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Catch-22

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4.2
(1267)

Language:English | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , German , French , Italian , Dutch , Swedish , Polish , Latvian , Portuguese , Norwegian

Isbn-10: 0099466163 | Isbn-13: 9780099466161 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio Cassette , Mass Market Paperback , Library Binding , School & Library Binding , Unbound , Audio CD , Leather Bound , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Humor

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Book Description
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  • 1

    Ho trovato questo romanzo faticoso e 'discontinuo' nel senso che a capitoli belli e interessanti, si alternavano capitoli lenti e faticosi. Il principio sotteso a tutta la storia è quello del paradoss ...continue

    Ho trovato questo romanzo faticoso e 'discontinuo' nel senso che a capitoli belli e interessanti, si alternavano capitoli lenti e faticosi. Il principio sotteso a tutta la storia è quello del paradosso che non si trova solo nel comma 22 che dà il titolo al libro, ma anche in tutta una serie di situazioni vissute dai personaggi.
    Il tutto però è terribilmente lungo, ci sono un sacco di ripetizioni e non ci ho trovato tutta l'ironia decantata dalla critica (e per arrivare alla fine ne ho lette un po' sul web)

    said on 

  • 3

    Un libro estremamente intelligente ed esigente col lettore, che esaspera fino al grottesco il non-sense (stancando talvolta), salvo poi fare esplodere nel finale la brutale logica che sta dietro la gu ...continue

    Un libro estremamente intelligente ed esigente col lettore, che esaspera fino al grottesco il non-sense (stancando talvolta), salvo poi fare esplodere nel finale la brutale logica che sta dietro la guerra, di fronte alla quale l'unica scelta sensata è un'eroica fuga.

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  • 3

    "Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo"

    «Era pazzo e avrebbe potuto essere esonerato dal volo. Tutto quel che doveva fare era di farne domanda; e non appena ne avesse fatto domanda, non sarebbe più stato pazzo e avrebbe dovuto continuare a ...continue

    «Era pazzo e avrebbe potuto essere esonerato dal volo. Tutto quel che doveva fare era di farne domanda; e non appena ne avesse fatto domanda, non sarebbe più stato pazzo e avrebbe dovuto continuare a volare. (…) Sarebbe stato pazzo se avesse compiuto altre missioni di volo e sano di mente se non l’avesse fatto, ma se fosse stato sano di mente avrebbe dovuto compiere altre missioni di volo. Yossarian fu molto impressionato per l’assoluta semplicità di questa clausola del Comma 22 e si lasciò sfuggire un fischio pieno di rispetto.»
    Il paradosso del Comma 22 è quello a cui ruota intorno la vita di un gruppo di aviatori americani che durante la seconda guerra mondiale si trova di istanza nell'isola di Pianosa che è già di per se un paradosso viste le dimensioni stesse dell'isola. Questo ancor di più fa capire l'ironia e l'immaginazione dello scrittore. Ogni capitolo è intitolato con il nome di un personaggio e tutti sono collegati. Ma i capitoli sono un pò alla rinfusa, la storia non segue un piano logico e i dialoghi sono talmente folli da risultare assurdi come assurda è la guerra che si trovano a combattere e il numero di missioni di volo che aumenta a vista d'occhio non appena si è ad un passo dal congedo creando il panico e l'esaurimento totali. Lettura per niente facile, a volte mi è sembrato di trovarmi dentro ad un manicomio cercando di capire dove volesse andare a parare. Mi sta bene l'ironia, il fuori di testa, l'assurdo e il ridicolo ma su 540 pagine diventa una lettura snervante e difficile, per me, da portare a termine.

    said on 

  • 4

    2012:
    “Puoi esonerarlo? “.
    “Certo che posso, ma prima lui deve chiedermelo. Questo fa parte della regola”.
    “E allora perché non te lo chiede?”
    “Perché è pazzo. Dev’essere pazzo, per il fatto stesso ch
    ...continue

    2012:
    “Puoi esonerarlo? “.
    “Certo che posso, ma prima lui deve chiedermelo. Questo fa parte della regola”.
    “E allora perché non te lo chiede?”
    “Perché è pazzo. Dev’essere pazzo, per il fatto stesso che continua a volare dopo aver sfiorato la morte così tante volte”.
    “Allora dopo che lui te l’ha chiesto, puoi esonerarlo?”
    “No, dopo non posso esonerarlo”.
    “Vuoi dire che c’è un comma?”
    “Certo che c’è un comma. Il Comma 22. Tutti quelli che desiderano essere esonerati dal volo attivo non sono veramente pazzi”.

    “Fate l’amore, non fate la guerra” è la frase che mi è venuta in mente leggendo questo libro, anche se qui siamo nel pieno della seconda guerra mondiale, mentre la frase citata era lo slogan dei giovani hippy degli anni '70 contro la guerra in Vietnam. Ma la cito perché è una frase che per me vale per tutte le guerre, di ieri è di oggi. E anche questo bellissimo romanzo di Heller è antimilitarista per eccellenza, una satira graffiante contro la guerra e l’idea stessa della logica militare. Ricordo che da ragazza non mi perdevo un episodio di M.A.S.H., serie televisiva credo ispirata proprio a questo romanzo. Spesso si ride o si sorride leggendo i dialoghi, ma ci sono anche momenti di insofferenza verso certi personaggi, e di drammatica tragicità. Una lettura da non perdere.

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  • 5

    Non è stato facile cominciare e tantomeno terminare questo libro, ma è una fatica che vale la pena fare, ve lo assicuro. La lettura è proceduta a rilento perché è difficile all'inizio districarsi tra ...continue

    Non è stato facile cominciare e tantomeno terminare questo libro, ma è una fatica che vale la pena fare, ve lo assicuro. La lettura è proceduta a rilento perché è difficile all'inizio districarsi tra i vari personaggi, uno più strampalato dell'altro. Mano a mano che si procede però i gesti stravaganti diventano familiari, le ossessioni sempre più comprensibili e gli episodi assurdi quasi reali. E tutto comincia ad avere un senso o meglio...tutto ciò che riguarda la guerra non ha davvero più alcun senso. Ed è proprio questo il messaggio che l'autore mi ha trasmesso. Un libro geniale. Grazie Joseph.

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  • 4

    Los chicos de las bombas

    Novela brillante pero de difícil recomendación, los que son de mi tipo la disfrutarán mucho, otros me tirarán el libro a la cabeza. No todo el mundo está preparado para este nivel de absurdo y tonterí ...continue

    Novela brillante pero de difícil recomendación, los que son de mi tipo la disfrutarán mucho, otros me tirarán el libro a la cabeza. No todo el mundo está preparado para este nivel de absurdo y tontería. Una novela que es mas absurda que la propia guerra que denuncia y mas estúpida que los propios militares que deja retratados. La galería de personajes no tiene desperdicio, se puede decir que están todos como cabras y que los cuerdos son los que mas locos están. Si hablamos de los mandos militares lo difícil es dilucidar quien de todos es el mas peligrosamente imbécil, el razonamiento lógico no tiene cabida en el ejercito. Los diálogos son auténticos diálogos de besugos, son deliciosamente tontos, algunos me recuerdan a aquel gag de"Barrio Sésamo" en el que Epi tenía un plátano en la oreja. Pero debajo de la sátira está la guerra asomando su fea cara, ya sabemos lo fea que es y la poca gracia que tiene la maldita, también hay momentos en esta novela muy dramáticos y sobrecogedores.
    Resumiendo, me ha gustado mucho y si no le doy una valoración máxima es porque me parece que le sobran páginas y personajes y porque en algunos pocos momentos se pasa de absurda y llega a niveles demasiado surrealistas.

    said on 

  • 4

    E` un libro molto divertente, pieno di trovate volte a evidenziare le contraddizioni in cui cade inevitabilmente un'azione violenta, collettiva e organizzata gerarchicamente con le libertà dell'indivi ...continue

    E` un libro molto divertente, pieno di trovate volte a evidenziare le contraddizioni in cui cade inevitabilmente un'azione violenta, collettiva e organizzata gerarchicamente con le libertà dell'individuo e perfino con la sua voglia di contribuire al fine ultimo della guerra in cui è coinvolto. Chi ama l'umorismo surreale, paradossale, apparentemente cinico, a cavallo fra i Monty Python e MASH, non rimarrà deluso: va detto che l'invenzione migliore non mi sembra quella che dà il titolo al libro, anche se nella sua logica parzialmente circola ritorna in molte forme leggermente diverse in vari episodi.

    La traduzione di Remo Ceserani fa scelte linguistiche che mi hanno lasciato piuttosto perplesso (club degli ufficiali??? vestiti casuali???).

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  • 3

    Ci sono voluti l'inizio delle ferie e un bel po' di forza di volontà per finire le ultime pagine di questo libro, che è sembrato lunghissimo e allo stesso tempo rimanere sempre nello stesso punto. Con ...continue

    Ci sono voluti l'inizio delle ferie e un bel po' di forza di volontà per finire le ultime pagine di questo libro, che è sembrato lunghissimo e allo stesso tempo rimanere sempre nello stesso punto. Con questo non voglio dire che è un brutto libro: alcune parti sono state molto divertenti, altre mi hanno fornito importanti spunti di riflessioni, altre ancora mi hanno consegnato dei nuovi aforismi da mantenere nella mia collezione; la sensazione che mi ha lasciato, però, è stata quella di un racconto "ciclico", di tornare più e più volte sugli stessi fatti senza progredire mai in modo definitivo.

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  • 5

    "Yossarian vive"

    Il romanzo rappresenta una feroce critica alla guerra, un'opera antimilitarista unica nel suo genere, che narra le disavventure di un gruppo di aviatori statunitensi in Italia durante la Seconda guerr ...continue

    Il romanzo rappresenta una feroce critica alla guerra, un'opera antimilitarista unica nel suo genere, che narra le disavventure di un gruppo di aviatori statunitensi in Italia durante la Seconda guerra mondiale. I personaggi sono caricature che fanno sorridere e, al tempo stesso, riflettere. Nel libro non appare mai la figura del soldato tedesco; Yossarian, il protagonista, impara a temere più i burocrati americani e le loro assurdità, fra cui spicca il famoso Comma 22. Il romanzo è così coinvolgente e chiaro che non mi stupisce il fatto che, durante la guerra in Vietnam, un gruppo di pacifisti abbia protestato contro il governo americano portando una spilla con la scritta "Yossarian vive".

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  • 3

    Difficult to describe, this book starts greatly but ends in a bit of a disappointment. I loved it a the beginning, because of the nonsense and sarcasm in it, but after a few chapter it became too much ...continue

    Difficult to describe, this book starts greatly but ends in a bit of a disappointment. I loved it a the beginning, because of the nonsense and sarcasm in it, but after a few chapter it became too much to bear and i really struggled to finish it. Still, interesting point of view/description of the life of soldiers during the war

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