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Carta a un religioso

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Publisher: Trotta

4.1
(57)

Language:Español | Number of Pages: 72 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , French

Isbn-10: 8481642657 | Isbn-13: 9788481642650 | Publish date: 

Category: Non-fiction , Religion & Spirituality

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Book Description
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  • 4

    Troppo erudita perchè io possa comprenderla, non posso che limitarmi a cogliere un senso d'insieme dalle sue parole: la giustezza di porsi domande senza temere che ciò sia anatema.

    said on 

  • 0

    Un libro con una doppia chiave di lettura.


    Chiave negativa.
    Riconoscere nel Cristianesimo elementi comuni ad altri culti ancestrali: pertanto il Cristianesimo non è una religione diversa dalle altre e non può arrogarsi il monopolio della verità - la stessa polemica sarebbe stata riservata ...continue

    Un libro con una doppia chiave di lettura.

    Chiave negativa. Riconoscere nel Cristianesimo elementi comuni ad altri culti ancestrali: pertanto il Cristianesimo non è una religione diversa dalle altre e non può arrogarsi il monopolio della verità - la stessa polemica sarebbe stata riservata da Simone Weil anche all'Ebraismo.

    Chiave positiva. Riconoscere nel Cristianesimo elementi comuni ad altri culti ancestrali: è sempre esistita una sorta di 'nostalgia' per il Cristo a cui gli uomini cercano comunque di avvicinarsi. Se non aiutati dal messaggio del Vangelo, possono comunque compiere una ricerca e un cammino.

    said on 

  • 4

    "Cristiana senza Chiesa"

    Non è facile riassumere il pensiero cristiano della Weil, mente filosofica e libera tra le più alte del Novecento. Eretica eppur cristiana, negatrice della "cattolicità" della Chiesa eppur capace di sondare cosi profondamente il percorso della ricerca di Dio da parte dell'anima e ancor più del pe ...continue

    Non è facile riassumere il pensiero cristiano della Weil, mente filosofica e libera tra le più alte del Novecento. Eretica eppur cristiana, negatrice della "cattolicità" della Chiesa eppur capace di sondare cosi profondamente il percorso della ricerca di Dio da parte dell'anima e ancor più del percorso che Dio fa per arrivare all'anima di ciscun uomo. Le tesi esposte in questo saggio, anche se presentate in maniera un pò disorganica, costituiscono l'ossatura di un nuovo modo di intendere il Cristianesimo, purificato di tutto ciò che impedisce un autentico universalismo umano (che abbracci appunto ciascun uomo e che gli consenta una autentica libertà). La Weil sembra imputare al falso storico, alle verità sottaciute, alle contraddizioni di alcune teologie (come quella paolina), al rigido dogmatismo di altre (come quella di Tommaso e di Agostino), la condizione "parziale" in cui si trova la Chiesa. Quella stessa Chiesa cui l'autrice anela per raggiungere il Battesimo, ma che vede in antitesi alle sue idee. Come Silone dunque, Simone Weil è "cristiana senza chiesa" e lo resterà, non trovando in alcun interlocutore le risposte che cerca, sino alla fine della sua breve vita.

    said on 

  • 0

    Giunta agli ultimi anni della sua vita, la Weil scrisse questa lunga lettera ad un religioso in cerca di risposte: gli espose il suo credo e chiese se alla luce di quanto detto potesse essere considerata "appartenente alla Chiesa" e battezzata. Non ebbe mai risposta.


    Il punto fondam ...continue

    Giunta agli ultimi anni della sua vita, la Weil scrisse questa lunga lettera ad un religioso in cerca di risposte: gli espose il suo credo e chiese se alla luce di quanto detto potesse essere considerata "appartenente alla Chiesa" e battezzata. Non ebbe mai risposta.

    Il punto fondamentale della sua lettera è il suo essere "cristiana al di fuori dalla Chiesa", il suo sentirsi vicinissima a Cristo ma lontanissima dalle idee e dall'operato della Chiesa:

    «Il Cristo ha detto: "Insegnate alle nazioni e battezzate coloro che credono", cioè coloro che credono in Lui. Non ha mai detto: "Obbligateli a rinnegare tutto ciò che per i loro padri era sacro, e ad adottare come libro santo la storia di un piccolo popolo a loro sconsciuto". Mi hanno assicurato che gli Indù non troverebbero nella propria tradizione alcun impedimento a ricevere il battesimo, se i missionari non imponessero loro come condizione di rinnegare Visnu e Siva. Se un Indù crede che Visnu è il Verbo e Siva lo spirito Santo, [...] con quale diritto gli si rifiuterà il battesimo?»

    «Il Cristo non salva tutti coloro che Gli dicono: "Signore, Signore". Ma salva tutti quelli che con cuore puro danno un pezzo di pane a un affamato, senza pensare affatto a lui.»

    Un altro argomento che le stà a cuore è la sua convinzione che l'idea della Chiesa di possedere la verià ultima sia errata: vede in Platone, nella Bhagavad Gita o nel Tao Te Ching le stesse 'verità' espresse nei Vangeli.

    Ammiro tantissimo la Weil per la sua tenace ricerca della Verità, per il suo bisogno di coerenza e risposte, per la sua lucida consapevolezza di quanto la Chiesa si umana e paurosamente poco cristiana, per la sua capacità di essere arrivata al cuore del messaggio cristiano e aver scartato tutto il resto - se fossi credente lo sarei come lo è lei. Lascio il libro senza valutazione per due ragioni: - E' un libro decisamente complesso, di molti passaggi mi sfuggiva il significato e altri sono incomprensibili per chiunque non abbia un'ottima conoscenza di personaggi e vicende di Antico e Nuovo Testamento, che io non ho, quindi non posso dare una valutazione complessiva del testo. - Le idee dell'autrice - più cristiana dei cristiani - e quelle della sottoscritta - atea - coincidevano curiosamente nel suo essere anticlericale, ma divergevano totalmente in tutto il resto, quindi mi riesce difficile dare una valutazione imparziale.

    Le due parole che questo libro mi fa venire in mente: onestà intellettuale.

    said on 

  • 0

    ritornare ad imparare

    nel cuore umano si dibatte la più fertoce battaglia tra...questo o quello oppure tra questo e quello?
    scelgo la seconda perché per me la religione è congiunzione tra un oggetto/soggetto ed il suo spirito. come si può ignorare la pioggia guardandola?, è quasi impossibile.
    tom waits in rain dogs ci ...continue

    nel cuore umano si dibatte la più fertoce battaglia tra...questo o quello oppure tra questo e quello? scelgo la seconda perché per me la religione è congiunzione tra un oggetto/soggetto ed il suo spirito. come si può ignorare la pioggia guardandola?, è quasi impossibile. tom waits in rain dogs ci canta l'applauso della pioggia ad un improbabile show di un barbone che si ripara sotto un balcone. bè li il sacro è al massimo della sua rappresentazione. questo testo è pieno di domande, di virtù e rinuncie; la persona che lo legge si troverà in crisi, vorra cambiare qualcosa della sua vita, del chiedere alla sua vita. per me simone è l'unica madonna possibile, essere radice in un mondo di cemento. il suo approcio alla religiosità è sincretico, parla dell'humus e si ritrova a celebrare l'uomo, parla dei dubbi e cade dalla sua levità alla violenza. alla violenza degli uomini.

    la pace che si respira tra le sue parole è perfettamente bella.

    'il verbo è la luce che viene con ogni uomo" (II, 150) vangelo di giovanni, simone traduce lei questo versetto cambiando, dalla versione ufficiale, 'con' al posto di 'in'. cambia molto, cambia perché permette a chi ha avuto orecchie di ascoltare la pioggia ed essere dentro quel gioco. platone, bhagavadgītā, vangelo risorse a cui attingere la penna delle domande essenziali. beato l'ateo che leggerà questo libro perché ritroverà la sua domanda senza risposta, beato il credente che leggerà queste lettere perché trovera risposte che portano a molte domande.

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  • 4

    "Un'elemosina compiuta per pura carità è un prodigio grande quanto camminare sulle acque."

    "Quando il Cristo ha detto: < Insegnate a tutte le nazioni e portate loro l'annuncio>, ordinava di portare un annuncio, non una teologia. Probabilmente egli voleva che ogni apostolo aggiungesse la buona novella della vita e della morte di Cristo alla religione del paese in cui si fosse trov ...continue

    "Quando il Cristo ha detto: < Insegnate a tutte le nazioni e portate loro l'annuncio>, ordinava di portare un annuncio, non una teologia. Probabilmente egli voleva che ogni apostolo aggiungesse la buona novella della vita e della morte di Cristo alla religione del paese in cui si fosse trovato. Ma l'ordine è stato frainteso... ...La Chiesa ha portato troppi frutti cattivi perché non ci sia stato un errore all'inizio. L'Europa è stata sradicata spiritualmente, recisa da quella antichità in cui tutti gli elementi della nostra civiltà hanno la loro origine; e a sua volta, a partire dal XVI secolo, è andata a sradicare gli altri continenti. L'America è rimasta sedici secoli senza sentire parlare del Cristo e i suoi popoli sono stati distrutti tra le più orribili crudeltà prima di avere avuto il tempo di conoscerlo. Lo zelo dei missionari non ha cristianizzato l'Africa, l'Asia e l'Oceania, ma ha portato queste terre sotto il dominio freddo, crudele e distruttivo della razza bianca, che ha annientato tutto. Se la parola del Cristo fosse stata ben compresa, difficilmente avrebbe prodotto simili effetti."

    Dopo questa ennesima lettura "eretica", mi sorge spontanea una domanda: Ci sarà un motivo per il quale tutte le grandi menti, i grandi pensatori ritengono la Chiesa un immenso errore, una traditrice della parola di Cristo ( sempre che sia esistito ), se non addirittura, le religioni un modo affascinante ma infantile di spiegare il mondo e l'anima misteriosa dell' Uomo?

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  • 4

    Grande ammirazione e compassione.
    Arriverà anche "Attesa di Dio"? Credo di no (o forse...)
    3 giugno 2010: Attesa di Dio è arrivato; è quì che aspetta; lei era un genio; possibile che io, nel mio piccolo, pur essendo nella parte opposta, radicalmente opposta del mondo rispetto a lei, non possa tr ...continue

    Grande ammirazione e compassione. Arriverà anche "Attesa di Dio"? Credo di no (o forse...) 3 giugno 2010: Attesa di Dio è arrivato; è quì che aspetta; lei era un genio; possibile che io, nel mio piccolo, pur essendo nella parte opposta, radicalmente opposta del mondo rispetto a lei, non possa trovare qualcosa che ci avvicina?

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  • 4

    La fede e il rigore

    Premesso che io non sono minimamente attrezzato per disquisire di teologia, questa lettera a un religioso (che non rispose mai) a me pare l'embrione di un manifesto per una chiesa e una dimensione pubblica della fede che purtroppo storicamente non sono esistite mai. L'autrice desidera ardentement ...continue

    Premesso che io non sono minimamente attrezzato per disquisire di teologia, questa lettera a un religioso (che non rispose mai) a me pare l'embrione di un manifesto per una chiesa e una dimensione pubblica della fede che purtroppo storicamente non sono esistite mai. L'autrice desidera ardentemente il battesimo e, anche se non lo dice, sa benissimo di avere poco da vivere, minata dalla tubercolosi; non per questo è disposta a venire a patti con la sua vocazione, che - chiarisce lei stessa - è quella di passare tutto al vaglio dell'intelligenza. E questo chiede, con quella chiarezza estrema che sconfina nella durezza, al religioso a cui si rivolge: posto che lei non è disposta ad abdicare all'uso della ragione, è disposta la chiesa ad accoglierla così com'è? Sono conciliabili le sue opinioni con l'appartenenza alla Chiesa cattolica di Roma? Lei chiede con l'urgenza di chi ha bisogno, sollecita una risposta che non arriverà, e nel chiedere va svelando queste sue opinioni che altro non possono essere che eretiche, alle orecchie dei guardiani dell'ortodossia: la rivelazione non più come fatto storico circoscritto nel tempo e nei luoghi, ma piuttosto evento in accadimento perenne, che illumina tutti gli uomini di ogni tempo e di ogni civiltà; la salvezza che non è dono esclusivo di una comunità, in quanto disponibile per tutti, compresi gli atei che agiscono bene secondo lo spirito; i miracoli ridimensionati a fatti tutto sommato secondari, e comunque ricondotti a una dimensione potenzialmente razionale, senza che per questo cessino di essere ciò che sono, e cioè prodigi. E tra una domanda e l'altra va delineandosi l'immagine di una Chiesa che non impone, ma propone, che accetta nel suo seno coloro che si interrogano, che non rifiuta agli individui la ricerca, e che pone come unica condizione di appartenenza la fede in un Dio buono. Una chiesa vasta e inclusiva, il contrario di ciò che è diventata oggi. E che era anche allora, se in fondo la vera preoccupazione degli interlocutori della Weil era semplicemente trovare il modo di battezzarla, cosa che non avvenne mai. O forse sì, sul letto di morte, come qualche tardiva testimonianza è arrivata infine a notificarci. Per arruolare anche lei, lucida o no che fosse, nella legione sterminata di quelli che alla fine hanno comunque baciato la pantofola.

    said on 

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