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Cecità

By Jose Saramago

(236)

| Audio CD | 9788807735158

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Book Description

In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione perde la vista per un'inspiegabile epidemia. Chi è colpito dal male è come avvolto in una nube lattiginosa... Un romanzo fantastico giocato sulla metafora della cecità dove gli Continue

In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione perde la vista per un'inspiegabile epidemia. Chi è colpito dal male è come avvolto in una nube lattiginosa... Un romanzo fantastico giocato sulla metafora della cecità dove gli istinti bestiali, la ferocia irrazionale, la sopraffazione gratuita si rivelano i tratti tipici della natura umana.

1957 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    L'epidemia che mette in ginocchio il genere umano è solo la "scusa" per indagare a fondo l'animo e i comportamenti dei vari protagonisti in una situazione estrema.

    Nonostante la narrazione sia a tratti lenta e i dialoghi resi in maniera un po' così, ...(continue)

    L'epidemia che mette in ginocchio il genere umano è solo la "scusa" per indagare a fondo l'animo e i comportamenti dei vari protagonisti in una situazione estrema.

    Nonostante la narrazione sia a tratti lenta e i dialoghi resi in maniera un po' così, l'attenzione rimane sempre alta.
    l'ho letto in italiano e l'impressione è che sia stato tradotto benissimo

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    Mancioooo said on Oct 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Cecità del corpo e dell'anima

    In un posto imprecisato, in un tempo imprecisato (approssimativamente fra il 1983 – si accenna all’AIDS – e il 1995 – non ci sono cellulari) un uomo diventa improvvisamente cieco mentre è fermo ad un semaforo. No, non vede tutto nero. Vede tutto bian ...(continue)

    In un posto imprecisato, in un tempo imprecisato (approssimativamente fra il 1983 – si accenna all’AIDS – e il 1995 – non ci sono cellulari) un uomo diventa improvvisamente cieco mentre è fermo ad un semaforo. No, non vede tutto nero. Vede tutto bianco, come immerso nella nebbia. Va da un oculista, ma il medico non riesce a fare una diagnosi, tutto sembra in ordine. Il giorno dopo anche il medico diventa cieco come il suo paziente e man mano molte altre persone lo diventeranno. All’inizio si pensa a qualche infezione e allora si mettono in quarantena i primi casi, ma la situazione peggiorerà.

    In questa situazione straordinaria Saramago mette alla prova le relazioni umane e lo spirito di sopravvivenza dei protagonisti e della società. La cecità bene presto non è più solo una malattia degli occhi, ma dell’anima. Anzi, sembra da questa causata:

    "Non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo. Ciechi che, pur vedendo, non vedono."

    (È nel retro di copertina, non anticipo nulla.)

    Le avventure dei ciechi e altri dettagli importanti li lascio alla vostra lettura, così come le speculazioni filosofiche e morali.

    Un accenno sulla prosa, non banale, né facile. Saramago, per renderci ciechi e straniati durante la lettura, non solo non specifica luoghi e date, ma non usa nemmeno nomi propri. Ci sarà il primo cieco, la moglie del primo cieco, l’oculista, eccetera. Nemmeno i cani avranno un nome proprio, né le vie delle strade, nulla. Ecco, questa cosa dei nomi in alcuni punti appare una forzatura, alcuni ciechi li chiedono, ma la risposta è “siamo tutti ciechi, i nomi non servono.” L’effetto di straniamento però è notevole, ma Saramago va oltre: non viene segnalato il discorso diretto dei personaggi. Il discorso diretto è inserito nella frase che descrive la situazione. Vi faccio un esempio:

    "Il cieco si portò le mani agli occhi, le agitò, Niente, è come se stessi in mezzo a una nebbia, è come se fossi caduto in un mare di latte, Ma la cecità non è così, disse l’altro, la cecità dicono che sia nera, Invece no io vedo tutto bianco, Magari aveva ragione quella donna, potrebbero essere i nervi, i nervi sono diabolici, Lo so io che cos’è, è una disgrazia, sì, una disgrazia, Mi dica dove abita, per favore, in quell’istante si sentì l’avviamento del motore."

    Questa è un’unica frase. Forse quattro o cinque persone che parlano fra loro. L’impatto, anche visivo è notevole: sembra di leggere un’enciclopedia, di affrontare un muro di testo. Eppure si capisce, i discorsi, nonostante tutto, si seguono.

    Ultima nota, pardon, consiglio: non sbirciate l’ultima pagina.

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    ilcomizietto said on Oct 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un romanzo profondissimo sull'animo umano, un'enorme metafora che dura tutto il racconto, che ci proietta in una realtà improbabile ma quotidiana. La cecità del mondo è in ogni cosa, in ogni gesto.
    Siamo ciechi che vedono?
    O siamo persone che pur v ...(continue)

    Un romanzo profondissimo sull'animo umano, un'enorme metafora che dura tutto il racconto, che ci proietta in una realtà improbabile ma quotidiana. La cecità del mondo è in ogni cosa, in ogni gesto.
    Siamo ciechi che vedono?
    O siamo persone che pur vedendo... non vedono?

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    Ale DB said on Oct 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    忍不住先看了電影版,再來看小說,
    兩個都很好看,但絕對建議先看小說再看電影,
    看完電影後,畫面就被電影限制住了,覺得很後悔 QQ
    如果先看小說,運用自己的想像與理解,肯定會覺得更震撼與不堪。

    知道這是一部黑暗與反思的小說,就不計較 Blindness(白症) 發生的起源與結束了。
    這種探討人性的小說,不乏黑暗與尊嚴,
    誰都無法保證在那樣的環境底下,現下的我們會做出什麼反應,越看越覺揪心與哀傷。

    很好看,也很沉,但似乎也很遙遠。
    我們是不是也都是盲的,看不見的盲目,不願看見的盲目。

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    撲啦熊 said on Oct 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ha un'evidente valenza allegorica, anche se non suonano inediti e l'argomento e l'espediente, tuttavia lo stile atroce rende la lettura un atto spiacevole.

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    aleksandr said on Oct 14, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Prima di leggere il romanzo che più o meno tutti leggono di Saramago quando per la prima volta si accostano a lui, ho aspettato un po', ne ho letti altri, a volte minori, se vogliamo, ma che mi hanno via via spinto a voler continuare la mia amicizia ...(continue)

    Prima di leggere il romanzo che più o meno tutti leggono di Saramago quando per la prima volta si accostano a lui, ho aspettato un po', ne ho letti altri, a volte minori, se vogliamo, ma che mi hanno via via spinto a voler continuare la mia amicizia con José, un po' per familiarizzare con lui, un po' perché le aspettative erano decisamente alte e in qualche modo mi spaventava anche. Non chiedetemi perché. Sono però contento di aver aspettato, perché tutti i romanzi di Saramago che ho letto prima mi hanno gradualmente condotto lungo l'ascesa, l'anabasi, che mi ha infine portato dinnanzi al capolavoro assoluto.
    Ciò non vuol dire che gli altri che mi rimangono da leggere saranno necessariamente inferiori, ma sicuramente Cecità guadagna d'ufficio un posto nel mio empireo personale.

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    croque_monsieur said on Oct 7, 2014 | Add your feedback

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