Castelli di rabbia

Di

Editore: Superpocket

3.8
(9070)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 245 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8846200063 | Isbn-13: 9788846200068 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Un angolo d’Europa dell’Ottocento. Una piccola città immaginaria e verosimile. I sogni del signor Rail e le labbra della signora Rail. Un uomo che sente l’infinito. Un bambino che si porta addosso il suo destino. La magia del Crystal Palace, immane costruzione di vetro. La singolare vita di Hector Horeau, architetto geniale e perduto. Quello che assiste all’asta dei suoi beni, quello che uccide per stanchezza... Schegge di Storia e fiumi di storie.Un libro che restituisce il piacere di ascoltare Grandi Racconti e la fiducia di poterli raccontare ancora. Il romanzo che nel 1991 ha segnato l’esordio dell’autore.
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  • 3

    Terzo romanzo che leggo di questo autore e anche questa volta ne sono rimasta colpita. In questa cittadina immaginaria l’autore fa vivere molti personaggi diversissimi tra loro ma che hanno tutti uno ...continua

    Terzo romanzo che leggo di questo autore e anche questa volta ne sono rimasta colpita. In questa cittadina immaginaria l’autore fa vivere molti personaggi diversissimi tra loro ma che hanno tutti uno scopo comune: imparare a vivere. Ognuno di loro lo farà in un modo diverso, condivisibile o meno ma in ogni loro modo di vivere troviamo qualcosa che abbiamo fatto anche noi. Una volta letto il primo capitolo è difficile tornare indietro anzi si viene spinti sempre avanti… d altra parte ogni giorno noi ci spingiamo avanti per vivere e imparare a farlo.

    ha scritto il 

  • 0

    Castelli di rabbia

    E' un romanzo a cui sono molto legata;rappresenta un momento di passaggio, un cambiamenmto, una svolta, come quella a cui, nell'abitudine, deve abituarsi Jun.
    Il punto più alto della lettura si colloc ...continua

    E' un romanzo a cui sono molto legata;rappresenta un momento di passaggio, un cambiamenmto, una svolta, come quella a cui, nell'abitudine, deve abituarsi Jun.
    Il punto più alto della lettura si colloca proprio dove è presente il linguaggio più forte, più basso: durante un amplesso pieno di rabbia e paura, dove vita e morte si pacificano e si contaminano.
    Il microcosmo di "Castelli di rabbia" accoglie personaggi improbabili dove, in qualche modo, ci si riconosce e dove albergano i nostri desideri e anche le nostre ferite, i nostri fallimenti.
    Uno dei messaggi che ho colto, forse il più consolatorio, è il viaggio che intraprende Jun, non su una locomotiva, non su qualunque altro mezzo che la porti lontano, ma attraverso la lettura.E' proprio vero che, senza compiere neanche un passo, spesso ci si allontana dove più si vuole.

    ha scritto il 

  • 0

    Alcune pagine le trovo infinite, incagliate in un pensiero che rimane fermo...poi fluisce e spazia in ogni sfaccettatura dell'anima.Bisogna stringere i denti in quei momenti, ti viene voglia di smette ...continua

    Alcune pagine le trovo infinite, incagliate in un pensiero che rimane fermo...poi fluisce e spazia in ogni sfaccettatura dell'anima.Bisogna stringere i denti in quei momenti, ti viene voglia di smettere, ti senti al centro di un temporale lento e inesorabile dal quale pensi di essere inghiottito, ma all'improvviso torna il sole

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro di cui vi parlo oggi è "Castelli di rabbia" di Alessandro Baricco.
    Il romanzo è ambientato nell'immaginaria cittadina di Quinnipak, dove tutto e niente è impossibile o possibile, dipende dai ...continua

    Il libro di cui vi parlo oggi è "Castelli di rabbia" di Alessandro Baricco.
    Il romanzo è ambientato nell'immaginaria cittadina di Quinnipak, dove tutto e niente è impossibile o possibile, dipende dai punti di vista.
    È una storia raccontata con fiducia, di uomini e donne comuni, degli odori, sospiri e profumi, parole mai dette e discorsi a metà, idee sporche, menti spente o troppo accese, tutto un grande magazzino di umanità, un ingorgo di storie, un concentrato di vite versato in questa strada tortuosa tra le pagine del romanzo, frammentata solo da Elizabeth, una locomotiva.
    I personaggi vanno e vengono, come i treni, come i matti. Ognuno a cucire la sua storia, con l'ago della propria vita, lavoro maledetto e bello, compito infinito e circoscritto.
    Vagabondi della vita, in bilico tra utopia e realtà, ad un passo dallo sparire o dal diventare inaspettatamente vero.
    La sera arriva anche a Quinnipack, e c'è poco da fare, è una di quelle cose che non guarda in faccia nessuno. Succede e basta, e non importa che razza di giorno arriva a spegnere, che sia eccezionale o meno, la sera sempre arriva.
    Questo romanzo è un inno ai sogni e sognatori impossibili, all'amore che non cerca ragione e colpe, ma vive e si nutre di ciò che si nasconde nella profondità di noi stessi.
    Lo stile è elegante e molto espressivo, i ritmi di narrazione sono come sempre ben mescolati, a volte lenti nella descrizione, poi repentinamente veloci nell'esprimere percorsi mentali.
    La lingua è ricercata, ricca e guarnita.
    Concretamente, la lettura, non sembra portare da nessuna parte, ma in realtà, ti permette di viaggiare attraverso infiniti paesaggi e personaggi multicolore.
    Voto 8/10 - Voto copertina 9/10

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    Grazie lettori 💜

    ha scritto il 

  • 0

    E ho capito che i romanzi di Baricco sono pezzi di anima.
    Lui racconta emozioni, entra lentamente in un istante e te lo racconta trasformandolo in poesia. Lui, la poesia, ce l'ha nella testa, per ques ...continua

    E ho capito che i romanzi di Baricco sono pezzi di anima.
    Lui racconta emozioni, entra lentamente in un istante e te lo racconta trasformandolo in poesia. Lui, la poesia, ce l'ha nella testa, per questo lo amo. Dovrebbero farlo studiare a scuola...farlo rientrare nei programmi di letteratura.
    ...."la vita faceva una mossa: e la meraviglia si impadroniva di lui"

    ha scritto il 

  • 4

    Amore infinito.

    Non c'è niente da fare, Baricco o lo si ama o lo si odia, non ci sono vie di mezzo.
    Ha uno stile di scrittura e un modo di raccontare le storie che non piace a tutti, ma non può di certo lasciare ind ...continua

    Non c'è niente da fare, Baricco o lo si ama o lo si odia, non ci sono vie di mezzo.
    Ha uno stile di scrittura e un modo di raccontare le storie che non piace a tutti, ma non può di certo lasciare indifferente.
    Ho trovato questo libro a tratti confusionario, tanto da dover rileggere più volte alcuni passaggi, ma nel complesso mi è piaciuto tantissimo.
    Colpi di scena impressionanti, da lasciarti senza fiato. Finisci un capitolo che sembra non succeda nulla e in quello dopo ti ritrovi qualcosa che non ti saresti mai aspettato.

    ha scritto il 

  • 3

    E' il romanzo che ha segnato l'esordio di Alessandro Baricco. E' un racconto che racconta di tante vite, all'inizio sembrano storie diverse, ma poi si capisce che si sta parlando di tanti abitanti del ...continua

    E' il romanzo che ha segnato l'esordio di Alessandro Baricco. E' un racconto che racconta di tante vite, all'inizio sembrano storie diverse, ma poi si capisce che si sta parlando di tanti abitanti dello stesso paese. Ognuno con la sua storia, ognuno con la sua mania o la sua pazzia o la sua passione. Lo stile inconfondibile dell'autore si rivela in questo suo romanzo, con gli istanti raccontati con lentezza. La lentezza necessaria per entrare nell'istante descritto e trasformare l'istante in qualcosa di poetico e di grande. Come tutte le storie di Baricco anche questa lascia l'amaro in bocca, lascia un po' di tristezza, ma anche il piacere di aver letto delle pagine scritte bene, senza risultare difficili o pesanti. Sono felice di aver letto questo libro, secondom e èun autore che dovrebbe entrare in tutti i libri di letteratura delle scuole superiori.

    ha scritto il 

  • 3

    Baricco pecca di presunzione. Sa di essere bravo, innovativo, di saperci fare con le parole, gli spazi, i silenzi. Però esagera, ogni tanto, spesso, troppo spesso. Così.
    Certo, ci sono pagine di godim ...continua

    Baricco pecca di presunzione. Sa di essere bravo, innovativo, di saperci fare con le parole, gli spazi, i silenzi. Però esagera, ogni tanto, spesso, troppo spesso. Così.
    Certo, ci sono pagine di godimento letterario, di poesia della vita, ma sono diluiti in passaggi di autocompiacimento che alla lunga irritano. Che alla lunga irritano. Alla lunga. Irritano.
    L'avessi letto dieci anni fa, l'avrei amato un libro così; avrei copiato sul mio taccuino frasi lunghe e corte che svelano un pezzo d'anima. Oggi sono meno innocente e più esigente. Non mi accontento di colori diluiti se il pittore è un Maestro.

    ha scritto il 

  • 3

    Forse ho fatto pace con Baricco

    Prima di tutto, per onestà, è il caso di iniziare dicendo che il mio rapporto con Baricco è molto altalenante, con più bassi che alti. In pratica dopo aver letto "Novecento" ho sempre giustificato la ...continua

    Prima di tutto, per onestà, è il caso di iniziare dicendo che il mio rapporto con Baricco è molto altalenante, con più bassi che alti. In pratica dopo aver letto "Novecento" ho sempre giustificato la pomposità degli altri suoi libri letti con la sua bellezza. A volte mi sono anche sentita non sufficientemente degna di leggere Baricco visto che non lo apprezzavo come tutti gli altri suoi lettori."Castelli di rabbia" ha messo un po' di ordine in questa relazione. Mi è piaciuto, non come "Novecento", ma tra tutta la nebbia confusa che ci si trova dentro la storia dei personaggi si delinea e interseca strappandoti sorrisi e sospiri.Alla fine sono contenta di avergli dato un'altra possibilità.Ho dato 3 stelle ma sarebbero 3 e mezzo quasi 4.

    ha scritto il 

  • 3

    perchè dove la vita brucia davvero la morte è un niente - non c'è null'altro contro la morte - solo quello - far bruciare la vita davvero

    Baricco e il suo primo romanzo.
    Questo suo libro mi ha ricordato molto City. Storie di vita e di persone che si intrecciano all'interno di una piccola cittadina che pare sospesa nel tempo e nello spaz ...continua

    Baricco e il suo primo romanzo.
    Questo suo libro mi ha ricordato molto City. Storie di vita e di persone che si intrecciano all'interno di una piccola cittadina che pare sospesa nel tempo e nello spazio, decontestualizzata (inizialmente), eterea, onirica. Ma, in questo caso, un contesto, un tempo e uno spazio ci sono, a differenza di City. La storia si svolge nel 1851, anno della prima Esposizione Universale, e tra le tante storie si intreccia anche quella di Hector Horeau, uno degli architetti che, nella storia e nella realtà, hanno contribuito al progetto del meraviglioso e rivoluzionario Crystal Palace. Insomma, la storia sembra comunque sospesa in una dimensione onirica ed irreale, eppure di fondo c'è del vero.
    La bellezza di questo romanzo, per me, sta (come sempre in Baricco) nella bellezza con cui i vari personaggi si incrociano, si incontrano, si lasciano, si parlano, si vedono. Sono tutti caratterizzati alla perfezione, anche quelli che compaiono solo per poche righe, e sono tutti meravigliosi, poetici, splendidi. Anche i rapporti tra di loro hanno un che di speciale. Come sempre, la costruzione della storia che gira intorno ai personaggi (e non viceversa) è, per me, il grande pregio di questo scrittore.

    ha scritto il 

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