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Caro Michele

Di

Editore: Giulio Einaudi Editore

3.7
(577)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 186 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco

Isbn-10: 8806179616 | Isbn-13: 9788806179618 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
«Caro Michele»: il piú classico degli incipit epistolari è quello che Natalia Ginzburg sceglie come titolo del suo romanzo. Una madre già avanti negli anni ma ancora giovane e un figlio lontano fisicamente e ancor piú (e soprattutto) distante nelle idee, nelle esigenze, negli affetti e nei dolori. Un figlio per il quale la madre prova rancore, ma dal quale non riesce a staccarsi; e l'ultimo, irrescindibile cordone ombelicale è fatto di sole lettere.
Sorta di Lessico famigliare dieci anni dopo, Caro Michele è un romanzo dai personaggi dispersi, divisi dall'incomunicabilità e destinati alla solitudine, e la scelta del genere epistolare suona provocatoria e simbolica.

Con la cronologia della vita e delle opere, la bibliografia essenziale e l'antologia della critica.
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  • 4

    Una madre, la signora Adriana, separata dal marito e padre dei suoi figli, fra cui il Michele del titolo; una ragazza-madre, peregrina con il suo bambino da una casa all'altra; un amico, Osvaldo, anche lui separato dalla facoltosa moglie Ada: questi alcuni dei personaggi di questo romanzo della G ...continua

    Una madre, la signora Adriana, separata dal marito e padre dei suoi figli, fra cui il Michele del titolo; una ragazza-madre, peregrina con il suo bambino da una casa all'altra; un amico, Osvaldo, anche lui separato dalla facoltosa moglie Ada: questi alcuni dei personaggi di questo romanzo della Ginzburg, composto con il suo consueto tratto leggero. E' una società di solitari questa in cui entriamo, sembra che nessuno riesca a penetrare nello spazio vitale del proprio prossimo. Sarà perché Michele non risponde, alle lettere della madre, ma risponde magari a quelle della sorella Angelica, e poi brucia velocemente, quasi più velocemente di quanto ci mette ad arrivare una lettera dall'Inghilterra all'Italia, il proprio matrimonio. In questo romanzo la felicità coniugale non esiste, eppure sembra che solo fuggendo dalla solitudine si possa aspirare ad un po' di felicità.

    ha scritto il 

  • 5

    Un'altro libro della meravigliosa Natalia Ginzburg. Ci sono certi scrittori che sanno disegnarti tutto il carattere di un personaggio in poche parole, e la Ginzburg è uno di loro. Qui c'è tutta l'ansia di una società in cui la gente non sa comunicare né volersi bene. Tutta quest'inquietudine di c ...continua

    Un'altro libro della meravigliosa Natalia Ginzburg. Ci sono certi scrittori che sanno disegnarti tutto il carattere di un personaggio in poche parole, e la Ginzburg è uno di loro. Qui c'è tutta l'ansia di una società in cui la gente non sa comunicare né volersi bene. Tutta quest'inquietudine di chi non sa dove dirigersi, gente senza scopo ma anche senza amore per nessuno. Mi è piaciuta questa citazione: "Ma non si amano soltanto le memorie felici. A un certo punto della vita, ci si accorge che si amano le memorie". Tante volte con questo libro mi sono detta, "Quanto è vero quello che dice". A volte questo piccolo libro ha una profundità che sorprende.

    ha scritto il 

  • 4

    L'equilibrio dopo il Sessantotto

    Equilibratissimo e delicato romanzo che inquadra le logiche contestatarie dei primi anni Settanta nell'ambito, quasi minimalista, di un lessico familiare interrotto, frantumato, incapace di comunicare. E non è la chiusura di Michele, ma l'incomunicabilità dei singoli individualismi e dei personal ...continua

    Equilibratissimo e delicato romanzo che inquadra le logiche contestatarie dei primi anni Settanta nell'ambito, quasi minimalista, di un lessico familiare interrotto, frantumato, incapace di comunicare. E non è la chiusura di Michele, ma l'incomunicabilità dei singoli individualismi e dei personali dolori a rendere impossibile un dialogo sempre tentato e mai riuscito. Alternando una narrazione frammentaria ed essenziale alle lettere che si scambiano i protagonisti, la Ginzburg realizza un ritratto commovente e denso che merita l'aggettivo di "indimenticabile".

    ha scritto il 

  • 4

    Libro dopo libro, Natalia Ginzburg si sta inserendo sempre di più tra i miei autori preferiti. Leggo descrizioni di "Caro Michele" che parlano di istantanee di una famiglia borghese. Personalmente sono più d'accordo con chi vede il tema della solitudine e dell'infelicità come predominanti. Temi r ...continua

    Libro dopo libro, Natalia Ginzburg si sta inserendo sempre di più tra i miei autori preferiti. Leggo descrizioni di "Caro Michele" che parlano di istantanee di una famiglia borghese. Personalmente sono più d'accordo con chi vede il tema della solitudine e dell'infelicità come predominanti. Temi resi, a mio avviso, magnificamente.

    ha scritto il 

  • 4

    Autrice che amo sempre di più e non delude in questo ritratto di famiglia borghese. Ma davvero parla di questo? Io sento sopratutto il tema della solitudine, insoddisfazione, disagio verso la vita e questo epistolario ha forma di grido, di ricerca d'aiuto da parte di tutti gli attori del romanzo, ...continua

    Autrice che amo sempre di più e non delude in questo ritratto di famiglia borghese. Ma davvero parla di questo? Io sento sopratutto il tema della solitudine, insoddisfazione, disagio verso la vita e questo epistolario ha forma di grido, di ricerca d'aiuto da parte di tutti gli attori del romanzo, anime smarrite dalla prima all'ultima.

    ha scritto il 

  • 4

    A volte ho bisogno di tornare alla Ginzburg, per quella sua lingua semplice e precisa, come trappolina per topi. con questo romanzo misto di forma epistolare e narrazione epistolare, la splendida modulazione del suo linguaggio è a servizio di un ritratto di famiglia borghese anni '70, con i ranco ...continua

    A volte ho bisogno di tornare alla Ginzburg, per quella sua lingua semplice e precisa, come trappolina per topi. con questo romanzo misto di forma epistolare e narrazione epistolare, la splendida modulazione del suo linguaggio è a servizio di un ritratto di famiglia borghese anni '70, con i rancori, le delusioni, gli affetti frustrati, le ambizioni di vita. e quel dolore borghesemente trattenuto, nascosto, che a tratti si fa pura cattiveria e pura disperazione. elegante e misterioso come uno strano congegno meccanico, che non sai se sia un carillon o una bomba a mano.

    ha scritto il 

  • 4

    " Non so spiegarti perché mi sento più sola da quando è morto. Forse perché avevamo in comune delle memorie. Queste memorie le avevamo solo io e lui al mondo. È vero che non usavamo farne parola quando ci incontravamo. Però mi rendo conto adesso che non era necessario farne parola. Esse erano ...continua

    " Non so spiegarti perché mi sento più sola da quando è morto. Forse perché avevamo in comune delle memorie. Queste memorie le avevamo solo io e lui al mondo. È vero che non usavamo farne parola quando ci incontravamo. Però mi rendo conto adesso che non era necessario farne parola. Esse erano presenti in quelle ore che passavamo al caffè Canova e che io trovavo oppressive e interminabili. Non erano memorie felici perché io e tuo padre non siamo stati mai molto felici insieme. E anche se siamo stati brevemente e raramente felici, tutto poi è stato sporcato, calpestato, e travolto. Ma non si amano soltanto le memorie felici. A un certo punto della vita, ci si accorge che si amano le memorie".

    ha scritto il 

  • 0

    Vita quotidiana di famiglia borghese. Anni ’70. In alcuni punti sembra di risentire cose lontane: gli scamiciati, i cappotti con gli alamari, il colore verde marcio, il chiacchierio familiare di fondo di quando ero ragazza.
    Ascoltato insieme a “I Malavoglia”, viene da pensare che l’agiatezz ...continua

    Vita quotidiana di famiglia borghese. Anni ’70. In alcuni punti sembra di risentire cose lontane: gli scamiciati, i cappotti con gli alamari, il colore verde marcio, il chiacchierio familiare di fondo di quando ero ragazza.
    Ascoltato insieme a “I Malavoglia”, viene da pensare che l’agiatezza uccida i sentimenti. Qui sembra tutto materia.
    [Ad alta voce. Radio 3. Lettura di Anna Bonaiuto. Tempo 5 ore.]

    ha scritto il 

  • 5

    (...) ognuni di noi é sbandato e balordo in una zona di sé e qualche volta fortemente attratto dal vagabondare e dal respirare niente altro che la propria solitudine, e allora in questa zona ognuno di noi può trasferirsi per capirti.

    ha scritto il 

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