Castillos de carton

By

Publisher: Tusquets Editores

3.6
(640)

Language: Español | Number of Pages: 202 | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 8483104695 | Isbn-13: 9788483104699 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

Do you like Castillos de carton ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
En ese momento «luminoso», recordado en la distancia, se sitúa la historia subyugante, arrebatadora, de Castillos de cartón, la nueva novela de Almudena Grandes. Con ella la autora vuelve al Madrid exaltado e inocente de los años ochenta, de la «movida» y los excesos, pero también de los deslumbramientos y la pérdida de la inocencia.María José Sánchez trabaja de tasadora de arte en una casa madrileña de subastas. Un día recibe la llamada de un antiguo compañero y amante, Jaime González, anunciándole que su común amigo, Marcos Molina Schulz, se ha suicidado. La noticia no sólo devuelve a la narradora a su época de estudiante de Bellas Artes, cuando todavía soñaba con ser pintora, sino que le hace revivir la torrencial historia de amor que vivieron los tres cuando ella apenas tenía veinte años. Con la amarga emoción de lo que se siente irrecuperable, María José reconstruye los detalles de aquella pasión triangular, imposible y excesiva, la alegría desbordante con que exploraron el sexo, la intimidad sin tapujos recién estrenada, la entrega cómplice y excluyente a la pintura. Fueron destellos de una felicidad intensa, verdadera, que sólo acabaron ensombreciendo los celos de los amantes y la injusta negociación con el talento de los tres aprendices de artista.
Sorting by
  • 4

    tante suggestioni

    Non è un romanzo psicologico, non è un romanzo di formazione, tanto meno un romanzo d'amore e sentimenti. Il titolo, castelli di carta, fa pensare a qualcosa di instabile, ma al tempo stesso a qualco ...continue

    Non è un romanzo psicologico, non è un romanzo di formazione, tanto meno un romanzo d'amore e sentimenti. Il titolo, castelli di carta, fa pensare a qualcosa di instabile, ma al tempo stesso a qualcosa di costruito sul nulla. Che cos'è dunque?
    La scintilla, per questo commento, mi è giunta dopo l'episodio della pistola: come mai tanta enfasi su una pistola esibita in un momento di piena crisi "triangolare"?
    Così ho iniziato a domandarmi "cosa stai leggendo in realtà?".
    Ammetto di non essere arrivato ad una risposta soddifacente.
    I dati di fatto sono:
    a) ci sono tre giovani umani (il talentuoso afflitto, la sentimentale entusiasta, il mediocre dalla spiccata socialità e furbizia),
    b) ci sono il talento e l'arte, piu' intesi pero' come pulsioni vitali (sia di vita che di morte),
    c) c'e' il sesso declinato nelle sue forme di impotenza, frigidità e prestanza.
    d) il successo e il fallimento
    e) il ricatto

    Tutto questo è raccontato dagli occhi ingenui di una ragazza che entra nel triangolo amoroso-sessuale non per scelta o per desiderio proprio, ma perche' trasportata nella relazione dal corso degli eventi e sembra vivere con entusiasmo l'esperienza, pur combattendo contro ansie e paure sociali.

    Pur essendo una narrazioen realistica, alla lunga sembra diventare "simbolica" quasi surreale. Il continuo sottolineare l'amore del triangolo, mi pare spinga invece ad una sorta di opposto vuoto e anafettivo. Si, ok, forse esagero un po'.

    I tre personaggi sono forse tre manifestazioni di uno stesso animo? di uno stesso mondo culturale? dove pero' la componete maschile (il talento e la furbizia) sono due estremi di una stessa medaglia? Cioe' desiderio di dominio e successo, mentre quella femminile forse e' il tentativo di sintesi, destinata pero' a fallire? o semplicemente e' un mondo strattonato ora di qui e ora di li? destinato ad essere contorno e mai protagonista?

    I tradimenti sono forse la perdita dell'ingenuità? e cosa c'e' di piu' straziante della consapevolezza del proprio fallimento?

    non ne sono convinto.

    l'unità dell'io, rappresentata dal corpo femminile che unisce due corpi maschili, uno bello ma impotente, l'altro mediamente normale, ma presente e vitale, esplode nell'orgasmo grazie all'estasi dell'unità, al godimento di essere uno e trino, di poter superare i limiti e creare nuove relazioni e nuovi modi di interpretare il mondo (come un quadro che funziona e che sa reinterpretare il mondo e non semplicemente copiarlo).

    Ma la pistola? ok, simbolo fallico. Autodistruttiva, tuttavia pure minacciosa e ricattatoria, come un fallo che si eregge turgido o che non si decide a indurirsi.

    Tante suggestioni che faccio fatica a unire in qualcosa di definitivo.

    Grandes e' una brava affabulatrice,

    said on 

  • 4

    Nota: 8'5

    Novela ágil y rápida que desde el principio sabe crear interés y enganchar con una historia e amor muy diferente a lo que nos suelen tener acostumbrados.

    said on 

  • 3

    "Era demasiado amor. Demasiado grande, demasiado complicado, demasiado confuso, y arriesgado, y fecundo, y doloroso. Tanto como yo podía dar, más del que me convenía. Por eso se rompió. No se agotó, n ...continue

    "Era demasiado amor. Demasiado grande, demasiado complicado, demasiado confuso, y arriesgado, y fecundo, y doloroso. Tanto como yo podía dar, más del que me convenía. Por eso se rompió. No se agotó, no se acabó, no se murió, sólo se rompió, se vino abajo como una torre demasiado alta, como una apuesta demasiado alta, como una esperanza demasiado alta."

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Era il 1984, avevamo vent'anni e ancora tutto il mondo davanti, Madrid era il mondo e io ero lì in mezzo, pronta a divorarlo senza neanche prendermi il fastidio di masticare bene ogni boccone. Dieci a ...continue

    Era il 1984, avevamo vent'anni e ancora tutto il mondo davanti, Madrid era il mondo e io ero lì in mezzo, pronta a divorarlo senza neanche prendermi il fastidio di masticare bene ogni boccone. Dieci anni prima quella scena sarebbe stata impensabile; dieci anni dopo anche. Ma era il 1984, e noi avevamo vent'anni, Madrid aveva vent'anni, la Spagna aveva vent'anni, e ogni cosa era al suo posto, avevamo un passato oscuro, un presente luminoso e una freccia ci indicava quale direzione prendere per andare incontro a quello che allora credevamo fosse il futuro. Era il rischio che dovevamo correre, e il nostro privilegio.

    La protagonista, Maria José detta José, ricorda la sua giovinezza, gli anni dell'Accademia di Belle Arti e la sua "storia d'amore a tre" con Jaime e Marcos, due suoi compagni di corso.
    Quello è stato il periodo più bello della sua vita e quando è finito ― perché era ovvio che sarebbe finito, perché il tre non è un numero pari e perché oltre che amanti loro erano anche artisti, non tutti dotati allo stesso modo, e lo squilibrio di talento ha influito sull'armonia della relazione ― José non è più stata in grado di amare in quel modo e la vita è diventata qualcosa da sopportare, lavorando costantemente alla rimozione dei ricordi felici dei vent'anni.
    Ma basta una telefonata e tutto torna a galla: ricordi, dolore, colpe, accuse, rimpianti, rimorsi.
    Però alla fine chissà, forse il tempo non è passato invano, forse c'è un'ultima possibilità di felicità.

    Bello e commovente. 5 stelline.

    said on 

  • 2

    Jose (Maria José), Jaime e Marcos: un triangolo “amoroso” nella Madrid degli anni ottanta. Passione, desiderio, sesso, voglia di trasgredire, ossessione. Una storia che anche per me – come viene detto ...continue

    Jose (Maria José), Jaime e Marcos: un triangolo “amoroso” nella Madrid degli anni ottanta. Passione, desiderio, sesso, voglia di trasgredire, ossessione. Una storia che anche per me – come viene detto in un altro commento – non si è mai accesa, non mi ha suscitato alcun coinvolgimento, anzi, a tratti mi ha annoiata perché, come se non bastasse la pochezza della trama e l’inconsistenza dei personaggi, anche il tasso erotico è pari allo zero virgola zero zero zero… percento.
    “Castelli di carta” è il titolo originale ed è perfetto per la storia che racconta, molto più del fuorviante “Troppo amore” con cui è stato pubblicato in Italia: in questo romanzo l’amore è uno straniero.

    said on 

  • 4

    Tre, due, uno... nessuno!

    Stabilire un equilibrio sembra cosa impossibile. Cos'è che cerca in definitiva l'uomo? Perchè non si riesce a "bastarsi"? Perchè ci si deve comunque far del male, alla fine? Si era in tre, in un passa ...continue

    Stabilire un equilibrio sembra cosa impossibile. Cos'è che cerca in definitiva l'uomo? Perchè non si riesce a "bastarsi"? Perchè ci si deve comunque far del male, alla fine? Si era in tre, in un passato mai dimenticato, si finisce in due, ma manca un pezzo che si comprende essere essenziale e...crolla tutto. Là dove c'era amore, troppo amore, adesso c'è solitudine e deserto e ricordi dolorosi. Una telefonata e tutto torna in mente più vivo che mai, ma non si potrà mai più ricomporre. Un pezzo è andato perduto, per sempre.

    said on 

  • 4

    Arte, sesso, amore e morte.. in questo romanzo c’è tutto.
    Un romanzo triste, malinconico, una storia intima e trasgressiva trattata con molta delicatezza..
    Tre amici, un amore diverso.. tre corpi, tre ...continue

    Arte, sesso, amore e morte.. in questo romanzo c’è tutto.
    Un romanzo triste, malinconico, una storia intima e trasgressiva trattata con molta delicatezza..
    Tre amici, un amore diverso.. tre corpi, tre menti, tre artisti e un sentimento unico: l’amore! Tutti e tre indispensabili l’uno all’altro, si completavano. Ma questo "troppo amore" un bel giorno finirà con l’annientarli..
    “Dopo, quando il tre si vendicò di noi con l’indivisibile crudeltà del numero dispari, persi addirittura le tracce dei miei passi e smisi di credere alla mia storia. Dopo, quanto rimasi sola, confusi quella rara armonia con un disordine volgare e quell’ordine perfetto con una più torbida verità del caos. Dopo, quanto mi toccò diventare una donna come le altre, mi vergognai di aver vissuto così, senza pormi domande, senza bisogno di risposte…”

    scritto il 16 ago 2009

    said on 

Sorting by