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Casa d'altri

e altri racconti

By Silvio D'Arzo

(126)

| Paperback | 9788806153090

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Book Description

105 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un racconto perfetto!

    -Un'assurda vecchia: un assurdo prete: tutta un'assurda storia da un soldo.

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    Evadora said on Aug 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Finalmente leggo "Casa d'altri", stupendo racconto, apparentemente semplice ma capace di innestarsi nella mente. Leggerlo una volta non basta. Anche gli altri racconti sembrano svolgersi nello stessa atmosfera, un tempo contadino con l'aria di morte ...(continue)

    Finalmente leggo "Casa d'altri", stupendo racconto, apparentemente semplice ma capace di innestarsi nella mente. Leggerlo una volta non basta. Anche gli altri racconti sembrano svolgersi nello stessa atmosfera, un tempo contadino con l'aria di morte che ha lasciato la guerra, dove anche le pietre sono tristi e la felicità è un lusso a cui non si ha più diritto.

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    elalma said on Aug 9, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Confessioni che si fanno al buio e che s'ascoltano con la faccia rivolta verso il muro

    L'inverno è una stagione del cuore, in questi racconti (o abbozzi di racconto) di D'Arzo. Il libro stesso è una terra cenere, dura ed arida, sulla quale si spandono, lenti, i riflessi di lune rosate in notti senza alba. Piccole anime tormentate da do ...(continue)

    L'inverno è una stagione del cuore, in questi racconti (o abbozzi di racconto) di D'Arzo. Il libro stesso è una terra cenere, dura ed arida, sulla quale si spandono, lenti, i riflessi di lune rosate in notti senza alba. Piccole anime tormentate da dolori spropositati ma placidi vi abitano alla maniera di spettri o ombre, muovendosi nelle tenebre, in silenzio, incapaci di sentire altro che il male naturale che li sta soffocando.
    La felicità è un lusso che non possono assolutamente permettersi (ma sopra tutto aleggia un velo appena percettibile di dolcezza).

    Spolveriamoci il cuore e non pensiamoci più

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    alice said on Jul 1, 2014 | Add your feedback

  • 22 people find this helpful

    «Troppe volte zero, non vuol dire uno,
    c'è qualcosa che brucia in tutto questo fumo..
    È come il giorno che cammina,
    come la notte che si avvicina»(F.De Gregori, Cose, dall'album Mira Mare 19.04.89)

    In un luogo anonimo e isolato di montagna dove no ...(continue)

    «Troppe volte zero, non vuol dire uno,
    c'è qualcosa che brucia in tutto questo fumo..
    È come il giorno che cammina,
    come la notte che si avvicina»(F.De Gregori, Cose, dall'album Mira Mare 19.04.89)

    In un luogo anonimo e isolato di montagna dove non accade niente e tutto appare immutabile e consegnato all'uggioso, indipendente e implacabile trascorrere del Tempo e delle Stagioni ( o meglio di una stagione, l'inverno ) anche una domanda, rivolta da una vecchia ad un anziano parroco rassegnato, può rivelarsi foriera di impreviste elucubrazioni e deduzioni fantasiose. La vecchia è solo una vecchia che lava i panni al fiume, possiede una capra, mangia pane e olio in una baracca da una vita ed è destinata a fare quello e niente altro, per sempre; l'anziano prete è solo un anziano prete, ma la vita è sempre la vita da ogni parte. Ma sommando zero più volte non si ottiene necessariamente uno, anche quando ci si mette di mezzo una lettera non siamo di fronte a quelle di Cholderlos de Laclos , ma bensì solo ad un dubbio che si porta dietro la vergogna e il timore. Ezio Comparoni, in arte Silvio D'Arzo, imbastisce un racconto di una precisione assoluta sulle miserie e sulle speranze umane figlie di quelle miserie. 
    Il resto dei racconti, almeno per quello che posso dire io, non mi pare così puntuale e così significativo come §Casa d'altri§, manifesto, almeno in parte, di una notte eterna che incombe su tutti noi.
    «L'ombra proprio non era ancor scesa: campanacci di pecore e capre si sentivano a tratti qua e là un po' prima della prata dei pascoli. Proprio l'ora, capite, che la tristezza di vivere sembra venir su assieme al buio e non sapete a chi darne la colpa: brutt'ora.»(pag.11)

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    Roberten73 said on May 20, 2014 | 15 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    Colpevolmente non conoscevo Silvio D'Arzo..sono stato conquistato dalla modernità dei suoi racconti, dal suo nitore stilistico...andrebbe davvero "propagandato"...

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    Carlo Anaclerio said on Feb 24, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    L'intelligenza del curatore

    Un capolavoro e mezzo (Casa d'altri e Due vecchi) in una raccolta che è anzitutto una bellissima idea. Senza prefazioni o apparati, Affinati affianca al racconto principale una serie di racconti che per un motivo o per l'altro possono essere consider ...(continue)

    Un capolavoro e mezzo (Casa d'altri e Due vecchi) in una raccolta che è anzitutto una bellissima idea. Senza prefazioni o apparati, Affinati affianca al racconto principale una serie di racconti che per un motivo o per l'altro possono essere considerati "lo scartafaccio" di Casa d'altri. Ed è il lettore ad accorgersene, senza aiuti, riconoscendo qui uno scampolo di frase, là paragrafi interi, qua un personaggio o una postura, lì una riflessione. Una grandissima lezione di cosa sia la scrittura, la riscruttura, il mestiere di scrivere, ma anche quello di curare i "libri d'altri".

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    Marchese De Carabas said on Jan 19, 2014 | Add your feedback

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