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Catching Fire

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Publisher: Scholastic Press

4.2
(11333)

Language:English | Number of Pages: 400 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , Catalan , Swedish , Italian , Portuguese , Chi simplified , French , Dutch , Korean , German , Finnish , Czech , Russian , Polish , Danish

Isbn-10: 0439023491 | Isbn-13: 9780439023498 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Paperback , Audio CD , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Teens

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Book Description
After winning the brutal Hunger Games, Katniss Everdeen returns to her district, hoping for a peaceful future. But Katniss starts to hear rumours of a deadly rebellion against the Capitol. A rebellion that she and Peeta have helped to create. As Katniss and Peeta are forced to visit the districts on the Capitol's cruel Victory Tour, the stakes are higher than ever. Unless Katniss and Peeta can convince the world that they are still lost in their love for each other, the consequences will be horrifying. This is the terrifying sequel to "The Hunger Games".
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  • 4

    Secondo capitolo della saga Hunger Games, il libro approfondisce alcuni aspetti interessanti relativi a Panem, il Presidente Snow, i Distretti e le ipotetiche rivolte.

    Katniss, vincitrice insieme con ...continue

    Secondo capitolo della saga Hunger Games, il libro approfondisce alcuni aspetti interessanti relativi a Panem, il Presidente Snow, i Distretti e le ipotetiche rivolte.

    Katniss, vincitrice insieme con Peeta degli ultimi Giochi, senza volerlo ha infiammato (e continua a farlo) gli animi degli abitanti dei Distretti, oppressi da Capitol City.
    La successiva edizione degli Hunger Games viene quindi studiata ad hoc per sedare le possibili rivolte, ma il risultato sarà del tutto inaspettato.

    Il libro è divisibile in due parti dal ritmo estremamente diverso: la prima che esplora le conseguenze della vittoria dei due ragazzi, le riflessioni di Katniss, sempre più confusa e travolta da eventi che non riesce a controllare, con interessanti approfondimenti sulla situazione di Panem e dei Distretti; la seconda che ripropone gli argomenti e lo stile incalzante del primo volume, con l'arena e la lotta per la sopravvivenza dei tributi gli uni contro gli altri - ma anche contro Capitol City.

    La conclusione lascia il lettore con il fiato sospeso: un mondo diverso, in evoluzione, con tanti interrogativi senza risposta.
    Continuare la lettura passando al terzo volume è d'obbligo!

    said on 

  • 3

    Meglio persino della prima lettura! In questo caso non ho fatto confusione con i personaggi nell'arena e ho potuto gustarmelo con calma senza essere presa dalla foga di arrivare alla fine.
    Confermo le ...continue

    Meglio persino della prima lettura! In questo caso non ho fatto confusione con i personaggi nell'arena e ho potuto gustarmelo con calma senza essere presa dalla foga di arrivare alla fine.
    Confermo le tre stelline e abbondo

    said on 

  • 4

    La "parte seconda" di una storia è solitamente una noia mortale per una buna metà del libro, dato che l'autore è costretto a farti tornare alla mente gli avvenimenti che hai già vissuto. Non è questo ...continue

    La "parte seconda" di una storia è solitamente una noia mortale per una buna metà del libro, dato che l'autore è costretto a farti tornare alla mente gli avvenimenti che hai già vissuto. Non è questo il caso. Avvincente fin da subito. Le vicende antecedenti vengono ricordate, accennate e mai esasperate.
    Scorrevole e intrigante. Una trama che stimola la voglia di leggere. Non delude le aspettative, forse le supera.

    said on 

  • 4

    L'eroina delle folle e le sue battaglie

    Il secondo capitolo della trilogia ha inizio con una Katniss destabilizzata dopo l’esperienza in arena, in preda a un combattimento interiore per la scelta della parte da sostenere. Una scelta che la ...continue

    Il secondo capitolo della trilogia ha inizio con una Katniss destabilizzata dopo l’esperienza in arena, in preda a un combattimento interiore per la scelta della parte da sostenere. Una scelta che la incamminerà su un sentiero di non ritorno, un biglietto di sola andata. E’ questo il quadro psicologico di una protagonista ormai totalmente disillusa che, ora, trovate le risposte a svariati suoi interrogativi, oscilla contro il governo e il presidente Snow. Tuttavia Suzanne Collins ci sorprende nuovamente con uno dei suoi colpi di scena, ben inseriti nella trama, che fa quasi arrabbiare noi lettori, presi dal senso di impotenza innanzi a certe battaglie titaniche: eppure, questa volta, gli eventi sembrano aver preso una piega totalmente diversa.
    Il libro risulta scorrevole, avvincente, scritto forse con uno stile mediocre. Consiglio la lettura!

    said on 

  • 5

    Nonostante l'abbia trovato più lento del primo, il finale proprio "sul più bello" rende anche questo libro decisamente affascinante, quasi una droga. Che importa se ci sono dei pezzi lenti o ripetitiv ...continue

    Nonostante l'abbia trovato più lento del primo, il finale proprio "sul più bello" rende anche questo libro decisamente affascinante, quasi una droga. Che importa se ci sono dei pezzi lenti o ripetitivi: quando arrivi alla fine puoi solo dire "...oddio!", e volere andare avanti con il terzo.
    Consiglio, per chi lo mastica, la versione inglese: molti commenti criticano lo stile secco e le frasi troppo corte, ma in inglese, a differenza che in italiano, suonano naturalissime.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Dopo la minaccia di suicidio alla finale degli Hunger Games in cui erano rimasti lei e Peeta, la vita di Katniss si complica.
    Viene vista come la ghiandaia imitatrice, un simbolo di libertà e ribellio ...continue

    Dopo la minaccia di suicidio alla finale degli Hunger Games in cui erano rimasti lei e Peeta, la vita di Katniss si complica.
    Viene vista come la ghiandaia imitatrice, un simbolo di libertà e ribellione nei confronti dello stato.
    Lei crede che una volta tornati a casa la sua vita tornerà come prima se non fosse che, oltre alla ricchezza che si trascinano dietro i vincitori degli Hunger Games, dovrà stare attenta a comportarsi in un determinato modo.
    Il terzo anniversario della memoria arriva dopo 75 edizioni di questo terribile gioco e porta con se una sorpresa: tutti i vincitori delle passate edizioni dovranno tornare nell'arena a combattere all'ultimo sangue. Questo perché Capitol City vuole ricordare che nessuno è più potente di lui.
    Chi sarà il nuovo vincitore?

    CONTIENE SPOILER
    Personalmente trovo che questo libro sia meno coinvolgente del primo ma nonostante tutto l'ho letto in due giorni scarsi.
    Incredibilmente la scrittura è scorrevole e in ogni capitolo succede qualcosa che incuriosisce incitandoti ad andare avanti nella lettura.
    Una grossa pecca è il fatto che fino a tre quarti del libro si parla solo ed esclusivamente dei viaggi che i due vincitori devono fare ai distretti vari, come cambia la loro vita, i loro litigi da "forse sono innamorata o forse amo un altro", i discorsi e le "seghe" mentali di Katniss che a lungo andare creano attrito rendendo meno fluida la narrazione.
    Questa ragazza è divisa in due: Gale il suo amico di sempre che ama ma non sa di amarlo (non può permetterselo perché deve badare a salvare l'umanità) e Peeta che l'ha salvata e con cui si sente in debito perennemente (maledetto lui che pur di salvarmi la vita si è fatto amputare una gamba).
    Lei è un personaggio un po' lunatico e a volte mi ha annoiata perché rispetta troppo la realtà.
    "Lo amo? Forse dovrei amarlo perché ha dato la vita per me! Come mai il suo bacio mi fa provare brividi? Ma io non posso permettermi di cedere. Lo uccido? o lo lascio vivere? Non posso perché ha salvato Prim, ma se non lo uccido lui ucciderà me!"

    ECHEPPPPPPALLE!

    Tutto ciò occupa almeno tre quarti di libro mentre il restante quarto viene occupato dall'arena.
    A mio avviso doveva invertire la scelta.
    In fin dei conti, il primo libro ha attirato proprio perché si parlava delle ingiustizie di un popolo schiacciato dal Capitol City e delle uccisioni degli Hunger Games.
    Mentre sul secondo..... Perché si parla nella maggior parte del tempo di rifarle il look, dei vestiti e delle paranoie di Cat?
    Mah. Questa cosa non l'ho molto apprezzata.
    Questi Hunger games dovevano affrontare un'arena assai più interessante e spietata della prima, in cui tutti i vincitori dovevano tentare di sopravvivere.
    Non è stata abbastanza sviluppata tanto che ad un certo punto non capivo più nulla.
    Un po' annacquata. Forse doveva in qualche modo giustificare il fatto che voleva a tutti i costi scrivere una trilogia. (Non smetterò mai di domandarmi perché un fantasy non può essere auto conclusivo.)
    Per fortuna che la scrittura è scorrevole e veloce, non ci sono termini complicati o pensieri arzigogolati che rallentano la lettura.
    I personaggi sono abbastanza stereotipati quindi anche in questo non bisogna fare sforzi sovrumani per capire i protagonisti.
    E ovviamente, finendo con Katniss che è stata salvata, (essendo pedina di un complotto rivoluzionario più grande dove fa la figura della pedina più idiota e lunatica del mondo) e Peeta che è stato rapito, non si può non essere indifferenti al terzo libro.
    Ce la farà la ghiandaia a liberare se stessa, chi ama, e tutti i distretti dalla morsa di Capitol City?
    Lo scopriremo solo leggendo.

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  • 3

    Ho letto molte recensioni irritate sulla pioggia di stelle che segue la saga degli Hunger Games.
    Anch'io avevo additato lo stucchevole tempo presente quasi costante, la narrazione in prima persona e i ...continue

    Ho letto molte recensioni irritate sulla pioggia di stelle che segue la saga degli Hunger Games.
    Anch'io avevo additato lo stucchevole tempo presente quasi costante, la narrazione in prima persona e il ritmo sincopato punteggiato neanche fosse un telegramma.
    Ma vedete, se volevate leggere qualcosa di più degno non avreste dovuto scegliere questa categoria di romanzi. Nel mio caso, intuivo di non dovermi aspettarmi chissà quale tono aulico (se sentivo il bisogno di qualcosa di più dignitoso sceglievo altri autori del genere, esempio Orwell o Asimov, cosa che ho fatto, ma in realtà io cercavo una lettura abbastanza veloce, intrigante per alleggerire la mente dalla mia attività professionale.)
    La critica è libera, sacrosanto, ma che non sia pretestuosa. Bisogna dare il giusto peso e fare differenze. Il problema è, e saremo d'accordo, che tra 1 e 5 stelle dobbiamo condensare il nostro giudizio sia sulla trama/intreccio letterario, sia sullo stile, sia sulla narrazione... Non sarebbe male che ci fossero più categorie di votazione per questo ;)
    Detto questo, per gli Hunger Games parto da una media di tre stellette, ossia un "buono", e in questo secondo episodio invece ne do 4 (mamma mia quanto so' di manica laaarga) perché mi sembra che l'allieva (mi sembra di essere al ricevimento genitori coi prof) noto che si è sforzata di più, nel rendere un po' più densa la trama, attenta maggiormente nella psicologia, e poi, in confronto al film che sul punto sorvola del tutto, mi è piaciuto davvero il primo terzo del racconto in cui Katniss prende coscienza, cosa che a differenza di Peeta e Gale non aveva ancora fatto, del proprio ruolo !

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    My patience is catching fire…

    Non ho ancora ben inquadrato il target dei lettori che si prefigge di raggiungere l’autrice, ma se è per un pubblico di adolescenti, non può essere più fuori strada di così.
    In primo luogo, la banalit ...continue

    Non ho ancora ben inquadrato il target dei lettori che si prefigge di raggiungere l’autrice, ma se è per un pubblico di adolescenti, non può essere più fuori strada di così.
    In primo luogo, la banalità dei tabù sessuali: l’aMMore è espresso soltanto attraverso baci e bacetti; la cara giovane Katniss, poverina, non capisce una mazza di quello che sta succedendole attorno, ma lei è innamorata di Gale (praticamente un Ridge versione gulag ucronico), però c’è anche Peeta (scrivere Peter faceva un po’ Heidi con le caprette?) che poverino anche lui non capisce una beata mazza, ma ha tanto cuore il ragazzo. Poi ci sono i baci, più o meno casti, è questo l’amore, non c’è il sesso. I bambini li porta la cicogna.
    A questo pubblico di adolescenti a cui non si può parlare di sesso, in modo parecchio ipocrita, per altro, si può tranquillamente parlare di uccisioni nell’arena. Lingue strappate, uccisioni e sbudellamenti. Ma il sesso? It’s dirty!
    Dal punto di vista della storia, si delinea un guazzabuglio di cazzate raffazzonate. La latineggiante Panem è una specie di dittatura alla 1984. Non si capisce per quale motivo privilegiati e non privilegiati, siano passibili della più orribile delle punizioni, tra lingue strappate, frustate, pallottole in testa; e in ogni caso grado e casta strappati via per un motivo qualunque. Voglio dire, se alla capitale non ci si ribella, e non ci si ribella nemmeno nella capitale, chi trae vantaggio da questa situazione?
    Il solo presidente Snow (il cui alito non si capisce perché debba avere l’odore del sangue)?
    Sembra un espediente atto a giustificare chi fa parte dei privilegiati e ciononostante abbia l’interesse a far cadere il regime.
    Non si capisce poi perché debba esistere un “safe haven” nel distretto 13, bombardato e distrutto da tempo, che, almeno così si dice, costruisce armi nucleari – come fosse una passeggiata per altro, costruire un Trident con testata nucleare da usare come deterrente.
    Il ritorno nell’arena poi, è un colabrodo di buchi nella trama. Sì c’era il piano. Il nuovo capo degli strateghi ha ben pensato di creare un’arena che con la giusta condizione (un filo conduttore che ha inventato uno schiavo, un coltello, e un campo di forza) equiprobabile a verificarsi tanto quanto tre asteroidi che colpiscono lo stesso punto del pianeta a distanza di pochi minuti, può distruggere tutto il brillante piano della nuova edizione della memoria.
    Se nell’altro libro trovo ridicolo il gioco gladiatorio tra adolescenti, che fornisca in qualche modo uno spettacolo che non sia perlomeno solo grottesco, in questo libro trovo improbabili gran parte dei nuovi partecipanti. In particolare Beetee, l’unico partecipante in grado di superare in furbizia ogni espediente tecnologico, visto che “pare” sia persino un piccolo nerd che ha inventato nuovi pezzi di tecnologia. Trovo ancora più improbabili le capacità “guerriere” dei precedenti vincitori – perché diciamocelo, qui non ci sono anni di pratica come nei veri giochi gladiatori di Roma antica, si tratta di bambinetti che a un certo punto hanno spaccato una o due teste e hanno infilzato questo o quell’altro contendente, in quella che è a tutti gli effetti una rissa di strada spacciata per gioco gladiatorio.
    Parlando poi di personaggi, per lo più sono tutti delle macchiette sullo sfondo. Katniss può definirsi sempre più una psicotica, che non capisce bene chi dei due amanti amare (rigorosamente a bacetti e bacini, il coito non esiste e i bambini li porta la cicogna): Ridge o lo zerbino Peeta. Al primo incontro con il presidente Snow, a cui poteva tagliare la gola in qualunque momento, per inciso, appena si parla di ribellione è già pronta a sacrificarsi (alla faccia della Ghiandaia imitatrice che dovrebbe trasformarsi nel simbolo della ribellione definitiva, al confronto John Connor non è un cazzo): che la uccidano subito, o al limite la facciano scivolare su una buccia di microbanana.
    Non si capiscono poi le altre scene di follia durante i momenti televisivi, gente che si spoglia negli ascensori “per fare un dispetto a Katniss” (nel film hanno dovuto fare i salti mortali per dare un senso a questa scena), e altri comportamenti inspiegabili (il manichino di Seneca Crane e gli strateghi che reagiscono come checche isteriche – vivete ogni giorno sotto la minaccia di morte anche per il minimo errore, e vi scandalizza sapere che a Seneca Crane hanno sparato in testa e l’hanno buttato in un fosso?).
    Nonché l’inspiegabile scena da psicopatica finale.

    In conclusione: fortuna che non ci sono i vampiri.

    said on 

  • 3

    Mi è piaciuta l'attenzione alla psicologia dei personaggi nel descrivere il loro "senso di colpa da sopravvissuti", ma per il resto è lento oltre ogni giustificazione e poco originale.

    said on 

  • 5

    Continúa la vida de Katniss que, más que mejorar, parece que empeora. Me parece otra gran novela por las mismas razones que la primera: buena trama, buen contexto, buenos personajes y buena narración. ...continue

    Continúa la vida de Katniss que, más que mejorar, parece que empeora. Me parece otra gran novela por las mismas razones que la primera: buena trama, buen contexto, buenos personajes y buena narración.

    said on 

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