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Cecenia, anno III

Di

Editore: Einaudi

3.5
(46)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 120 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8806203967 | Isbn-13: 9788806203962 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: History , Political

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Descrizione del libro
Jonathan Littell era già stato nella repubblica caucasica durante le guerre del ’96 e del ’99, quando “la vita di un uomo non valeva un copeco”, con l’ong “Action contre la faim”. Vi è tornato recentemente, soggiornando alcune settimane prima a Mosca poi in Cecenia. La Grozny che ritrova è una città nuova di zecca, come appoggiata sopra quella distrutta da anni di guerra, impegnata a trasmettere un’illusione di normalità, di nazione pacificata. C’è una nuova moschea, copia esatta della Moschea Blu di Istanbul, i bulbi dorati della cattedrale ortodossa brillano fintamente ecumenici, c’è persino un monumento ai giornalisti morti per la libertà di parola, mentre la grande via centrale ora si chiama Prospekt Putin. Ma basta poco all’autore delle “Benevole” per accorgersi di cosa si nasconde dietro la facciata della ricostruzione: il dittatore onnipotente, ex muftí indipendentista, Ramzan Kadyrov si è insediato nel 2002 per volontà di Putin; le violenze continuano feroci, sono solo piú selettive; gli ex ribelli vengono cooptati a partecipare alla dura repressione; la corruzione dilaga; per contrastare l’islam dei combattenti viene promosso un islam detto “tradizionale”. Il suo diventa un reportage lucido e terribile su un inferno solo ufficialmente “pacificato”.
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  • 3

    Cecenia anno terzo, con il passaggio dei poteri dall'esercito russo al governo/dittatura dell'(ex?) terrorista Kadyrov, considerato dalla Politkovskaja uno dei personaggi più crudeli, corrotti e squallidi di tutta la nomenklatura putiniana. Miliardi di dollari russi investiti nella ricostruzione ...continua

    Cecenia anno terzo, con il passaggio dei poteri dall'esercito russo al governo/dittatura dell'(ex?) terrorista Kadyrov, considerato dalla Politkovskaja uno dei personaggi più crudeli, corrotti e squallidi di tutta la nomenklatura putiniana. Miliardi di dollari russi investiti nella ricostruzione del paese (di cui però solo il 15% giunto a destinazione) ed un paese in cui apparentemente la violenza politica sembra calata, ma in cui gli assassini e le sparizioni sistematiche degli avversari del tiranno e del sovrapotere russo si moltiplicano, mentre i giovani ceceni, sempre più disperati, continuano a fuggire e a darsi alla macchia.
    Un libro non del tutto convincente, questo di Littell; e lo si capisce fino dalle premesse iniziali, in cui l'autore dichiara di aver mutato la sua opinione, inizialmente positiva, sull'azione politica di Kadyrov, solo dopo l'assassinio di alcuni amici giornalisti da parte della polizia politica del regime. Manca al testo quel fuoco, quell'indignazione per il destino delle vittime, che anima e rende così allucinata, tersa, coinvolgente la scrittura della Politkovskaja.

    ha scritto il 

  • 3

    SCRITTORE DI GUERRA

    Littel è stato in Cecenia più volte, al seguito di ong – tra le altre lingue, parla russo e conosce bene il paese, la gente, la situazione. Sa quello che scrive, per intenderci.


    Ma questo libro, frutto di un soggiorno di sole due settimane, pubblicato in bella edizione Einaudi al prezzo di ...continua

    Littel è stato in Cecenia più volte, al seguito di ong – tra le altre lingue, parla russo e conosce bene il paese, la gente, la situazione. Sa quello che scrive, per intenderci.

    Ma questo libro, frutto di un soggiorno di sole due settimane, pubblicato in bella edizione Einaudi al prezzo di € 18, sembra un po’ una fregatura.
    Ho come l’impressione che sia nato come sorta di bollettino interno a qualche ong umanitaria e poi gonfiato per la pubblicazione e per giustificare il prezzo.
    Sembra anche mancare di un finale articolato, come se fosse un po’ tirato via.

    Littel è stato anche in Siria per due settimane, ma l’ho letto solo sui quotidiani: spero che in questo caso non ci sia l’intenzione editoriale di fare un istant book di rapina, come tutto sommato è 'Cecenia anno III'.

    ha scritto il 

  • 0

    L'intelligenza di una donna è come la coda di una rana

    "L'intelligenza di una donna è come la coda di una rana"
    Valid Kuruev, vice muftì della Cecenia.

    al solito, i maschi si fanno la guerra e le donne ci rimettono: ritorno al velo obbligatorio, il posto loro e' in cucina, una donna che lavora è una donna disprezzabile, e dulcis in fund ...continua

    "L'intelligenza di una donna è come la coda di una rana"
    Valid Kuruev, vice muftì della Cecenia.

    al solito, i maschi si fanno la guerra e le donne ci rimettono: ritorno al velo obbligatorio, il posto loro e' in cucina, una donna che lavora è una donna disprezzabile, e dulcis in fundo, tornata e incoraggiata la poligamia.

    Al momento le bocce paiono ferme, ma è solo una momentanea pausa. Quando il dittatore di oggi salterà in aria, salterà in aria di nuovo anche la polveriera sulla quale regna sorretto da Mosca e della quale non si sente più parlare. Normalizzata. Normali torture, normali rapimenti, normali uccisioni e sparizioni, normale informazione asservita e normalissima corruzione.

    consiglio di ripassare velocemente la storia della Cecenia degli ultimi 20 anni prima di iniziare la lettura, altrimenti si rischia il disorientamento. (Fra l'altro hanno tutti nomi lunghissimi, simili, facili da confondere)

    ha scritto il 

  • 3

    También Chechenia

    Jonathan Littell, quien lo ganara todo (incluido mi arrebato), con Las Benévolas, publicó en 2009 un informe largo sobre la situación en Chechenia, país en el que había trabajado como miembro de una ONG durante las guerras de los noventa, y que, como periodista acreditado, visitó durante dos sema ...continua

    Jonathan Littell, quien lo ganara todo (incluido mi arrebato), con Las Benévolas, publicó en 2009 un informe largo sobre la situación en Chechenia, país en el que había trabajado como miembro de una ONG durante las guerras de los noventa, y que, como periodista acreditado, visitó durante dos semanas en 2009. Desentrañar los misterios de esta pequeña república –cuya extraña existencia reflejaría en los nombres de sus habitantes, cruces imposibles de Rusia y Arabia- es tarea complicada, aunque debe estar al alcance de quien consiguió hacerlo con el nazismo y su psicología (sé que esto suena excesivo, pero a mí me lo pareció), y centra su Chechenia, año III.

    Littell es consciente de describir un conflicto no resuelto, de poderosos actores en la sombra (Putin y Rusia como valedores de los dirigentes actuales de Chechenia, y Al Qaeda –o su corpúsculo norcaucáusico- como el de los terroristas todavía en el monte), y protagonistas especialmente directos: Ramzán Kadírov, el presidente respaldado por Putin y en el poder desde 2006 –de ahí el título del informe-, y que con sus plenos poderes controla a los islamistas y reconstruye con eficacia aparente el país destruido; y los movimientos de derechos humanos, especialmente Memorial , que en su denuncia del despotismo de Kadírov han sufrido varias víctimas.

    La provisionalidad pesa, creo, bastante, en la visión de Littell, que lo admite abiertamente como una carencia insalvable si quiere profundizar en el conflicto, a pesar de sus aparentes conocimientos del mismo. También se muestra tentado por momentos a una visión positiva de los logros de Kadírov, indudables sólo por comparación con la destrucción desatada de los noventa. Yo discrepo un tanto de la inevitabilidad de esta carencia, que me suena un poco a excusa: creo que no debería ser un problema para hacer buena literatura, pero puede que al alma novelista de Littell le pese no poder cerrar bien la trama, no poder estructurar, e incluso se ve forzado a reconocer cambios de última hora. Su profusión de personas y lugares de nombres difíciles tampoco ayuda al profano.

    Por momentos, Littell consigue excelentes páginas, por ejemplo en el perfil de Kadírov y su red de privilegiados, o al novelar (ligeramente) los dramáticos destinos de miembros de Memorial secuestrados. Sin embargo, creo menos lograda la combinación con su propio viaje personal, que es algo impostado aunque la crónica en sí sea interesante y válida para un mundo occidental que tiene olvidados tantos conflictos eternos, complejos, imposibles.

    http://banquetealatropa.blogspot.com/2011/03/tambien-chechenia.html

    ha scritto il 

  • 3

    un pò troppo sbrigativo, anche se rende bene l'atmosfera che si assapora in una terra martoriata dalla violenza. esteriormrnte la capitale Groznyj è ricostruita a tempo di record, come molte infrastrutture e altre città. ma a che prezzo? la "cecenizzazione" imposta da putin mediante kadirov senio ...continua

    un pò troppo sbrigativo, anche se rende bene l'atmosfera che si assapora in una terra martoriata dalla violenza. esteriormrnte la capitale Groznyj è ricostruita a tempo di record, come molte infrastrutture e altre città. ma a che prezzo? la "cecenizzazione" imposta da putin mediante kadirov senior (ucciso in un attentato) è ora proseguita dal figlio ramzan: corruzione stellare, islamizzazione forzata ma ritoccata dalle sedicenti "tradizioni" tribali (accanita contro le donne ma tollerante sull'alcool), cooptazione degli ex combattenti, sequestri e omicidi mirati soprattutto contro giornalisti. una specie di pausa pacifica basata sul terrore e l'assenso servile del "chozjain", ovvero il padrone, il boss.
    fino a quando reggerà?

    ha scritto il 

  • 4

    La storia contemporanea della Cecenia sotto il dittatore Kadyrov, estremista islamico ma sotto l'ala protettrice di Putin.
    Una desolazione di massacri e corruzione che viene portato ad esempio di ricostruzione post bellica dai nostri amati governi democratici.

    ha scritto il 

  • 4

    Viale Putin

    A Grozny, capitale della Cecenia, hanno dedicato un viale a Putin. Una cosa del genere la si fa quando il personaggio illustre è passato a miglior vita, oppure quando lo stesso è una specie di tiranno. Vladimir è in perfetta salute. Questo libro racconta la Cecenia 'normalizzata', guidata da una ...continua

    A Grozny, capitale della Cecenia, hanno dedicato un viale a Putin. Una cosa del genere la si fa quando il personaggio illustre è passato a miglior vita, oppure quando lo stesso è una specie di tiranno. Vladimir è in perfetta salute. Questo libro racconta la Cecenia 'normalizzata', guidata da una specie di signorotto medievale che dispensa morte e privilegi a seconda del bisogno. Un signorotto sostenuto da un tiranno che, a sua volta, è riverito e appoggiato da molti, in occidente, a partire dal primo ministro italiano, quel tizio che da quando era ragazzino odia i comunisti, ma che appena ha avuto la possibilità di conoscere un personaggio cresciuto a Kgb e oppressione del dissenso, se n'è innamorato.

    ha scritto il 

  • 0

    Cecenia, anno III di Jonathan Littell

    http://www.booksblog.it/post/6794/cecenia-anno-iii-di-jonathan-littell


    Jonathan Littell conosce la Cecenia come pochi giornalisti (scrittori?) occidentali, e da questo libro lo si capisce bene. Cecenia, anno III (Einaudi, pp. 120, euro 18) è un bel reportage su una situazione politi ...continua

    http://www.booksblog.it/post/6794/cecenia-anno-iii-di-jonathan-littell

    Jonathan Littell conosce la Cecenia come pochi giornalisti (scrittori?) occidentali, e da questo libro lo si capisce bene. Cecenia, anno III (Einaudi, pp. 120, euro 18) è un bel reportage su una situazione politica quanto mai delicata, un libro meditato, frutto di molti ripensamenti, dettati soprattutto dagli eventi.

    ha scritto il