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Castillos de cartón

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Publisher: Tusquets Editores

3.6
(614)

Language:Español | Number of Pages: 171 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 8467205164 | Isbn-13: 9788467205169 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Era il 1984, avevamo vent'anni e ancora tutto il mondo davanti, Madrid era il mondo e io ero lì in mezzo, pronta a divorarlo senza neanche prendermi il fastidio di masticare bene ogni boccone. Dieci a ...continue

    Era il 1984, avevamo vent'anni e ancora tutto il mondo davanti, Madrid era il mondo e io ero lì in mezzo, pronta a divorarlo senza neanche prendermi il fastidio di masticare bene ogni boccone. Dieci anni prima quella scena sarebbe stata impensabile; dieci anni dopo anche. Ma era il 1984, e noi avevamo vent'anni, Madrid aveva vent'anni, la Spagna aveva vent'anni, e ogni cosa era al suo posto, avevamo un passato oscuro, un presente luminoso e una freccia ci indicava quale direzione prendere per andare incontro a quello che allora credevamo fosse il futuro. Era il rischio che dovevamo correre, e il nostro privilegio.

    La protagonista, Maria José detta José, ricorda la sua giovinezza, gli anni dell'Accademia di Belle Arti e la sua "storia d'amore a tre" con Jaime e Marcos, due suoi compagni di corso.
    Quello è stato il periodo più bello della sua vita e quando è finito ― perché era ovvio che sarebbe finito, perché il tre non è un numero pari e perché oltre che amanti loro erano anche artisti, non tutti dotati allo stesso modo, e lo squilibrio di talento ha influito sull'armonia della relazione ― José non è più stata in grado di amare in quel modo e la vita è diventata qualcosa da sopportare, lavorando costantemente alla rimozione dei ricordi felici dei vent'anni.
    Ma basta una telefonata e tutto torna a galla: ricordi, dolore, colpe, accuse, rimpianti, rimorsi.
    Però alla fine chissà, forse il tempo non è passato invano, forse c'è un'ultima possibilità di felicità.

    Bello e commovente. 5 stelline.

    said on 

  • 2

    Jose (Maria José), Jaime e Marcos: un triangolo “amoroso” nella Madrid degli anni ottanta. Passione, desiderio, sesso, voglia di trasgredire, ossessione. Una storia che anche per me – come viene detto ...continue

    Jose (Maria José), Jaime e Marcos: un triangolo “amoroso” nella Madrid degli anni ottanta. Passione, desiderio, sesso, voglia di trasgredire, ossessione. Una storia che anche per me – come viene detto in un altro commento – non si è mai accesa, non mi ha suscitato alcun coinvolgimento, anzi, a tratti mi ha annoiata perché, come se non bastasse la pochezza della trama e l’inconsistenza dei personaggi, anche il tasso erotico è pari allo zero virgola zero zero zero… percento.
    “Castelli di carta” è il titolo originale ed è perfetto per la storia che racconta, molto più del fuorviante “Troppo amore” con cui è stato pubblicato in Italia: in questo romanzo l’amore è uno straniero.

    said on 

  • 4

    Tre, due, uno... nessuno!

    Stabilire un equilibrio sembra cosa impossibile. Cos'è che cerca in definitiva l'uomo? Perchè non si riesce a "bastarsi"? Perchè ci si deve comunque far del male, alla fine? Si era in tre, in un passa ...continue

    Stabilire un equilibrio sembra cosa impossibile. Cos'è che cerca in definitiva l'uomo? Perchè non si riesce a "bastarsi"? Perchè ci si deve comunque far del male, alla fine? Si era in tre, in un passato mai dimenticato, si finisce in due, ma manca un pezzo che si comprende essere essenziale e...crolla tutto. Là dove c'era amore, troppo amore, adesso c'è solitudine e deserto e ricordi dolorosi. Una telefonata e tutto torna in mente più vivo che mai, ma non si potrà mai più ricomporre. Un pezzo è andato perduto, per sempre.

    said on 

  • 4

    Arte, sesso, amore e morte.. in questo romanzo c’è tutto.
    Un romanzo triste, malinconico, una storia intima e trasgressiva trattata con molta delicatezza..
    Tre amici, un amore diverso.. tre corpi, tre ...continue

    Arte, sesso, amore e morte.. in questo romanzo c’è tutto.
    Un romanzo triste, malinconico, una storia intima e trasgressiva trattata con molta delicatezza..
    Tre amici, un amore diverso.. tre corpi, tre menti, tre artisti e un sentimento unico: l’amore! Tutti e tre indispensabili l’uno all’altro, si completavano. Ma questo "troppo amore" un bel giorno finirà con l’annientarli..
    “Dopo, quando il tre si vendicò di noi con l’indivisibile crudeltà del numero dispari, persi addirittura le tracce dei miei passi e smisi di credere alla mia storia. Dopo, quanto rimasi sola, confusi quella rara armonia con un disordine volgare e quell’ordine perfetto con una più torbida verità del caos. Dopo, quanto mi toccò diventare una donna come le altre, mi vergognai di aver vissuto così, senza pormi domande, senza bisogno di risposte…”

    scritto il 16 ago 2009

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  • 3

    NON E' MAI TROPPO...

    In periodi di buona ispirazione, mi faccio prendere da shopping compulsivo di libri. Da quando ho il Kindle, questi periodi aumentano a dismisura dato che ho settato Amazon.it e Amazon.co.uk per farmi ...continue

    In periodi di buona ispirazione, mi faccio prendere da shopping compulsivo di libri. Da quando ho il Kindle, questi periodi aumentano a dismisura dato che ho settato Amazon.it e Amazon.co.uk per farmi inviare mail e mail di offerte quotidiane, notizie di sconti e proposte di lettura di ebook.
    Il Kindle è una miniera inesauribile di felicità per la sottoscritta, specie quando riesco a reperire i libri usati online, che mi arrivano dopo pochi giorni e sono come nuovi, nonché quando riesco a trovare ebook a poco prezzo e talvolta anche gratis per qualche giorno. Deve essere stato così che Troppo Amore è giunto nel mio apparecchio. Non ricordavo di averlo però cercato. L’autrice è Almudena Grandes, scrittice spagnola nata a Madrid... (continua sul mio blog) http://labibliotecadellalettricesolitaria.wordpress.com/2014/03/26/troppo-amore-almudena-grandes/

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  • 4

    <<Eravamo tre e non avevamo bisogno di nessun altro>>

    In questo romanzo Almudena Grandes si concentra su un amore sontuoso e sublime, ma instabile, destinato alla rovina, proprio come un castello di carta (Castelli di carta è, infatti, la traduzione lett ...continue

    In questo romanzo Almudena Grandes si concentra su un amore sontuoso e sublime, ma instabile, destinato alla rovina, proprio come un castello di carta (Castelli di carta è, infatti, la traduzione letterale del titolo). Jose, Jaime e Marcos sono compagni di corso all'Accademia di Belle Arti di Madrid, condividono lo stesso fervore creativo e lo stesso letto; sono i tre vertici di un triangolo amoroso intenso e inarrestabile, che si consuma tra bugie e tradimenti, fino al prevedibile epilogo.
    Una storia lineare e anzi già raccontata ancora prima di iniziare a ripercorrerne le tappe, ma che vale la pena di essere letta, grazie alla straordinaria ricostruzione dei sentimenti e delle reciproche incomprensioni, alla finezza stilistica dell'autrice.
    L'intera vicenda viene raccontata attraverso i ricordi di Jose, musa e fulcro del trio, che ripercorre in quattro brevi capitoli le fasi cruciali di quel <<legame mutuo, profondo e invisibile>> su cui si reggevano i loro cuori e da cui scaturivano le loro speranze. Invecchiata, incastrata in un lavoro che non la rappresenta, consumata dai rimpianti, Jose capisce di essere rimasta ormai <<[...] sola con il mio cuore inservibile, allargato, smisurato, troppo grande e vuoto per sempre>>.
    Questo romanzo di Almudena Grandes rispecchia alla perfezione la sensazione di onnipotenza tipica dell'adolescenza e l'infrangersi delle certezze di fronte all'imponderabilità del reale nell'età adulta. Saggio e agrodolce.

    La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/2014/03/troppo-amore-anno-iii-lettura-17.html

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  • 3

    "Era troppo amore. Troppo grande, troppo complicato, troppo confuso, e azzardato e fecondo e doloroso. Era tutto quello che potevo dare, più di quanto mi convenisse. Per questo s'infranse. Non si esau ...continue

    "Era troppo amore. Troppo grande, troppo complicato, troppo confuso, e azzardato e fecondo e doloroso. Era tutto quello che potevo dare, più di quanto mi convenisse. Per questo s'infranse. Non si esaurì, non finì, non morì, semplicemente s'infranse, crollò come una torre troppo alta, come una scommessa troppo alta, come un'aspettativa troppo ambiziosa."

    La citazione mi è arrivata su Facebook da una pagina di libri. Unico mio precedente con la Grandes era stato “Le età di Lulù” e mi aveva messo in fuga (fuga potrebbe essere tranquillamente un refuso). L'ho letto come a poker si va a vedere un bluff.
    Invece il punto c'era. Non era una scala reale: era un tris, ma c'era.
    È la storia (breve: si legge in due ore) più che decorosamente narrata di un triangolo, di un amore a tre, tra giovani pittori che, in vario modo, si faranno (si, esatto).
    Una scrittura liscia, ma non senza una sua sobria eleganza. Tasso erotico tutto sommato controllato (forse anche troppo). Personaggi originali, ma credibili, ben disegnati. Qualche rimestatura di troppo, qualche caduta nel sentimentalismo, ma francamente temevo peggio. Di sicuro mi è parso meglio di "Jules e Jim", a cui fa pensare, che tanti vantano come un capolavoro e che a me è sembrato di una noia mortale (il film di Truffaut è un'altra cosa).

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