Cecità

Di

Editore: Einaudi

4.4
(11245)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 315 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Inglese , Spagnolo , Catalano , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Olandese , Svedese

Isbn-10: 8806172999 | Isbn-13: 9788806172992 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Rita Desti

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , CD audio , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
In una città qualunque, di un Paese qualunque, un automobilista è fermo al semaforo, in attesa del verde, quando si accorge di perdere la vista. All'inizio pensa si tratti di un disturbo passeggero, ma non è così. Gli viene diagnosticata una malattia sconosciuta: un "mal bianco" che avvolge le vittime in un candore luminoso, simile a un mare di latte. Non si tratta di un caso isolato: è l'inizio di un'epidemia che colpisce progressivamente tutta la città e l'intero Paese. I ciechi vengono rinchiusi in un ex manicomio e costretti a vivere nel più totale abbrutimento da chi non è stato ancora contagiato. Tra la violenza e la lotta per la sopravvivenza si inserirà la figura di una donna che, con un gesto d'amore, ridarà speranza all'umanità.
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  • 3

    • CECITÀ di Jose Saramago
    Questo romanzo inizia elencando come diverse persone perdono completamente la vista da un istante all'altro, riuscendo a vedere nient'altro che un biancore latteo, denso e sp ...continua

    • CECITÀ di Jose Saramago
    Questo romanzo inizia elencando come diverse persone perdono completamente la vista da un istante all'altro, riuscendo a vedere nient'altro che un biancore latteo, denso e spesso, pur non presentando alcuna lesione agli occhi.
    Non si tratta di casi isolati, è l'inizio di un'epidemia che colpisce progressivamente l'intero paese. Per tentare di limitare il contagio, i ciechi vengono rinchiusi in un ex manicomio, all'interno del quale, dopo pochi giorni, l'essere umano perde qualsiasi senso civico e di collettività acquisito e si trasforma in "bestia": Saramago infatti descrive come millenni di civiltà, di evoluzione culturale e sociale si azzerano in un istante a causa della situazione precaria e delle molteplici privazioni.
    Solo una donna, identificata come "la moglie del medico", che per non lasciar solo il marito decide di seguirlo nel manicomio, non viene contagiata, e diventa la speranza e la guida di alcuni.

    L'autore ha un modo di narrare le vicende assolutamente particolare (che all'inizio può risultare poco scorrevole, ma che successivamente diventa quasi l'essenza del romanzo stesso). Si nota infatti l'assenza di nomi propri per i personaggi, identificati tramite espressioni impersonali, e i dialoghi non introdotti dalle consuete virgolette o secondo discorso indiretto, bensì separati dal resto del testo con semplici virgole.
    Questo libro (e la cecità protagonista) è una metafora di vita, che fa realmente riflettere sulle nostre condizioni e comportamenti. Lo consiglio vivamente!

    Terminata la lettura, sono curiosa di vedere l'unico adattamento cinematografico autorizzato dallo scrittore portoghese, Blindness.

    ha scritto il 

  • 5

    Non mi sono mai immedesimato così tanto in un romanzo post-apocalittico; vuoi per il tipo di catastrofe (una cecità improvvisa che colpisce progressivamente quasi tutta l'umanità), vuoi per la capacit ...continua

    Non mi sono mai immedesimato così tanto in un romanzo post-apocalittico; vuoi per il tipo di catastrofe (una cecità improvvisa che colpisce progressivamente quasi tutta l'umanità), vuoi per la capacità di Saramago di raccontarne realisticamente e in un ambito ben definito gli effetti (i capitoli ambientati nel manicomio, per realismo e spietatezza, sono agghiaccianti). Cecità, pur essendo atipico nel genere, è un romanzo definitivo, impossibile interromperne la lettura una volta iniziato.

    ha scritto il 

  • 4

    Toccante.

    Improvvisamente un uomo viene colpito da cecità e si scopre presto che si tratta di un male contagioso. Nessuno sembra essere immune a questo male dilagante e la paura prende il sopravvento. Un libro ...continua

    Improvvisamente un uomo viene colpito da cecità e si scopre presto che si tratta di un male contagioso. Nessuno sembra essere immune a questo male dilagante e la paura prende il sopravvento. Un libro toccante, profondo, che sconvolge. Un libro in cui i personaggi non hanno nome, ma sono solo "il primo cieco, la ragazza bruna, la moglie del medico.." quasi a enfatizzare la cecità che li ha colpiti. Un libro che parla dell'uomo e della sua natura, delle mostruosità di cui è capace quando ha paura. Un libro che fa piangere e riflettere, un libro che stupisce.

    ha scritto il 

  • 5

    Gli occhiali di Saramago

    Un’epidemia improvvisa e tutti diventano ciechi. In città nessuno, tranne pochissimi, vede più: solo un mare di bianco latte che invade pupille straniate e impaurite.

    La location della narrazione è u ...continua

    Un’epidemia improvvisa e tutti diventano ciechi. In città nessuno, tranne pochissimi, vede più: solo un mare di bianco latte che invade pupille straniate e impaurite.

    La location della narrazione è un manicomio, uno dei luoghi dove gli ammalati vengono messi in quarantena per tentare di limitare il contagio e dove si instaura un dominio da parte di pochi sui molti, fatto di violenza, impulsi ciechi, sopraffazione e stupri da un lato, puro istinto di sopravvivenza dall’altro.

    Millenni di civiltà, di evoluzione culturale e sociale azzerati così, come cosa fragilissima che davvero basta un nulla a spazzar via. Nessuna solidarietà, nessun legame di sangue, tutto scompare e nulla può salvarci dalla brutalità di noi stessi.

    Abilissima la penna di Saramago nell’indurre a spiazzata cecità completa il lettore stesso: i dialoghi non sono segnalati, le voci arrivano così, non si sa quando, non si sa da chi.

    Non è indicato il luogo, non è indicato quando, ed i personaggi non hanno un volto e un nome. Potrebbe essere ovunque, qui dove siamo per esempio, e la vicenda essere accaduta ed accadere ancora in ogni momento ed in qualsiasi epoca.

    Ed il sospetto infine, di essere anche noi tra quei volti senza nome, noi con ciò che abbiamo dentro di più inconfessabile… e ancora di più: proprio non c’è altro, la miscela è tutta qui, “è di questa pasta che siamo fatti, metà di indifferenza e metà di cattiveria”.

    Tutto il resto è fragile ed ingannevole aggiunta che abbiam messo su nei secoli per tentare di non ferirci troppo ed ucciderci l’un l'altro, ma non è parte di noi, non fa parte del mix strutturale dell’essere e dell’umano esistere.

    La cecità di Saramago non è una malattia, ma piuttosto un mezzo, uno strumento. La cecità di Saramago, gli occhi vacui e spaventati dei suoi personaggi (cioè i nostri) sono degli occhiali: l’unico modo che abbiamo per guardarci davvero e vedere di cosa siamo fatti. Non è un bel guardare.

    ha scritto il 

  • 5

    Libro duro de leer, muy duro, tanto por su contenido como por la forma.
    Saramago prescinde de casi todas las normas de escritura convencionales: capítulos sin numerar de dos o tres párrafos interminab ...continua

    Libro duro de leer, muy duro, tanto por su contenido como por la forma.
    Saramago prescinde de casi todas las normas de escritura convencionales: capítulos sin numerar de dos o tres párrafos interminables, sin apenas signos de puntuación, sin exclamaciones, con los diálogos integrados en dichos párrafos, en los que la voz de cada personaje se distingue porque empieza por mayúscula, convirtiendo los párrafos en una masa de diálogos mezclados.
    Los personajes no tienen nombre, durante toda la obra el narrador se refiere a ellos por su característica principal: el médico, la mujer del médico, el viejo de la venda negra….sin embargo la descripción de cada personaje es exhaustiva, tanto física como moralmente. Cada uno de ellos es destripado completamente.
    La historia es una parábola sobre la degradación del ser humano, es una advertencia de lo finísima que es la capa de humanidad y civilización que nos recubre y como el instinto animal de supervivencia y el egoísmo triunfará en cuanto se derrumbe la sociedad.
    Dicho esto, que nadie piense que es un libro divertido, sin embargo engancha y te atrapa con una historia en la que solo una minoría de héroes anónimos se mantiene dentro de los límites morales y servirán de esperanza para la recuperación de la sociedad
    Solo reproduzco el prólogo que el propio autor escribió para la novela:
    “Este es un libro francamente horrible con el que quiero que el lector sufra tanto como yo sufrí al escribirlo. Se describe una larga tortura. Es un libro brutal y violento, y es a la vez una de las experiencias más dolorosas de mi vida. Son 300 páginas de constante aflicción. A través de este escrito, traté de decir que no somos buenos y que es necesario tener el valor de reconocerlo.”

    ha scritto il 

  • 0

    Un mondo di ciechi

    La cecità, collettiva, è una condizione che ci polarizza: da una parte ci costringe alla nostra essenza animale, ci riduce alla lotta per la sopravvivenza, all'inseguimento quotidiano delle soddisfazi ...continua

    La cecità, collettiva, è una condizione che ci polarizza: da una parte ci costringe alla nostra essenza animale, ci riduce alla lotta per la sopravvivenza, all'inseguimento quotidiano delle soddisfazioni primarie, al cinismo della realtà, dall'altra ci spinge giù negli abissi della nostra coscienza, e poi di nuovo su in cerca di riconoscimento, empatia, in cerca dell'altro, un movimento di espansione attraverso i sensi non compromessi, la difesa disperata del senso di umanità. Per questa seconda via arriviamo a vedere ciò che prima ci era precluso: dunque la cecità ci restituisce la vista?
    E quando (ci) vediamo in realtà non (ci) vediamo: la vista ci rende ciechi? Oppure siamo ciechi in entrambi i casi? Come il vecchio che, diventato cieco, continua a portare la benda a un'occhio. Il simbolo della nostra inesorabile cecità?
    La ragazza dagli occhiali scuri si copre gli occhi per non farsi vedere? Il cane delle lacrime ci vede.. perché è capace di compassione? La moglie del dottore continua a vederci, cos'ha di speciale? Quel che vede non le piace, al punto che spesso preferirebbe non vedere. Per questo, forse, scegliamo tutti di non vedere?

    "Vuoi che ti dica cosa penso, Parla, Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono." Saramago

    ha scritto il 

  • 3

    Non mi ha convinta fino in fondo la lettura di questo romanzo di Saramago che mi ha ricordato Il signore delle mosche di Golding pur con tutte le differenze del caso.
    La narrazione parte bene: la pri ...continua

    Non mi ha convinta fino in fondo la lettura di questo romanzo di Saramago che mi ha ricordato Il signore delle mosche di Golding pur con tutte le differenze del caso.
    La narrazione parte bene: la prima parte è interessante e incuriosisce, ma poi è come se la storia di avvolgesse su se stessa. Succedono cose, ma è tutto molto tirato per le lunghe, almeno dal mio punto di vista. Anche il finale non mi ha convinta molto.

    ha scritto il 

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