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Cell

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Publisher: Debolsillo

3.4
(3109)

Language:Español | Number of Pages: 464 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Chi traditional , Italian , German , Russian , Catalan , French , Dutch , Greek , Portuguese , Polish , Czech

Isbn-10: 8483464438 | Isbn-13: 9788483464434 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
El día 1 de octubre a las 15:03 se envían mensajes a través de los teléfonos móviles que convierten a todos los que los reciben en zombies asesinos... Se desata una locura criminal y destructiva de la que pocos escaparán, y los que lo logren tendrán que sobrevivir en un mundo totalmente transformado. Terror puro, el retrato de un mundo escalofriante que nunca volverá a ser el mismo.
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  • 4

    情節緊湊、緊張,而且充滿壓迫感。做為娛樂驚悚小說,這本當之無疑。
    但是故事中幾位角色的背景和動機稍微薄弱了些,最後結尾也結得很模糊,有一點點虎頭蛇尾的感覺,小小可惜。

    said on 

  • 4

    史蒂芬金的長篇故事,描述稍嫌冗長,故事進行得很刺激、讓人停不下來,但到了結尾,卻覺得很無力...有一種「剛剛到底看了什麼?」的空虛感。

    said on 

  • 3

    L'inizio di questo romanzo mi aveva fatto ben sperare... poi... beh... poi troppo poco. Speranza, in parte, vana. Non da buttare, ma si sarebbe potuto fare di meglio.

    said on 

  • 2

    Non uno dei migliori di King. Stessa trama apocalittica riscontrata in tanti suoi libri con tante pagine di descrizioni a volte superflue (ma lo zio Steve non riesce proprio a farne a meno). Appassion ...continue

    Non uno dei migliori di King. Stessa trama apocalittica riscontrata in tanti suoi libri con tante pagine di descrizioni a volte superflue (ma lo zio Steve non riesce proprio a farne a meno). Appassionante la prima parte del romanzo, un po' confusionaria la parte centrale mentre il finale scivola via lento verso una conclusione che lascia l'amaro in bocca.

    said on 

  • 3

    Telerottura

    Tutto sembrava andare bene fino alle prime cento pagine.
    In linea generale King sembra fissato sullo schema del "survival horror".
    Il classico espediente fine a se stesso: il cell, che cellulizza i ce ...continue

    Tutto sembrava andare bene fino alle prime cento pagine.
    In linea generale King sembra fissato sullo schema del "survival horror".
    Il classico espediente fine a se stesso: il cell, che cellulizza i cellulati.
    Il classico "party" misto di eroi casuali, con i loro problemi e le loro isterie.
    L'orrore orribile e orripilante misto zombie e quant'altro, fino all'assembramento in una unica mente ultratelepatica (ormai sono più di dieci i romanzi in cui c'è la telepatia, basta?).
    Da pagina 100 in poi il solito "party" di eroi che va a sfasciare la festa al nuovo ordine che si sta imponendo - come in L'ombra dello scorpione.
    L'espediente riportato in forma pseudoscientifica è di una brutalità unica: il cellulare invia un tono particolare che cancella parte del cervello, ma solo il 2%, il resto si resetta. Un bug in tutto il procedimento è il deus ex machina.
    Ovviamente rimane una storia inconcludente, come tutte del resto: chi ha inviato questo tono via cellulare? Mah!

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Un impulso annienta la civiltà

    Ho affrontato questo romanzo di King senza grosse aspettative e,
    in effetti, non è certo da annoverare tra le perle del Re,
    ma come sempre si rimane incollati alle sue pagine e la lettura
    scorre piace ...continue

    Ho affrontato questo romanzo di King senza grosse aspettative e,
    in effetti, non è certo da annoverare tra le perle del Re,
    ma come sempre si rimane incollati alle sue pagine e la lettura
    scorre piacevolmente, seppure senza particolari colpi di scena.
    Ennesimo romanzo apocalittico, nel quale si narrano le gesta di uno sparuto gruppo di superstiti alle prese con una nuova forma di vita generata dagli esseri umani il cui cervello viene "azzerato" da un segnale (l'impulso) irradiato attraverso la rete cellulare.
    Da quel momento si dipana la storia fino ad un finale un po' troppo sospeso per i miei gusti.
    Tra tre e quattro stelle.

    said on 

  • 2

    Da uno spunto geniale, una delusione

    Una limpida giornata di ottobre a Boston. In un istante, chi sta parlando al cellulare impazzisce e si trasforma in un primitivo sanguinario. Un misterioso impulso ha cancellato secoli di civiltà e l’ ...continue

    Una limpida giornata di ottobre a Boston. In un istante, chi sta parlando al cellulare impazzisce e si trasforma in un primitivo sanguinario. Un misterioso impulso ha cancellato secoli di civiltà e l’umanità regredisce ai tempi delle caverne. Clay con un piccolo gruppo di scampati inizia una lunga marcia x allontanarsi dalla città devastata e raggiungere nel Maine la moglie e il figlio di cui ignora la sorte. Gli zombie tecnologici cominciano ad organizzarsi in stormi, a pensare come un’unica mente collettiva e il gruppo degli umani deve decidere come affrontarli. Grandiosa l’idea iniziale, la descrizione della città gettata nel caos, l’ironia pungente sulla dipendenza tecnologica, ma dopo pochi capitoli il romanzo diventa un remake de “L’ombra dello scorpione”, si trascina sempre più faticosamente verso il confuso finale naufragando nella noia. Torna la solita lotta del Bene contro il Male, il gruppo di eroici buoni uniti x la salvezza dell’umanità (con qualche perdita, si capisce). Il racconto lascia molte domande in sospeso, come se anche King se ne fosse stancato, con l’ultima conclusione lasciata al lettore x creare un briciolo di suspense. C’è un’allegoria sulla storia americana e sulla paranoia successiva all’11 settembre, sullo sterminio di intere popolazioni inermi in nome di una civiltà ritenuta superiore, su una vendetta feroce ma giustificata, ma è solo una scintilla: i Buoni si rispondono di avere fatto la scelta giusta. Non a caso King dedica questo romanzo a Matheson: il tema è lo stesso di “Io sono leggenda”, la lotta di un sopravvissuto in un mondo devastato, ma Clay è un predestinato certo di perseguire la giustizia, Robert Neville è un personaggio introspettivo tormentato da dubbi, e non posso che provare empatia x lui. King è un accumulatore compulsivo di idee, si dispiace di rinunciare anche ad una soltanto, ma non basta il brillante spunto iniziale a sostenere questo romanzo che rimane a mio avviso una delle sue peggiori opere a tesi.

    said on 

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