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Cathedral

By

Publisher: Vintage

4.2
(2755)

Language:English | Number of Pages: 240 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , German , Chi simplified , Catalan , Chi traditional

Isbn-10: 0679723692 | Isbn-13: 9780679723691 | Publish date:  | Edition Reissue

Also available as: Hardcover , Softcover and Stapled

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
"A dozen stories that overflow with the danger, excitement, mystery and possibility of life...Carver is a writer of astonishing compassion and honesty...his eye set only on describing and revealing the world as he sees it. His eye is so clear, it almost breaks your heart."--Jonathan Yardley, Washington Post Book World

"Cathedral contains astonishing achievements, which bespeaks a writer expanding his range of intentions."--The Boston Globe

"A few of Mr. Carver's stories can already be counted among the masterpieces of American fiction...Cathedral shows a gifted writer struggling for a larger scope of reference, a finer touch of nuance." --Irving Howe, front page, The New York Times Book Review

"Clear, hard language so right that we shiver at the knowledge we gain from it." --Thomas Williams, Chicago Tribune Book World

"Carver is more than a realist; there is, in some of his stories, a strangeness, the husk of a myth." --Los Angeles Times


Stories included:
"Feathers"
"Chef's House"
"Preservation"
"The Compartment"
"A Small, Good Thing"
"Vitamins"
"Careful"
"Where I'm Calling From"
"The Train"
"Fever"
"The Bridle"
"Cathedral"
Sorting by
  • 5

    Quante inutili parole…

    Raccolta costituita da 12 racconti. Sono racconti di Raymond Carver. La recensione potrebbe concludersi qui. Gordon Lish, probabilmente, avrebbe tagliato anche quel “Raymond”, ritenendolo di troppo. Un inutile orpello, messo lì solo per appesantire la prosa. Comunque, non è che posso scrivere un ...continue

    Raccolta costituita da 12 racconti. Sono racconti di Raymond Carver. La recensione potrebbe concludersi qui. Gordon Lish, probabilmente, avrebbe tagliato anche quel “Raymond”, ritenendolo di troppo. Un inutile orpello, messo lì solo per appesantire la prosa. Comunque, non è che posso scrivere un commento così breve: ne andrebbe della mia reputazione. Dirò, quindi, che i protagonisti di Carver sono uomini e donne comuni, che non ci sono eroi ed eroine nei suoi racconti - in nessuno manca l’alcol e in uno, l’ultimo, quello che dà il titolo alla raccolta, compaiono due spinelli, ma l’eroina non c’è mai. Ci sono, invece, lavoratori e lavoratrici e più di un disoccupato, e storie d’amore finite o soltanto interrotte o pronte per una svolta sostanziale; poi, quando si svolta, non è che si può sapere in anticipo se le cose andranno meglio o peggio (sapete com’è, no? Chi lascia la via vecchia per quella nuova ecc.) La cosa più bella di questi racconti, le frasi che più rimangono impresse, sono quelle non scritte. Insomma, la genialità di Carver - temo non si possa parlare che di genialità nel caso del vecchio Ray - sta proprio nel saper rivelare l’animo dei suoi personaggi scrivendo di un evento apparentemente insignificante. È la famosa teoria dell’iceberg di Hemingway. Carver quella teoria l’ha fatta propria e riesce ad applicarla con una nonchalance che lascia allibiti. Lo so, non sto dicendo niente di nuovo, mi sto solo dilungando per il gusto di rompervi le scatole. Avrei dovuto postare questo commento dopo aver messo il punto appresso al primo Carver e, forse, avrei perfino potuto eliminare quel “Raymond”, dopotutto. Però, giacché ci sono, vorrei dirvi un’altra banalità. Il bello di leggere Carver, è che ogni volta, immancabilmente, terminato un racconto rimani un po’ così, come dire, con lo sguardo inclinato verso un punto imprecisato fra la parete e il soffitto, più spesso verso l’angolo della stanza (ammesso che tu stia leggendo dentro una stanza, altrimenti chissà dove arriva quello sguardo!), e, insomma, rimani lì con il libro (o quello che è) in mano, guardi il vuoto e pensi a tutte quelle belle frasi non scritte - e, siccome non sono scritte, non è che tutti le possono leggere allo stesso modo: c’è chi le vede e chi no, chi ne vede mille e chi soltanto un paio; però il bello è starsene lì per qualche minuto a indagare le vite di quei personaggi appena conosciuti; a impicciarsi un po’, ecco. A guardare nel buco della serratura. Non per voyeurismo, si capisce, ma con la curiosità di un esploratore, con il piglio di un biologo che anziché guardare cosa succede all’interno delle cellule appoggiando l’occhio al mirino del microscopio, osserva, grazie alla lente della letteratura, i sommovimenti che agitano l’animo umano.

    Penso di essermi dilungato abbastanza. Confido che la maggior parte di voi abbia mollato già da un po’ questo inutile commento, però voglio dirvi (ai pochi superstiti) un’ultima cosa. Se non vi piacciono i racconti, andate a farv- No, scherzo. Se non vi piacciono i racconti, Carver potrebbe farveli piacere; sempre che siate disposti a leggere gli spazi bianchi fra le (inutili) parole. Concludo, per davvero stavolta, copincollandovi il 12° punto del dodecalogo intitolato “Consigli sull’arte di scrivere racconti” vergato da quel fessacchiotto di Roberto Bolaño: «[…] e leggete anche Cechov e Carver, uno dei due è il più grande scrittore di racconti che abbia dato questo secolo».

    PS: Lo so dai, sarebbe crudele lasciarvi così, senza avervi detto qual è stato il mio racconto preferito. Il mio racconto preferito è stato … Il mio racconto preferito è stato… Aspettate, mi è appena venuta un’idea. Anziché rivelarvi il racconto che mi è piaciuto di più, farò di meglio: vi svelerò quello che m’è piaciuto meno! Eeeee, il peggior racconto della raccolta è … rullo di tamburi … “Da dove sto chiamando”!

    PPS (for short stories addicted, only): Ma il pavone di “Penne”, non vi ha fatto istantaneamente pensare a Flannery O’Connor?

    said on 

  • 4

    "Un racconto non ha bisogno di arrivare al momento in cui si parla d'amore, per parlare d'amore."

    Comprato subito dopo aver finito di leggere Principianti, quasi con frenesia, con una voglia pazza di leggerlo subito. Invece ho aspettato un po' per immergermi di nuovo in queste istantanee di vita banali e piatte in cui non succede nulla, perché, come dice Piccolo nella sua bellissima prefazion ...continue

    Comprato subito dopo aver finito di leggere Principianti, quasi con frenesia, con una voglia pazza di leggerlo subito. Invece ho aspettato un po' per immergermi di nuovo in queste istantanee di vita banali e piatte in cui non succede nulla, perché, come dice Piccolo nella sua bellissima prefazione," le cose sono già accadute, o stanno per accadere". Più bello, secondo me, di Principianti.

    said on 

  • 3

    Qual è la differenza che intercorre tra minimalista e inutile? Cos'è che rende un'esistenza banalmente triste degna di essere raccontata?
    Son queste le domande che si pone il recensore di questa raccolta di racconti brevissimi di Raymond Carver, squarci di vite infelici, con un prima e un d ...continue

    Qual è la differenza che intercorre tra minimalista e inutile? Cos'è che rende un'esistenza banalmente triste degna di essere raccontata?
    Son queste le domande che si pone il recensore di questa raccolta di racconti brevissimi di Raymond Carver, squarci di vite infelici, con un prima e un dopo vaghi e un durante che non ne modifica sostanzialmente il percorso.
    Insomma, se diamo per buona la definizione per cui ogni forma di narrativa è la storia di un cambiamento, quelli di Carver sono sostanzialmente racconti insignificanti perché di cambiamenti se ne vedono ben pochi. Le storie passano come spezzoni di film sconosciuti, intravisti facendo zapping la sera e presto abbandonati.
    Li tengono su la quadratura dei personaggi, anche se certi temi (alcolismo, disoccupazione, depressione, matrimoni fallimentari, malattie se non le cinque cose assieme) sono troppo ricorrenti, e l'onda di incomunicabilità che attraversa il libro da cima a fondo e lo compatta: a questo proposito l'idea di chiuderlo con l'unico racconto che viaggia in senso contrario e che non a caso gli dà il titolo, è sicuramente quella più azzeccata.
    Giudizio finale: benino.

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  • 4

    Non sono un appassionato di racconti, ma le istantanee di Carver sono una delle letture piu' appassionanti mai capitatemi per mano. Assolutamente irrinunciabile.

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  • 5

    Non leggo spesso libri di racconti, anzi in passato li ho sempre sistematicamente evitati.
    Mi trovo meglio quando mi immergo in un romanzo, anche un romanzo che non abbia magari una trama ben definita o composto da storie parallele; ha pur sempre un'omogenità, un filo conduttore, che in una ...continue

    Non leggo spesso libri di racconti, anzi in passato li ho sempre sistematicamente evitati.
    Mi trovo meglio quando mi immergo in un romanzo, anche un romanzo che non abbia magari una trama ben definita o composto da storie parallele; ha pur sempre un'omogenità, un filo conduttore, che in una raccolta di racconti manca... e non saprei spiegare bene perché mi manca o perché ne senta il bisogno.
    Forse è, banalmente, che faccio un po' fatica a entrare in una storia, a prendere confidenza con il narratore, con l'ambientazione, i personaggi. Con i racconti bisogna ogni volta ricominciare daccapo.
    Devo dire che questo, con i racconti di "Cattedrale", non è successo.
    Carver fa scivolare il lettore immediatamente nella scena. Il suo stile è nitido, limpido, asciutto e fotografico. Praticamente perfetto.
    I racconti hanno anche una certa omogeneità di stile e contenuti che conferiscono senso e spessore all'opera; in alcuni prevale forse una visione negativa, fragili equilibri che si rompono, drammatici cambiamenti che avvengono in modo quasi casuale, vite disperate e terribilmente "normali", "quotidiane", in cui si consumano tragedie grandi e piccole.
    Ma a tratti compaiono spiragli di speranza, brevi ma intensi contatti umani, in grando di risollevarci (anche solo per un attimo?) dal male di vivere.

    Credo che dovrò riconsiderare il genere racconto, genere che ho finora trascurato ritenendolo erroneamente minore, e leggere non solo altre opere di Carver, ma anche altre raccolte di racconti in generale.

    [Mentre leggevo continuavano a passarmi davanti le immagini del film di Altman "America Oggi", anche se poi ho riconosciuto solo un racconto rappresentato nel film. Film splendido, tra l'altro, che credo interpreti Carver egregiamente.]

    said on 

  • 5

    在日光燈下,屋子裡亮得就像白晝。他們聊到了清晨,窗戶上已經透出灰白色的天光,他們還不想離開。

    他說著,輕輕把著蘇.柯文的手指引導著她的畫筆。「妳必須跟妳的錯誤共存,讓這些錯誤最後看起來成為一種風格。了解嗎?」

    said on 

  • 2

    Ma perché così tante accuse contro Carver?

    C'è chi dice che i racconti di Carver siano evanescenti, che non accade nulla quando sembra che stia per accadere qualcosa e finiscono lì, lasciandoti con una domanda aperta tipo "e allora?"
    Ma chi la pensa così si sbaglia di grosso!
    Adesso vi dimostrerò che i racconti di Carver hanno ...continue

    C'è chi dice che i racconti di Carver siano evanescenti, che non accade nulla quando sembra che stia per accadere qualcosa e finiscono lì, lasciandoti con una domanda aperta tipo "e allora?"
    Ma chi la pensa così si sbaglia di grosso!
    Adesso vi dimostrerò che i racconti di Carver hanno molto di più che queste insinuazioni. Adesso ve lo dimostro. Prima però vado a prendermi un panino che ho lasciato in cucina su cui ho trovato delle penne di pavone. Un attimo solo che ho i piedi bagnati, eccomi di ritorno.

    said on 

  • 4

    12 racconti brevi, tanto diversi.

    e' come avere 12 pellicole di 12 vite diverse, non sai quanto lunghe, a ognuna delle quali dai una piccola sbirciatina, che dura un tempo limitato.
    ti innesti in queste vite. le segui un po'. te ne vai via.
    non sai cosa succedera' in queste vit ...continue

    12 racconti brevi, tanto diversi.

    e' come avere 12 pellicole di 12 vite diverse, non sai quanto lunghe, a ognuna delle quali dai una piccola sbirciatina, che dura un tempo limitato.
    ti innesti in queste vite. le segui un po'. te ne vai via.
    non sai cosa succedera' in queste vite dopo che te ne sei andato, cosi' come non sapevi cosa era successo prima.
    entri a passo leggero, non ti fai sentire.
    a passo leggero te ne vai, incurante delle loro gioie o dei loro dolori.
    mi ha ricordato l'importanza del sapersi distaccare.
    imparare il distacco e' fondamentale.

    e' un bel libro.
    lui poi, in copertina, ti guarda con quel sopracciglio destro sollevato e con quella sua faccia terribilmente da raymond carver.
    guardandolo sai gia' che il libro ti piacera'.

    said on 

  • 3

    Non amo le raccolte di racconti, e questo è un mio problema. Ovvio che le tre stelle non sono una critica ma solo il mio gradimento. Storie di quotidianità, personaggi ben delineati, ma non mi ha appassionato, a parte "Una piccola, buona cosa" che proprio invece mi è particolarmente piaciuto. ...continue

    Non amo le raccolte di racconti, e questo è un mio problema. Ovvio che le tre stelle non sono una critica ma solo il mio gradimento. Storie di quotidianità, personaggi ben delineati, ma non mi ha appassionato, a parte "Una piccola, buona cosa" che proprio invece mi è particolarmente piaciuto.

    said on 

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