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Catch 22

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4.2
(1229)

Language:Norsk | Number of Pages: 493 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Spanish , German , French , Italian , Dutch , Swedish , Polish , Latvian , Portuguese

Isbn-10: 8202143144 | Isbn-13: 9788202143145 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , History , Humor

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Book Description
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  • 4

    E` un libro molto divertente, pieno di trovate volte a evidenziare le contraddizioni in cui cade inevitabilmente un'azione violenta, collettiva e organizzata gerarchicamente con le libertà ...continue

    E` un libro molto divertente, pieno di trovate volte a evidenziare le contraddizioni in cui cade inevitabilmente un'azione violenta, collettiva e organizzata gerarchicamente con le libertà dell'individuo e perfino con la sua voglia di contribuire al fine ultimo della guerra in cui è coinvolto. Chi ama l'umorismo surreale, paradossale, apparentemente cinico, a cavallo fra i Monty Python e MASH, non rimarrà deluso: va detto che l'invenzione migliore non mi sembra quella che dà il titolo al libro, anche se nella sua logica parzialmente circola ritorna in molte forme leggermente diverse in vari episodi.

    La traduzione di Remo Ceserani fa scelte linguistiche che mi hanno lasciato piuttosto perplesso (club degli ufficiali??? vestiti casuali???).

    said on 

  • 3

    Ci sono voluti l'inizio delle ferie e un bel po' di forza di volontà per finire le ultime pagine di questo libro, che è sembrato lunghissimo e allo stesso tempo rimanere sempre nello stesso punto. ...continue

    Ci sono voluti l'inizio delle ferie e un bel po' di forza di volontà per finire le ultime pagine di questo libro, che è sembrato lunghissimo e allo stesso tempo rimanere sempre nello stesso punto. Con questo non voglio dire che è un brutto libro: alcune parti sono state molto divertenti, altre mi hanno fornito importanti spunti di riflessioni, altre ancora mi hanno consegnato dei nuovi aforismi da mantenere nella mia collezione; la sensazione che mi ha lasciato, però, è stata quella di un racconto "ciclico", di tornare più e più volte sugli stessi fatti senza progredire mai in modo definitivo.

    said on 

  • 5

    "Yossarian vive"

    Il romanzo rappresenta una feroce critica alla guerra, un'opera antimilitarista unica nel suo genere, che narra le disavventure di un gruppo di aviatori statunitensi in Italia durante la Seconda ...continue

    Il romanzo rappresenta una feroce critica alla guerra, un'opera antimilitarista unica nel suo genere, che narra le disavventure di un gruppo di aviatori statunitensi in Italia durante la Seconda guerra mondiale. I personaggi sono caricature che fanno sorridere e, al tempo stesso, riflettere. Nel libro non appare mai la figura del soldato tedesco; Yossarian, il protagonista, impara a temere più i burocrati americani e le loro assurdità, fra cui spicca il famoso Comma 22. Il romanzo è così coinvolgente e chiaro che non mi stupisce il fatto che, durante la guerra in Vietnam, un gruppo di pacifisti abbia protestato contro il governo americano portando una spilla con la scritta "Yossarian vive".

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  • 3

    Difficult to describe, this book starts greatly but ends in a bit of a disappointment. I loved it a the beginning, because of the nonsense and sarcasm in it, but after a few chapter it became too ...continue

    Difficult to describe, this book starts greatly but ends in a bit of a disappointment. I loved it a the beginning, because of the nonsense and sarcasm in it, but after a few chapter it became too much to bear and i really struggled to finish it. Still, interesting point of view/description of the life of soldiers during the war

    said on 

  • 5

    Comma 22 di Joseph Heller

    Fatevi pure spaventare dal numero di pagine, difatti non solo è un libro lunghissimo ma per le prime 300 pagine sarà difficile capire il racconto. Almeno lo è stato per me. Sono i ricordi di ...continue

    Fatevi pure spaventare dal numero di pagine, difatti non solo è un libro lunghissimo ma per le prime 300 pagine sarà difficile capire il racconto. Almeno lo è stato per me. Sono i ricordi di Yossarain, un saldato americano stanziato nell'isola di Pianosa, in Italia, durante la seconda guerra mondiale. Tutto è inventato, o almeno quasi tutto, bisogna tenere presente che anche l'autore è stato un soldato americano stanziato in Italia. Ma il libro ha ben poco di realistico, è una parodia fantasiosa dell'esercito americano. In alcuni momenti vi farà molto ridere ma per lo più lascia con un:" Ma cosa sta dicendo? ". Le ultime 100/150 pagine poi sono filate dritte, oramai ero entrata nel libro e ho iniziato a capire bene, visto che Yossarain non è tutto normale e i suoi ricordi sono come lui, un miscuglio di storie strampalate senza una direzione temporale. L'unico modo per capire a che punto della storia siete sono il numero di missioni che ha da fare, difatti sono in continuo aumento, quindi se sono 40 missioni siete a inizio storia se parla di 60 siete verso il finale. Detto questo è assolutamente da leggere, anche se a volte dà la sensazione di essere un po' ripetitivo.

    RECENSIONE A CURA DI ELLE

    Passa a trovarci: www.ilclubdellibro.i

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  • 3

    disappointing

    I wanted to read this book for years, because it is quoted everywhere and because it seemed to be interesting. Maybe I just read in a bad moment for me, when all the irony and the sarcasm was lost. ...continue

    I wanted to read this book for years, because it is quoted everywhere and because it seemed to be interesting. Maybe I just read in a bad moment for me, when all the irony and the sarcasm was lost. That's a shame (on me, of course). I found it a litte "too over the lines", meaning that some situations were simply unbelievable .. I found myself thinking: this author looks a lot like Kurt Vonnegut, so why can I devour the latter but I have a hard time reading the former? I liked some of the themes of the book, but at the end it seems like there aren't many and the author keeps banging them over and over, so it get a little boring. The book also reminds me of *M*A*S*H*, but I didn't find it as hilariuos as the TV show. Shame on me.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Comma 22

    "Anche Yossarian aveva freddo e tremava incessantemente. Quando si chinò di malavoglia a guardare il macabro segreto che Snowden aveva versato sul pavimento, Yossarian sentì che tutto il suo corpo ...continue

    "Anche Yossarian aveva freddo e tremava incessantemente. Quando si chinò di malavoglia a guardare il macabro segreto che Snowden aveva versato sul pavimento, Yossarian sentì che tutto il suo corpo si stava coprendo di pelle d’oca fremente. Era facile legger il messaggio di quelle interiora. L’uomo è materia, questo era il segreto di Snowden. Buttalo da una finestra, ed egli cadrà. Dagli fuoco, e brucerà. Seppelliscilo, e marcirà, come ogni altro rifiuto. Privato dello spirito, l’uomo è rifiuto. Questo era il segreto di Snowden."

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  • 3

    Pro e Contro...

    Che faccio prima i pregi o prima i difetti? Parto dai pregi. Il libro non ti lascia mai senza sorriso sulle labbra che si aprono spesso in vere e proprie risate (nel mio caso risatine dato che leggo ...continue

    Che faccio prima i pregi o prima i difetti? Parto dai pregi. Il libro non ti lascia mai senza sorriso sulle labbra che si aprono spesso in vere e proprie risate (nel mio caso risatine dato che leggo sui mezzi pubblici e che già i miei colleghi pendolari senza nome pensano che sia un po' svitata.. cerco di non dare loro ulteriori prove). I personaggi descritti prendono vita nella fantasia fino a sostituire i precedenti stereotipi sui militari che lì albergavano. Il risultato è che sebbene non cambi la mia opinione dei militari medi (ottuse marionette al servizio degli ordini superiori, perennemente immobili nel campo del libero pensiero e pietrificati in quello dello spirito critico), per lo meno nel mio immaginario adesso sono un po' più simpatici (dovrei dire "ridicoli"?). Sì lo so, è un romanzo, ma temo che le cose non siano così distanti dalla realtà. Altro pregio non di poco conto: ci sono battute in questo libro che rivenderò per sempre (sono troppo onesta per appropriarmene, citerò sempre la fonte!). Difetti: il libro è veramente troppo lungo, forse anche un po' ripetitivo. Certo, è così che funziona la vita militare: ordini ripetuti fino alla nausea mentre l'ottusità degli ubbidienti non permette grandi variazioni sui temi. Però forse qualche taglio qua e là non avrebbe ridotto l'effetto e avrebbe riportato il sorriso perenne dallo stato solido ad uno stato più flessibile.

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  • 0

    I soldati impazzivano e ricevevano in premio delle medaglie. Uno dei modi possibili per scrivere un romanzo “contro” qualcosa, consiste nel descrivere quel qualcosa in maniera realistica, ...continue

    I soldati impazzivano e ricevevano in premio delle medaglie. Uno dei modi possibili per scrivere un romanzo “contro” qualcosa, consiste nel descrivere quel qualcosa in maniera realistica, introducendo via via elementi di disturbo, stralunati, surreali, tanto da far cadere nel ridicolo l’oggetto della propria invetti. “Comma 22” non attacca frontalmente la guerra, con invettive o descrizioni drammatiche – anche se qualcuna non manca – ma, strutturato quasi come una serie di episodi indipendenti, racconta le vicende di un gruppo di aviatori americani di stanza a Pianosa – primo elemento improbabile, perché l’isola descritta dal libro è di gran lunga più vasta di quella vera.

    “I soldati impazzivano” o, forse, alcuni erano già pazzi. Non si tratta però di un romanzo picaresco, in quanto la follia descritta ha sempre un fondamento drammatico. Ed è strettamente legata alle meschinità personali – l’autore evita di cavarsela a buon mercato con personaggi privi di difetti, veri eroi positivi: chi più chi meno, la sua parte di umanità deve conquistarla lottando prima di tutto contro se stesso. E, soprattutto, non risparmia il soldato semplice come il generale. Diventa una follia strutturata. C’è l’ufficiale che minaccia di ucciderne un altro che si condanna a vivere eremita terrorizzato nei boschi. C’è il soldato morto che non può essere considerato morto e il dottore vivo che deve essere considerato morto, tutto nel rispetto del regolamento militare e dei documenti. C’è il generale o il colonnello che agiscono esclusivamente per vanità personale sacrificando su questo altare le vite altrui. C’è soprattutto Milo, il deus-ex-machina di quasi tutte le vicende, colui che rappresenta l’anima “imprenditoriale” della guerra, che riesce a costruire un impero economico che fa affari con chiunque, anche con i nemici – fino ad arrivare al paradosso di far bombardare i suoi stessi connazionali in nome di un accordo con i tedeschi.

    Il protagonista, il personaggio che emerge al di sopra degli altri, è Yossarian. Uomo normale, non più buono degli altri, ma capace di mantenere le sue sacche di umanità, di sconvolgersi per un morto, di provare pietà per una bambina, di opporsi al sistema bellico con la sua propria diserzione. E lo fa perché sente la guerra non come una tragedia collettiva, ma come la somma di milioni di tragedie personali. Per cui si oppone, prima di tutto, alla propria. “Stanno cercando di uccidermi” “Nessuno sta cercando di ucciderti.” “Allora perché sparano contro di me?” “Sparano contro tutti. Stanno cercando di uccidere tutti.” “E che differenza fa?” La sua umanità: Benedetta la coscienza. Non desidererei vivere senza dubbi e timori. ne fa l’anti-Milo. Che non riesce a sconfiggerlo. Ma riesce almeno ad opporgli un modo diverso da stare al mondo – non serve specificare, nel dialogo che segue, quale sia Yossarian e quale Milo: “È l’albero della vita, e quello del bene e del male.” “No, è un castagno.”

    Il lettore non se ne accorge – eppure di avvisaglie sparse qua e là lungo la narrazione, tra i flashback e le anticipazioni che spiegano episodi altrimenti incomprensibili – ma sta scivolando. La narrazione da surreale, quasi divertente, non mancano i passaggi in cui viene da ridere, diventa sempre più cupa. Senza rendersene conto si scivola verso il dramma. E, da un momento all’altro, questo esplode e viene buttato in faccia al lettore, che non se lo aspetta, anche se poi deve per forza ripensare, se non rileggere, e concludere che l’esito è quello naturale: La notte era piena di orrori, ed egli ebbe la sensazione di capire finalmente quale doveva essere stata l’impressione di Cristo, quando passò per le strade del mondo: simile a quella di uno psichiatra in un ospedale pieno di pazzi, simile a quella di una vittima attraverso una prigione piena di ladri. Che visione confortante doveva essere stata quella di un lebbroso, dopo un’esperienza del genere!

    Non c’è una chiave di lettura unica. Nemmeno il “Comma 22” del titolo, la summa di tutti i paradossi burocratici o esistenziali in cui l’uomo si sente intrappolato, da solo basta. Il romanzo è complesso. La scrittura è seducente, i personaggi catturano l’interesse – nel bene o nel male – ad uno ad uno. Insomma, è un libro che è bello leggere. Senza porsi troppe domande, ma lasciandosi trasportare – anche nei recessi più oscuri – ma sempre con leggerezza. Per non fare la fine di uno dei suoi protagonisti: Sapeva tutto sulla letteratura eccetto come leggerla con piacere.

    -

    Appendice: un vecchio italiano cerca di spiegare il suo Paese al soldato americano. Il vero trucco consiste nel perdere le guerre, nel conoscere quali guerre vadano perdute. L’Italia ha continuato a perdere guerre per secoli, e guarda come ce la siamo splendidamente cavata malgrado tutto. La Francia vince le guerre ed è in perpetuo stato di crisi. La Germania perde e prospera. Da’ un’occhiata alla nostra storia recente. L’Italia ha vinto una guerra in Etiopia e subito s’è trovata in un mare di guai. La vittoria ci ha ispirato tali stupide illusioni di grandezza che abbiamo aiutato a iniziare una guerra mondiale che non avevamo la minima probabilità di vincere. Ma ora abbiamo ripreso nuovamente a perdere, e ogni cosa comincia ad andar meglio, e certamente ne usciremo ottimamente se riusciamo veramente ad essere sconfitti.

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