Castelli di rabbia

Voto medio di 9253
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Una piccola galassia di storie che si intrecciano in una cittadina immaginaria, Quinnipak, che consente ai suoi abitanti di esprimersi al meglio delle loro possibilità, inseguendo ciascuno i suoi sogni, le sue aspirazioni, i suoi desideri di ...Continua
Ha scritto il 17/11/17
Baricco sa scrivere, non c'è dubbio! Pennellate stupende, ossimori, licenze sorprendenti, però.... Il fatto che ci abbia messo due mesi a finirlo parla da sè. Rimangono belle immagini, ma non rimane dentro, se non lo splendido personaggio di Pekish.
Ha scritto il 25/10/17
Tutto fumo e niente arrosto
Qualche bella invenzione narrativa e un paio di paragrafi ben scritti con frasi ad effetto che restano nella memoria, ma andando alla sostanza si rimane delusi. La trama è inconsistente e il libro anziché entrare nel vivo con lo scorrere delle ...Continua
Ha scritto il 15/08/17
Doveva essere uno dei romanzi pezzo forte di Baricco, ma... resta un bello stile di scrittura, un modo di districarsi in frasi sinuose ma che a fine lettura sono come fumo; prive di una reale sostanza. Ridotto ai minimi termini la storia inizia bene ...Continua
  • 1 mi piace
Ha scritto il 27/07/17
SPOILER ALERT
E poi c'è quell'ultimo capitolo
Ho dovuto decantare un po' prima di scrivere queste poche righe. Baricco usa la scrittura come un funambolo usa la corda: a volte sembra che perda l'equilibrio ed invece sta lì ben saldo a sfidare non tanto il vuoto quanto la tua paura. Tu stai lì ...Continua
  • 1 mi piace
Ha scritto il 18/07/17
Scene al limite dell'illusione si susseguono descritte con micidiale esattezza. Baricco ha un pensiero squisitamente originale.

Ha scritto il Apr 18, 2017, 17:44
Addio mio piccolo signore, che sognavi i treni e sapevi dov'era l'infinito; tutto quel che c'era io l'ho visto, guardando te. E sono stata ovunque, stando con te.
  • 1 mi piace
Ha scritto il Mar 07, 2017, 17:05
…la vita è sostanzialmente incoerente e la prevedibilità dei fatti un’illusoria consolazione.
Pag. 130
Ha scritto il Mar 07, 2017, 17:05
La vita faceva una mossa: e la meraviglia si impadroniva di lui.
Pag. 103
  • 1 mi piace
Ha scritto il Mar 07, 2017, 17:05
La sera, come tutte le sere, venne la sera.
Pag. 98
Ha scritto il Mar 07, 2017, 17:05
Chi può capire qualcosa della dolcezza se non ha mai chinato la propria vita, tutta quanta, sulla prima riga della prima pagina di un libro? No, quella è la sola e più dolce custodia di ogni paura – un libro che inizia.
Pag. 56

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