Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Catalogo degli addii

Di ,

Editore: et al.

4.2
(47)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 230 | Formato: Altri

Isbn-10: 886463021X | Isbn-13: 9788864630212 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Illustratore o Matitista: Beppe Giacobbe

Genere: Comics & Graphic Novels , Fiction & Literature

Ti piace Catalogo degli addii?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
La responsabile di una casa editrice commissiona a uno scrittore i testi forse più difficili che si possano scrivere, gli addii d'amore... Tra le righe della loro corrispondenza professionale si legge anche un'intrigante storia parallela... porterà a un altro addio? Un romanzo per immagini poetico, ironico, malinconico, intimo e universale come le storie d'amore che finiscono e l'impossibilità di trovare le parole giuste per dire "addio".
Ordina per
  • 4

    Quando le parole giuste sono difficili da trovare!

    "In amore non esistono formule infallibili, procediamo sempre per prove ed errori. Tu la prova, Io l'errore".


    Tutto inizia così: la responsabile di una casa editrice commissiona ad uno scrittore dei testi di addii d'amore.
    Dalla corrispondenza professionale emerge poi una corrispondenza
    ...continua

    "In amore non esistono formule infallibili, procediamo sempre per prove ed errori. Tu la prova, Io l'errore".

    Tutto inizia così: la responsabile di una casa editrice commissiona ad uno scrittore dei testi di addii d'amore. Dalla corrispondenza professionale emerge poi una corrispondenza più ironica e personale.

    "Cara Nina, il lato sinistro del nostro cervello è nordico, quello destro è tropicale. Non trova che il caldo sia molto eccitante?!" Un catalogo curioso, interessante, poetico..correlato da rapprensentazioni grafiche meravigliose!non avrei immaginato di restare affascinata da una trovata letteraria così particolare, immediata, ma capace di trasmettere qualcosa...

    "Risparmiarsi in amore è come fermare l'orologio per guardare il tempo". Una chicca che si lascia scoprire, lasciando il lettore senza parole!Una chicca che con può certo mancare nella libreria di tutti coloro che hanno una passione per i romanzi epistolari!

    ha scritto il 

  • 3

    Sinceramente, lette varie recensioni, mi aspettavo di più. L'idea è molto buona, originale, ma lo sviluppo mi sembra limitato. Le immagini sono didascaliche non aggiungono molto alla narrazione. I testi sugli addii hanno qualcosa di già sentito; molto meglio la parte di scambio epistolare. Si leg ...continua

    Sinceramente, lette varie recensioni, mi aspettavo di più. L'idea è molto buona, originale, ma lo sviluppo mi sembra limitato. Le immagini sono didascaliche non aggiungono molto alla narrazione. I testi sugli addii hanno qualcosa di già sentito; molto meglio la parte di scambio epistolare. Si legge molto velocemente quindi non vale la pena comprarlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Bel libro, graficamente molto bello, bellissimi i disegni nella pagina di sinistra, alcuni addii fanno sorridere altri meno ma nel complesso da leggere magari a salti, aprendo le pagine a caso.
    Purtroppo nella realtà gli addii sono meno leggeri e piacevoli, tendono piuttosto ad essere devastanti ...continua

    Bel libro, graficamente molto bello, bellissimi i disegni nella pagina di sinistra, alcuni addii fanno sorridere altri meno ma nel complesso da leggere magari a salti, aprendo le pagine a caso. Purtroppo nella realtà gli addii sono meno leggeri e piacevoli, tendono piuttosto ad essere devastanti. Da regalare ad una persona solo se si é sicuri di non volerla abbandonare per i prossimi due anni.

    ha scritto il 

  • 5

    Salvatore Smedile
    Nulla dies sine linea
    http://nulladiessinelinea.wordpress.com/2011/11/02/cata…


    Capitato casualmente su questo libro di illustrazioni, uscito per et al./Edizioni nel 2010, ho ritrovato, come un dono, il piacere primario di leggere. La sensazi ...continua

    Salvatore Smedile Nulla dies sine linea http://nulladiessinelinea.wordpress.com/2011/11/02/catalogo-degli-addii/

    Capitato casualmente su questo libro di illustrazioni, uscito per et al./Edizioni nel 2010, ho ritrovato, come un dono, il piacere primario di leggere. La sensazione tattile è di per sé sovrana: poter toccare è un privilegio di cui sento sempre più il bisogno. Sfiorare, premere, trattenere, odorare: il contrario del fissare uno schermo dove l’immagine fredda ci investe senza travolgerci materialmente. Dove sta andando la letteratura? A volte sembra di tornare alle origini, quando parola e segno erano un tutt’uno o almeno non venivano pensate separate. A volte sembra di poter dire che la parola sia nuovamente universo fisico e metafisico. Marina Mander, curatrice della parte scritta e Beppe Giacobbe, illustratore, nel Catalogo degli addi sono riusciti a sposare le loro doti creative senza perdersi di vista. Ognuno ha completato la prerogativa dell’altro come se ci fosse, a monte, un piano precostituito. L’avvio di quello che possiamo considerare un romanzo illustrato è un annuncio che appare su Le Monde a nome di Nina Dermar delle Èditions Plaisance (“AAA. Cercasi redattore di sesso maschile per lettere d’addio…”) cui risponde, con molta disinvoltura, un certo Peter Faraway (“Credo di essere l’uomo che lei cerca. Per mestiere scrivo qualsiasi cosa. Per vocazione lascio quasi tutto.”). I personaggi sono credibili e ben delineati. Un uomo e una donna si scrivono per motivi professionali e creano situazioni reali e ambigue. Faraway scrive dai suoi viaggi a volte definiti a volte imprecisati; Dermar, dal suo ufficio in rue de la Plaisance. Il libro è un bellissimo oggetto d’arte e giustifica pienamente il costo di 20 €. Copertina rosso rubino con illustrazione. Retro di copertina e facciata successiva sempre dello stesso colore. Poi due pagine bianche e si parte coi titoli e dediche: “A tutti quelli a cui, senza volerlo, abbiamo detto addio”. La corrispondenza tra i due ha alti e bassi, incontra incomprensioni, azzardi, confessioni, momenti di malinconia. Appare una storia d’amore dentro altre storie d’amore. Nel Catalogo l’intimità sfuggente dei sentimenti viene presentata ed esplicitata con maestria. A destra l’illustrazione; a sinistra il testo. Poche righe. Non c’è bisogno di e parole per creare l’attimo che rappresenta le questioni del cuore. Tanta inquietudine sì, ma anche tanto umorismo. Le pagine che ho preferito sono la 66 e la 67. Da una parte un molo solitario con un viaggiatore in attesa di qualcosa. Vicino a lui un bagaglio. Davanti a lui, in un mare mosso, navi che solcano le onde lasciando la loro scia di fumo. Dall’altra: “Il mare non si può fermare. Addio”. Tutte le pagine mi hanno lasciato un sospeso, un desiderio di entrare nella loro avventura. Non si vorrebbe mai chiuderlo il libro di Mander e Giacobbe perché quello che rimane di una lettura non sempre si risolve all’istante. Si infila nel nostro cervello e lavora a distanza.

    http://nulladiessinelinea.wordpress.com/2011/11/02/catalogo-degli-addii/

    ha scritto il 

  • 3

    "Abbandonarsi o abbandonare? Purtroppo io sono transitivo. Addio"


    "Quando penso a te, penso alla tua bocca! Ci vorrebbe un brevetto per proteggerla dalle imitazioni ma non l'hanno ancora inventato. Addio"


    "Risparmiarsi in amore e' come fermare l'orologio per guadagnare tempo. Addio" ...continua

    "Abbandonarsi o abbandonare? Purtroppo io sono transitivo. Addio"

    "Quando penso a te, penso alla tua bocca! Ci vorrebbe un brevetto per proteggerla dalle imitazioni ma non l'hanno ancora inventato. Addio"

    "Risparmiarsi in amore e' come fermare l'orologio per guadagnare tempo. Addio"

    ha scritto il 

  • 5

    e' un libro indefibile, nè romanzo, nè vero epistolario. Le illustrazioni sono belle, le parole scorrono veloci fino alla rivelazione finale. Lasciare, lasciarsi, essere lasciati: non capita a tutti nella vita?

    ha scritto il 

  • 4

    Avrei avuto bisogno di parole così quando ho accompagnato alla stazione il cane che non ho mai avuto, mettendogli nella zampa un biglietto di sola andata di terza classe, mentre fuori mi aspettava sul ciao bianco il mio nuovo pesce rosso.
    O quando ho girato l' angolo alla spicciolata lasciando co ...continua

    Avrei avuto bisogno di parole così quando ho accompagnato alla stazione il cane che non ho mai avuto, mettendogli nella zampa un biglietto di sola andata di terza classe, mentre fuori mi aspettava sul ciao bianco il mio nuovo pesce rosso. O quando ho girato l' angolo alla spicciolata lasciando con un gelato in mano il mio cappotto preferito, per la vergogna di dirgli che avevo un giubbotto di pelle da motociclista più giovane che mi aspettava a cena. E che dire di tutte le sere che fingevo di telefonare dall' ufficio al mio spazzolino da denti semi-morbido, e invece passeggiavo al chiaro di luna mano nella spina del phon per capelli da 2000 watt?

    Ad ogni oggetto ora posso chiedere scusa, ogni pagina di questo romanzo epistolare per parole ed immagini diventerà una letterina ad una buca delle lettere perduta, mentre scruto l' orizzonte in attesa del mio postino inesorabile, che continua a scampanellare da lontano e ad alzare montagne di polvere con la sua bicicletta, ma non si decide mai.

    ha scritto il