Cecità

Di

Editore: Einaudi

4.4
(11593)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 315 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Inglese , Spagnolo , Catalano , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Olandese , Svedese

Isbn-10: 8806172999 | Isbn-13: 9788806172992 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Rita Desti

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , CD audio , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
In una città qualunque, di un Paese qualunque, un automobilista è fermo al semaforo, in attesa del verde, quando si accorge di perdere la vista. All'inizio pensa si tratti di un disturbo passeggero, ma non è così. Gli viene diagnosticata una malattia sconosciuta: un "mal bianco" che avvolge le vittime in un candore luminoso, simile a un mare di latte. Non si tratta di un caso isolato: è l'inizio di un'epidemia che colpisce progressivamente tutta la città e l'intero Paese. I ciechi vengono rinchiusi in un ex manicomio e costretti a vivere nel più totale abbrutimento da chi non è stato ancora contagiato. Tra la violenza e la lotta per la sopravvivenza si inserirà la figura di una donna che, con un gesto d'amore, ridarà speranza all'umanità.
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  • 0

    6/40: un libro di un autore portoghese
    “Cecità” di J. Saramago
    Libro scelto dal gruppo di lettura online di febbraio, Cecità è un romanzo che mi aspettava in libreria da molti anni. Forse la tematica ...continua

    6/40: un libro di un autore portoghese
    “Cecità” di J. Saramago
    Libro scelto dal gruppo di lettura online di febbraio, Cecità è un romanzo che mi aspettava in libreria da molti anni. Forse la tematica forte, forse le recensioni entusiastiche, ma intimorite mi hanno trattenuta dal leggerlo prima.
    La trama è semplice: in un paese non specificato un'improvvisa epidemia di cecità colpisce la popolazione. Il governo prova ad arginare il fenomeno rinchiudendo i primi contagiati in un ex manicomio, ma le drastiche misure adottate non servono a circoscrivere l’infezione che dilaga inesorabilmente in tutto il paese. In questo terribile contesto ogni parvenza di umanità pare dissolversi rapidamente, lasciando ogni uomo in balia di se stesso, pronto a sfogare la sua natura animale ed egoista.
    Il primo impatto con lo stile di Saramago è stato inatteso e all’inizio difficile; duro e a tratti disorientante, la mancanza, o meglio, l’uso insolito della punteggiatura mi ha confuso, ma con l’avanzare della lettura mi sono abituata e il suo stile mi ha avvolto e affascinato. I protagonisti sono privi di nome ma identificati con delle perifrasi, come “la moglie del medico”, “la ragazza con gli occhiali scuri”, “il vecchio dalla benda nera”, e nonostante ciò mi sono affezionata molto a tutti loro, soffrendo davanti all’indifferenza, alla violenza e alla mancanza di umanità che subiscono. Perché alla fine di tutto, questo romanzo costituisce una straordinaria metafora della società contemporanea, contaminata dall’apatia e dalla totale mancanza di solidarietà verso il prossimo, dove la vera cecità non è quella fisica ma quella del cuore.

    “Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono”

    ha scritto il 

  • 5

    Ho letto Cecità tanti anni fa. Stranamente è l'unico libro di Saramago tra i già letti che non ho riletto. Stranamente non l'ho recensito prima di ora. Stranamente non riesco ancora a dire nulla di qu ...continua

    Ho letto Cecità tanti anni fa. Stranamente è l'unico libro di Saramago tra i già letti che non ho riletto. Stranamente non l'ho recensito prima di ora. Stranamente non riesco ancora a dire nulla di questo libro. Stranamente mi è rimasto addosso, non si scolla. Stranamente ogni giorno penso a lui, al libro. Stranamente non ricordo una sola parola, stranamente ricordo ogni singola parola sottintesa, non scritta, non letta. Stranamente credo Cecità sia parte di me.

    ha scritto il 

  • 4

    recensione a cura di lunaticamente.com

    link: http://www.lunaticamente.com/recensioni-di-libri/item/52-cecit%C3%A0-di-jos%C3%A9-saramago.html

    E' stata durissima affrontare questo libro. Una botta psicologica e morale.
    Imbattermi nella scrit ...continua

    link: http://www.lunaticamente.com/recensioni-di-libri/item/52-cecit%C3%A0-di-jos%C3%A9-saramago.html

    E' stata durissima affrontare questo libro. Una botta psicologica e morale.
    Imbattermi nella scrittura di Saramago è stata un'esperienza affascinante; un flusso continuo in cui niente e nessuno ha nome ("la moglie del medico", "il cane delle lacrime", il medico, il ladro e via dicendo)
    E' un dettaglio che può rendere tutto difficile all'inizio, soprattutto se non si è abituati ad affrontare temi di questa intensità e spessore letterario.
    Una volta presa un po' di confidenza con questo stile di scrittura diventa tutto fluido e i dialoghi senza punteggiatura si perdono in un flusso continuo con le descrizioni... un flusso continuo che ad un certo punto ci farà dimenticare di avere un libro fra le mani e da cui sempre più spesso si vorrà ri-emergere dall'incubo.
    E' un saggio attuale che non avendo luogo ne tempo può essere ambientato in qualsiasi tipo società: passata, odierna, futura.
    Leggendolo si capisce che l'intento è quello di non risparmiare nulla al lettore.
    Tu che leggi sei destinato a provare dolore e rabbia, paura e angoscia fino all'ultima pagina.
    Si, come se chiudendo il libro poi finisse tutto...
    Cecità è un pugno nello stomaco.
    Cecità è ingoiare una scatola di lamette con l'aiuto di acqua salata.
    Cecità è un inno al lato selvaggio dell'uomo che, privato dei suoi confini sociali, tira fuori l'istinto e scavalca (uccidendo e sottomettendo in tutti i sensi) lo spirito e il corpo altrui per sopravvivere.
    Questo libro mi ha fatto paura, mi ha emozionato, mi ha annoiato e mi ha fatto provare disgusto.
    Ed è anche per questo che non lo consiglierei a tutti.
    E' uno di quei libri il quale scopo è quello di fare l'elettroshock!
    ...Sono contenta di averlo letto, ma una parte di me non avrebbe voluto.

    ha scritto il 

  • 4

    Cecità

    Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, ciechi che pur vedendo, non vedono". Queste sono le parole del medico – uno dei protagonisti della vicenda – che riassumono in un’unica fras ...continua

    Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, ciechi che pur vedendo, non vedono". Queste sono le parole del medico – uno dei protagonisti della vicenda – che riassumono in un’unica frase il senso della storia. Una storia tragica, catastrofica, angosciante, terrorizzante ma che arriva ad aprirsi, nelle pagine conclusive, ad un barlume di speranza.
    La trama è assolutamente geniale. Siamo in un paese non meglio specificato: un'improvvisa quanto inattesa epidemia di cecità colpisce la popolazione. Le autorità provano ad arginare il fenomeno, rinchiudendo i primi contagiati in isolamento. Le drastiche misure adottate non servono però a circoscrivere l’infezione che dilaga inesorabilmente, in un’escalation di terrore che trabocca a poco a poco fino ad invadere l’intero paese.
    Mentre procedevo nella lettura di questo romanzo, lasciandomi completamente avvolgere dalle spire della vicenda, ho pensato quasi immediatamente ad un altro libro: “Il signor delle mosche” di William Golding.
    Sì, perché i punti di contatto tra le due vicende sono notevoli. In entrambe le storie, un gruppo di persone – là i ragazzini, qui i ciechi – si trovano segregate in un luogo da cui è impossibile evadere e, in entrambe le situazioni, si sviluppa una lotta aspra e crudele in cui il principio darwiniano della “sopravvivenza del più forte” trova una concreta applicazione. In questo terribile contesto ogni parvenza di umanità pare rapidamente dissolversi, lasciando ogni essere in balia di se stesso, pronto a sfogare la sua natura atavica ed animale.
    Al di là di tutto, questo romanzo costituisce una straordinaria metafora della società contemporanea, contaminata dall’indifferenza e dalla totale mancanza di solidarietà verso il prossimo. Perché la vera cecità, alla fine dei conti, non è quella fisica: molto più gravi sono la cecità del cuore e l’offuscamento della ragione, che disvelano un’aridità dei sentimenti ed un buio dell'animo difficilmente colmabili.
    Raccontare una storia come questa non era per niente facile: il rischio di sprofondare in dialettiche compassionevoli nei confronti dei disabili è tutt’altro che peregrino. Saramago, da grande narratore, evita comunque gli scogli di un pietismo di maniera e va ben oltre, affermando – in sostanza - che non è sufficiente essere disabili per essere onesti e virtuosi: nel mondo popolato da ciechi, infatti, i “ciechi cattivi” si distinguono ben presto da quelli moralmente ineccepibili.
    Lo stile di Saramago è caratteristico: duro, avvolgente e a tratti disorientante, con uno sviluppo della punteggiatura piuttosto particolare (per non dire unico). I protagonisti del romanzo sono privi di nome: durante l’arco della storia li identifichiamo come “il medico”, “la moglie del medico”, “la ragazza con gli occhiali scuri”, “il vecchio dalla benda nera”.
    Nonostante tutto, riusciamo ad affezionarci a loro ed a condividere – seppur da distante – le loro vicissitudini. Come se li conoscessimo davvero.

    ha scritto il 

  • 3

    La mia esperienza di lettura di Cecità è stata particolare. Riconosco la profondità della metafora che questo romanzo vuole trasmettere e senza dubbio ho provato le emozioni di orrore, vergogna, autoc ...continua

    La mia esperienza di lettura di Cecità è stata particolare. Riconosco la profondità della metafora che questo romanzo vuole trasmettere e senza dubbio ho provato le emozioni di orrore, vergogna, autocommiserazione e disgusto che provano i protagonisti. D'altro canto non sono stato entusiasta della scelta di Saramago dell'utilizzo di soli punti e virgole come punteggiatura ma soprattutto ho riscontrato una forte lentezza nell'incedere della lettura, la trama avanza molto lentamente e l'autore si sofferma in molte descrizione che sicuramente non hanno aumentato il ritmo. In conclusione si tratta di un ottima lettura ma che consiglio a lettori "navigati".

    ha scritto il 

  • 4

    Una rivelazione…

    È stata proprio una “rivelazione” questo romanzo di Samarago.
    Oltre allo sconcerto ed al turbamento per il contenuto così doloroso, mi ha mpressionato il modo inusuale dello scrivere: senza essenzial ...continua

    È stata proprio una “rivelazione” questo romanzo di Samarago.
    Oltre allo sconcerto ed al turbamento per il contenuto così doloroso, mi ha mpressionato il modo inusuale dello scrivere: senza essenziali punteggiature, soprattutto nei dialoghi, per cui è risultato davvero impegnativo, almeno all’inizio, capire le conversazioni dei protagonisti.
    Questi, nonostante siano stati presentati senza vera identità ("il primo cieco", "la ragazza con gli occhiali scuri", “il ragazzino strabico”, "la moglie del medico", “il vecchio dalla benda nera”) sono risultati ugualmente identificabili quasi come se avessero un nome proprio.
    Colpisce per la malvagità dei comportamenti dell’essere umano in talune calamità (homo homini lupus) e, dunque, dovrebbe costituire una denuncia ed un monito a far riflettere meglio sul vero valore della vita e non solo sui beni materiali che abbagliano e obnubilano la mente.

    ha scritto il 

  • 4

    Grande romanzo, metaforico e pessimistico: la cecità fisica rimanda alla cecità della ragione e dei sentimenti; l’indifferenza e l’egoismo governano il mondo, l’essere umano è sempre, al fondo, bestia ...continua

    Grande romanzo, metaforico e pessimistico: la cecità fisica rimanda alla cecità della ragione e dei sentimenti; l’indifferenza e l’egoismo governano il mondo, l’essere umano è sempre, al fondo, bestiale e feroce. Scritto con uno stile che prevede l’assenza del discorso diretto tradizionale (i dialoghi non sono introdotti dai due punti e non vi sono virgolette, e questo rende la lettura un po’ faticosa) è crudo ma avvincente, coinvolge fino a farti sentire sulla pelle e nell’anima la sporcizia e le bassezze dell’umanità.

    ha scritto il 

  • 5

    Bello, crudo, da leggere almeno una volta nella vita. Attraverso una città e degli abitanti senza nome Saramago vuole mostrarci a cosa la cecità dell'uomo può portare: al degrado, a essere delle besti ...continua

    Bello, crudo, da leggere almeno una volta nella vita. Attraverso una città e degli abitanti senza nome Saramago vuole mostrarci a cosa la cecità dell'uomo può portare: al degrado, a essere delle bestie che non meritano nemmeno di essere chiamate animali. Perché tutti noi abbiamo degli occhi per vedere, ma ci fermiamo sempre al primo impatto, non proviamo mai a vedere cosa sta dietro un gesto, una parola, uno sguardo e tanto altro. Ci facciamo guidare da un istinto cieco, da una ragione cieca e ciò che ne ricaviamo è il divenire bestie incapaci di provare sentimenti che non siano egoismo e cattiveria.

    ha scritto il 

  • 5

    Una donna, unica vedente in un mondo di ciechi

    Come si può essere grati a un autore che mostra con ruvido e fermo realismo il volto della nostra decadente, società? Non ho potuto non sottolineare il ruolo assegnato alle donne in questo romanzo dur ...continua

    Come si può essere grati a un autore che mostra con ruvido e fermo realismo il volto della nostra decadente, società? Non ho potuto non sottolineare il ruolo assegnato alle donne in questo romanzo durissimo e vero. L'ho amato tanto, e non solo per questo. Saramago è meritevolmente Premio Nobel
    http://www.elenaferro.it/cecita-jose-saramago/

    ha scritto il 

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