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Casa di bambola

Di

Editore: Rusconi Libri

4.0
(3192)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Norvegese , Francese , Sloveno

Isbn-10: 881802602X | Isbn-13: 9788818026023 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 5

    Donna

    Visto e rivisto in versione teatrale e sempre apprezzato.
    Trovo eccezionale la "rivalsa" finale di Nora, magistralmente resa da Ibsen.
    Molte donne del nostro tempo avrebbero di che imparare, ma queste non leggeranno mai "Casa di bambola", purtroppo!

    ha scritto il 

  • 0

    Esta obra de teatro fue representada por primera vez en 1879. No me extraña que como se refleja en la sinopsis, esta obra produjera una gran controversia. Desde luego el final de la obra no dejaría indiferente a nadie, sobre todo en esa época. Y creo que en ésta también lo haría.
    Una obra e ...continua

    Esta obra de teatro fue representada por primera vez en 1879. No me extraña que como se refleja en la sinopsis, esta obra produjera una gran controversia. Desde luego el final de la obra no dejaría indiferente a nadie, sobre todo en esa época. Y creo que en ésta también lo haría.
    Una obra excepcional por su sencillez, e disfrutado recreándome en los personajes. Y todavía estoy impactada con el final.

    ha scritto il 

  • 4

    [H. Ibsen, Casa di bambola] Scritto dal norvegese Henrik Ibsen nel 1879, il testo teatrale «Casa di bambola» rappresenta una forte messa in discussione dei tradizionali ruoli dell'uomo e della donna nell'ambito del matrimonio in piena epoca vittoriana conservando una straordinaria validità ancora ...continua

    [H. Ibsen, Casa di bambola] Scritto dal norvegese Henrik Ibsen nel 1879, il testo teatrale «Casa di bambola» rappresenta una forte messa in discussione dei tradizionali ruoli dell'uomo e della donna nell'ambito del matrimonio in piena epoca vittoriana conservando una straordinaria validità ancora oggi. Considerato il padre della drammaturgia moderna per aver portato nel teatro la dimensione più intima della borghesia ottocentesca, mettendone a nudo le contraddizioni e l’idea di superiorità dell’uomo rispetto alla donna, di questa commedia egli scriverà «ci sono due tipi di leggi morali, due tipi di coscienze, una in un uomo e un'altra completamente differente in una donna. L'una non può comprendere l'altra; ma nelle questioni pratiche della vita, la donna è giudicata dalle leggi degli uomini, come se non fosse una donna, ma un uomo.» Un’opera fondamentale in cui è presentata la situazione familiare di Nora e di suo marito Torvald Helmer il quale ha trovato un nuovo lavoro e permette, così, alla moglie di spendere qualcosa in più. In realtà, la famiglia non è povera ma aspira ad una posizione sociale ed economica migliore. Questo porta, però, ad una vita fatta di ipocrisie, di falsi sorrisi e di un attaccamento esagerato al denaro. Per continuare a godere di un tale benessere, Nora compie un atto illecito e riprovevole per una donna dell’Ottocento: firmare un prestito per il marito a nome di suo padre ormai morto. E qui, mi fermo. Con la sola e quanto mai sadica intenzione di lasciare, a coloro i quali non hanno ancora avuto modo di conoscerla, il tempo di scoprirla e gustarla nella sua originalità. Torno a Nora e a quel focolare che irradia felicità. Qualcosa che si dimentica presto sopraffatti dalla potenza delle parole che scaglia contro il marito. Nora trasforma la vita servendosi della gioia, dell’eccitazione per il gioco e della fantasia. Trasforma il passato: della falsificazione fa un atto di eroismo nei confronti del consorte e, soprattutto, di un padre che non c’è. Un padre che sostiene di amare ma che, lasciandosi trasportare da un’amarezza melodrammatica, insulta nella tomba e che, dunque, non può difendersi. Trasforma il presente: muta ogni istante attraverso la menzogna e l’artificio, con grande abilità. Inventa il futuro. Gioca, gioca sempre la “piccola” Nora: con le persone che la circondano e con sé stessa. Eppure, non c’è un vero spazio per quegli atti di eroismo ai quali lei si appella. Molti parlano di dramma: di un uomo possessivo e disattento, di una donna che si oppone al ruolo di giocattolo e di piacevole svago; di un autore, Ibsen appunto, fondamentalmente conservatore e tradizionalista il quale rimprovera ad Helmer l’incapacità ad affermarsi nella coppia come un “padre e padrone”. Lo ammetto, ho qualche dubbio. Per me, questa è una commedia. Il matrimonio di Nora non è affatto infelice e non lo diventerà in avvenire. Qui non si assiste ad una tragica lotta tra i due sessi al termine della quale uno prevarrà sull'altro. Semplicemente, si assiste ad un frammento in cui svariate esistenze si incontrano e si confrontano; un pezzo di vita osservato dall'alto e da cui parole ed azioni risultano, spesso, ridicole. Ma un sorriso benevolo ed affettuoso. Una tragicità può risiedere nel modo in cui emerge in superficie la certezza che parole e gesti, per quanto convincente sia il modo in cui vengono presentati, non dicono nulla dell’uomo la cui vera essenza resta nascosta nelle più remote profondità del suo essere. Al contrario, ciò che rimane si può reinventare e mutare sempre: in questo, Nora è bravissima. La sua essenza è fatta di felicità, meraviglioso e gioco.

    ha scritto il 

  • 4

    Breve e conciso!
    Interessante che sia un libro scritto nell'Ottocento e che tratti con una certa modernità argomenti come la donna-oggetto!Trovo che la trama sia stata ben strutturata pur essendo essa piuttosto semplice,mi piace molto come si intrecciano i fatti!Molto bella la parte finale ...continua

    Breve e conciso!
    Interessante che sia un libro scritto nell'Ottocento e che tratti con una certa modernità argomenti come la donna-oggetto!Trovo che la trama sia stata ben strutturata pur essendo essa piuttosto semplice,mi piace molto come si intrecciano i fatti!Molto bella la parte finale anche se forse un pò troppo rapida..non so,il personaggio di Nora sembra cambiare troppo rapidamente,ma alla fine credo sia lo stesso Ibsen che l'abbia voluto!;) Niente da dire,un bel libro!

    ha scritto il 

  • 4

    QUEL CHE OGNI DONNA DOVREBBE SAPERE

    Da leggere prima o dopo il matrimonio? Boh...da leggere per capire...anche se alcuni meccanismi nella coppia attuale si sono modificati almeno esteriormente, ma sotto sotto strisciano un po'inconsci un po'consci ma non detti...da leggere sprattutto come donne per capire qualcosa di noi stesse...m ...continua

    Da leggere prima o dopo il matrimonio? Boh...da leggere per capire...anche se alcuni meccanismi nella coppia attuale si sono modificati almeno esteriormente, ma sotto sotto strisciano un po'inconsci un po'consci ma non detti...da leggere sprattutto come donne per capire qualcosa di noi stesse...magari anche per una nuova generazione di uomini, smarcati o che si vogliono smarcare da una tradizione che perde il suo valore perchè stereotipo coercitivo.
    Troppo dura? Forse...

    ha scritto il 

  • 5

    Attualissimo e lucido

    nelle tematiche...."....Intendo dire che dalle mani di mio padre passai nelle tue: tu sistemavi tutto a tuo gusto, e così
    ebbi anch'io i tuoi stessi gusti, oppure feci finta di averli, non so bene... Credo tutte e due le cose insieme, ora l'una e ora
    l'altra. Se ora ci penso, mi sembr ...continua

    nelle tematiche...."....Intendo dire che dalle mani di mio padre passai nelle tue: tu sistemavi tutto a tuo gusto, e così
    ebbi anch'io i tuoi stessi gusti, oppure feci finta di averli, non so bene... Credo tutte e due le cose insieme, ora l'una e ora
    l'altra. Se ora ci penso, mi sembra di avere vissuto qui come una poveretta... alla giornata. Scopo della mia vita era
    quello di far la buffona per te. Ma sei stato tu a volere così. Tu e papà avete commesso un grosso peccato nei miei
    riguardi. É colpa vostra se son diventata quella che sono."

    ha scritto il 

  • 4

    Disarmante

    Lessi qualche brano ai tempi della scuola e mi rimase impresso, benché, purtroppo, con gli anni io avessi dimenticato il nocciolo della storia.
    Adesso, finalmente, sono riuscita a leggerlo e... mi ha spiazzata. Per quasi tutta la commedia, non si può che sorridere davanti a certi passaggi, ...continua

    Lessi qualche brano ai tempi della scuola e mi rimase impresso, benché, purtroppo, con gli anni io avessi dimenticato il nocciolo della storia.
    Adesso, finalmente, sono riuscita a leggerlo e... mi ha spiazzata. Per quasi tutta la commedia, non si può che sorridere davanti a certi passaggi, mentre altri ti lasciano un senso di notevole fastidio. Poi, le ultime pagine, quelle che rovesciano tutto e che ti lasciano a bocca aperta.
    Davvero una bellissima opera, pregna si significato e di emozione, soprattutto se si considera l'anno in cui è stata scritta (1879).

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura che rimandavo fin dai tempi delle medie, e ora mi chiedo perché. Si divora in un attimo, è scritta benissimo e – almeno a me – fa provare emozioni. Dapprima una gran rabbia nei confronti della Nora infantile, farfalla, sciocca e irresponsabile che sembra essere incapace di uscire dal ruol ...continua

    Lettura che rimandavo fin dai tempi delle medie, e ora mi chiedo perché. Si divora in un attimo, è scritta benissimo e – almeno a me – fa provare emozioni. Dapprima una gran rabbia nei confronti della Nora infantile, farfalla, sciocca e irresponsabile che sembra essere incapace di uscire dal ruolo di figlioletta e mogliettina, felice di essere alla mercé del padrone di turno. Poi una sospiro di soddisfazione per la Nora a me più vicina, per la donna adulta che decide di pagare i suoi errori e contemporaneamente uscire dalla tutela e dalla minorità in cui sembrava così bene crogiolarsi, che sceglie la libertà dopo aver aperto gli occhi, che forse prima teneva serrati volontariamente. Definirla femminista probabilmente è improprio, e considerando i tempi in cui Casa di bambola ha visto la luce, quello che oggi sembra il minimo che una donna possa decidere era all’epoca un enorme atto di coraggio, o un terribile scandalo secondo l’angolazione da cui si decide di guardare. In ogni caso, una lettura di soddisfazione.

    ha scritto il 

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