Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Carmilla

Di

Editore: Tre passi - Nuages

4.0
(1804)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 111 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Chi tradizionale , Francese , Sloveno , Portoghese , Giapponese , Ceco , Tedesco

Isbn-10: 8896563070 | Isbn-13: 9788896563076 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Viola Cinta ; Illustratore o Matitista: Beatriz Martin Vidal

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , Copertina rinforzata per biblioteche , eBook

Genere: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

Ti piace Carmilla?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Un classico della letteratura sui vampiri in una edizione rilegata e illustrata.
Ordina per
  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Attenzione ai vostri istinti, ragazze. Affidatevi con fiducia a chi è più saggio

    Per me, per i miei interessi letterari, un racconto od un romanzo sono interessanti soprattutto quando, sollevando i veli in cui è avvolta la storia in quanto tale, la storia esplicitamente narrata dall'autore, è possibile trovare altri livelli interpretativi, è possibile capire perché la ...continua

    Per me, per i miei interessi letterari, un racconto od un romanzo sono interessanti soprattutto quando, sollevando i veli in cui è avvolta la storia in quanto tale, la storia esplicitamente narrata dall'autore, è possibile trovare altri livelli interpretativi, è possibile capire perché la storia è stata scritta, da quale contesto culturale nasce, cosa voleva comunicarci d'altro l'autore.
    Non sempre questo è possibile: esistono molti libri che sono scritti riprendendo pedissequamente cliché e mode letterarie, scritti con l'unico obiettivo di vendere, che non ci comunicano nulla, e ciò a mio avviso riguarda la stragrande maggioranza delle proposte della moderna industria culturale, in un'epoca in cui la produzione letteraria risponde quasi unicamente a logiche di mercato.
    Forse tra un secolo da tutto il ciarpame edito in questi decenni emergerà comunque qualche opera che avrà resistito all'inevitabile oblio, per il fatto di essere stata in grado di raccontare la nostra epoca. Ho tuttavia l'impressione che opere di questo genere, se pure vengono scritte, difficilmente vengono pubblicate, per l'ottica mercantile che ormai pervade tutta la produzione letteraria, e che è perfettamente coerente con il processo di ottundimento delle coscienze lucidamente portato avanti dai padroni del vapore. Credo quindi che l'archeologo che andrà alla ricerca dello Zeitgeist di questa nostra epoca (di archeologo si tratterà, perché questa in-civiltà si autodistruggerà – ne sono certo - in breve tempo) dovrà ricercarlo nei like di Facebook, nel degrado egotistico dei selfie, piuttosto che in opere letterarie che in generale si badano bene dal raccontarci perché siamo giunti a tutto ciò. A mio avviso, quindi, è solo leggendo i classici, con la loro capacità di raccontarci l'epoca in cui sono stati scritti che possiamo sperare di avere e diffondere gli strumenti culturali in grado di farci capire l'epoca in cui viviamo.
    Carmilla, di Joseph Sheridan Le Fanu, è un ottimo rappresentante di opera letteraria stratificata, leggibile a più livelli, e pur appartenendo indubbiamente alla categoria dei romanzi di genere (in questo caso il genere gotico) mostra una complessità interpretativa che lo collocano tra i libri da leggere se si è interessati a capire lo spirito dell'epoca vittoriana, del periodo in cui lo sviluppo dell'industrializzazione in Gran Bretagna (il racconto è del 1872) comportava un necessario controllo delle coscienze, la definizione di una ideologia basata sulla repressione delle pulsioni, in primis quelle sessuali quali anticamera del disordine sociale. E' questa un'epoca che presenta inquietanti analogie con la nostra in termini di ideologia dominante, anche se un secolo e oltre di affinamento delle tecniche di controllo sociale hanno portato a rendere più conveniente inibire il potere sovversivo del sesso attraverso la sua esibizione e disponibilità totale, piuttosto che attraverso la sua negazione e sublimazione.
    Carmilla è innanzitutto ancora oggi un bel racconto, piacevole da leggere, nonostante alcune ingenuità stilistiche e ambientali che derivano dall'essere noi i lettori del XXI secolo di una storia destinata a mettere paura ad un pubblico del XIX. La storia è quella di Laura, (che come spesso capita in questo genere di racconti la narra in prima persona anni dopo, a garanzia dell'happy end) figlia di un funzionario austro-ungarico di origine inglese, che vive diciottenne in un solitario maniero della Stiria, con l'unica compagnia del padre e di due istitutrici. Per una serie di avvenimenti molto oscuri nel castello viene ospitata una ragazza della stessa età di Laura, un personaggio enigmatico, dai comportamenti bizzarri, languida e bellissima, e tra le due ragazze nasce una intima amicizia che sconfina apertamente verso l'amore. Subito nei villaggi circostanti iniziano a morire giovani fanciulle, affette da un misterioso morbo che toglie loro l'energia vitale: in breve tempo anche Laura inizia ad avere incubi in cui strani animali si introducono in camera sua e la mordono al seno; inizia a sentirsi sempre più spossata e solo il tempestivo intervento di un amico di famiglia, un generale a riposo che sta dando la caccia ai vampiri riuscirà a risolvere la situazione con l'immancabile (ma per allora non così scontato) paletto di frassino nel cuore di Carmilla e successiva decapitazione.
    Moltissimi, anche da questa breve sintesi, sono gli elementi che emergono e che fanno di Carmilla un testo che si può dire era volto all'educazione delle giovani rampolle della borghesia vittoriana. In estrema sintesi e con una certa dose di brutalità e approssimazione la morale della storia può essere la seguente.
    Attenzione, giovani fanciulle che state entrando nell'età in cui dovrete decidere del vostro avvenire: troverete sulla vostra strada le insidie del sesso, gli oscuri impulsi che guidano il vostro istinto. Essi si presenteranno estremamente attraenti, ambigui ed affascinanti. Seguendoli, tuttavia, andrete incontro alla rovina certa, alla morte. Non dovete però temere, perché le autorità sapranno mettere tutto a posto e vi reindirizzeranno verso la retta via, dove potrete adempiere felicemente i vostri compiti sociali.
    Questo è secondo me il messaggio sociale che il racconto vuole consegnarci. Ne sono testimoni molteplici particolari, quali la figura stessa della protagonista, che non è un vampiro di orribili fattezze (si pensi per contrasto a Nosferatu) ma una bellissima fanciulla, manifestamente il doppio oscuro di Laura. Ne è testimone il ruolo che svolgono i personaggi che risolveranno la questione: il padre funzionario imperiale, l'amico generale, il prete, i dottori: tutti rappresentanti emblematici della buona società che agiscono saggiamente per il meglio.
    Il racconto è però ancora più complesso, e permette di scoprire, se adeguatamente scandagliato, ulteriori livelli interpretativi. Vi è infatti un livello squisitamente psicanalitico, che attiene a come viene descritto il rapporto tra Laura e Carmilla in un'epoca in cui parlare di sesso era, come detto, tabù. Qui secondo me Le Fanu dà il meglio di sé come narratore, perché è in grado di scardinare questo tabù senza formalmente metterlo in discussione. Sempre in chiave psicanalitica può essere interpretato il ruolo che nel racconto assume la dimensione onirica.
    Vi è infine secondo me un livello ancora più sottile di interpretazione del personaggio di Carmilla, che non solo rappresenta il pericolo che le pulsioni sessuali costituiscono rispetto all'ordine sociale, ma, in quanto proveniente da una famiglia nobile di epoca medievale, accosta tali insidie al mondo feudale europeo (non dimentichiamo che il padre di Laura è inglese). Carmilla è poi anche manifestamente atea, materialista e illuminista (come ci dice Attilio Brilli nella bella e breve postfazione): assomma in sé quindi anche le minacce che alla società borghese trionfante potevano derivare da un lato dalla reminiscenza del vecchio ordine feudale e dall'altro dalla cultura radicale che era stata alla base stessa della presa di potere della borghesia, me che ben presto venne rinnegata perché non funzionale alla costituzione del nuovo ordine economico.
    Pochi decenni dopo Henry James scriverà la sua storia di fantasmi più nota, Il giro di vite e l'incombenza della crisi farà sì che nessun finale lieto sia più possibile, che nessun esorcismo, nessun paletto di frassino possa fare scomparire creature per larga parte generate proprio da quegli stessi meccanismi sociali che tentano di distruggerle.

    ha scritto il 

  • 2

    Da leggere, ma...

    Sì, d'accordo, fu il primo a scrivere di vampiri (assieme a Polidori che sarà il mio prossimo passo). Il problema è che, pur con tutte le attenuanti del periodo storico, e pur considerato che come lettore di oggi ogni effetto sorpresa è rovinato etc etc, la storia regge fino a due terzi.
    L ...continua

    Sì, d'accordo, fu il primo a scrivere di vampiri (assieme a Polidori che sarà il mio prossimo passo). Il problema è che, pur con tutte le attenuanti del periodo storico, e pur considerato che come lettore di oggi ogni effetto sorpresa è rovinato etc etc, la storia regge fino a due terzi.
    La protagonista ha bisogno di una metaforica martellata nel cranio per capire non dico cosa stia succedendo, ma anche solo che l'amica sua non è precisamente una santa, nonostante coincidenze a pacchi e riferimenti molto precisi e circostanziati. E soprattutto, il finale è l'anticlimax del libro per eccellenza, come se all'autore non interessasse granché.
    Il punto di forza del libro è invece nella prima metà, la tensione sessuale tra le due ragazze che mai si compie se non in piccoli gesti, e la psicologia della protagonista-narratrice, particolarmente "moderna" per il tempo in cui è stata pensata e scritta.
    E' comunque un classico.

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimo racconto gotico che considero un classico e che fa piacere rileggere. Tra l'altro in una edizione molto ben fatta di Stampa Alternativa che include il poema Christabel di Coleridge a cui Le Fanu pare essersi ispirato per il personaggio di Carmilla, e degli approfondimenti.

    ha scritto il 

  • 3

    Racconto interessante e breve. Curioso come la comparsa letteraria di una vampira femmina avvenga prima di quella del vampiro per eccellenza: il Dracula di Stoker. Carmilla (i cui nomi nel corso dei decenni cambiano, ma mantenendone sempre l’anagramma: Mircalla, Millarca) ha le sembianze di una c ...continua

    Racconto interessante e breve. Curioso come la comparsa letteraria di una vampira femmina avvenga prima di quella del vampiro per eccellenza: il Dracula di Stoker. Carmilla (i cui nomi nel corso dei decenni cambiano, ma mantenendone sempre l’anagramma: Mircalla, Millarca) ha le sembianze di una comune fanciulla ed è attratta dalle belle fanciulle di buona famiglia in modo appassionato e perverso; si nutre del loro sangue molto lentamente nel corso del tempo, tanto da instaurare con le vittime un rapporto di stretta amicizia, fino a che l’eccessiva debolezza per i continui “prelievi” non le uccide. Lettura facile e sfiziosa. Consigliata.

    ha scritto il 

  • 4

    Racconto gotico raffinato, dove i protagonisti, i cattivi e le vittime sono tutte donne, in un'atmosfera satura di desiderio sessuale represso. Sensuale, cripto-lesbico, languido. Da leggere

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimo.

    Potrà sembrare un racconto banale per noi "moderni" oramai avvezzi a storie in cui i vampiri sono protagonisti sia buoni (come in moltissimi Young adult recentissimi) sia cattivi, ma se guardiamo bene questo racconto è il vero precursore di tutte le storie di vampiri che sono state scritte da all ...continua

    Potrà sembrare un racconto banale per noi "moderni" oramai avvezzi a storie in cui i vampiri sono protagonisti sia buoni (come in moltissimi Young adult recentissimi) sia cattivi, ma se guardiamo bene questo racconto è il vero precursore di tutte le storie di vampiri che sono state scritte da allora, Dracula compreso e allora possiamo accorgerci di quanto sia rivoluzionario e moderno sia nella trama sia nelle descrizioni. Mi è piaciuto anche lo stile di Le Fanu, scorrevole e veloce.

    ha scritto il 

  • 5

    Laura, una ricca fanciulla di origini inglesi, vive col padre in un isolato castello della Stiria austriaca. Da molto tempo aspetta l'estate che dovrebbe trascorrere con la nipote del generale Spieldorf, ma la giovane, sua coetanea, muore.
    In una notte di luna piena, mentre Laura è in giard ...continua

    Laura, una ricca fanciulla di origini inglesi, vive col padre in un isolato castello della Stiria austriaca. Da molto tempo aspetta l'estate che dovrebbe trascorrere con la nipote del generale Spieldorf, ma la giovane, sua coetanea, muore.
    In una notte di luna piena, mentre Laura è in giardino con le governanti e il padre, una carrozza esce di strada proprio davanti al suo castello. Le viandanti sono un'elegante signora e sua figlia che per il colpo è svenuta. Dopo i primi soccorsi la signora racconta di avere delle faccende urgenti da sbrigare, così il padre di Laura si offre di ospitarne la figlia sino a quando non tornerà. La signora accetta la cortesia e confida al gentile signore che sua figlia è cagionevole di salute e soggetta a crisi di nervi. Così la misteriosa donna riparte in tutta furia, lasciando lì la giovane. La fanciulla in questione, di nome Carmilla, dall'incarnato splendente e con lunghissimi capelli scuri dai riflessi dorati, è molto bella e ha più o meno l'età di Laura, che rimane estasiata dalla visita...

    Magnifica la storia e suggestiva l'ambientazione, mi ha catturata dalla prima riga immergendomi in atmosfere cupe e affascinandomi con Carmilla, personaggio ben delineato e di spessore.
    E' un piccolo gioiello, precursore del genere vampiresco, che fa dimenticare che è stato scritto nel 1872 e gradevolissimo da leggere per la velocità della narrazione.

    ha scritto il 

  • 3

    Da leggere

    Breve,facile,scorrevole,sicuramente banale per chi viene bombardato continuamente da storie di vampiri più o meno romanzate,ma a mio parere vale la pena leggerlo dal momento che sicuramente i primi abbozzi sui vampiri derivano da qui (senza assolutamente dimenticare il maestro Bram Stoker)

    ha scritto il 

  • 4

    Un raffinato horror, anzi, le vere e proprie origini dell'horror vampiresco e ottocentesco. Lo definirei innocente e inquietante. Carmilla (personaggio invece) direi che è affascinante e appuntita... Da leggere al lume di candela e con la porta della stanza rigorosamente chiusa a chiave.

    ha scritto il 

  • 4

    Fondamentale tappa nell'evoluzione letteraria del mito del vampiro 'Carmilla' è ancora oggi efficace, nella sua brevità. Citato un po' a caso (anche solo nei suoi aspetti più superficiali, vedi l'anagramma del nome) da svariati film gotici italiani e non l'originale mantiene un delicato equilibr ...continua

    Fondamentale tappa nell'evoluzione letteraria del mito del vampiro 'Carmilla' è ancora oggi efficace, nella sua brevità. Citato un po' a caso (anche solo nei suoi aspetti più superficiali, vedi l'anagramma del nome) da svariati film gotici italiani e non l'originale mantiene un delicato equilibrio tra orrore e atmosfera, proprio come il successivo 'Dracula' di Stoker.

    ha scritto il 

Ordina per