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Catrame

Di

Editore: A. Mondadori (Piccola biblioteca Oscar; 584)

3.6
(369)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 150 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804575360 | Isbn-13: 9788804575368 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Fumo di asfalto colloso nella spossante Milano estiva delle periferie. Tra le case popolari di Calvairate, il quartiere dormitorio di Quarto Oggiaro e il carcere di Opera emergono, come strani zombie dal sottosuolo, un suicidio sospetto, un giro di pedofili e un ex terrorista nero evaso. E tra servizi segreti impegnati in grossolani depistaggi, inconfessabili e dirompenti verità e inquietanti parole d'ordine come "indulto", a vent'anni dal delitto Moro l'ispettore Guido Lopez non potrà fare a meno di avvertire l'aria pesante e sporca di un complotto.
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  • 2

    Il potenziale c'e', ma l'autore non riesce a mantenere la tensione costante durante il romanzo, talvolta eccedendo nelle digressioni politiche non sempre di immediata comprensione.

    ha scritto il 

  • 4

    C'è del marcio in Lombardia

    Per stare alle cronologie e alle bibliografie, "Catrame" è, prima di ogni cosa, semplicemente, il libro di esordio di Giuseppe Genna e anche il primo della serie che vede protagonista Guido Lopez , poliziotto dall'anima inquieta emblema principale della serie dei noir sociopolitici dell'autore mi ...continua

    Per stare alle cronologie e alle bibliografie, "Catrame" è, prima di ogni cosa, semplicemente, il libro di esordio di Giuseppe Genna e anche il primo della serie che vede protagonista Guido Lopez , poliziotto dall'anima inquieta emblema principale della serie dei noir sociopolitici dell'autore milanese (lo seguiranno "Nel nome di Ishmael", "Non toccare la pelle del drago" e "Le teste").

    Il plot, inizialmente semplice (tutto parte con le indagini sull'evasione dal carcere di Opera di un ex terrorista nero) tende a complicarsi per incastri e intrusioni, fino a rivelare una trama intricata e asfissiante, montata pezzo su pezzo come un mosaico di sospetti e di quelle che si chiamerebbero coincidenze, se le coincidenze esistessero. La scacchiera straborda da se stessa, le caselle si moltiplicano quasi all'infinito, o almeno ben fin dentro l'ombra, e alla fine il motore immobile e nascosto di tutto ciò che si agita in superficie (droga, prostituzione, abusi, servizi segreti, pedofilia, rapporti tra politica e terrorismo....) finisce per imparentarsi ai mille misteri di cui è costellata la storia d'Italia dal dopoguerra a oggi, soprattutto negli anni a ridosso del terrorismo.

    Restando in superficie si direbbe che non ci sia niente di nuovo, ad eccezione del coraggio di questo narratore, all'epoca (il libro uscì per la prima volta nel 1999) appena trentenne, e della qualità della sua scrittura. Del resto i libri gialli hanno come ovvio comune denominatore quello di indagare intorno a una vicenda misteriosa e molti dei migliori hanno il merito di indagare anche i meccanismi spesso taciuti delle società in cui si ambientano. Soltanto pochissimi scrittori però, e Genna è tra loro, riescono a mettere la propria scrittura al servizio di uno scandaglio ben più difficile, nelle profondità della natura umana. È una indagine che si dirama nelle intercapedini tra un evento e l'altro, nei non-fatti e nei non-detti, in tutto ciò che non è fabula e che costituisce una sorta di negativo della narrazione, un “rumore bianco”, nella partitura contrappuntistica di questo libro (e anche di quelli che lo seguiranno) costruito come una clessidra, in modo tale che la soluzione del mistero iniziale (quello dell'intreccio del libro) finisce per ribaltarsi in un mistero ancora maggiore e soprattutto assai più inquietante e tutto da risolvere (quello della storia dell'Italia del dopoguerra).

    In questo cocktail va dunque rintracciata la ricetta dello splendore oscuro che fa di "Catrame" un esempio di grande letteratura, sia che si abbraccino le ricostruzioni storiche di Genna, sia che le si rigettino: la capacità di tenere insieme con la sutura serrata di una scrittura adrenalinica che non perde mai colpi un rigoroso senso della trama e una visione lucidissima della realtà degni dei grandi scrittori dell'hard boiled classico, la capacità di ridisegnare con una potenza inedita l'anima di una città (Milano), una dettagliata ricostruzione di stampo giornalistico (il giornalismo migliore, naturalmente, quello ormai quasi estinto), la profondità tragica e l'emblematicità dei personaggi degne di un classico, uno stupefacente approfondimento psicologico dal sapore dostoevskiano con passaggi folgoranti di cui il seguente valga come saggio:

    "Ognuno cancella di sé le debolezze che riconosce, con l'astio dell'orfano, del povero, del calamitato, di chi è colpito dalla malattia. Teme l'assalto delle frane che non si attende, delle crepe che si possono aprire (si apriranno!) preparando l'interludio di una fine della propria vita. La fine di un amore, la fine degli anni amati, la fine definitiva... E arranca dietro quella lotta di sutura, per rimuovere gli strappi certi, consolidati, per evitarne la suppurazione. È una lotta senza dignità o bellezza, la lotta di finti acrobati fallimentari, che non si preoccupano più della bellezza dell'esercizio: cercano solo di arrivare alla sponda opposta sani e salvi. Non c'è gesto che si tolleri, si cerca soltanto di raggiungere il risultato, di cancellare un volto, di annullare un momento vissuto e mai scordato."

    ha scritto il 

  • 5

    Ottimo per intreccio, ambientazione, atmosfera. Un poliziesco crudo e cupissimo.
    Buona anche la scrittura (palese, forse anche fin troppo, l'influenza di Ellroy), anche c'è qualche perdonabile passaggio a vuoto.
    Sarebbe da 4 stelle, ma gli dò la quinta stellina perchè è totalmente pri ...continua

    Ottimo per intreccio, ambientazione, atmosfera. Un poliziesco crudo e cupissimo.
    Buona anche la scrittura (palese, forse anche fin troppo, l'influenza di Ellroy), anche c'è qualche perdonabile passaggio a vuoto.
    Sarebbe da 4 stelle, ma gli dò la quinta stellina perchè è totalmente privo di romanticismo, di stucchevoli vicende amorose/sentimentali (sia del protagonista che di altri personaggi), senza insomma nessun elemento "rosa", neanche accennato. Un caso più unico che raro, nei gialli e noir degli ultimi decenni.

    ha scritto il 

  • 4

    Avevo scritto una recensione, ma il sistema Anobii è piuttosto fragile e non l'ha salvata nella scheda del libro.

    Comunque: libro consigliato agli amanti del giallo.
    Agli italiani, anche.
    E ai milanesi, sopratutto.

    Viva Genna.

    [recensione in stile minimalista dovu ...continua

    Avevo scritto una recensione, ma il sistema Anobii è piuttosto fragile e non l'ha salvata nella scheda del libro.

    Comunque: libro consigliato agli amanti del giallo.
    Agli italiani, anche.
    E ai milanesi, sopratutto.

    Viva Genna.

    [recensione in stile minimalista dovuta al fastidio provocato dalla cancellazione inattesa della precedente recensione]

    ha scritto il 

  • 4

    afoso

    La scrittura di Genna diventa uno strumento erp descrivere il senso di afa e pesantezza della vicenda descritta. Per chi ama i gialli, gli intrighi all'italiana e le vicende abitate nella metropoli più grigia del bel paese (ok ormai non è più così ma i luoghi comuni sono duri da estirpare) questo ...continua

    La scrittura di Genna diventa uno strumento erp descrivere il senso di afa e pesantezza della vicenda descritta. Per chi ama i gialli, gli intrighi all'italiana e le vicende abitate nella metropoli più grigia del bel paese (ok ormai non è più così ma i luoghi comuni sono duri da estirpare) questo Catrame è il perfetto incipit per un ciclio di cinque romanzi che vedono protagonista l'ispettore Guido Lopez.
    A mio avviso raccomandatissimo e da leggere per primo, come da sequenza cronologica!

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo che ti si incolla addosso come il....catrame....

    Bello questo romanzo di Genna.Il giallo non è sicuramente il mio genere preferito ma in questo romanzo troviamo una buona "prova d'autore".Il protagonista è ben delineato, ci si trova a parteggiare per lui nonostante non sia di certo uno stinco di Santo; la storia è abbastanza ben costruita e pri ...continua

    Bello questo romanzo di Genna.Il giallo non è sicuramente il mio genere preferito ma in questo romanzo troviamo una buona "prova d'autore".Il protagonista è ben delineato, ci si trova a parteggiare per lui nonostante non sia di certo uno stinco di Santo; la storia è abbastanza ben costruita e priva delle tante storture che contraddistinguono a volte questo genere letterario.L'ambientazione è davvero azzeccata, sembra di trovarsi davvero nella canicola della capitale Lombarda, circondati dai suoi casermoni popolari, dall'aria untuosa e malsana dal suo sottobosco di criminalità.In conclusione un buon romanzo, una lettura davvero piacevole!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Primo Genna e primo Lopez. Esordio dal basso, dai bassifondi della metropoli milanese, di cui l’autore include vie e palazzi, catrame e cantine. La trama si interseca così tanto da aspettarsi un’evolversi estasiante, stupefacente: ci si deve invece, “accontentare” dell’evolversi della scrittura d ...continua

    Primo Genna e primo Lopez. Esordio dal basso, dai bassifondi della metropoli milanese, di cui l’autore include vie e palazzi, catrame e cantine. La trama si interseca così tanto da aspettarsi un’evolversi estasiante, stupefacente: ci si deve invece, “accontentare” dell’evolversi della scrittura dall’autore, che già in questo primo volume, lascia il segno. Le emozioni, le sensazioni arrivano, anche se non contorcono ancora lo stomaco del lettore… Per fortuna è solo l’inizio!

    ha scritto il