Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Carpe Jugulum

(Discworld Novel 23)

By

Publisher: Transworld

4.2
(257)

Language:English | Number of Pages: 416 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Polish , French , Spanish , Czech

Isbn-10: 1407035169 | Isbn-13: 9781407035161 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , School & Library Binding , Audio CD , Audio Cassette , Paperback , Others , Library Binding

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

Do you like Carpe Jugulum ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description

In this and indeed other lives there are givers and takers. It's safe to say that vampires are very much in the latter camp - unapologetically so. Most of them have had plenty of practice - after all they've been undead for centuries. And they haven't got that old without being artful.

The Magpyrs are a thoroughly modern, sophisticated vampire family. They're looking to enhance their social status by taking over a kingdom or two. Over the years they've even developed a taste for garlic and for holy icons. They're not going to take 'no' for an answer - particularly from witches or priests...

Sorting by
  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    In Mondo Disco i vampiri sono sempre stati più una figura sullo sfondo che altro, e quando c'erano, erano buffi: la definizione del vampiro anni '20 messa su carta. Facili da individuare perchè chi andrebbe sempre in giro vestito da sera, a parte loro? Tecnicamente facili da uccidere, una volta a ...continue

    In Mondo Disco i vampiri sono sempre stati più una figura sullo sfondo che altro, e quando c'erano, erano buffi: la definizione del vampiro anni '20 messa su carta. Facili da individuare perchè chi andrebbe sempre in giro vestito da sera, a parte loro? Tecnicamente facili da uccidere, una volta appurato che si uccidono abbastanza normalmente (un paletto nel cuore e tagliare la testa funzionano all'incirca su tutto). Creature quasi patetiche, costrette a vivere secondo dettami che magari non gli piacciono, spesso non per scelta ma perchè sono vampiri. Ci sono aspettative da mantenere in un mondo dove esiste una razza di Igor, gobbi con la parlata strascicata, il cui compito è fare da servitori a chiunque viva in castelli diroccati, che siano scienziati o creature della notte. E che, piuttosto letteralmente, possono avere gli occhi del loro vecchio padre Igor. Oppure potrebbe averli loro cugino Igor.

    Ammetto di essermi approcciata con una certa peplessità al libro: come si fa a contrapporre creature simili alle streghe? L'ultima volta che si sono trovate nel territorio di un vampiro, Greebo se l'è mangiato! Che dire. Per renderli pericolosi non ti resta che farli uscire dagli schemi, in un mondo che non prevede che lo facciano. E porca miseria se non fanno paura.

    Andiamo con ordine: i vampiri arrivano a Lancre, e sono guai. Sono diversi, sono progressisti. Si sono addestrati per resistere alle sciocche, insensate superstizioni che limitano la loro esistenza: che senso ha la paura per i simboli sacri? Perchè qualcuno dovrebbe soffrire per l'aglio, a meno di allergie? Per non parlare dell'acqua santa, per quale motivo dovrebbe ustionare? È acqua! Allo stesso modo non c'è motivo per essere incivili nella questione del sangue: non è necessario uccidere la preda, e alla fine si tratta di pagare un piccolo prezzo periodicamente, sapendo che il resto del tempo si sarà felici e tranquilli. I dissidenti saranno gentilmente sottoposti al controllo mentale, che li renderà felici, soddisfatti e incapaci di opporre resistenza rogni volta che si troveanno di fronte ad un membro della famiglia. Questi vampiri considerano gli umani carne: per loro non siamo niente di diverso da una mucca. Siamo qualcosa che si mangia, dei semplici animali che non si maltrattano perchè non si gioca col cibo.

    Questo, ovviamente, crea un leggero conflitto con le streghe locali: le streghe sono fieramente possessive della loro gente. E come non potrebbero? Loro li proteggono. Li proteggono nel modo più logorante e stancante possibile: stando sul confine tra luce ed oscurità, prendendo le decisioni. Decisioni difficili, decisioni che fanno male, perchè così non dovranno prenderle gli altri. Le streghe sono capaci di sopportare il peso e pertanto è loro dovere sopportarlo, sempre. Senza chiedere nulla in cambio, e senza mai far vedere quanto pesa. Spesso neanche a sé stesse. In un parto dove può sopravvivere la madre o il bambino - e non c'è via d'uscita perchè Morte è lì per uno, ma non ti dice quale - è la strega a decidere. Perchè il marito e padre è un brav'uomo, quindi è la strega a prendersi responsabilità, rimpianto e colpa. Sul limite dell'arroganza, del credersi dio, di andare troppo oltre. Perchè se sei di fronte alla luce per tutta la vita, prima o poi ti chiederai come - cosa - sta diventanto la tua ombra.

    E quando si trovano di fronte i Magpyr non è solo guerra, ma è guerra nel peggior momento possibile: con la nascita della figlioletta di Magrat, e con Agnes strega a tutti gli effetti, a Lancre le streghe sono quattro, laddove le streghe possono essere quante vogliono ma tre è meglio. E come non sentirsi di troppo quando non si è più giovani, non si ha mai avuto famiglia e non si ha ricevuto nessun invito al battesimo? Una vita passata a proteggere e servire, con solo il rispetto come tornaconto, salvo essere messi da parte nel momento in cui non si serve più, e senza potersene lamentare perchè una strega non è al primo posto, mai e poi mai. Una vita all'insegna dell'essere utili, il terrore che sia arrivato il momento in cui non lo si è più, e la rabbia e il dolore nel sentirsi buttati via come un ferro vecchio.

    Così diventa commuovente quando Oats, l'impacciatissimo, ansiosissimo, patetico sacerdote di Om, va da lei non perchè gli serve qualcosa ma perchè ha sentito che è una vecchia signora che vive da sola, che non si è fatta vedere e vuole essere certo che stia bene. Il prete che aiuta la strega perchè per lui non è una strega ma una donna anziana, stanca, fragile, che porta un peso enorme. Oats non può lasciare sola Nonna Weatherwax, non importa quanto sfiancante sia starle accanto per cercare di aiutarla, o quanto lui possa essere inutile... ma alla fine, riuscire ad avere il suo rispetto e, chissà, la sua gratitudine, è molto più importante che avere tutti gli onori del sacerdozio. E sopravvivere alle sue discussioni sulla Fede vuol dire ritrovarsi con una Fede rinnovata ed indistruttibile. Poi è da un po' che i sacerdoti di Om hanno smesso di bruciare le streghe. E tutti gli altri.

    Ma come non parlare delle altre streghe? Che sono in guai seri, perchè Agnes deve ancora trovare la sua strada, Magrat è sempre stata principalmente un medico e Tata Ogg quella pratica, e si trovano contro un nemico che combatte nella mente, ossia la specialità di Nonna Weatherwax. In più hanno un malinteso da chiarire e l'impaccio di trovarsi in ruoli differenti che non vanno loro a genio: se anche Magrat è in grado di ricoprire il ruolo di Madre, è anche vero che non vuole più essere una strega a tempo pieno. E Tata Ogg non è tagliata per essere la Vecchia l'Altra perchè lei è sempre stata quella coi piedi per terra e la sua saggezza riguarda le azioni e l'immediato, quello che si può fare qui e ora. Insomma, ti trovi contro un nemico potentissimo, non al massimo della tua forza, e senza neanche poter combattere come ti riesce meglio.

    Ma, come al solito, è bello vedere come sono le donne a fare le cose. In un mondo dominato dalla narrativa a protagonista maschile, in cui la donna può essere sotto i riflettori solo se c'è anche una storia d'amore e uomini tra cui scegliere, trovo rilassanti libri dove sono i personaggi femminili a risolvere la situazione perchè è come negli scacchi: se perdi il Re perdi la partita, ma è la Regina a combattere. Ed è la prima - nonchè unica per ora - volta che si parla del potere delle donne inteso come sacrificio che si può scegliere di compiere. This is Lancre we're talkin' about. If we was men, we'd be talking about layin' down our lives for the country. As women, we can talk about laying down.

    Già. Perchè Agnes ha qualcosa che nessuno aveva calcolato, una sua particolarità sviluppata durante l'infanzia: ha scoperto che non è stata un'idea brillante, per una ragazzina con capacità magiche, crearsi un'identità fittizia e darle un nome. Adesso si ritrova bloccata con Perdita, una voce dentro la testa con cui litiga in continuazione, che non sta zitta un minuto e che cerca di prendere controllo del corpo. Una bella fregatura, ma nel caso in questione la personalità multipla impedisce ai vampiri di leggerle nel pensiero e di controllarla. Ciò conquista l'affascinante Vlad... e vuol dire due cose: 1_ Agnes ha una via d'accesso alla base del nemico e 2_ Agnes si ritrova a fare i conti con una corte spietata da parte di un tizio che non la molla un secondo.

    Giovane e bel vampiro che si innamora di una ragazza umana, che lo attira perchè non riesce a leggerle la mente. Vlad ed Agnes sono la perfetta parodia di Edward e Bella: le dinamiche sono le stesse, ma al posto di Edward abbiamo un vampiro e al posto di Bella un essere umano. Vlad cerca costantemente di parlare con Agnes, salvo non ascoltare una sola parola di quello che dice: vuole convincerla a diventare vampira, cerca di farle vedere che non è così male. Le mostra i poteri che avrebbe, la bellezza del mondo immortale... e a nulla vale che Agnes gli faccia presente che non è interessata, che i vampiri stanno invadendo la sua casa, che non vuole diventare una vampira e soprattutto che lui non sa cosa sta pensando e quindi deve smetterla di dire che sa cosa sta pensando. Piccolo dettaglio: questo libro è uscito nel 1998. Sedici anni fa. Terry Pratchett ha scritto una parodia di Twilight sedici anni fa. "She is different." "Just because you can't read her mind?"

    Mi è anche piaciuto il rapporto tra Agnes e Magrat: educato e molto cauto. Per Agnes, Magrat è la strega che è stata chiamata a sostituire. Per Magrat, Agnes è la strega che l'ha sostituita. Non c'è astio, ma c'è curiosità e quasi timore nel trovarsi di fronte l'altra.

    Alla fine ti spiegano anche perchè è così importante che i vampiri abbiano punti deboli stupidi: sono fortissimi. Sono immortali e, in questo universo narrativo, non restano morti a lungo. Devono avere punti deboli stupidi per dare la possibilità di combattere, per riconoscere la dignità di chi gli sta di fronte. Per trasformare il pranzo in un'avversario, ed essere quindi un diverso tipo di mostro. Quello che ti insegna che nella vita i vampiri esistono, ma che esistono anche i paletti.

    Più il fatto che se rappresenti una minaccia gestibile sarà difficile che cerchino un modo di farti restare permanentemente morto.

    Come al solito un bel libro, originale ed intelligente, che parla di decisioni, di fede, di quanto possa essere sottile il confine tra giusto e sbagliato ma, alla fine, molto definito. E di scelte. Soprattutto di scelte.

    said on 

  • 5

    Y yo que creía que "Mascarada" era el mejor de la saga de las Brujas. A lo mejor es por lo mucho que me gustan los vampiros pero he disfrutado muchisimo de esta novela

    said on 

  • 1

    Decepcionante

    Decepcionante última parte de la saga de las brujas, donde Yaya es un personaje muy secundario y le falta gran parte de la chispa del resto de obras.
    Tata tampoco está a la altura, Magrat vuelve a quedarse prácticamente fuera de la trama y Agnes... bueno, nunca me ha gustado demasiado.
    Igor toma ...continue

    Decepcionante última parte de la saga de las brujas, donde Yaya es un personaje muy secundario y le falta gran parte de la chispa del resto de obras. Tata tampoco está a la altura, Magrat vuelve a quedarse prácticamente fuera de la trama y Agnes... bueno, nunca me ha gustado demasiado. Igor toma demasiado protagonismo y, en esta ocasión, no tiene la chispa de otras novelas y los Nac mac Feegle sobran completamente, se los podía haber ahorrado. Por último, los vampiros... no comienzan nada mal, pero cuando dejan de ser vampiros al uso y son máquinas perfectas... Posiblemente este sea uno de los peores libros de mundodisco. Sólo para fans

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Il migliore che ho letto della linea narrativa delle streghe, anche se la Guardia e Moist von Lipwig restano sopra. Qui abbiamo dei vampiri, estremamente illuminati e scientifici, che hanno sfatato i vari miti sulle proprie debolezze e quindi dimostrano quanto "potrebbe" essere forte un vampiro c ...continue

    Il migliore che ho letto della linea narrativa delle streghe, anche se la Guardia e Moist von Lipwig restano sopra. Qui abbiamo dei vampiri, estremamente illuminati e scientifici, che hanno sfatato i vari miti sulle proprie debolezze e quindi dimostrano quanto "potrebbe" essere forte un vampiro che non si ostini ad andare in pezzi al primo raggio di sole. Nonnina weatherwax, ovviamente, deve combatterlo. SPOILER: Ottimo tiro di Pratchett: siamo abituati al solito schema, la nonnina non usa praticamente mai la magia ma se la usa è praticamente invincibile. Sono rimasto sconvolto, quindi, quando ha attaccato il vampiro col massimo dei suoi poteri e lui è rimasto illeso. L'autore ha giocato molto bene sulle aspettative dei lettori. Complessivamente, merita un 8,5

    said on 

  • 5

    Inesperado

    http://loquezanalee.blogspot.com/2010/10/carpe-jugulum-pratchett-terry.html


    Pratchett continúa en la historia con su patrón de humor, fantasía y aventura, pero con una perspectiva distinta a la que vemos el resto de las personas. En esta ocasión, por la sinopsis que leí, me esperaba una hi ...continue

    http://loquezanalee.blogspot.com/2010/10/carpe-jugulum-pratchett-terry.html

    Pratchett continúa en la historia con su patrón de humor, fantasía y aventura, pero con una perspectiva distinta a la que vemos el resto de las personas. En esta ocasión, por la sinopsis que leí, me esperaba una historia... y me encontré con otra, lo cual me agradó bastante.

    En esta ocasión, como se puede leer en la sinopsis, los vampiros adquieren un papel antagonista y, curiosamente, se lo hacen pasar muy mal a las brujas. En resúmen ése es el argumento, y no me atrevería a revelar mucho más, lo siento. Es una historia en la que lo vemos pasar muy canutas a nuestras protagonistas y ocurren muchísimas cosas inesperadas, cosas divertidas, cosas desagradables y agradables. Se sumerge mucho más en la explicación del Bien y el Mal, hasta en la teología (muy sutilmente, pero lo hace). Personajes secundarios adquieren un papel imprescindible... lo cual tragiversa la historia y la vuelve interesante.

    En definitiva, me ha gustado mucho. Tanto como que me la he leído en seis días disfrutando de distracciones circunstanciales.

    said on 

  • 4

    Tra i libri di Terry Pratchett che ho letto finora, questo è senza dubbio quello meno adatto ad un bambino. Divertentissimo, irriverente, sarcastico, assolutamente geniale! Consigliatissimo!!

    said on 

  • 4

    ¡Directo a la jugular!

    Un nuevo libro de Terry Pratchett que se traduce a nuestra lengua. Verdaderamente da igual que haga diez años de la primera edición en lengua inglesa, ya que los temas que toca el señor Pratchett son tan atemporales como la propia condición humana.


    Todos los libros de la saga de Mundodisco ...continue

    Un nuevo libro de Terry Pratchett que se traduce a nuestra lengua. Verdaderamente da igual que haga diez años de la primera edición en lengua inglesa, ya que los temas que toca el señor Pratchett son tan atemporales como la propia condición humana.

    Todos los libros de la saga de Mundodisco suceden en un mundo fantástico en el que la magia se entreteje con todos los acontecimientos del día a día de sus personajes.

    Pues bien, esto que parece el cutreargumento de cualquier novela del montón, es la excusa de la que se vale este autor para tocar todos los grandes asuntos que ocupan a nuestra sociedad, utilizando un mundo parodiado tan desternillante que te resulta imposible despegar la nariz del libro.

    En este caso, con brujas y vampyros (con “y” que son ellos muy actuales) como bandos enfrentados, se nos muestra lo importante que es que todo pensamiento tenga una línea opositora, puesto que por más que nos pese, las masas son dirigibles si se les aplica la retórica pertinente. Contando con esto, quien codicia el poder sabe que si algo no se discute se termina aceptando, y con lo sencillo que les puede resultar, ¿cómo aguantarse a quitar de en medio a los “listosquetodolosaben” del otro lado? Tan reciente que es imposible que no nos suene, ¿verdad?

    Decir que en este caso iremos con el bando de las brujas, y que a pesar de responder en gran parte al estereotipo que se les supone, quien se familiarice con ellas, no podrá dejar de verlas reflejadas en cada anciana con la que trate en su día a día. La ancianita que nos trasmite ternura, y que estando de vuelta ya en todo este asunto de vivir, es la primera en saber que generándonos este sentimiento, nuestra guardia estará baja y todo será más fácil. La picaresca no tiene edad.

    Dentro de todo este embrollo no podía faltar la religión como fuerza mediadora, y que al final siempre termina tomando parte. Esta aparece representada por el sacerdote Poderosamente Avena, seguidor del dios Om (los nombres por sí solos ya tienen miga), que sabe lo que tiene que hacer, pero no deja de tener sentimientos de culpa por no estar absolutamente convencido de por qué se tiene que hacer así. Sabe que es importantísimo que se cumplan las tradiciones, a pesar de ver que cuanto más se siguen estas tradiciones más torpes nos hacemos en el pensar. Sabe que su misión evangelizadora es muy importante, pero le ronda la cabeza que esto responde a la idea de cuantos más acólitos tenga su religión más fuerte será frente a las demás. Y por último, no entiende cómo los suyos se sienten exclusivos y miran a las demás religiones por encima del hombro, cuando entre ellos no existe la unanimidad, y los cismas son el pan de cada día. ¿También resulta familiar, verdad? En fin, nada como deformar un poquito el espejo para que veamos claro lo defectuosos que somos en realidad.

    Estos pueden ser los ejes que dan cimiento a la trama, pero son muchos los ladrillos que terminan de formar la historia: una bruja que a la vez es reina, o viceversa según la situación, pero que no deja de ser madre pase lo que pase, con su niña y los accesorios “imprescindibles” que debe llevar con ella siempre a cuestas; como en todas sus novelas contamos con la aparición estelar de La Muerte con su ESCALOFRIANTE SEGURIDAD EN LO QUE HACE; un halconero a la búsqueda del Ave Fénix, utilizando su lógica demoledora: vale que es un mito, pero también es un ave, por tanto se puede cazar (por cierto y sin que venga a cuento, una vez me hablaron de una serpiente que se convertía en Ave Fénix, ¿otra alegoría?); un ejercito de hombrecillos azules sospechosamente agallegados…; en definitiva, lo que podría ser un batiburrillo de personajes y situaciones, queda mezclado y condimentado sabiamente con la fina ironía del gran Terry Pratchett.

    Leyendo mi crítica, que nadie espere un tratado de sociología. Es una lectura que permite leer por capas: surfeando sobre ella, disfrutando sin dejar de sonreir, de las píldoras de humor hilarante que va dejando el autor; o dejándose hundir, y además de reír, ir descubriendo las acertadísimas críticas sociales sobre las que se construye la narración.

    No me cansaré nunca de recomendar a este autor, y asumiendo el riesgo de que quede muy extensa esta crítica, os pongo dos botones de muestra:

    - (Hablando de la gente de un reino)… “No es que no les interesara el mundo que los rodeaba. Al contrario, tenían una implicación profunda, personal y apasionada en el mismo, pero en lugar de preguntarse: ¿Por qué estamos aquí?, se preguntaban; ¿Va a llover antes de la cosecha? Tal vez un filósofo habría deplorado aquella falta de ambición mental, pero tan solo si estuviera realmente seguro de dónde procedía su próxima comida.”

    - (Conversaci ón con Hodgesaargh, el halconero)

    …” -¿Sabes que hay vampiros en el castillo?- dijo Agnes.

    - ¿Sí, señorita? – La voz de Hodgesaargh sugería que le acababan de dar una información y que estaba esperando con educado interés a que le dijeran si aquello era bueno o malo.”

    said on 

Sorting by