Caro Bul

Lettere a Leone Traverso (1953-1967)

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca, 510)

4.0
(21)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 214 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845921778 | Isbn-13: 9788845921773 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Margherita Pieracci Harwell ; Editore: Pia Cigala Fulgosi

Genere: Biografia , Politica

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Descrizione del libro
"Aprendo questo volume" scrive Margherita Pieracci Harwell "si ritroverà la Campo che conosciamo ... ma anche una affascinante figura nuova, di cui brilla a tratti la giocosità - che a detta di tutti ne iridava la conversazione, ma fin qui non avevamo visto trapassare nella scrittura - o d'improvviso scoppietta la maliziosa civetteria ... Sono la voce, queste lettere, di una limpida, calda, forte amicizia, prezioso residuo salvato all'estinguersi della gran fiamma di un amore che aveva formato e tormentato chi le scrive nell'arduo passaggio dall'adolescenza all'età illuminata dal sole al suo zenit". Cristina Campo e Leone Traverso (insigne grecista e germanista) avevano formato per anni "una coppia perfetta" - lui dotato di fascino, non solo intellettuale, lei di bellezza e di grazia - al centro di quella cerchia di scrittori fiorentini di cui nel dopoguerra facevano parte, fra gli altri, Tommaso Landolfi e Mario Luzi. Poi il rapporto si era incrinato, per chiudersi definitivamente nel 1956: troppo diversi, e lontani, il "rigore di spada" che contraddistingueva Cristina e la "mollezza veneta" che le sembrava di scorgere in lui. Tuttavia, a legare Cristina e Leone (a cui lei stessa aveva dato il soprannome di Bul) fu ancora per lungo tempo - e ne testimonia questa corrispondenza - una duratura comunione di gusti e di disgusti, la passione per la perfezione dello stile, e soprattutto la fedeltà profonda a una certa idea, alta ed esigente, della letteratura.
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  • 0

    "Queste cose non sono 'arte' e nemmeno 'esperienza'"

    "Immagina di precipitare, per strati geologici appena smossi [...] dal mondo romanico e protocristiano al bizantino, al romano puro e addirittura al greco - per un dedalo discendente di chiese, cripte ...continua

    "Immagina di precipitare, per strati geologici appena smossi [...] dal mondo romanico e protocristiano al bizantino, al romano puro e addirittura al greco - per un dedalo discendente di chiese, cripte, sacelli, colombari immerso nell'oscurità sanguigna delle caverne e nell'odore dolce, nauseabondo della terra smossa di fresco. Molte pareti sembrano di roccia viva; altre devono aprirsi su qualche fiume sotterraneo, perché nelle ultime stanze - dove mi ha condotta la paura, in quel 'delirio di curiosità' che si mischia alla disperazione delle vie senza uscita - nelle ultime stanze mi ha investita il fragore di uno scroscio d'acqua".

    "Qui due giornate azzurre, lampanti di primavera [...] Dobbiamo emigrare tutti, Bul - fondare sul Tevere una nuova colonia etrusca. E più tardi - rinati alla letizia - marciare su Firenze, liberarne i giardini [...].
    Vorrei non aver mai scritto una parola. Solo oggi comincio a capire come si fa".

    "E non rispondere a questa lettera, per amor del Cielo. Sopporterò di averla scritta solo se fingerai di non averla ricevuta. Sii buono, Bul - io sono

    Vie".

    ha scritto il 

  • 3

    Un epistolario unidirezionale, in cui Cristina Campo scrive al suo uomo Leone Traverso, uno dei maggiori intellettuali del tempo. Ne risulta un rapporto basato soprattutto sulle affinità intellettuali ...continua

    Un epistolario unidirezionale, in cui Cristina Campo scrive al suo uomo Leone Traverso, uno dei maggiori intellettuali del tempo. Ne risulta un rapporto basato soprattutto sulle affinità intellettuali e culturali. La relazione sentimentale tra i due viene piuttosto sussurrata, non è mai palese, tranne che nel momento della crisi.
    Nel libro vi è una sola lettera scritta da Leone Traverso, che paradossalmente è quella a mio avviso più bella e più profonda. Stupende le considerazioni di Traverso sul rapporto che intercorre tra il traduttore, l'opera che traduce ed il suo autore.

    ha scritto il 

  • 3

    [Roma, 13?agosto 1956]
    Che devo fare perché tu sia tranquillo? Non posso chiederti aiuto, non mi permetti di non chiedertelo…E io avrei tanto bisogno di te, più di quanto non possa dire – e insieme…tut ...continua

    [Roma, 13?agosto 1956]
    Che devo fare perché tu sia tranquillo? Non posso chiederti aiuto, non mi permetti di non chiedertelo…E io avrei tanto bisogno di te, più di quanto non possa dire – e insieme…tutta la mia forza è la mia solitudine, il mio andarmene sola per questi luoghi, la libertà come un coltello fra i denti. (p.74)

    ha scritto il 

  • 5

    le lettere di cristina campo a leone traverso: sulla vita, i sentimenti, la letteratura e la poesia. si intravede, sullo sfondo, la loro storia d'amore andata male. delicato e a tratti sublime- come t ...continua

    le lettere di cristina campo a leone traverso: sulla vita, i sentimenti, la letteratura e la poesia. si intravede, sullo sfondo, la loro storia d'amore andata male. delicato e a tratti sublime- come tutte le cose di lei.

    (caro bul,
    forse non ti spiacerà questo breve saluto e sapermi molto rasserenata. in questi giorni penso a te limpidamente, come da tempo non mi accadeva. e ti credo, con l'affettuosa semplicità dei bambini.
    come ti ho detto, non pensare a scrivermi. è difficile misurare il silenzio necessario alla vera voce.
    pensiamoci con tenerezza e gratitudine, aiutiamoci volendo il bene.
    tua
    vie)

    ha scritto il 

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