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Carolina se enamora

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Publisher: Planeta Internacional

2.6
(853)

Language:Español | Number of Pages: 536 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) Italian , French

Isbn-10: 840809890X | Isbn-13: 9788408098904 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Others

Category: Fiction & Literature , Romance , Teens

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Book Description
Regresa el fenómeno, regresa Moccia. La esperada nueva novela del best-seller italiano, Carolina se enamora, desembarca en nuestro país con un sólo objetivo: volver a arrasar. Con A tres metros sobre el cielo, Tengo ganas de ti, Perdona si te llamo amor y Perdona pero quiero casarme contigo, Moccia ha superado ya la cifra de 1.000.000 ejemplares vendidos en nuestro país, seduciendo tanto a jóvenes como a no tan jóvenes con sus relatos de amor adolescente.

De nuevo, el superventas habla de amor, amistad y lazos familiares. Carolina, de 14 años, es libre e independiente. Optimista y alegre, llega al instituto con ganas de más paga semanal y una moto que le permita llegar antes a su cita con sus nuevas amigas y, especialmente, con Massimiliano, su primer amor. Sin embargo, este romance adolescente, que nunca se olvida, también será su primera decepción. El corazón de Carolina se romperá al averiguar que su gran amor la ha traicionado con su mejor amiga, Alis.

Carolina no sólo tendrá que lidiar con este primer desengaño, que la alejará poco a poco de su infancia, sino que deberá enfrentarse a las difíciles relaciones familiares en la novela más intergeneracional de Moccia. La adolescente, como muchas otras de su generación, aprenderá a comprender las preocupaciones de su madre o a entender a su violento, aunque en el fondo adorable, hermano. Gracias a su admirada abuela, Carolina paso a paso irá averiguando qué significa crecer, hacerse adulto.
Como sus obras anteriores, Carolina se enamora, narrada en primera persona, conecta con los adolescentes, enganchados al iPod y a sus móviles. Aunque también deviene un libro imprescindible para los padres que quieran conocer qué hacen y sienten sus hijos cuando salen por la puerta de casa. Sin duda, los libros de Moccia radiografían con humor, ritmo y cascadas de emociones la juventud mediterránea de principios del siglo XXI. Los adultos del mañana.

Sorting by
  • 3

    Non è male come libro, ma mi aspettavo un finale totalmente diverso e a dir la verità mi ha deluso un po', almeno non è stato scontato e uguale a moltissimi altri libri. Qui il lieto fine non c'è proprio stato.

    said on 

  • 1

    Carolina e i suoi 14 anni, i suoi sogni, i suoi problemi, quelli di tutti gli adolescenti italiani... utile per comprenderli. Storia insoddisfacente.

    said on 

  • 1

    Un tempo avrei anche speso un trecento parole per recensire questo libro, ma ormai penso che non ne valga più la pena. Anche perché l'ultima volta che ho visto un'opera di Fede in vendita è stato durante una sosta a un autogrill.
    Questo è uno dei libri più brutti e imbarazzanti che a ...continue

    Un tempo avrei anche speso un trecento parole per recensire questo libro, ma ormai penso che non ne valga più la pena. Anche perché l'ultima volta che ho visto un'opera di Fede in vendita è stato durante una sosta a un autogrill.
    Questo è uno dei libri più brutti e imbarazzanti che abbia mai letto. Se una suora si desse ai racconti erotici, avrebbe più idea di quello di cui sta parlando di questo cinquantenne scapolo che cerca di descrivere una generazione di ragazzini, con un velo quasi di viscidume, sopra la pochezza della trama e dei contenuti. E basta, perché davvero: non merita una recensione, semplicemente tenetevene alla larga, per carità.

    said on 

  • 1

    Credo sia il libro più imbarazzante che abbia mai letto (ero nel periodo "mocciano" e me ne vergogno infinitamente). Infatti me ne sono liberata alla prima occasione!

    said on 

  • 1

    Ah, la schizofrenia...

    Credo che nessuno sopra i 15 anni abbia cominciato una recensione di questo libro senza una premessa, e io non farò eccezione.
    Non l'ho comprato, non me l'hanno regalato, ma ho ugualmente scelto di leggerlo inserendomi in una sadica catena di lettura votata alla demolizione di questo libro ...continue

    Credo che nessuno sopra i 15 anni abbia cominciato una recensione di questo libro senza una premessa, e io non farò eccezione.
    Non l'ho comprato, non me l'hanno regalato, ma ho ugualmente scelto di leggerlo inserendomi in una sadica catena di lettura votata alla demolizione di questo libro per mezzo delle armi più potenti di tutte: penna (possibilmente colorata :P ) e vagonate di sarcasmo dei più acidi.
    In pratica abbiamo fatto girare una copia di questa meraviglia aggiungendo commenti degni di cotanta grandezza per il sollazzo di chi l'avrebbe letto dopo di noi :D
    Quindi, come dire, con un filo di vergogna ammetto che partivo piuttosto prevenuta.
    E ora? Risultato? Che ne penso di questo coso fatto di fogli di carta (che chiamarlo troppe volte libro mi fa venire i sensi di colpa) ?
    Bah, difficile a dirsi. Sul serio.
    Ora sia chiaro, non è che io abbia dubbi sul fatto che questo sia, sulla mia modesta scala di gradimento, uno dei libri peggiori che ho avuto la sfortuna di leggere in tutta la mia vita, ma mi pone davanti a dei dilemmi etico/filosofici/morali che mi frenano nel giudizio.
    Non scherzo. Perché ogni volta che provo a pensare a una recensione... ecco che mi blocco, ritrovandomi incastrata tra quesiti senza risposta. Tipo? Ok, proviamo ad analizzare.
    Mi chiedo: il fatto che lo stile sia orrendo, la punteggiatura da attacchi epilettici e i congiuntivi urlino vendetta, è legato a dei limiti dell'autore o sono difetti voluti per rendere più vero l'effetto "diario di adolescente"? Perché se è "la seconda che ho detto" allora non posso nemmeno muovere accuse ad altre cose indigeste, tipo la simpatia inesistente della protagonista, urticante come solo la peggiore delle ragazzine adolescenti, viziate, convinte e superficiali possono essere.
    E poi mi chiedo: ma perché la cara Caro, che sulla carta per le suddette caratteristiche dovrebbe essere additata dal mondo come "essere inutile certificato", viene invece trattata da TUTTI (ad eccezione di quel simpaticone del padre e da quell'acidona della sorella, che sotto sotto secondo me è il personaggio che ne esce meglio) come fosse un creatura unica e preziosissima? Sarà perché è merda in ciò che scrive ma poi, a ben guardare, con gli altri non si espone mai e se dice qualcosa il 90% delle volte è una balla? Perché se così fosse anche qui le mie armi si spuntano in parte, piegate da una scelta narrativa che a me fa schifo, ma che alla fine ci potrebbe anche stare...
    A questo punto non posso nemmeno inalberarmi per i vizi e il lusso indegno vissuto come scontato da questi ragazzini, perché anche qui mi viene da chiedermi: ma non è che quel mondo urendo esiste davvero e io ho avuto solo la grande fortuna di non incrociarlo mai?
    Insomma, per colpa della mia natura da donna che già non ama giudicare e che d'istinto è anche portata a giustificare, Moccia potrebbe anche salvarsi...
    Ma non lo farà.
    Non lo farà perché si è macchiato di colpe troppo grandi, che vado gongolando ad elencare:
    - Colpa numero 1: la disgustosa e (per me) sacrilega parodia dell'amicizia che ci viene propinata sia quando si parla del Gatto e la Volpe su macchinetta, alias Clod e Alis, che quando ci si inalbera con gli amici maschi, che in realtà, nonostante gli assurdi colpi di teatro studiati dall'autore (leggesi cagnolino e concerto), chiaramente se la vorrebbero solo fare. E non ditemi che anche questa è cosa voluta perché ci sono chiari segni d'illogicità e incongruenza sul come viene gestita la faccenda.
    - Colpa numero 2: la sindrome da Vodafone, ossia il "tutto intorno a te" della protagonista, così al centro dei pensieri di tutti gli altri personaggi da dare un effetto stucchevole e falso oltre ogni misura.
    - Colpa numero 3: l'inutilità praticamente assoluta degli inserti scritti dagli altri personaggi. Primo perché non sono plausibili, secondo perché sempre viranti allo stucchevole, terzo perché non portano praticamente niente di utile alla storia e quarto perché dimostrano che non è solo Caro a scrivere da cani... cosa che risolve il dubbio sulla prima domandona generale.
    - Colpa numero 4: il ritratto atroce che fa di una generazione e di un mondo, che magari sono anche così, ma se così fosse io, sinceramente proprio, preferivo non saperlo.
    - Colpa numero 5: le innumerevoli (e non lo dico per dire) assurdità snocciolate strada facendo, dalla gadget Macchinetta di Gabo (munita di accessori da far impallidire un cinque stelle lusso) al commesso Feltrinelli che diventa personal shopper a vita della protagonista (seeeeeeeee, e mo mangi!), dai regali che le fa Alis al fatto che TUTTi attorno a lei producano soldi dall'ano (e apprezzate la mia volontà di dirlo in modo potabile ^.^').
    - Colpa numero 6: l'uso del "ciauuuuu", usato da me fino a prima di questa lettura nella versione con una sola u, in ricordo di un vecchio sketch della Litizzetto, quando salutava giocando con il nome dell'omonimo cantante ("Ehi Manu, ciau!"). Ma adesso non potrò più usarlo, sono rimasta traumatizzata...
    - Colpa numero 7: le auto-promozioni degli altri libri dell'autore da parte del già citato personal shopper Feltrinelli, sapientemente mascherate da momento simpatico visto che la protagonista un po' li schifa. Divertentissimo, sì sì, e per niente fastidioso...
    - Colpa numero 8: i RUMENIIIIIII! (E questa lo so che la capisce solo chi ha letto i miei commenti sulla copia stuprata, ma va bene anche così :P)

    Ma ci sarà anche qualche pro? Ma ceeeerto!
    1- le risate che mi ha fatto fare il finalone sorpresone... già previsto più o meno a metà libro;
    2- la lacrimuccia versata verso la fine per un evento triste che, sarà che sono sensibile io, ma stranamente ho trovato scritto bene. Anche qui super prevedibile, ma l'effetto arriva;
    3- la spassosissima catena di denigro-lettura che ci ha permesso di creare, con grande soddisfazione di tutte noi partecipanti xD

    In sintesi lo definirei un romanzo sconclusionato, composto da pezzi e scene buttate lì stile riempitivo senza un vero legame o un senso. E quando un legame e un senso si trovano capisci che forse stavi meglio quando ancora li cercavi.

    Infine vorrei mandare un messaggio personale al Moccia scrittore, girandogli le parole di un grande saggio:
    "La risposta è dentro di te. E però, è sbagliata!"
    Pensaci, ok?

    said on 

  • 4

    Federico mi piace moltissimo come scrittore, adoro i suoi libri. Certo, questo non regge molto il confronto con Tre Metri Sopra Il Cielo o Scusa Ma Ti Chiamo Amore, ma mi è comunque piaciuto nonostante dipinga quelle ragazzine come, niente di meno che, troie. c:

    said on 

  • 1

    Apprezzo Moccia. Scrive un libro dal punto di vista di una quattordicenne deficiente e si immedesima talmente bene che il libro sembra scritto davvero da una quattordicenne deficiente. Ovvero male.
    L'ho abbandonato dopo pochi capitoli, richiede uno sforzo superiore alle mia capacità ...continue

    Apprezzo Moccia. Scrive un libro dal punto di vista di una quattordicenne deficiente e si immedesima talmente bene che il libro sembra scritto davvero da una quattordicenne deficiente. Ovvero male.
    L'ho abbandonato dopo pochi capitoli, richiede uno sforzo superiore alle mia capacità attuali.

    said on 

  • 1

    Il punto di non ritorno.

    Letto quando avevo 14 anni,appunto...qui Moccia tocca decisamente il fondo.
    Quando si arriva a scrivere certe cose è meglio cambiare mestiere.

    said on 

  • 1

    Me lo hanno regalato quando avevo 14 anni.
    Primo pensiero: "Figo! Mi piacciono i libri che parlano di coetanei!"
    20 pagine dopo "Ommioddiosantissimo"
    A mezzo libro: "Spero che sia una presa in giro..."
    A fine libro: "Mi dispiace per la povera Sara che me l'ha regalato, son ...continue

    Me lo hanno regalato quando avevo 14 anni.
    Primo pensiero: "Figo! Mi piacciono i libri che parlano di coetanei!"
    20 pagine dopo "Ommioddiosantissimo"
    A mezzo libro: "Spero che sia una presa in giro..."
    A fine libro: "Mi dispiace per la povera Sara che me l'ha regalato, sono soldi buttati nel cesso."

    Ora, l'unica cosa che mi sento di dire è che in qualità di 14enne che ero quanto l'ho letto, non pensavo un libro potesse ferirmi così tanto. Dipinge tutte le quattordicenni come zoccole. Tutte, nessuna esclusa. E sinceramente nemmeno la più zoccola di tutta la mia scuola può reggere il confronto della più sfigata di tutto il libro. E' esagerato sotto ogni punto di vista.
    Terribile.

    said on