Castelli di rabbia

Di

Editore: Rizzoli (La scala)

3.8
(8992)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 221 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8817660396 | Isbn-13: 9788817660396 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Una piccola galassia di storie che si intrecciano in una cittadina immaginaria, Quinnipak, che consente ai suoi abitanti di esprimersi al meglio delle loro possibilità, inseguendo ciascuno i suoi sogni, le sue aspirazioni, i suoi desideri di infinito in un'atmosfera ottocentesca esultante di inventività tecnico-scientifica e insieme artistica.
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  • 3

    Baricco pecca di presunzione. Sa di essere bravo, innovativo, di saperci fare con le parole, gli spazi, i silenzi. Però esagera, ogni tanto, spesso, troppo spesso. Così.
    Certo, ci sono pagine di godim ...continua

    Baricco pecca di presunzione. Sa di essere bravo, innovativo, di saperci fare con le parole, gli spazi, i silenzi. Però esagera, ogni tanto, spesso, troppo spesso. Così.
    Certo, ci sono pagine di godimento letterario, di poesia della vita, ma sono diluiti in passaggi di autocompiacimento che alla lunga irritano. Che alla lunga irritano. Alla lunga. Irritano.
    L'avessi letto dieci anni fa, l'avrei amato un libro così; avrei copiato sul mio taccuino frasi lunghe e corte che svelano un pezzo d'anima. Oggi sono meno innocente e più esigente. Non mi accontento di colori diluiti se il pittore è un Maestro.

    ha scritto il 

  • 3

    Forse ho fatto pace con Baricco

    Prima di tutto, per onestà, è il caso di iniziare dicendo che il mio rapporto con Baricco è molto altalenante, con più bassi che alti. In pratica dopo aver letto "Novecento" ho sempre giustificato la ...continua

    Prima di tutto, per onestà, è il caso di iniziare dicendo che il mio rapporto con Baricco è molto altalenante, con più bassi che alti. In pratica dopo aver letto "Novecento" ho sempre giustificato la pomposità degli altri suoi libri letti con la sua bellezza. A volte mi sono anche sentita non sufficientemente degna di leggere Baricco visto che non lo apprezzavo come tutti gli altri suoi lettori."Castelli di rabbia" ha messo un po' di ordine in questa relazione. Mi è piaciuto, non come "Novecento", ma tra tutta la nebbia confusa che ci si trova dentro la storia dei personaggi si delinea e interseca strappandoti sorrisi e sospiri.Alla fine sono contenta di avergli dato un'altra possibilità.Ho dato 3 stelle ma sarebbero 3 e mezzo quasi 4.

    ha scritto il 

  • 3

    perchè dove la vita brucia davvero la morte è un niente - non c'è null'altro contro la morte - solo quello - far bruciare la vita davvero

    Baricco e il suo primo romanzo.
    Questo suo libro mi ha ricordato molto City. Storie di vita e di persone che si intrecciano all'interno di una piccola cittadina che pare sospesa nel tempo e nello spaz ...continua

    Baricco e il suo primo romanzo.
    Questo suo libro mi ha ricordato molto City. Storie di vita e di persone che si intrecciano all'interno di una piccola cittadina che pare sospesa nel tempo e nello spazio, decontestualizzata (inizialmente), eterea, onirica. Ma, in questo caso, un contesto, un tempo e uno spazio ci sono, a differenza di City. La storia si svolge nel 1851, anno della prima Esposizione Universale, e tra le tante storie si intreccia anche quella di Hector Horeau, uno degli architetti che, nella storia e nella realtà, hanno contribuito al progetto del meraviglioso e rivoluzionario Crystal Palace. Insomma, la storia sembra comunque sospesa in una dimensione onirica ed irreale, eppure di fondo c'è del vero.
    La bellezza di questo romanzo, per me, sta (come sempre in Baricco) nella bellezza con cui i vari personaggi si incrociano, si incontrano, si lasciano, si parlano, si vedono. Sono tutti caratterizzati alla perfezione, anche quelli che compaiono solo per poche righe, e sono tutti meravigliosi, poetici, splendidi. Anche i rapporti tra di loro hanno un che di speciale. Come sempre, la costruzione della storia che gira intorno ai personaggi (e non viceversa) è, per me, il grande pregio di questo scrittore.

    ha scritto il 

  • 2

    Un libro deludente e inutile. Non presenta una trama chiara ma solo una serie di episodi riguardanti vari e differenti personaggi che sono anche difficili da comprendere. Il libro è un insieme di fras ...continua

    Un libro deludente e inutile. Non presenta una trama chiara ma solo una serie di episodi riguardanti vari e differenti personaggi che sono anche difficili da comprendere. Il libro è un insieme di frasi fatte.

    ha scritto il 

  • 0

    'chissa' se lo troveranno mai, sarebbe bello lo trovassero, che almeno una volta, almeno ogni tanto, in questo dannatissimo mondo, qualcuno che cerca qualcosa avesse in sorte di trovarla, così, sempli ...continua

    'chissa' se lo troveranno mai, sarebbe bello lo trovassero, che almeno una volta, almeno ogni tanto, in questo dannatissimo mondo, qualcuno che cerca qualcosa avesse in sorte di trovarla, così, semplicemente, e dicesse l'ho trovata, con un lievissimo sorriso, l'avevo persa e l'ho trovata - sarebbe poi un niente la felicità.'

    ha scritto il 

  • 3

    Tempo fa:

    Non c'è un nesso logico e solido in questo romanzo, tutto è fantastico, onirico direi, il luogo, i personaggi e le storie. L'unica cosa forse veramente concreta è la ferrovia che deve arriva ...continua

    Tempo fa:

    Non c'è un nesso logico e solido in questo romanzo, tutto è fantastico, onirico direi, il luogo, i personaggi e le storie. L'unica cosa forse veramente concreta è la ferrovia che deve arrivare a Quinnipack, e la locomotiva Elisabeth acquistata dal sig. Rail, che però nessuno può vedere perché coperta da un gran telone, ma tutti sapevano che sarebbe stata bellissima.
    Quel treno che può portarti ovunque, fino al luogo dei tuoi sogni, ma che forse non c'è.

    Lo sai che Baricco è un poeta un po' altisonante e pomposo, ma poi ti ricordi che fra le pagine ci sono frasi come queste:

    ” Perché è così che ti frega la vita. Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata
    e ti semina dentro un'immagine, o un odore, o un suono che poi non te li togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quando è troppo tardi. E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell'immagine, da quel suono, da quell'odore. Alla deriva."

    "... Addio mio piccolo signore, che sognavi i treni e sapevi dov'era l'infinito. Tutto quel che c'era io l'ho visto, guardando te. E sono stata ovunque, stando con te. E' una cosa che non riuscirò a spiegare mai a nessuno. Ma è così. Me la porterò dietro, e sarà il mio segreto più bello. Addio, Dann, non pensarmi mai, se non ridendo ..."

    “Quando la gente ti dirà che hai sbagliato e avrai errori dappertutto dietro al schiena, fregatene.
    Ricordatene. Devi fregartene. Tutte le bocce di cristallo che hai rotto erano solo vita...
    non sono quelli gli errori... quella è vita... e la vita vera magari è proprio quella che si spacca,
    quella vita su cento che alla fine si spacca..... io questo l'ho capito, il mondo è pieno di gente
    che gira con in tasca le sue piccole biglie di vetro....le sue piccole tristi biglie infrangibili.....
    e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo..... “

    E allora lo rileggi, perché le vuoi risentire quelle frasi, te le vuoi imprimere nella memoria per non lasciarle scappare.

    ha scritto il 

  • 4

    Ombelico

    Avevo letto solo Oceano mare, mi era piaciuto con riserva e insomma, mi dicevo, con Baricco ho dato. Invece, rieccomi. Questo esordio ha forza visionaria, spasmi lirici a strappi che inchiodano, un cr ...continua

    Avevo letto solo Oceano mare, mi era piaciuto con riserva e insomma, mi dicevo, con Baricco ho dato. Invece, rieccomi. Questo esordio ha forza visionaria, spasmi lirici a strappi che inchiodano, un crogiolo di frasi citabili, in una storia che procede per trapassi poetici disegnando un toccante, artificioso, formidabile elogio dell'invenzione narrativa. A Baricco piace troppo guardarsi l'ombelico, letterariamente parlando, ma finché l'ispirazione è alta - come in questo caso - può permetterselo.

    ha scritto il 

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