Carver country

Il mondo di Raymond Carver

Di

Editore: Contrasto

4.5
(42)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 197 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8869650235 | Isbn-13: 9788869650239 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Sara Antonelli ; Fotografo: Bob Adelman ; Postfazione: Tess Gallagher

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Narrativa & Letteratura , Da consultazione

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Descrizione del libro
Carver Country nasce dall’incontro di Bob Adelman e Raymond Carver nel 1982, per un servizio per la rivista LIFE. L’obiettivo di Adelmann, nato alla scuola di documentazione di LIFE e poi di Magnum, segue il grande scrittore nei suoi luoghi abituali della vita e della creazione letteraria. Carver Country è quindi una biografia visiva ma allo stesso tempo la mappatura fotografica di un universo letterario nel quale si sovrappongono i luoghi del passato e gli scenari della narrativa, le persone che circondano lo scrittore e i fantasmi dei suoi personaggi. Carver Country, uscito per la prima volta negli Stati uniti nel 1990 e oggi pubblicato finalmente in italiano con una più vasta selezione di fotografie, mostra ambienti e persone che Carver hai poi trasposto con la sua scrittura magistrale. Un mondo privato corretto dall’immaginazione e tramandato dalla scrittura.

"Pian piano il libro ha cominciato a prender forma [...] è diventato un vero e proprio racconto, sia della vita di Ray come uomo e come scrittore, sia della nostra vita insieme come scrittori, amanti e collaboratori. Abbiamo deciso di aggiungere una scelta di lettere di Ray come pure delle sue minute e taccuini, gli oggetti-totem che teneva sulla scrivania e foto di persone che hanno ricoperto un ruolo importante nella vita di Ray.
Alla fine mi sono cominciata a rendere conto che Carver Country [...] stava rivelandosi un amalgama di sentimenti e realtà psichiche [...] che ho l’impressione le foto di Bob Adelman riescano a catturare tangibilmente".
Tess Gallagher
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  • 5

    Sicuramente non avrei scommesso che foto di luoghi e paesaggi, ritratti fotografici dello scrittore e delle sue persone più care fossero mezzi per comprendere meglio un percorso letterario.
    Sono costr ...continua

    Sicuramente non avrei scommesso che foto di luoghi e paesaggi, ritratti fotografici dello scrittore e delle sue persone più care fossero mezzi per comprendere meglio un percorso letterario.
    Sono costretto a ricredermi:
    http://www.lamacchiaumana.blogspot.it/2014/02/carver-country-il-mondo-di-raymond.html

    Leggere Carver Country è importante. Restituisce l'immagine di un'esistenza vissuta a fondo, inscindibile dalla dedizione totale alla scrittura. Questo volume non cade mai nel voyeurismo, non è un ricettacolo di curiosità e aneddoti sulla vita privata di uno scrittore, non fa nemmeno leva sull'emotività e la compassione del lettore. Attraverso un'alchimia riuscitissima tra testo e fotografia si ricrea appunto il mondo di Carver tra vita e letteratura.

    ha scritto il 

  • 5

    Molte foto dei luoghi di Carver, intervallate da sue lettere al fotografo, poesie, brani di racconti.

    Questo è il libro.

    Certamente un libro che uno prende dopo aver letto Carver e dopo aver scoperto ...continua

    Molte foto dei luoghi di Carver, intervallate da sue lettere al fotografo, poesie, brani di racconti.

    Questo è il libro.

    Certamente un libro che uno prende dopo aver letto Carver e dopo aver scoperto che gli piace.

    Osservando le foto si può notare che l’America del 1990 corrisponde come abbandono e povertà d’immagine sociale alla nostra Italia degli anni 50. Hopper potrebbe essere ancora in giro a dipingere i suoi bar, i motel, le pompe di benzina, le sue Main Street.
    Certo non è NY, ma il paese dell’interno, piccoli insediamenti, molta agricoltura. Lo stato è quello di Washington (non Washington D.C., ma quello compreso tra il Pacifico e il confine canadese) o dell’Oregon.

    Magari la casetta d’infanzia ha il gabinetto in casa ormai, ma comunque all’esterno è sopravvissuto il cesso di legno. Il suo studio è spoglio, una foto di Cechov, giovane e bello nel suo cappottone russo, appesa al muro, una macchina da scrivere che sembra la mia vecchia Underwood 18 (ma questa forse è elettrica). Un orripilante condominio a due piani stile anni 60, struttura prefabbricata, dal nome altisonante: Diablo Riviera. Portacenere, sigarette e qualcuna di quelle insegne al neon di certi anni 70 (il bicchiere da Martini con due gambette). Alcuni uomini e donne che in qualche modo sono entrati nei suoi racconti.
    Corsi d’acqua in cui pescò, colline di meli, casette miserine e casette un poco più pretenziose, tutte di legno ad un piano, alcune con il portico. Salotti spogli come i suoi racconti: una riproduzione sul muro dietro ad un divano, a volte ricoperto di ordinati cuscini ad uncinetto, una piantana che era giovane nel 1953.

    Forse l’utilità di queste foto (da lui scelte) è quella di comprendere che l’America di cui scrive è questa. E se è questa, la sua scrittura acquista, nella sua semplicità, un significato quasi inevitabile.
    E’ anche l’America del suo amico Ford.
    Via dalla pazza folla, via dalle metropoli ricche e inflazionate da film, telefim e pubblicità, via dall’America che immaginiamo appena si dice la parola.

    Poesie che sembrano racconti in cui, improvvisamente, parte un assolo musicale.

    Mi sono resa conto di aver tralasciato del tutto la moglie, Tess Gallagher, che è di fatto la curatrice di questo libro e che ha inserito, in fondo, un suo personale ricordo di Ray.
    Tra le cose che dice, ricorda l’assoluto stupore di Carver di fronte alla traduzione dei suoi racconti in giapponese “roba da non crederci”. Per la cronaca il traduttore giapponese di Carver fu Haruki Murakami. Il traduttore francese ritradusse l’intero libro dopo aver visto una sua foto: lui aveva dato un’intonazione ironica alla traduzione, ma non aveva capito.

    La sua produzione coincise con gli anni reaganiani ed i primi Bush. Anni di cui paghiamo tutti ancora lo scotto. Il ceto operaio era già a terra e così stava andando per il ceto medio. La sparizione anche dell’ultimo brandello di assistenza sanitaria stese tutti.
    In un paio di versi “abbiamo subito danni, ma siamo ancora in grado di manovrare. Spock al Capitano Kirk.”
    Questo era l’occhio di Carver su sé stesso e sui suoi americani. Non proprio cinismo, semmai dignità.

    ha scritto il 

  • 4

    Carver letto e guardato.

    Il racconto, attraverso le parole dello scrittore, dei suoi luoghi e delle persone che l'hanno accompagnato nella sua quotidianità, con l'aggiunta di foto che fanno da sfondo al più bel racconto di Ca ...continua

    Il racconto, attraverso le parole dello scrittore, dei suoi luoghi e delle persone che l'hanno accompagnato nella sua quotidianità, con l'aggiunta di foto che fanno da sfondo al più bel racconto di Carver: la sua vita.
    Vedere le foto di posti realmente esistiti da cui lui ha preso ispirazione per poter scrivere alcune delle sue storie, il bar di "Loro non sono mica tuo marito", i luoghi di pesca dove lui ha ambientato molte sue poesie, la sua vita con Tess Gallagher.
    E' stato bello entrare in punta di piedi in tutto quello che è stato Carver, mi è sembrato, mentre guardavo le foto e leggevo di lui, di respirare l'aria di Yakima e di toccare con mano tutti quei luoghi.

    ha scritto il