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Casino totale

By Jean-Claude Izzo

(363)

| Paperback | 9788876417399

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Book Description

Dopo anni di vagabondaggi nei mari del Sud, Ugo torna a Marsiglia per vendicare Manu, l'amico di gioventù assassinato dalla malavita. Ma anche lui resta ucciso e toccherà a un terzo amico, Fabio Montale, il compito di fare giustizia. Tutti e tre - Ug Continue

Dopo anni di vagabondaggi nei mari del Sud, Ugo torna a Marsiglia per vendicare Manu, l'amico di gioventù assassinato dalla malavita. Ma anche lui resta ucciso e toccherà a un terzo amico, Fabio Montale, il compito di fare giustizia. Tutti e tre - Ugo, Manu e Montale - sono cresciuti nei vicoli poveri del porto di Marsiglia. Assieme hanno fatto i primi furtarelli, poi qualche rapina, ma hanno anche condiviso i sogni di paesi esotici, i primi dischi e i primi libri, le nuotate in mare, le ubriacature. E soprattutto hanno amato la stessa donna, Lole. Poi le strade si sono separate: Manu si è perso in giochi criminali troppo grandi, Ugo è partito, Montale è diventato uno strano poliziotto, più educatore di strada nei quartieri difficili che sbirro. Ora dovrà sostenere un'inchiesta durissima contro tutto e tutti, in una città, Marsiglia, simbolo di un Mediterraneo diviso tra bellezza e violenza, tra due colori: l'azzurro del cielo e del mare e il nero della morte e dell'odio.

519 Reviews

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    L’ho letto tanti anni fa e riletto in questi giorni.
    Ricordavo Fabio Montale e la luce di Marsiglia con i suoi odori e il colore del cielo e del mare… Un ricordo ancora quasi nitido…Bello, bello davvero.
    Jean Claude Izzo per me è un grande autore, c ...(continue)

    L’ho letto tanti anni fa e riletto in questi giorni.
    Ricordavo Fabio Montale e la luce di Marsiglia con i suoi odori e il colore del cielo e del mare… Un ricordo ancora quasi nitido…Bello, bello davvero.
    Jean Claude Izzo per me è un grande autore, capace di passaggi di alta letteratura, Marsiglia è una città che Izzo dipinge più che raccontare, fa odorare più che descrivere, ti fa vivere più che girarne le vie attraverso Fabio Montale, il protagonista di questa trilogia marsigliese che mi appresto a rileggere.
    E’ una città caotica, dura, violenta, miscuglio di razze, culture, lingue diverse, luogo di sogni e delusioni e di speranze tradite.
    Marsiglia ne esce come una città maledetta, vagabonda ma affascinante e irresistibile. Forte nei suoi contrasti, lei è la vera protagonista della vicenda.
    Grazie Jean Claude Izzo.

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    Aspa said on Sep 22, 2014 | Add your feedback

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    "... anche per perdere bisogna sapersi battere"

    Suoni, musica, cibo e vino. Uno di quei libri che non va letto ma sentito di pancia.

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    Babs said on Sep 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Da qualche tempo giravo intorno ai volumi di Izzo. Non che sia una gran lettrice di noir, vado a periodi. Però Izzo mi intrigava parecchio. Forse ne avevo sentito parlare da qualcuno, forse avevo letto qualche post; ad ogni modo, volevo conoscere la ...(continue)

    Da qualche tempo giravo intorno ai volumi di Izzo. Non che sia una gran lettrice di noir, vado a periodi. Però Izzo mi intrigava parecchio. Forse ne avevo sentito parlare da qualcuno, forse avevo letto qualche post; ad ogni modo, volevo conoscere la sua Marsiglia.
    Il libro l’ho preso in prestito dal solito spacciatore (amico-mancato-libraio-ma-magari-un-giorno-o-l’altro…), nella cui libreria è presente la restante parte della trilogia marsigliese (Chourmo e Solea), insieme ad altri titoli accattivanti (un volumetto dal titolo Vivere stanca bisogna leggerlo a prescindere… Almeno per capire di cosa parli).

    Casino totale delinea una Marsiglia in cui non passeggerei con tranquillità dopo il tramonto. Tra spacciatori, traffico d’armi, prostitute, poliziotti che cercano solo un buon pretesto per usare la pistola… viene un po’ d’ansia. L’intreccio non è semplicissimo da seguire, quasi ci si perde tra arabi, algerini, italiani del nord, italiani del sud, sudamericani e qualche francese qua e là. Tante lingue, storie di miseria e frustrazione; storie senza via d’uscita.
    Il protagonista, Fabio Montale, poliziotto italiano malinconico e fascinoso, tra un morto e l’altro ci fa scoprire il volto più romantico di Marsiglia: i panorami mozzafiato, il profumo del basilico che si mescola a quello del curry e della menta. Una voglia di orate alla griglia, di una focaccia, una zuppa di mare o spaghetti con le vongole… non mangio peperoni, ma sono così immersa nell’atmosfera che, seguendo le indicazioni di Fabio, vorrei cucinare un piatto di peperoni alla rumena per cena. Il tutto accompagnato da qualche bicchierino di pastis (che non ho mai assaggiato) e da un sottofondo musicale che va da Paco de Lucia a Bob Marley, senza tralasciare il nostro Paolo Conte e Thelonious Monk.
    Svariati morti ma davvero un bel libro.

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    babalatalpa said on Aug 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    per anni, un compagno di viaggio

    fabio montale è stato un compagno di viaggio per diverso tempo. dopo il primo incontro, con questo libro, ogni nuovo capitolo della sua saga per me era una delle uscite editoriali più attese. rileggendolo a distanza di anni alcuni aspetti - di intrec ...(continue)

    fabio montale è stato un compagno di viaggio per diverso tempo. dopo il primo incontro, con questo libro, ogni nuovo capitolo della sua saga per me era una delle uscite editoriali più attese. rileggendolo a distanza di anni alcuni aspetti - di intreccio e di stile - mi sono apparsi ridimensionati. ma molto è dovuto al fatto che altri autori hanno poi sviluppato questo filone narrativo. izzo resta comunque un maestro, e la trilogia di montale merita di essere letta. a me poi resta un rimpianto: l'avevo contattato per un'intervista (tramite fax, sembra preistoria!) e lui - già malato da tempo - aveva acconsentito volentieri, scrivendomi il numero di telefono a cui chiamarlo. per diversi giorni ho provato in orari diversi, senza successo. finché la sua addetta stampa italiana mi ha informato che era morto nel frattempo. quel suo fax di risposta, infilato nella mia copia di "casino totale", per me ha ancora il sapore della possibilità. un bell'appuntamento mancato.

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    lorinbocol said on Jul 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un classico noir duro e puro, ambientato in una Marsiglia decadente e violenta. Tre amici cresciuti nei quartieri poveri di Marsiglia, tra furti e scorribande giovanili; dei tre soltanto Ugo Montale, diventato poliziotto, avrà l’onere di vendicare i ...(continue)

    Un classico noir duro e puro, ambientato in una Marsiglia decadente e violenta. Tre amici cresciuti nei quartieri poveri di Marsiglia, tra furti e scorribande giovanili; dei tre soltanto Ugo Montale, diventato poliziotto, avrà l’onere di vendicare i suoi amici uccisi dalla mala locale per motivazioni da scoprire. La scrittura è intensa e la storia è accattivante, peccato che il racconto è caotico, come il titolo vuole: troppe ridondanze inutili e un finale poco convincente. L’intensità emotiva trasmessa dall’autore lo rende tutto sommato piacevole, gli darò un’altra possibilità.

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    Giuseppe Loccisano77 said on Jul 21, 2014 | Add your feedback

  • 15 people find this helpful

    Uno sbirro con troppi aggettivi

    Fabio Montale non è il Continental Op. Non è nemmeno Marlowe.
    E' un poliziotto di quartiere a Marsiglia, origini modeste, presente complesso, futuro incerto.
    Ha avuto una gioventù turbolenta (a dir poco), condivisa con due amici e una ragazza. Chi p ...(continue)

    Fabio Montale non è il Continental Op. Non è nemmeno Marlowe.
    E' un poliziotto di quartiere a Marsiglia, origini modeste, presente complesso, futuro incerto.
    Ha avuto una gioventù turbolenta (a dir poco), condivisa con due amici e una ragazza. Chi più chi meno sono finiti tutti male (è un noir, del resto).
    Una morte violenta, la ricerca della giustizia per mestiere e della vendetta per dovere (verso se stesso, verso gli amici di un tempo, ancor più verso il se stesso di un tempo ) innescano la trama del romanzo.
    Che è scritto bene, a tratti molto bene. Izzo sa raccontare, ricrea vicoli e ambienti, non lascia per strada nessuno dei molti personaggi. Maggiori o minori che siano, a ciascuno dà il suo spazio.
    Però questo Fabio Montale riflette troppo, ascolta troppi dischi importanti, beve alcolici troppo raffinati (Marlowe beveva "whisky", per dire) , conosce troppe ricette.
    Liste interminabili come quelle del "product placement" nei titoli di coda delle fiction tv.
    E il suo autore usa troppi aggettivi, descrive troppo, pensa troppo attraverso il suo personaggio.
    Non si fida a lasciare che il lettore colga le sfumature direttamente dal racconto, le spiega, le colora, le pesa, le misura come gli ingredienti delle sue ricette. Così a volte si arriva a tavola già sazi.
    Viene il dubbio che Izzo temesse di essere identificato e marchiato con il genere che aveva scelto per la sua storia.
    Che avesse il timore di essere scambiato per uno dei tanti novelli scrittori hard boiled saltati sul carro della narrativa nera per motivi più concreti dell'ansia creativa.
    Così, per paura di sprofondare nella sciatteria del genere, Izzo finisce per esagerare con la letteratura, incocciando ad ogni angolo con clichée finto-alti (ma quante cassette tiene in auto Montale? In una R5? Da Dizzy Gillespie a Bob Marley. Mah).
    Peccato che Izzo non abbia avuto più fiducia nei suoi mezzi, più fiducia anche nella capacità dei lettori di accorgersi delle sue qualità. Perchè ce ne saremmo accorti.
    Io, senza neanche tanto sforzarmi, me ne sono accorto.

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    Rosenkavalier70 (Goodreading) said on Jul 19, 2014 | 15 feedbacks

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