Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Cavalli selvaggi

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 79

By Cormac McCarthy, Igor Legati (Translator)

(849)

| Hardcover | 9788496200067

Like Cavalli selvaggi?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Nella difficile America della fine degli anni Quaranta, John Grady Cole, un ragazzo texano pieno di aspirazioni e di insoddisfazioni, lascia la sua famiglia e si avvia a cavallo, insieme all'amico Rawlins, sull'antica pista che conduce in Messico, nel nebuloso intento di ritrovare, rivivendo a modo Continue

Nella difficile America della fine degli anni Quaranta, John Grady Cole, un ragazzo texano pieno di aspirazioni e di insoddisfazioni, lascia la sua famiglia e si avvia a cavallo, insieme all'amico Rawlins, sull'antica pista che conduce in Messico, nel nebuloso intento di ritrovare, rivivendo a modo suo l'epopea del Far West, le sue dubbie e precarie radici. Come veri cowboys, i due giovani attraversano lentamente, di bivacco in bivacco, di incontro in incontro, l'immenso territorio, alimentando strada facendo la comune speranza di garantirsi una vita migliore.
Il sogno sembra coronarsi con l'arrivo nei monti del Messico, dove l'asprezza del paesaggio si circonfonde del calore vitale e della sensualità degli abitanti, fino a rappresentare in tutto e per tutto l'immagine di un Eden finalmente a portata di mano. Ma ben presto alle aure del mito subentrerà la spietatezza di una realtà che non ammette intrusioni: quel paradiso è appannaggio esclusivo di chi ci è nato e ci ha sofferto, e ai due ragazzi non resterà che tornare indietro, in un brusco congedo dai loro sogni e dalla loro gioventù.

Pubblicato nel 1992, Cavalli selvaggi è considerato il romanzo più importante che Cormac McCarthy abbia finora scritto: l'asciuttezza dello stile non deprime mai, e anzi esalta al massimo livello possibile, la tensione evocativa delle descrizioni paesistiche e delle situazioni rappresentate, così come la selvaggia vitalità di molti dei personaggi dissimula ma non elimina i rintocchi di tragedia dei quali la vicenda è intessuta. Uno straordinario esempio di equlibrio narrativo, e insieme una splendida quanto desolata avventura, da vivere ansiosamente fino in fondo.

Critics

  • Cavalli selvaggi

    La presentazione e le recensioni di Cavalli selvaggi, opera di Cormac McCarthy edita da Einaudi. Texas, 1949. Lacerato ogni legame che lo stringeva alla terra e alla famiglia, John Grady Cole sella il cavallo e insieme all'amico Rawlins si mette sull ... (read full critics)

    Qlibri published on Tue, 30 Nov 2010

10 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 5 people find this helpful

    E chi l’ha detto che per scrivere un’opera epica, nel senso letterale del termine, bisogna per forza comporre in versi e “imbrattare” un sacco di carta? In meno di 300 pagine McCarthy riesce a costruire un romanzo epico cavalleresco ambientato nell’arido Texas del 1949, dove si alternano allevamenti ... (continue)

    E chi l’ha detto che per scrivere un’opera epica, nel senso letterale del termine, bisogna per forza comporre in versi e “imbrattare” un sacco di carta? In meno di 300 pagine McCarthy riesce a costruire un romanzo epico cavalleresco ambientato nell’arido Texas del 1949, dove si alternano allevamenti di bestiame e pozzi petroliferi. Abbiamo un eroe, il giovane John Grady, che decide di lasciare il Texas per il Messico in un viaggio al contrario (“Lei gli prese il braccio e lo chiamò mojado reverso, un emigrante clandestino al contrario, una creatura rara da tenere in gran conto”) inseguendo la figura mitica del cowboy, accompagnato dal fedele compagno, il cugino Rawlins, il quale si fida di lui ciecamente. Sullo sfondo una natura maestosa, fatta di grandi spazi infiniti, di cieli stellati, ostile, ma non matrigna, dura, ma non egoista.

    Il viaggio, consumata metafora della vita, qui si tinge di rosso, diventa simbolo di un’iniziazione alle contraddizioni insite nell’esistenza, all’antitesi sui cui si basa l’architettura di quella cosa così sopravvalutata chiamata vivere; un’iniziazione che richiede il suo tributo di sangue, perché la conoscenza è sempre seguita da una perdita dell’innocenza.

    “Pensò che la bellezza del mondo nascondeva un segreto, che il cuore del mondo batteva a un prezzo terribile, che la sofferenza e la bellezza del mondo crescevano di pari passo, ma in direzioni opposte, e che forse quella forbice vertiginosa esigeva il sangue di molta gente per la grazia di un semplice fiore.”

    La scrittura di McCarthy è intrisa di lirismo: pur essendo scarna ed essenziale, quasi violenta per alcuni aspetti, dona alla narrazione una ritmicità che ha echi ancestrali e selvaggi, simili allo scalpiccio degli zoccoli dei cavalli sul terreno arido. E quanto sono belli questi cavalli, quanto assomigliano all’uomo nel loro destino, pensano di nascere liberi, mentre sono costretti alle briglie e alla sella.

    Scarni sono anche i personaggi, la cui essenza sembra quasi essere riassunta dai nomi, che assomigliano a figure in ombra, di cui inizialmente si distinguono i contorni e la voce e poi, mano a mano che ci si avvicina, si notano particolari, ma che sono scollegati tra loro.

    E’ un libro che si destreggia tra due estremi: da una parte è materico, sanguigno, dall’altra mitico, al di fuori del tempo e dello spazio, raggiungendo un equilibrio perfetto tra storia e leggenda.

    Is this helpful?

    Rami said on Apr 25, 2011 about the Paperback edition | 2 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Il Far West non è stato solo un posto, non è stato solo un epoca e non è stata la fusione di queste due cose; il Far West è stata una vera e propria civiltà (o la deriva d'una civiltà? O l'avanguardia d'essa?), con i suoi usi, la sua morale e le sue leggi, con i suoi orrori ma, ammettiamolo, con un ... (continue)

    Il Far West non è stato solo un posto, non è stato solo un epoca e non è stata la fusione di queste due cose; il Far West è stata una vera e propria civiltà (o la deriva d'una civiltà? O l'avanguardia d'essa?), con i suoi usi, la sua morale e le sue leggi, con i suoi orrori ma, ammettiamolo, con un fascino soverchiante che ne ha decretata l'immortalità. Nella civiltà del Far West, infatti, valore chiave - e supremo ideale - era una versione estrema di ciò su cui si basa, nel senso più largo, l'intera morale americana e, in fondo in fondo, l'intera cultura Occidentale.
    Il dollaro, chiederete?
    Vi sembrerò naìve ma, no: la libertà. Una libertà forse eccessiva e non per forza costruttiva, una libertà a cui la Civilità (quella con la C maiuscola, quella propriamente detta) ha dovuto a un certo punto mettere un freno, uccidendo - inevitabilmente - il Far West stesso. Non è un caso se le migliori storie raccontate su quel mondo son state scritte pensando a quel particolare momento, perchè un modo di dire decisamente azzeccato (uno dei pochi, sia chiaro) enuncia che "le cose belle si apprezzan davvero solo quando non ci son più". Stò pensando a C'era una Volta il West, ma anche al meno noto - ma per me forse più bello - The Man Who Shot Liberty Valance.
    Ecco: questo romanzo scorre su binari piuttosto simili.
    Cavalli Selvaggi è un libro che non è davvero ambientato nel Far West, nè a livello geografico, nè a livello temporale: ma è un'opera alla cui base v'è la ricerca di quel mondo, una ricerca difficile (impossibile?) e forse anche un pò insensata, una ricerca che inevitabilmente porta su una strada di polvere - e che probabilmente finirà su una di sangue.

    Scusate la sviolinata. L'argomento mi stà assai a cuore. Passando alla fredda tecnica si può parlar, per All the Pretty Horses, d'una vicenda avventurosa connotata da un certo qual realismo, ma anche profondamente romanzata; d'una storia insomma che sa essere brusca, anche brutale, ma mai a livelli davvero disturbanti (e assolutamente lontano da picchi di disgusto come certi incontrati, con McCarthy, in La Strada e soprattutto in Figlio di Dio), e che è d'altro canto caratterizzata da personaggi tutti d'un pezzo, personaggi accattivanti e onorevoli, che proprio per questo appaiono (forse in un eccesso d'aridità) di certo non impossibili... ma giusto un pochino improbabili.
    Cavalli Selvaggi è una storia di fuga e di libertà, ma anche una storia d'amore profondamente amara, e in questo sà alternar al meglio il proprio gusto per non risultar mai piatto nè noioso, nonostante lo stile incredibilmente asciutto di McCarthy - che solo in brevi tratti, inaspettato, si apre in punte di vera filosofia e in toccanti digressioni sulla natura, sul mondo, sulla storia.

    Cavalli Selvaggi non è, inutile negarlo, una vicenda particolarmente sorprendente o originale o innovativa, e mentirei se dicessi che, considerando di cos'è capace (o meglio, di cosa sarà capace) l'autore, brilli davvero per il modo in cui è raccontata. Ciò che la valorizza e che la rende unica è la sua atmosfera. E' quell'atmosfera di crudezza e genuinità, di semplicità e di voglia - estrema - di libertà in cui sì, come dicevo, s'incarna la profonda anima Western di quest'avventura messicana, anni '40. Ed è in questo che trova il suo massimo sfogo quella profonda, toccante, sentita e affatto cieca Lode d'un Passato ormai morto - che è il topos più comune e approfondito nella produzione dell'autore.

    All the Pretty Horses non è un romanzo proprio per tutti, perchè è scorrevole ma non troppo, è avvincente ma non poi moltissimo, è realistico ma non all'eccesso. E' un romanzo privo di una meta ben precisa, un pò come i suoi protagonisti; è un romanzo che si accontenta di correre a cavallo, e chi se ne importa dove arriva.
    Se vi piace l'autore, se vi piace il Western, se vi piacciono i cavalli o le storie "da duri", allora sì che potete andar tranquilli. Se non rientrate in queste categorie, forse vorrete approcciar McCarthy con qualcosa di maggior respiro.

    Is this helpful?

    Krokgard said on Jan 15, 2012 about the Paperback edition | 1 feedback

  • 1 person find this helpful

    Noi sappiamo che le cose posseggono certe qualità. Un'automobile può essere verde. O avere un certo motore. Ma non può essere contaminata dal male, capisci? E persino un uomo. Un uomo può essere abitato dal male, ma noi non pensiamo che sia suo. Dove l'ha preso? Come può rivendicarlo? No, in Messico ... (continue)

    Noi sappiamo che le cose posseggono certe qualità. Un'automobile può essere verde. O avere un certo motore. Ma non può essere contaminata dal male, capisci? E persino un uomo. Un uomo può essere abitato dal male, ma noi non pensiamo che sia suo. Dove l'ha preso? Come può rivendicarlo? No, in Messico il male è una realtà distinta che marcia sulle proprie gambe. Forse un giorno visiterà anche te. Forse l'ha già fatto.

    Is this helpful?

    Luca Leone said on Dec 2, 2011 about the Paperback edition | Add your feedback

  • Secondo me Meridiano di sangue rimane una spanna sopra

    http://thrillerpages.blogspot.com/2012/01/recensione-de… Premetto che amo molto McCathy, ma questo è il libro che ho apprezzato di meno...Peccato, non sono riuscito ad affezionarmi né alla storia né ai personaggi. Ambientato nel Texas del 1949, lacerato ogni legame che lo st ... (continue)

    http://thrillerpages.blogspot.com/2012/01/recensione-de…

    Premetto che amo molto McCathy, ma questo è il libro che ho apprezzato di meno...Peccato, non sono riuscito ad affezionarmi né alla storia né ai personaggi.
    Ambientato nel Texas del 1949, lacerato ogni legame che lo stringeva alla terra e alla famiglia, John Grady Cole sella il cavallo e insieme all'amico Rawlins si mette sull'antica pista che conduce alla frontiera e più in là al Messico, inseguendo un passato nobile e, forse, mai esistito.
    Ok, lo stile McCarhy si riconosce, la sua scrittura è come sempre asciutta ed incisiva, ma quando ho finito il libro non mi ha lasciato nulla.
    A ogni giro di pagina aspettavo una "sorpresa", un ribaltamento della situazione, ma.....nulla. Il protagonista John Grady ha 17 anni e ho trovato abbastanza esagerata la sua integrità morale e la sua saggezza che purtroppo a quell'età, anche se nel 1950, è secondo me impossibile avere. Insomma, anche se mi aspettavo di più, ciò non toglie che è stata una lettura gradevole. Secondo me Meridiano di sangue rimane una spanna sopra, ma i gusti i son gusti...

    Is this helpful?

    Diego Thrillers said on Jan 12, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

Book Details

Improve data of this book

Prices Change currency & sellers

ISBN Edition List Sale Seller
9788496200067 Hardcover -- -- --
Other editions
+ 4 copies tradable: →
Added to Shelf Added to Wish List

Inline Translation Mode

Left click to navigate, right click to translate.

inline translation guide

or close

Inline translation is not ready for this page yet.

Inline translation mode.

Share this page with your friends.

The viewport has not loaded.