Castelli di rabbia

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica 1969)

3.8
(9037)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 246 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8807819694 | Isbn-13: 9788807819698 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Il primo libro di narrativa di Baricco: il romanzo è ambientato nell'Ottocento, in una cittadina immaginaria, Quinnipak; è generoso nel presentare storie e personaggi, ciascuno con i suoi sogni e caratteri. E tra questi ci sono il signore e la signora Rail, che si amano di un amore tutto loro, e il bambino Penth con il suo amico Pekisch, e due bande che partono dagli estremi del paese per incontrarsi. La narrazione è costruita come un montaggio cinematografico e orchestrata come una partitura musicale.
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  • 0

    E ho capito che i romanzi di Baricco sono pezzi di anima.
    Lui racconta emozioni, entra lentamente in un istante e te lo racconta trasformandolo in poesia. Lui, la poesia, ce l'ha nella testa, per ques ...continua

    E ho capito che i romanzi di Baricco sono pezzi di anima.
    Lui racconta emozioni, entra lentamente in un istante e te lo racconta trasformandolo in poesia. Lui, la poesia, ce l'ha nella testa, per questo lo amo. Dovrebbero farlo studiare a scuola...farlo rientrare nei programmi di letteratura.
    ...."la vita faceva una mossa: e la meraviglia si impadroniva di lui"

    ha scritto il 

  • 4

    Amore infinito.

    Non c'è niente da fare, Baricco o lo si ama o lo si odia, non ci sono vie di mezzo.
    Ha uno stile di scrittura e un modo di raccontare le storie che non piace a tutti, ma non può di certo lasciare ind ...continua

    Non c'è niente da fare, Baricco o lo si ama o lo si odia, non ci sono vie di mezzo.
    Ha uno stile di scrittura e un modo di raccontare le storie che non piace a tutti, ma non può di certo lasciare indifferente.
    Ho trovato questo libro a tratti confusionario, tanto da dover rileggere più volte alcuni passaggi, ma nel complesso mi è piaciuto tantissimo.
    Colpi di scena impressionanti, da lasciarti senza fiato. Finisci un capitolo che sembra non succeda nulla e in quello dopo ti ritrovi qualcosa che non ti saresti mai aspettato.

    ha scritto il 

  • 3

    E' il romanzo che ha segnato l'esordio di Alessandro Baricco. E' un racconto che racconta di tante vite, all'inizio sembrano storie diverse, ma poi si capisce che si sta parlando di tanti abitanti del ...continua

    E' il romanzo che ha segnato l'esordio di Alessandro Baricco. E' un racconto che racconta di tante vite, all'inizio sembrano storie diverse, ma poi si capisce che si sta parlando di tanti abitanti dello stesso paese. Ognuno con la sua storia, ognuno con la sua mania o la sua pazzia o la sua passione. Lo stile inconfondibile dell'autore si rivela in questo suo romanzo, con gli istanti raccontati con lentezza. La lentezza necessaria per entrare nell'istante descritto e trasformare l'istante in qualcosa di poetico e di grande. Come tutte le storie di Baricco anche questa lascia l'amaro in bocca, lascia un po' di tristezza, ma anche il piacere di aver letto delle pagine scritte bene, senza risultare difficili o pesanti. Sono felice di aver letto questo libro, secondom e èun autore che dovrebbe entrare in tutti i libri di letteratura delle scuole superiori.

    ha scritto il 

  • 3

    Baricco pecca di presunzione. Sa di essere bravo, innovativo, di saperci fare con le parole, gli spazi, i silenzi. Però esagera, ogni tanto, spesso, troppo spesso. Così.
    Certo, ci sono pagine di godim ...continua

    Baricco pecca di presunzione. Sa di essere bravo, innovativo, di saperci fare con le parole, gli spazi, i silenzi. Però esagera, ogni tanto, spesso, troppo spesso. Così.
    Certo, ci sono pagine di godimento letterario, di poesia della vita, ma sono diluiti in passaggi di autocompiacimento che alla lunga irritano. Che alla lunga irritano. Alla lunga. Irritano.
    L'avessi letto dieci anni fa, l'avrei amato un libro così; avrei copiato sul mio taccuino frasi lunghe e corte che svelano un pezzo d'anima. Oggi sono meno innocente e più esigente. Non mi accontento di colori diluiti se il pittore è un Maestro.

    ha scritto il 

  • 3

    Forse ho fatto pace con Baricco

    Prima di tutto, per onestà, è il caso di iniziare dicendo che il mio rapporto con Baricco è molto altalenante, con più bassi che alti. In pratica dopo aver letto "Novecento" ho sempre giustificato la ...continua

    Prima di tutto, per onestà, è il caso di iniziare dicendo che il mio rapporto con Baricco è molto altalenante, con più bassi che alti. In pratica dopo aver letto "Novecento" ho sempre giustificato la pomposità degli altri suoi libri letti con la sua bellezza. A volte mi sono anche sentita non sufficientemente degna di leggere Baricco visto che non lo apprezzavo come tutti gli altri suoi lettori."Castelli di rabbia" ha messo un po' di ordine in questa relazione. Mi è piaciuto, non come "Novecento", ma tra tutta la nebbia confusa che ci si trova dentro la storia dei personaggi si delinea e interseca strappandoti sorrisi e sospiri.Alla fine sono contenta di avergli dato un'altra possibilità.Ho dato 3 stelle ma sarebbero 3 e mezzo quasi 4.

    ha scritto il 

  • 3

    perchè dove la vita brucia davvero la morte è un niente - non c'è null'altro contro la morte - solo quello - far bruciare la vita davvero

    Baricco e il suo primo romanzo.
    Questo suo libro mi ha ricordato molto City. Storie di vita e di persone che si intrecciano all'interno di una piccola cittadina che pare sospesa nel tempo e nello spaz ...continua

    Baricco e il suo primo romanzo.
    Questo suo libro mi ha ricordato molto City. Storie di vita e di persone che si intrecciano all'interno di una piccola cittadina che pare sospesa nel tempo e nello spazio, decontestualizzata (inizialmente), eterea, onirica. Ma, in questo caso, un contesto, un tempo e uno spazio ci sono, a differenza di City. La storia si svolge nel 1851, anno della prima Esposizione Universale, e tra le tante storie si intreccia anche quella di Hector Horeau, uno degli architetti che, nella storia e nella realtà, hanno contribuito al progetto del meraviglioso e rivoluzionario Crystal Palace. Insomma, la storia sembra comunque sospesa in una dimensione onirica ed irreale, eppure di fondo c'è del vero.
    La bellezza di questo romanzo, per me, sta (come sempre in Baricco) nella bellezza con cui i vari personaggi si incrociano, si incontrano, si lasciano, si parlano, si vedono. Sono tutti caratterizzati alla perfezione, anche quelli che compaiono solo per poche righe, e sono tutti meravigliosi, poetici, splendidi. Anche i rapporti tra di loro hanno un che di speciale. Come sempre, la costruzione della storia che gira intorno ai personaggi (e non viceversa) è, per me, il grande pregio di questo scrittore.

    ha scritto il 

  • 2

    Un libro deludente e inutile. Non presenta una trama chiara ma solo una serie di episodi riguardanti vari e differenti personaggi che sono anche difficili da comprendere. Il libro è un insieme di fras ...continua

    Un libro deludente e inutile. Non presenta una trama chiara ma solo una serie di episodi riguardanti vari e differenti personaggi che sono anche difficili da comprendere. Il libro è un insieme di frasi fatte.

    ha scritto il 

  • 0

    'chissa' se lo troveranno mai, sarebbe bello lo trovassero, che almeno una volta, almeno ogni tanto, in questo dannatissimo mondo, qualcuno che cerca qualcosa avesse in sorte di trovarla, così, sempli ...continua

    'chissa' se lo troveranno mai, sarebbe bello lo trovassero, che almeno una volta, almeno ogni tanto, in questo dannatissimo mondo, qualcuno che cerca qualcosa avesse in sorte di trovarla, così, semplicemente, e dicesse l'ho trovata, con un lievissimo sorriso, l'avevo persa e l'ho trovata - sarebbe poi un niente la felicità.'

    ha scritto il 

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