Casino totale

Di

Editore: mondolibri

4.0
(3306)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 252 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Greco , Catalano , Polacco

Isbn-10: A000033208 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , CD audio

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
dopo anni di vagabondaggi nei mari del Sud, Ugo torna a Marsiglia per vendicare Manu, l'amico di gioventù ucciso dalla malavita. Ma anche lui resta ucciso e toccherà a un terzo amico, Fabio Montale, il compito di fare giustizia....
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  • 4

    Sebbene riconosca come ste pic qui sotto, che tutto giri un po' troppo intorno al protagonista e che ogni elemento si incastri troppo perfettamente. Sebbene questo romanzo presenti molti aspetti che m ...continua

    Sebbene riconosca come ste pic qui sotto, che tutto giri un po' troppo intorno al protagonista e che ogni elemento si incastri troppo perfettamente. Sebbene questo romanzo presenti molti aspetti che m'innervosiscono nei thriller/noir perchè ingredienti inflazionati in tutti i libri di questo genere (è il primo di una trilogia, ci sono troppo cibo, troppo alcool, troppi city sightseeing, troppa musica e letteratura che non si confanno a un poliziotto ex delinquentello di periferia), mi è piaciuto molto. Montale è un personaggio autentico, umano e tormentato al punto giusto. Come ha detto benissimo Procyon lotor nel suo bel commento (se ordinate le recensioni per "i più votati", apparirà in pole position) "Fabio Montale non si macera, non si autocompiace non si svende, mai pazzo nè pupazzo".
    Merci, TononA!

    ha scritto il 

  • 3

    Tanto casino per nulla

    Ho letto questo Izzo, primo romanzo di un’apprezzata trilogia noir, dopo breve vacanza a Marsiglia.
    Certo la Marsiglia che narra il protagonista, Fabio Montale, un poliziotto figlio di immigrati itali ...continua

    Ho letto questo Izzo, primo romanzo di un’apprezzata trilogia noir, dopo breve vacanza a Marsiglia.
    Certo la Marsiglia che narra il protagonista, Fabio Montale, un poliziotto figlio di immigrati italiani, non esiste più, non in quegli stessi luoghi per lo meno. Io soggiornavo al Panier che da “città vecchia” malfamata si è trasformato in luogo oltremodo radical chic, con i vicoli affollati di negozietti sfiziosi e localini trendy. Però se anche la città è davvero coprotagonista della storia, per lo spirito, la sua vocazione portuale, i suoi odori e sapori, le sue contraddizioni, la sua cultura multirazziale e incultura razzista, mi sono chiesto più volte che senso avesse quel continuo e dettagliato ricorso alla toponomastica. Perché fare riferimenti così precisi per un lettore che non vive o frequenta Marsiglia? Vabbè, dettagli…veniamo alla storia perché a parte il fatto che ho trovato un po’ frammentaria la scrittura, se pur dotata di una certa vivacità linguistica e ricchi riferimenti culturali (la musica, la poesia, il rap, la cucina, il mare…), il plot ha, secondo me, un grave difetto, molto comune a tanti gialli: tutti i personaggi che si incontrano e che vengono posti da Izzo nella storia si incastrano perfettamente, come in un puzzle, senza pezzi avanzati, senza narrazioni inutili, senza spargimento di indizi non fondamentali. Tutto gira troppo attorno a Montale, amori, malavita, amici, morti ammazzati, e amici morti ammazzati, mafiosi, poliziotti…come in un’improbabile giostra di destini, un funambolico rincorrersi attorno alla luce dei riflettori puntati da Izzo sul protagonista.
    Montale, che viene da un’adolescenza delinquenziale in un quartiere povero, ma è colto, sensibile, buono e non violento, si sforza parecchio per uscire dai clichè del poliziotto, ma poi tende a ricadervi spesso: come negli hard boiled beve tanto per affogare il disagio esistenziale e i rimpianti e ama molte donne senza trattenerne nessuna, come Carvalho e Maigret ama la cucina. Nel complesso quindi un libro ricco e a suo modo avvincente e interessante, ma un po’ al di sotto delle aspettative.

    3 stelline e mezzo

    ha scritto il 

  • 3

    Ingredienti: un porto di mare - rifugio di tante razze, tre amici d’infanzia uniti e divisi dal crimine, un confuso intreccio di droga, armi, mafia e corruzione, un mondo pieno di rabbia, violenza, fa ...continua

    Ingredienti: un porto di mare - rifugio di tante razze, tre amici d’infanzia uniti e divisi dal crimine, un confuso intreccio di droga, armi, mafia e corruzione, un mondo pieno di rabbia, violenza, fallimenti e vendette.
    Consigliato: a chi vuol trovare l’ordine pur senza capirlo a fondo, a chi cerca di combattere sia il crimine che l’intolleranza.

    ha scritto il 

  • 4

    Starter kit

    Izzo inizia con questo romanzo la sua trilogia di Fabio Montale, la quale meriterebbe un volto a sè. Qui scalda i motori, per così dire, con un racconto tormentato e confuso, a volte difficile da segu ...continua

    Izzo inizia con questo romanzo la sua trilogia di Fabio Montale, la quale meriterebbe un volto a sè. Qui scalda i motori, per così dire, con un racconto tormentato e confuso, a volte difficile da seguire, ma che contiene già tutti gli elementi che sbocciano nei romanzi seguenti (e così capite che scrivo dopo aver già letto anche gli altri due). Una scrittura appassionata, vissuta, dove ogni singola parola è come se fosse un tormento dell'anima. In più a Montale piace il Lagavulin e questo chiude la partita.

    ha scritto il 

  • 3

    Un vero amabile casino...

    Il titolo rende bene l'idea di come sia la trama, intricatissima. Ci si perde tra una storia quasi inestricabile e la pletora di personaggi, che sono chiari solo allo scrittore. A volte si ha la sensa ...continua

    Il titolo rende bene l'idea di come sia la trama, intricatissima. Ci si perde tra una storia quasi inestricabile e la pletora di personaggi, che sono chiari solo allo scrittore. A volte si ha la sensazione di essere minus habens. In realtà, Izzo si fa perdonare col suo stile sempre asciutto, i periodi lampo, l'amore per Marsiglia. In più, il protagonista Fabio Montale è simpatico, inquieto, alla continua ricerca di sè stesso. Lo ritrova nel finale, mieloso e malinconico.

    ha scritto il 

  • 4

    casino totale:

    ci sta un universo mediterraneo dentro, così lo leggo piano piano,e sottolineo e faccio le note a margine.
    Ho creato 3 rubriche: ricette di cucina di izzo - consigli musicali e letterari di i. - citaz ...continua

    ci sta un universo mediterraneo dentro, così lo leggo piano piano,e sottolineo e faccio le note a margine.
    Ho creato 3 rubriche: ricette di cucina di izzo - consigli musicali e letterari di i. - citazioni da maglietta, da diario, da tazza del caffè e da piatto di pastasciutta di Izzo.

    Un Izzomondo, a volte poco chiaro, a volte inaccettabile.

    Non che il mondo Non - Izzo lo sia. (comprensibile e che va tutto bene. No. ma quantomeno I. ci descrive e ci evoca le Calanques, la bouillabaisse, il Panier, l'orata ai ferri, il timo, il mare. Così sogno ancora un quarto d'ora prima di andare a lavorare).

    Consigliato?
    Sì.

    ha scritto il 

  • 3

    innamoramento

    Non ho seguito la trama, continuamente interrotta, incasinatissima, piena zeppa di personaggi, del presente e del passato, che tornano, poi spariscono... non mi ci sono messa, perché ormai mi è chiaro ...continua

    Non ho seguito la trama, continuamente interrotta, incasinatissima, piena zeppa di personaggi, del presente e del passato, che tornano, poi spariscono... non mi ci sono messa, perché ormai mi è chiaro che ci spendo troppe energie per averne ben poco vantaggio.
    Il protagonista non l'ho trovato carismatico, simpatico nè (soprattutto) seducente.
    Queste due cose non mi hanno aiutato.

    Però, il romanzo è una dichiarazione d'amore naturale, calda, selvaggia, autentica, in ogni pagina, a ogni nome di strada, di bar, a ogni incrocio, per ogni ricetta, in ogni faccia descritta... a Marsiglia, che è la cittá dove Izzo è nato e morto. E, pur non essendo la cittá dove sono nata io, è una città che ha fatto innamorare anche me. E mi ritrovo pienamente in tante cose che dice l'autore (fra le righe, nella trama che io ho trovato incasinata).
    Il romanzo si conclude dicendo che è
    «Una cittá in armonia con i nostri cuori» e, in un'altra pagina, che i passanti «Passeggiano vicini, senza aggressività».

    È strano, perchè è un romanzo teoricamente infarcito d'odio, che parla di morte, violenza, razzismo, conflitti... ma, di fondo, condito di un grande amore, di un'immensa dolcezza, di armonia...

    (Aaaah... Marsiglia... )

    ha scritto il 

  • 3

    Primo libro di una "triologia". Probabilmente non lo avrei mai acquistato se un lettore di passaggio non me lo avesse caldamente consigliato. Mi è piaciuto, questo poliziotto un poco fuori dagli schem ...continua

    Primo libro di una "triologia". Probabilmente non lo avrei mai acquistato se un lettore di passaggio non me lo avesse caldamente consigliato. Mi è piaciuto, questo poliziotto un poco fuori dagli schemi, un "poveretto" in mezzo ai fascisti dell'anima, uno dei migranti che popolano una città che è sempre vissuta di traffici di cose e di persone. Si leggono gli odori, i sapori, le musiche ed i silenzi assordanti del sud in questo romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Marseille noir

    Per scrivere storie a volte non serve troppa fantasia, basta avere la capacità di accumulare sensazioni, vivere la quotidianità e porsi qualche domanda, per poi trasmettere tutto nero su bianco. Se na ...continua

    Per scrivere storie a volte non serve troppa fantasia, basta avere la capacità di accumulare sensazioni, vivere la quotidianità e porsi qualche domanda, per poi trasmettere tutto nero su bianco. Se nasci e cresci in un territorio di frontiera come la Marsiglia del dopoguerra, questo processo di elaborazione può essere più proficuo che mai.
    Izzo, servendosi di una trama noir, racconta la sua città, nel bene e nel male…soprattutto in quest’ultimo; finendo per essere tristemente profetico.

    ha scritto il 

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