Casino totale

Di

Editore: E/O

4.0
(3284)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 245 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Greco , Catalano , Polacco

Isbn-10: 8876417397 | Isbn-13: 9788876417399 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Barbara Ferri

Disponibile anche come: Copertina rigida , CD audio

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Dopo anni di vagabondaggi nei mari del Sud, Ugo torna a Marsiglia per vendicare Manu, l'amico di gioventù assassinato dalla malavita. Ma anche lui resta ucciso e toccherà a un terzo amico, Fabio Montale, il compito di fare giustizia. Tutti e tre - Ugo, Manu e Montale - sono cresciuti nei vicoli poveri del porto di Marsiglia. Assieme hanno fatto i primi furtarelli, poi qualche rapina, ma hanno anche condiviso i sogni di paesi esotici, i primi dischi e i primi libri, le nuotate in mare, le ubriacature. E soprattutto hanno amato la stessa donna, Lole. Poi le strade si sono separate: Manu si è perso in giochi criminali troppo grandi, Ugo è partito, Montale è diventato uno strano poliziotto, più educatore di strada nei quartieri difficili che sbirro. Ora dovrà sostenere un'inchiesta durissima contro tutto e tutti, in una città, Marsiglia, simbolo di un Mediterraneo diviso tra bellezza e violenza, tra due colori: l'azzurro del cielo e del mare e il nero della morte e dell'odio.
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  • 4

    Starter kit

    Izzo inizia con questo romanzo la sua trilogia di Fabio Montale, la quale meriterebbe un volto a sè. Qui scalda i motori, per così dire, con un racconto tormentato e confuso, a volte difficile da segu ...continua

    Izzo inizia con questo romanzo la sua trilogia di Fabio Montale, la quale meriterebbe un volto a sè. Qui scalda i motori, per così dire, con un racconto tormentato e confuso, a volte difficile da seguire, ma che contiene già tutti gli elementi che sbocciano nei romanzi seguenti (e così capite che scrivo dopo aver già letto anche gli altri due). Una scrittura appassionata, vissuta, dove ogni singola parola è come se fosse un tormento dell'anima. In più a Montale piace il Lagavulin e questo chiude la partita.

    ha scritto il 

  • 3

    Un vero amabile casino...

    Il titolo rende bene l'idea di come sia la trama, intricatissima. Ci si perde tra una storia quasi inestricabile e la pletora di personaggi, che sono chiari solo allo scrittore. A volte si ha la sensa ...continua

    Il titolo rende bene l'idea di come sia la trama, intricatissima. Ci si perde tra una storia quasi inestricabile e la pletora di personaggi, che sono chiari solo allo scrittore. A volte si ha la sensazione di essere minus habens. In realtà, Izzo si fa perdonare col suo stile sempre asciutto, i periodi lampo, l'amore per Marsiglia. In più, il protagonista Fabio Montale è simpatico, inquieto, alla continua ricerca di sè stesso. Lo ritrova nel finale, mieloso e malinconico.

    ha scritto il 

  • 4

    casino totale:

    ci sta un universo mediterraneo dentro, così lo leggo piano piano,e sottolineo e faccio le note a margine.
    Ho creato 3 rubriche: ricette di cucina di izzo - consigli musicali e letterari di i. - citaz ...continua

    ci sta un universo mediterraneo dentro, così lo leggo piano piano,e sottolineo e faccio le note a margine.
    Ho creato 3 rubriche: ricette di cucina di izzo - consigli musicali e letterari di i. - citazioni da maglietta, da diario, da tazza del caffè e da piatto di pastasciutta di Izzo.

    Un Izzomondo, a volte poco chiaro, a volte inaccettabile.

    Non che il mondo Non - Izzo lo sia. (comprensibile e che va tutto bene. No. ma quantomeno I. ci descrive e ci evoca le Calanques, la bouillabaisse, il Panier, l'orata ai ferri, il timo, il mare. Così sogno ancora un quarto d'ora prima di andare a lavorare).

    Consigliato?
    Sì.

    ha scritto il 

  • 3

    innamoramento

    Non ho seguito la trama, continuamente interrotta, incasinatissima, piena zeppa di personaggi, del presente e del passato, che tornano, poi spariscono... non mi ci sono messa, perché ormai mi è chiaro ...continua

    Non ho seguito la trama, continuamente interrotta, incasinatissima, piena zeppa di personaggi, del presente e del passato, che tornano, poi spariscono... non mi ci sono messa, perché ormai mi è chiaro che ci spendo troppe energie per averne ben poco vantaggio.
    Il protagonista non l'ho trovato carismatico, simpatico nè (soprattutto) seducente.
    Queste due cose non mi hanno aiutato.

    Però, il romanzo è una dichiarazione d'amore naturale, calda, selvaggia, autentica, in ogni pagina, a ogni nome di strada, di bar, a ogni incrocio, per ogni ricetta, in ogni faccia descritta... a Marsiglia, che è la cittá dove Izzo è nato e morto. E, pur non essendo la cittá dove sono nata io, è una città che ha fatto innamorare anche me. E mi ritrovo pienamente in tante cose che dice l'autore (fra le righe, nella trama che io ho trovato incasinata).
    Il romanzo si conclude dicendo che è
    «Una cittá in armonia con i nostri cuori» e, in un'altra pagina, che i passanti «Passeggiano vicini, senza aggressività».

    È strano, perchè è un romanzo teoricamente infarcito d'odio, che parla di morte, violenza, razzismo, conflitti... ma, di fondo, condito di un grande amore, di un'immensa dolcezza, di armonia...

    (Aaaah... Marsiglia... )

    ha scritto il 

  • 3

    Primo libro di una "triologia". Probabilmente non lo avrei mai acquistato se un lettore di passaggio non me lo avesse caldamente consigliato. Mi è piaciuto, questo poliziotto un poco fuori dagli schem ...continua

    Primo libro di una "triologia". Probabilmente non lo avrei mai acquistato se un lettore di passaggio non me lo avesse caldamente consigliato. Mi è piaciuto, questo poliziotto un poco fuori dagli schemi, un "poveretto" in mezzo ai fascisti dell'anima, uno dei migranti che popolano una città che è sempre vissuta di traffici di cose e di persone. Si leggono gli odori, i sapori, le musiche ed i silenzi assordanti del sud in questo romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Marseille noir

    Per scrivere storie a volte non serve troppa fantasia, basta avere la capacità di accumulare sensazioni, vivere la quotidianità e porsi qualche domanda, per poi trasmettere tutto nero su bianco. Se na ...continua

    Per scrivere storie a volte non serve troppa fantasia, basta avere la capacità di accumulare sensazioni, vivere la quotidianità e porsi qualche domanda, per poi trasmettere tutto nero su bianco. Se nasci e cresci in un territorio di frontiera come la Marsiglia del dopoguerra, questo processo di elaborazione può essere più proficuo che mai.
    Izzo, servendosi di una trama noir, racconta la sua città, nel bene e nel male…soprattutto in quest’ultimo; finendo per essere tristemente profetico.

    ha scritto il 

  • 2

    La scrittura di Izzo pur essendo diretta , con uno stile affilato , che riporta atmosfere, profumi e colori , non convince e produce sensazioni contrastanti. La storia che si districa negli in ...continua

    La scrittura di Izzo pur essendo diretta , con uno stile affilato , che riporta atmosfere, profumi e colori , non convince e produce sensazioni contrastanti. La storia che si districa negli ingranaggi della malavita marsigliese risulta, a volte, poco chiara, troppi personaggi, nomi, luoghi. L’indagine non riesce ad appassionare e la lettura non scorre e non mi ha saputo catturare.

    ha scritto il 

  • 3

    E' un romanzo che non fa sconti: la butta giù dura e ti fa entrare nel giro dei clan marsigliesi, tra spacciatori, assassini e prostitute. Ma ci sono anche dei momenti di lirismo, la ricerca dell'amor ...continua

    E' un romanzo che non fa sconti: la butta giù dura e ti fa entrare nel giro dei clan marsigliesi, tra spacciatori, assassini e prostitute. Ma ci sono anche dei momenti di lirismo, la ricerca dell'amore e la fedeltà dell'amicizia. E se, mentre leggete, ascoltate la musica suggerita da Montale, vi sembrerà di essere a Marsiglia con lui. Bello!

    ha scritto il 

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