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Cavalieri e cavalleria nel Medioevo

Di

Editore: Einaudi

3.8
(74)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 286 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806151517 | Isbn-13: 9788806151515 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Aboaf , S. Pico

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: History

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Descrizione del libro
Il termine "cavaliere" è al tempo stesso ambiguo e fortemente evocativo. Si pensa normalmente a uno sdradicato di gran classe, nella dimensione eroica di Lancillotto o nella prospettiva caricaturale di Don Chisciotte. Lo si colloca in scenari affascinanti come le corti principesche o le arene dei tornei, lo si giudica espressione di un mondo passato ma un po' fermo nel tempo, da considerare con la sufficienza della mentalità "pratica" dell'era industriale o con la nostalgia di chi non vede più, intorno a sé, i valori della generosità gratuita, dello stile, della difesa dei deboli, del corteggiamento garbato.
In questo libro constatiamo quanto si debba distinguere un cavaliere romano, che è tale in quanto appartenente all'"ordo equestris", da un cavaliere errante del tardo Medioevo; vediamo che il "miles" degli anni intorno al Mille può essere un fante privo di prestigio ma può essere anche il grande fedele di un potente. Certo, ha peso la civiltà germanica, che introduce la "cultura delle armi" come principio di eminenza sociale nell'Europa latino-germanica; ma Flori storicizza a fondo la figura del cavaliere, la sostituisce anzi con un caleidoscopio di immagini e di ruoli sociali, non tutti riconducibili al progressivo raffinarsi del guerriero "barbaro" ma spesso colorati con gli ideali cristiani.
Scopriamo che "vassallo" e "cavaliere" sono due personaggi spesso distinti, che l'investitura vassallatica e l'addobbamento cavalleresco sono due cerimonie diverse, che gli "equites" possono essere aristocratici ma che, nell'insieme, il ceto cavalleresco è alle soglie della nobiltà e usa il proprio ruolo per entrarvi, con successo finché la società medioevale è ancora fluida o con minori risultati quando quella società si cristallizza nelle gerarchie che preparano l'età moderna.
Tra immagini di Crociati e di veri Ordini cavallereschi, fra ideali teorizzati e brutalità militari praticate, Jean Flori ci accompagna infine dentro il declino della cavalleria.
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    Un libro abbastanza breve, ma anche denso e pieno di informazioni utili per chi è interessato all'argomento. Affronta tutte le tematiche che convergono sulla figura del cavaliere medievale, dividendole in tre grosse sezioni e mettendo in luce gli "equivoci" più grandi.
    Politica: quali sono ...continua

    Un libro abbastanza breve, ma anche denso e pieno di informazioni utili per chi è interessato all'argomento. Affronta tutte le tematiche che convergono sulla figura del cavaliere medievale, dividendole in tre grosse sezioni e mettendo in luce gli "equivoci" più grandi.
    Politica: quali sono le sue origini? come acquista valore nella società medievale? che rapporto ha con il rapporto vassallatico e la nobiltà?
    Guerra: come cambiano l'armatura e le armi usate nel corso dei secoli? e il loro modo di fare la guerra, ma anche i tornei? e il famoso codice cavalleresco?
    Ideologia: qual è il rapporto con la Chiesa medievale? e gli ordini religiosi militari? invece con la letteratura cortese e il ciclo arturiano?
    Se vi siete mai posti queste domande, vi consiglio di leggere questo saggio.

    ha scritto il