Casa di bambola

Di

Editore: Rusconi Libri

4.0
(3454)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Norvegese , Francese , Sloveno , Greco , Finlandese , Coreano , Portoghese

Isbn-10: 881802602X | Isbn-13: 9788818026023 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
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  • 4

    Ci mette un po' per diventare interessante, però nel finale l'autore fa capire perfettamente le sue intenzioni. Un manifesto femminista? Sì, molto piú di altri testi piú famosi e osannati.

    ha scritto il 

  • 3

    Non posso pensare che ci sia qualcuno che abbia considerato quest'opera un manifesto femminista o qualcosa che vagamente ci assomigli! Non ritrovo in Nora l'eroina che salva il marito a costo dell'ono ...continua

    Non posso pensare che ci sia qualcuno che abbia considerato quest'opera un manifesto femminista o qualcosa che vagamente ci assomigli! Non ritrovo in Nora l'eroina che salva il marito a costo dell'onore, non vedo neanche, nel suo finale abbandono del tetto coniugale, la rivincita sul gretto atteggiamento di Helmer una volta scoperto il suo segreto. Non c'è nessuna vittoria della donna, che può farla assurgere a modello di indipendenza, solo un ulteriore capriccio, dal mio punto di vista, di una moglie sempre idolatrata e protetta, che per l'ennesima volta vuole su di se' comprensione e protezione e, non avendola ottenuta immediatamente, decide di ergersi a paladina di se stessa, dimenticando completamente il suo ruolo, non dico di moglie, ma quanto meno di madre, in virtù di un ipotetico ideale da perseguire. Che donna è infatti quella che abbandona i figli a cuor leggero solo perché una sera si rende conto che il marito non ha avuto la prontezza di spirito per immolarsi come lei voleva e si è rivelato per quello che è sempre stato? Che donna è quella che in una notte si accorge di essere stata bambola per tutta la vita e immediatamente vuole rinnegare quello che è stata fino ad un momento prima, per andare a "ritrovarsi", senza meditare minimamente sulle sue responsabilità nei confronti della famiglia che comunque lei stessa ha contribuito a creare? No, non mi è piaciuta Nora, non mi vedo rappresentata dalla sua battaglia di genere, non condivido il suo modo di comportarsi nè prima che il suo segreto venga svelato al marito, nè dopo quando decide di andarsene. Forse se avessi visto l'opera direttamente a teatro avrei potuto avere una visione diversa, ma basandomi solo sulla lettura, questo è stato l'impatto emotivo che ne ho tratto.

    ha scritto il 

  • 5

    "Occorre gettar via il costume da maschera"

    E gettiamolo allora, fino in fondo. Adoro questo pezzo, riesco a leggermelo con gusto più volte anche a distanza di anni, per non parlare del teatro.
    Quel dialogo finale tra Helmer e Nora però mi sono ...continua

    E gettiamolo allora, fino in fondo. Adoro questo pezzo, riesco a leggermelo con gusto più volte anche a distanza di anni, per non parlare del teatro.
    Quel dialogo finale tra Helmer e Nora però mi sono sempre più convinta che ora debba finire in un altro modo: "I figli me li sono sciroppati tutti io, ti ho salvato la ghirba senza che tu ne sapessi nulla, mi tratti da deficente con la testolina vuota, e ora mi fai tanto il superiore con l'onore? e allora sai che c'è? Fai le valige e vattene tu, caro Helmer, così riuscirò finalmente a pensare a me stessa."
    Ecco: testo profetico, ma finale datato.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho rincorso a lungo questo titolo e il suo autore. Quando finalmente io ho avuto tempo per lui e lui poteva parlar chiaro a me, ciò che questo libro mi ha detto è stato talmente intenso da durare solo ...continua

    Ho rincorso a lungo questo titolo e il suo autore. Quando finalmente io ho avuto tempo per lui e lui poteva parlar chiaro a me, ciò che questo libro mi ha detto è stato talmente intenso da durare solo un paio d'ore. Ma allo stesso tempo capace di riempire tutta una vita come Donna.

    ha scritto il 

  • 3

    Saranno donne.

    Sabato. La donna che mi ha sposato è fuori il fine settimana per lavoro. A sera in un teatro del centro c’è Filippo Timi in “Casa di bambola”: i recensori dicono che-bravo-Timi, toglie la scena anche ...continua

    Sabato. La donna che mi ha sposato è fuori il fine settimana per lavoro. A sera in un teatro del centro c’è Filippo Timi in “Casa di bambola”: i recensori dicono che-bravo-Timi, toglie la scena anche a Ibsen. Io ci faccio un pensiero, tutto il giorno piove sabbia e a sera non mi resta neanche voglia di scendere per una pizza d’asporto, io poi non ci vado mai in teatro, le sole volte mi ci porta lei, ci sarei andato più per farle un dispetto. Fumo nervoso, leggo, sistemo cose che potevano anche rimanere fuori sistema e a mezzanotte passata leggo “Casa di bambola”, non sono andato a teatro allora me ne allestisco uno io in testa, dopo aver visto “La pianista” nella regia di Haneke e essermi preso una doccia, per concedermi del benessere e non sfondare in una monomania austriaca in chiave napoletana. Aleggiava su Ibsen una cattiva fama di noioseria, di pesantezza: ma “Casa di bambola” è un venticello, tre atti volanti, e Nora è l’uccellino che li attraversa come saltellando da un ramo all’altro, con la leggerezza di un passerotto che forse non serba in petto il cuore di un’aquila ma neppure quello di uno struzzo. È del 1879 la stesura, cioè di oggi: la ricerca della stabilità economica, con i suoi scheletri che non vogliono saperne di starsene negli armadi e con l’amore che diventa un prodotto secondario del perbenismo borghese, e è talmente bello quello scambio sul finale tra Helmer e Nora che a Nora le si perdona la sua tirataccia sul “lo devo a me stessa”: non si possono precorrere di troppo i tempi e per Nora non erano ancora pronte le parole: “Questi tre figli me li sono sciroppata io da sola per tutti questi anni: adesso piangeteli un po’ te, Helmer!” Un po’ di ipocrisia non ce la si nega mai, se può servire a fare bella figura.

    ha scritto il 

  • 4

    Storia di emancipazione femminile, dai vezzeggiativi di allodola all'indipendenza da una relazione basata sulla sola formalità e sul peso di una società maschilista e totalmente basata sul valore del ...continua

    Storia di emancipazione femminile, dai vezzeggiativi di allodola all'indipendenza da una relazione basata sulla sola formalità e sul peso di una società maschilista e totalmente basata sul valore del denaro, che genera buona o cattiva reputazione.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    semplicemente geniale

    Il racconto (teatrale) inizia in modo così banale che ti viene voglia di abbandonarlo subito. Ma ti accorgi solo alla fine che è fatto apposta così, perchè nelle ultime pagine si ha una delle più inas ...continua

    Il racconto (teatrale) inizia in modo così banale che ti viene voglia di abbandonarlo subito. Ma ti accorgi solo alla fine che è fatto apposta così, perchè nelle ultime pagine si ha una delle più inaspettate, sconvolgenti e ben scritte rivendicazioni femministe, di autodeterminazione personale e di ribellione alla società maschilista e del capitale che sia mai stata scritta. Geniale.

    ha scritto il 

  • 4

    Mentre ero a casa di mia suocera durante il periodo natalizio sono rimasta incuriosita da questo libro presente nella sua collezione. La lettura è molto scorrevole, si tratta di una pièce teatrale, e ...continua

    Mentre ero a casa di mia suocera durante il periodo natalizio sono rimasta incuriosita da questo libro presente nella sua collezione. La lettura è molto scorrevole, si tratta di una pièce teatrale, e si legge in poche ore.
    Sono rimasta colpita dall'epilogo che ha strappato la quarta stella ma alcune parti del libro le ho trovate un po' troppo raffazzonate, in particolare l'amica di Nora che spunta dal nulla.
    Comunque nel complesso si tratta di un libro molto all'avanguardia per quell'epoca che fa' riflettere sul ruolo della donna nell'ottocento ma anche ai giorni nostri.

    ha scritto il 

  • 5

    “(Una) Casa di bambola” è un dramma con una storia – e una scrittura – molto coinvolgente. Pagina dopo pagina cresceva in me la curiosità di sapere come sarebbe andata a finire. La tecnica dell’agnizi ...continua

    “(Una) Casa di bambola” è un dramma con una storia – e una scrittura – molto coinvolgente. Pagina dopo pagina cresceva in me la curiosità di sapere come sarebbe andata a finire. La tecnica dell’agnizione finale di classica memoria, che dovrebbe risolvere il dramma, e che in realtà lo risolverebbe se Nora questa volta non si fosse ribellata al repentino cambio del marito, crea quello che poi sarà la fortuna di questa opera: il dialogo finale in cui Nora sembra svegliarsi dal suo stato di “bambola” passata dalle mani del padre al marito, e in cui acquista finalmente la consapevolezza di se stessa, quasi un processo d’individuazione psicologico avvenuto però per illuminazione più che per un percorso articolato in varie fasi.

    ha scritto il 

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