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Castillos de carton

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Publisher: Tusquets Editores

3.7
(593)

Language:Español | Number of Pages: 202 | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 8483104695 | Isbn-13: 9788483104699 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
En ese momento «luminoso», recordado en la distancia, se sitúa la historia subyugante, arrebatadora, de Castillos de cartón, la nueva novela de Almudena Grandes. Con ella la autora vuelve al Madrid exaltado e inocente de los años ochenta, de la «movida» y los excesos, pero también de los deslumbramientos y la pérdida de la inocencia.
María José Sánchez trabaja de tasadora de arte en una casa madrileña de subastas. Un día recibe la llamada de un antiguo compañero y amante, Jaime González, anunciándole que su común amigo, Marcos Molina Schulz, se ha suicidado. La noticia no sólo devuelve a la narradora a su época de estudiante de Bellas Artes, cuando todavía soñaba con ser pintora, sino que le hace revivir la torrencial historia de amor que vivieron los tres cuando ella apenas tenía veinte años. Con la amarga emoción de lo que se siente irrecuperable, María José reconstruye los detalles de aquella pasión triangular, imposible y excesiva, la alegría desbordante con que exploraron el sexo, la intimidad sin tapujos recién estrenada, la entrega cómplice y excluyente a la pintura. Fueron destellos de una felicidad intensa, verdadera, que sólo acabaron ensombreciendo los celos de los amantes y la injusta negociación con el talento de los tres aprendices de artista.
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  • 1

    Il triangolo no

    Non avevo mai letto niente di Almudena Grandes e non pensavo di farlo. Se non che ho trovato questo libro nell’usato a un euro e così mi sono detta: perché no? Diamo una possibilità anche a lei.
    Jose (Maria José), Jaime e Marcos: un triangolo “amoroso” nella Madrid degli anni ottanta. Passi ...continue

    Non avevo mai letto niente di Almudena Grandes e non pensavo di farlo. Se non che ho trovato questo libro nell’usato a un euro e così mi sono detta: perché no? Diamo una possibilità anche a lei.
    Jose (Maria José), Jaime e Marcos: un triangolo “amoroso” nella Madrid degli anni ottanta. Passione, desiderio, sesso, voglia di trasgredire, ossessione. Una storia che anche per me – come ho letto in un altro commento – non si è mai accesa, non mi ha suscitato alcun coinvolgimento, anzi, a tratti mi ha annoiata perché, come se non bastasse la pochezza della trama e l’inconsistenza dei personaggi, anche il tasso erotico è pari allo zero virgola zero zero zero… percento.
    “Castelli di carta” è il titolo originale ed è perfetto per la storia che racconta, molto più del fuorviante “Troppo amore” con cui è stato pubblicato in Italia: in questo romanzo l’amore è uno straniero.

    said on 

  • 3

    NON E' MAI TROPPO...

    In periodi di buona ispirazione, mi faccio prendere da shopping compulsivo di libri. Da quando ho il Kindle, questi periodi aumentano a dismisura dato che ho settato Amazon.it e Amazon.co.uk per farmi inviare mail e mail di offerte quotidiane, notizie di sconti e proposte di lettura di ebook.
    ...continue

    In periodi di buona ispirazione, mi faccio prendere da shopping compulsivo di libri. Da quando ho il Kindle, questi periodi aumentano a dismisura dato che ho settato Amazon.it e Amazon.co.uk per farmi inviare mail e mail di offerte quotidiane, notizie di sconti e proposte di lettura di ebook.
    Il Kindle è una miniera inesauribile di felicità per la sottoscritta, specie quando riesco a reperire i libri usati online, che mi arrivano dopo pochi giorni e sono come nuovi, nonché quando riesco a trovare ebook a poco prezzo e talvolta anche gratis per qualche giorno. Deve essere stato così che Troppo Amore è giunto nel mio apparecchio. Non ricordavo di averlo però cercato. L’autrice è Almudena Grandes, scrittice spagnola nata a Madrid... (continua sul mio blog) http://labibliotecadellalettricesolitaria.wordpress.com/2014/03/26/troppo-amore-almudena-grandes/

    said on 

  • 4

    <<Eravamo tre e non avevamo bisogno di nessun altro>>

    In questo romanzo Almudena Grandes si concentra su un amore sontuoso e sublime, ma instabile, destinato alla rovina, proprio come un castello di carta (Castelli di carta è, infatti, la traduzione letterale del titolo). Jose, Jaime e Marcos sono compagni di corso all'Accademia di Belle Arti ...continue

    In questo romanzo Almudena Grandes si concentra su un amore sontuoso e sublime, ma instabile, destinato alla rovina, proprio come un castello di carta (Castelli di carta è, infatti, la traduzione letterale del titolo). Jose, Jaime e Marcos sono compagni di corso all'Accademia di Belle Arti di Madrid, condividono lo stesso fervore creativo e lo stesso letto; sono i tre vertici di un triangolo amoroso intenso e inarrestabile, che si consuma tra bugie e tradimenti, fino al prevedibile epilogo.
    Una storia lineare e anzi già raccontata ancora prima di iniziare a ripercorrerne le tappe, ma che vale la pena di essere letta, grazie alla straordinaria ricostruzione dei sentimenti e delle reciproche incomprensioni, alla finezza stilistica dell'autrice.
    L'intera vicenda viene raccontata attraverso i ricordi di Jose, musa e fulcro del trio, che ripercorre in quattro brevi capitoli le fasi cruciali di quel <<legame mutuo, profondo e invisibile>> su cui si reggevano i loro cuori e da cui scaturivano le loro speranze. Invecchiata, incastrata in un lavoro che non la rappresenta, consumata dai rimpianti, Jose capisce di essere rimasta ormai <<[...] sola con il mio cuore inservibile, allargato, smisurato, troppo grande e vuoto per sempre>>.
    Questo romanzo di Almudena Grandes rispecchia alla perfezione la sensazione di onnipotenza tipica dell'adolescenza e l'infrangersi delle certezze di fronte all'imponderabilità del reale nell'età adulta. Saggio e agrodolce.

    La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/2014/03/troppo-amore-anno-iii-lettura-17.html

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  • 3

    "Era troppo amore. Troppo grande, troppo complicato, troppo confuso, e azzardato e fecondo e doloroso. Era tutto quello che potevo dare, più di quanto mi convenisse. Per questo s'infranse. Non si esaurì, non finì, non morì, semplicemente s'infranse, crollò come una torre troppo alta, come una sco ...continue

    "Era troppo amore. Troppo grande, troppo complicato, troppo confuso, e azzardato e fecondo e doloroso. Era tutto quello che potevo dare, più di quanto mi convenisse. Per questo s'infranse. Non si esaurì, non finì, non morì, semplicemente s'infranse, crollò come una torre troppo alta, come una scommessa troppo alta, come un'aspettativa troppo ambiziosa."

    La citazione mi è arrivata su Facebook da una pagina di libri. Unico mio precedente con la Grandes era stato “Le età di Lulù” e mi aveva messo in fuga (fuga potrebbe essere tranquillamente un refuso). L'ho letto come a poker si va a vedere un bluff.
    Invece il punto c'era. Non era una scala reale: era un tris, ma c'era.
    È la storia (breve: si legge in due ore) più che decorosamente narrata di un triangolo, di un amore a tre, tra giovani pittori che, in vario modo, si faranno (si, esatto).
    Una scrittura liscia, ma non senza una sua sobria eleganza. Tasso erotico tutto sommato controllato (forse anche troppo). Personaggi originali, ma credibili, ben disegnati. Qualche rimestatura di troppo, qualche caduta nel sentimentalismo, ma francamente temevo peggio. Di sicuro mi è parso meglio di "Jules e Jim", a cui fa pensare, che tanti vantano come un capolavoro e che a me è sembrato di una noia mortale (il film di Truffaut è un'altra cosa).

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  • 5

    Madrid, vent'anni, tre ragazzi ed un amore troppo grande per essere racchiuso in poche frasi, in pochi gesti; troppo grande per essere classificato "triangolo amoroso"; troppo grande per poterlo descrivere attraverso i colori ad olio e le matite nelle tele di un trio di artisti talentuosi; sicura ...continue

    Madrid, vent'anni, tre ragazzi ed un amore troppo grande per essere racchiuso in poche frasi, in pochi gesti; troppo grande per essere classificato "triangolo amoroso"; troppo grande per poterlo descrivere attraverso i colori ad olio e le matite nelle tele di un trio di artisti talentuosi; sicuramente troppo grande per averne vergogna.
    E così chi tiene fra le mani questo gioiellino saprà andare oltre la coerenza dell'amore inteso come binomio assoluto. Godrà di questo approccio profondo e violento di tre respiri che insieme formano un'anima sola. Si esalterà fra le visioni oniriche e le immagini pittoriche di un'emozione perfetta, anche se inusuale...
    Non è un libro "difficile", anzi paradossalmente è fin troppo facile cadere nelle spire e nelle logiche di questo sentimento destinato a durare oltre la vita: "..e il loro amore è implacabile, capace di avere la meglio sul tempo e sullo spazio, così potente da resuscitare le colpe dimenticate, la sofferenza attutita, gli errori che sembravano decaduti..."

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  • 5

    "era morto anzitempo perché vivere gli costava troppa fatica"

    forse il miglior romando della miglior scrittrice spagnola.
    se vi è piaciuto L'insostenibile leggerezza dell'essere, questo potrebbe esserne un parente stretto, ma con meno filosofia e più scorrevolezza.

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  • 4

    Madrid anni 80 ....all'accademia delle Belle Arti l'incontro fra tre giovani e la nascita di un amore. Forte, malinconico, totalizzante e pericoloso.
    4 stelle perche' l'intensita' di questo libro mi ha particolarmente emozionata

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