Cecità

Di

Editore: Einaudi

4.4
(11392)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 315 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Inglese , Spagnolo , Catalano , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Olandese , Svedese

Isbn-10: 8806172999 | Isbn-13: 9788806172992 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Rita Desti

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , CD audio , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Scienze Sociali

Ti piace Cecità?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
In una città qualunque, di un Paese qualunque, un automobilista è fermo al semaforo, in attesa del verde, quando si accorge di perdere la vista. All'inizio pensa si tratti di un disturbo passeggero, ma non è così. Gli viene diagnosticata una malattia sconosciuta: un "mal bianco" che avvolge le vittime in un candore luminoso, simile a un mare di latte. Non si tratta di un caso isolato: è l'inizio di un'epidemia che colpisce progressivamente tutta la città e l'intero Paese. I ciechi vengono rinchiusi in un ex manicomio e costretti a vivere nel più totale abbrutimento da chi non è stato ancora contagiato. Tra la violenza e la lotta per la sopravvivenza si inserirà la figura di una donna che, con un gesto d'amore, ridarà speranza all'umanità.
Ordina per
  • 2

    E' stata una grande delusione questo romanzo distopico di Saramago tanto decantato. O forse è cambiato il mio rapporto con questo scrittore che in altre occasioni ho apprezzato. In questo libro ho tro ...continua

    E' stata una grande delusione questo romanzo distopico di Saramago tanto decantato. O forse è cambiato il mio rapporto con questo scrittore che in altre occasioni ho apprezzato. In questo libro ho trovato, in particolare, deludenti proprio quei suoi tratti distintivi nella scrittura, ossia le divagazioni "filosofiche" che invece in altre occasioni avevo amato.

    ha scritto il 

  • 4

    Superata la perplessità iniziale dovuta all'assenza della solita punteggiatura per il discorso diretto, si è dimostrato un bel libro da consigliare. Con una trama che si sviluppa rapidamente e con uno ...continua

    Superata la perplessità iniziale dovuta all'assenza della solita punteggiatura per il discorso diretto, si è dimostrato un bel libro da consigliare. Con una trama che si sviluppa rapidamente e con uno stile di narrazione magistrale, incuriosisce il lettore tenendolo attaccato alla pagina. Inoltre offre molteplici spunti di riflessione; sul lato nero del genere umano; su come la speranza sia l’unica cosa che ci permette di non cedere lasciandoci morire; su come l’essere civili e solidali sia l’unico modo per non finire schiacciati da una società e una vita impazzita, e non solo cieca. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    perche tanto odio ?

    un bel libro (se possiamo dire bello leggere le bassezze , le abiure, le violenze di cui il genere umano e' ancora capace).
    Lo cominci. ti fa venire il mal di stomaco ma non riesci a mollarlo fino all ...continua

    un bel libro (se possiamo dire bello leggere le bassezze , le abiure, le violenze di cui il genere umano e' ancora capace).
    Lo cominci. ti fa venire il mal di stomaco ma non riesci a mollarlo fino alla fine.
    possibile che siamo ancora cosi' ?

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro mi è piaciuto e mi ha coinvolta tantissimo. All'inizio lo stile di scrittura di Saramago mi ha un po' spiazzata, però poi superando questo smarrimento iniziale ho potuto godere pienamente ...continua

    Questo libro mi è piaciuto e mi ha coinvolta tantissimo. All'inizio lo stile di scrittura di Saramago mi ha un po' spiazzata, però poi superando questo smarrimento iniziale ho potuto godere pienamente di questa lettura.
    La storia è sicuramente particolare e originale: ad un certo punto tutta la gente diventa cieca. Questa cecità non è scura, ma bianca, proprio per questo viene chiamata "mal bianco" perciò scoppia un' "epidemia" e chi ne è stato contagiato viene internato. Fra questi, c'è una donna (moglie di un oculista diventato cieco che decide di non lasciarlo solo) che invece vede. La sua condizione è forse la peggiore: vedere in un mondo di ciechi, dove giorno dopo giorno si perde il senso di pudore, la dignità, il rispetto per se stessi e per gli altri.
    Questa storia fa dispiacere, rabbrividire, bollire dalla rabbia e a tratti anche sorridere. E' un mix di emozioni stupefacente.

    ha scritto il 

  • 2

    Francamente, sono rimasta delusa da questo libro, mi aspettavo che il messaggio di cui si fa portavoce venisse trasmesso in modo totalmente diverso. Saramago, attraverso un racconto duro e violento pe ...continua

    Francamente, sono rimasta delusa da questo libro, mi aspettavo che il messaggio di cui si fa portavoce venisse trasmesso in modo totalmente diverso. Saramago, attraverso un racconto duro e violento per certi aspetti, cerca di rappresentare l'impoverimento morale dell'uomo moderno, ma in un'alternanza di realismo da un lato e di brevi sentenze filosofiche dall'altra, tale che alla fine mi hanno dato l'idea di un moralismo molto spiccio, fine a se stesso, all'interno di una narrazione che, in modo quasi ossessivo secondo me, diventa un puro elenco di immagini crude e di violenze.

    ha scritto il 

  • 5

    Cecità di José Saramago

    LIBRO DEL MESE DI GIUGNO 2016
    http://www.ilclubdellibro.it/forum/4-libri-del-mese/11284.html

    SINOSSI
    In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'insp ...continua

    LIBRO DEL MESE DI GIUGNO 2016
    http://www.ilclubdellibro.it/forum/4-libri-del-mese/11284.html

    SINOSSI
    In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un'esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l'insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l'orrore di cui l'uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un'umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull'indifferenza e l'egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.

    RECENSIONE
    Questo libro mi ha lasciata sbigottita, costernata e con un malessere allo stomaco indescrivibile. Scrittura semplice, scorrevole, però, a volte, era necessario tornare indietro per i dialoghi, separati solo da una virgola, per riprendere e capire chi parlava e chi rispondeva. I personaggi non avevano identità erano descritti come dei totali sconosciuti (es. "il primo cieco", "la ragazza con gli occhiali", "la moglie del medico", ecc.).

    Per me nel complesso è stata una vera e propria rivelazione; l'allegoria usata da Saramago fa capire benissimo l'indifferenza del mondo. Nell'insieme mi è piaciuto molto anche se leggerlo è stata una vera impresa, perché tanta crudeltà, cattiveria, ferocia fanno PAURA.

    Oggi tutti noi siamo consapevoli di vivere in un mondo pieno di egoismo, cinismo, di crudeltà; siamo tutti alla ricerca di cose materiali nuove, impossibili, che diano un barlume di felicità; cerchiamo ad ogni costo di ottenere quello che vogliamo giusto o sbagliato che sia; pensiamo che le persone siano di nostra proprietà come gli oggetti.

    Saramago ha centrato in pieno questo nuovo mondo che gìà dagli anni novanta dava segni di forti cambiamenti, rispetto a quanto vissuto dai nostri nonni o genitori, i quali uscivano vincitori da una guerra mondiale con tanta voglia di dimenticare le orribili realtà vissute e con tantissima voglia di ricominciare a costruire una nuova vita, uniti tutti insieme, per "fondare" un nuovo mondo. C'era più altruismo, amore, fraternità; oggi ormai questa situazione si è rovesciata, viviamo in un mondo tutto nostro, con la paura di chi ci sta intorno.

    La crudeltà di alcune scene mi hanno molto impressionato, però mettono in risalto "l'animale feroce" che c'è nell'essere umano.

    Solamente un personaggio, "la moglie del medico", non diventa cieca, viene graziata perché si mette a disposizione per il bene altrui, soprattutto di suo marito; certo anche lei privata di ogni dignità, maltrattata nel profondo dei sentimenti, violentata in modo oltraggioso, tira fuori il suo orgoglio e la sua ferocia e commette un delitto per ripagare del male subito sia per lei sia per le sue compagne. E' lei alla fine la vera protagonista della storia; è lei che aiuta non solo suo marito ma anche il resto del gruppo, gli amici di "camerata" del manicomio. E' lei che capisce per prima che rinchiusi come bestie avevano perso totalmente l'identità ed ogni valore, tutto per la sopravvivenza; infatti continua ad aiutare il suo gruppo fino a quando non ritorna il sereno. Finale tranquillo e scontato, solo che mi sono chiesta: "Dopo quella brutta esperienza, come sarà la vita del gruppo?" Saramago fa capire qualcosa su loro futuro, ma non esplicitamente, quindi tutto può succedere.

    Per me premio Nobel super meritato e consiglio vivamente la lettura di questo libro, perché comunque spinge il lettore a mettersi in discussione e ragionare.

    RECENSIONE A CURA DI BRUNY

    Passa a trovarci!!
    www.ilclubdellibro.it

    ha scritto il 

  • 4

    Una lettura emotivamente difficile.

    Questo libro è intenso, scritto benissimo anche se a tratti un pochino lento, dopo la metà è impossibile posarlo. Mi è piaciuto davvero moltissimo!

    ha scritto il 

  • 5

    Siamo ciechi nell'animo?

    Cecità è un libro scritto dal narratore, poeta, drammaturgo, giornalista e critico letterario José Saramago. Il libro viene pubblicato nel 1995 in Portogallo, patria dello scrittore, e nel 1996 in Ita ...continua

    Cecità è un libro scritto dal narratore, poeta, drammaturgo, giornalista e critico letterario José Saramago. Il libro viene pubblicato nel 1995 in Portogallo, patria dello scrittore, e nel 1996 in Italia. Nel 1998 gli verrà assegnato il Premio Nobel per la letteratura.

    In una città senza nome è una giornata come tutte le altre. Le strade sono piene di traffico, un automobilista in fila aspetta che la luce del semaforo da rossa diventi verde. D’improvviso però tutto, per quell’uomo, diviene bianco: non ci vede più. Preso dal panico per la nuova e inaspettata condizione , viene aiutato a tornare a casa da un falso benefattore. Il primo cieco, così lo conosceremo per l’intera storia, si recherà assieme alla moglie da un oculista per cercare spiegazioni di questa improvvisa cecità. Il medico, però, non riscontra nessuna anomalia negli occhi del paziente: dovrebbe vederci alla perfezione ma non è così.Questa cecità è strana non solo perché non presenta alcun sintomo e arriva all’improvviso, ma soprattutto perché immerge il paziente nel bianco totale. Il medico privo di risposte, rimanda a casa l’uomo. Quella stessa sera anche il dottore diverrà cieco. Questi non saranno due casi isolati, “il male bianco” prenderà le sembianze di un’epidemia. Il Governo, per cercare di arginare quest’emergenza, internerà i contagiati e i presunti contaminati in un ex manicomio.
    Ma non tutti vengono colpiti dalla cecità: la maglie del dottore sarà l’unica vedente in un mondo di non vedenti. Ella, però, per restare vicino al marito si fingerà cieca per essere internato con lui. La quarantena non sarà facile, di fatti se inizialmente le scorte di cibo arrivano con regolarità, con il passare del tempo vengono sempre meno: questo perché la cecità non ha risparmiato nessuno, ha colpito l’intero paese.
    La moglie del medico, che possiamo considerare senza alcun dubbio la protagonista, sarà vittima ma allo stesso tempo carnefice, testimone della crudeltà e della cattiveria del genere umano. Il paese a causa della cecità cadrà del degrado totale, ma quando tutto sembrerà esser perduto ecco che il primo cieco riacquisterà la vista e così tutti gli altri.

    Cecità è un libro che di certo non lascia indifferenti. Attraverso l’espediente dell’improvvisa perdita della vista, Saramago riesce ad inquietare il lettore. La narrazione è così incalzante e viva che molte volte avremo noi stessi paura di diventare improvvisamente ciechi. La cecità di cui avremo molta paura non sarà tanto quella fisica, ma quella dello spirito: il romanzo non fa altro che descrivere la terribile guerra del tutti contro tutti. I personaggi non solo perdono la vista, ma diventano ciechi nell’animo e nelle emozioni. La terribile e comune sorte non fa altro che accrescere il senso di sfiducia, egoismo, cattiveria e indifferenza che albergano nell’uomo. Pur di sopravvivere si è disposti a tutto: la solidarietà, il senso di unione e coesione sociale sembrano essersi persi nella confusione generale.
    Saramago getta il lettore in uno scenario apocalittico: persone cieche abbandonate a loro stesse, lasciate soprattutto in balia dei loro più bassi sentimenti. Il bene e il male non si sa più cosa siano; cosa sia giusto e cosa sia sbagliato ormai non lo sa più nessuno. Tutto sembra essere guidato da un’unica e sola legge: quella del più forte.
    Un unico barlume di speranza è portato avanti dalla moglie del dottore, l’unica che, in un mondo di ciechi, riesce ancora a vedere. In lei ho visto il germoglio della speranza, dell’amore e della solidarietà, anche se molte volte le situazioni l’hanno costretta a fare i conti con azioni che in una normale condizione non avrebbe mai pensato di fare.
    Il libro non si presenta come una lettura leggera, anzi, a mio parere, dovrebbe esser letto con molta calma prendendosi tutto il tempo necessario. Cecità è un ottimo punto di partenza per riflettere su come e su quanto, pur essendo umani dotati di vista, in realtà il più delle volte non vediamo.

    ha scritto il 

  • 5

    L'autore crea un espediente per modificare la realtà – in questo caso una improvvisa inspiegabile e dilagante epidemia di cecità “bianca” – e seguire il comportamento dei propri personaggi, nei loro t ...continua

    L'autore crea un espediente per modificare la realtà – in questo caso una improvvisa inspiegabile e dilagante epidemia di cecità “bianca” – e seguire il comportamento dei propri personaggi, nei loro tentativi di adattarsi a questa nuova situazione.

    Ma non sarà un freddo osservatore. Nei panni del narratore, egli sarà molto presente, descriverà, spiegherà, esprimerà comprensione e compassione per i personaggi.

    Sarà con loro. Anche lo stile di scrittura, compatto, visivamente omogeneo, con la punteggiatura ridotta al minimo, sembra studiato appositamente per creare nel lettore lo stesso senso di smarrimento ed isolamento che i suoi personaggi provano. Con la sua stupenda tecnica vi farà sentire come loro, immersi in quel “mare di latte”, più inquietante e anomalo di una semplice tenebra e dentro il quale solo ciò che è a portata di tatto e di memoria, è conosciuto. Se non vi sentirete ciechi, sono sicuro che almeno in una manciata di casi, noterete la vista annebbiarsi.

    I protagonisti stessi, non avranno alcun nome, ma saranno identificati per quello che fanno o per le caratteristiche più salienti che avevano, quando ancora si potevano vedere reciprocamente. Quindi avremo: il medico, la moglie del medico, il primo cieco, la ragazza con gli occhiali scuri, il vecchio con la benda, e via dicendo.

    ha scritto il 

  • 5

    Cosa succederebbe se all'improvviso diventassimo tutti ciechi? Un romanzo sconvolgente che analizza la labilità degli equilibri della massa umana, basta un evento imprevisto per trasformare la coopera ...continua

    Cosa succederebbe se all'improvviso diventassimo tutti ciechi? Un romanzo sconvolgente che analizza la labilità degli equilibri della massa umana, basta un evento imprevisto per trasformare la cooperazione in competizione, l'altruismo in egoismo, il raziocinio in istinto animale. In questo caso l'evento è estremizzato, ma se pensiamo agli accaparramenti selvaggi accaduti in seguito a notizie lontanamente catastrofiche, il concetto passa, eccome. Pagine dense di angoscia, commozione, disperazione. E come scrive Saramago...era il mio primo, non sarà l'ultimo.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per