembó, in Uruguay. Ma altre piste situano la sua nascita in luoghi ancora diversi. Morì a Medellín, in Colombia, il 24 giugno del 1935, in un incidente aereo. Anche se non pochi sostengono che non sia affatto deceduto in quella circostanza. Nel corso della sua carriera incise più di 700 brani musicali e interpretò, come protagonista, otto produzioni cinematografiche. Nel 2003 la sua voce è stata dichiarata dall’Unesco patrimonio mondiale dell’Umanità. Carlos Gardel, ha reso nobile il tango portandolo dai bassifondi di Buenos Aires agli schermi di Hollywood
Muñoz e Sampayo, costretti a lasciare il loro paese negli anni ’70 a causa della dittatura, raccontando Gardel, simbolo di un’Argentina leggera e esuberante, esprimono tutta la nostalgia della loro infanzia sudamericana.
Sampayo costruisce un racconto allusivo, composto da scene reali o inventate. Da Buenos Aires a New York, dalla noncuranza politica di Gardel alla sua strana relazione con le donne, lo sceneggiatore di Alack Sinner accumula frammenti sino a dare l’immagine di un paese ottimista che, senza esserne cosciente, vive una libertà che, purtroppo, non ha sempre ritrovato.
Su questo racconto, nel suo tradizionale bianco e nero, contrastato, popolato da tipi espressivi e da ambientazioni stordenti, Muñoz incolla le sue immagini ammalianti fatte di ombre, di emozioni, di talento grafico arrivando a creare un mondo quasi irreale
Affacciandosi sul simbolo del loro paese Muñoz e Sampayo hanno messo in scena un’Argentina che le dittature e le guerre civili hanno ridotto a un sogno inaccessibile.