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Book Description
«Caro Michele»: il piú classico degli incipit epistolari è quello che Natalia Ginzburg sceglie come titolo del suo romanzo. Una madre già avanti negli anni ma ancora giovane e un figlio lontano fisicamente e ancor piú (e soprattutto) distante nelle idee, nelle esigenze, negli affetti e nei dolori. UContinue
Book Details
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(456)
- Libri Italiani
- Paperback 186 Pages
- ISBN-10: 8806179616
- ISBN-13: 9788806179618
- Publisher: Giulio Einaudi Editore
- Pub date: Jan 01, 2006
- Also available as: Mass Market Paperback, Hardcover and Others
- In other languages: other languages
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| ISBN | Edition | List | Sale | Seller |
|---|---|---|---|---|
| 9788806179618 | Paperback | €10.00 | €7.50 | IBS.IT |
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“Ma non si amano soltanto le memorie felici. A un certo punto della vita, ci si accorge che si amano le memorie.”
I temi cari alla Ginzburg si ripropongono anche qui: la famiglia anzitutto intesa sia come nucleo parentale che come gruppo allargato agli amici che sono un po’ la famiglia che ... (continue)
“Ma non si amano soltanto le memorie felici. A un certo punto della vita, ci si accorge che si amano le memorie.”
I temi cari alla Ginzburg si ripropongono anche qui: la famiglia anzitutto intesa sia come nucleo parentale che come gruppo allargato agli amici che sono un po’ la famiglia che scegliamo per noi stessi, ma stavolta c’è da parte dell’autrice uno sguardo misto di pietà e terrore per i destini che mette in scena.
L’orizzonte è quello della Roma degli anni 70 e ne rende precisa la collocazione spazio temporale, con la descrizione degli ambienti, degli arredi, del vestiario, che riportano a quel periodo, così come i temi che sfiora senza approfondirli: la lotta politica, il divorzio, la ragazza madre, l’omosessualità.
Il romanzo è in forma epistolare ma Michele, il destinatario principale delle lettere, rimane sempre un po’ sullo sfondo.
I protagonisti vivono profonde solitudini, sono incapaci di comunicare in maniera autentica, vivono quasi sospesi nell’attesa di qualcosa che verrà ma mancano di progettualità di vivacità. E su tutti campeggia l’occhio della madre di Michele, che guarda a questa generazione con diffidenza, con disincanto.
Il linguaggio è sempre riconoscibilissimo: la forma è povera e apparentemente trasandata, i periodi brevi e sbrigativi ma la veridicità di quello che scrive salta fuori dalle pagine.
Insomma, sempre, meravigliosamente Ginzburg.
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