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Cent'anni di solitudine

Di

Editore: San Paolo

4.4
(23784)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 408 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Spagnolo , Portoghese , Francese , Tedesco , Giapponese , Olandese , Svedese , Catalano , Lettone , Polacco , Turco , Greco , Croato , Ungherese , Norvegese , Finlandese , Danese , Ceco , Rumeno

Isbn-10: A000091050 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Paperback , Copertina morbida e spillati

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Il precursore del realismo magico sudamericano

    Questo libro ha fatto conoscere nel mondo Garcìa Màrquez e il filone del cosiddetto "realismo màgico", tipico di vari autori sudamericani; vale assolutamente la pena di averlo nella propria biblioteca.
    Un consiglio: se non conoscete questo filone letterario, non fermatevi qui; ci sono altri ...continua

    Questo libro ha fatto conoscere nel mondo Garcìa Màrquez e il filone del cosiddetto "realismo màgico", tipico di vari autori sudamericani; vale assolutamente la pena di averlo nella propria biblioteca.
    Un consiglio: se non conoscete questo filone letterario, non fermatevi qui; ci sono altri autori che vale la pena di conoscere. Un nome su tutti: Manuel Scorza, quello di Garabombo l'invisibile e Rullo di tamburi per Rancas.

    ha scritto il 

  • 2

    Deludente. Per molti motivi: la “trama”, la scrittura, la motivazione. Non so nemmeno se sia corretto chiamare trama un’accozzaglia di eventi semi casuali, mezzi magici e mezzi campati per aria, con personaggi che si muovono e agiscono senza una caratterizzazione, cambiando personalità e agendo f ...continua

    Deludente. Per molti motivi: la “trama”, la scrittura, la motivazione. Non so nemmeno se sia corretto chiamare trama un’accozzaglia di eventi semi casuali, mezzi magici e mezzi campati per aria, con personaggi che si muovono e agiscono senza una caratterizzazione, cambiando personalità e agendo fuori dal personaggio senza alcuna ragione. Al 30% del libro si era già esaurita la parabola ragionevole della storia, il resto mi è sembrato attaccato con lo scotch, giusto il finale “magico” regala un micro picco di attenzione.
    La scrittura è deludente: piatta e poco efficace, si gioca da subito alcuni espedienti interessanti e poi casca nel piattume più piatto.
    Ma soprattutto non ho capito cosa volesse dire e raccontare. Una storia fantastica? Bah. Un’analisi storica di cent’anni di sudamerica attraverso le vicissitudini di una famiglia? Riuscito poco e male, l’evoluzione sociale resta sullo sfondo e quando viene in primo piano lo fa a caso (vedi industria bananiera) e talmente mischiato con la magia e il sovrannaturale da non far intravedere una tesi sottostante. Una tesi morale? Se sì, non si capisce quale, il che la dice lunga sull’efficacia.
    Quindi un libro senza scopo, senza trama e scritto maluccio. Pensavo decisamente meglio, da un acclamato Nobel per la letteratura, ma evidentemente sono io che non capisco…

    ha scritto il 

  • 4

    O colonnello, mio colonnello!

    Per anni ho provato a leggere le opere di Marquéz, iniziando a più riprese diversi suoi lavori - tra cui questo suo stesso Cent'anni di solitudine - solo per abbandonarli due pagine dopo: alla fine ho rinunciato, rassegnandomi ad una mia totale incapacità di apprezzare quest'autore. ...continua


    Per anni ho provato a leggere le opere di Marquéz, iniziando a più riprese diversi suoi lavori - tra cui questo suo stesso Cent'anni di solitudine - solo per abbandonarli due pagine dopo: alla fine ho rinunciato, rassegnandomi ad una mia totale incapacità di apprezzare quest'autore.

    È passato qualche altro anno, ora vivo a Monaco e sono capitato in una libreria italiana: ho sentito che questa volta le cose potevano andare diversamente, e così è stato.

    È una storia bellissima, che mi ha ricordato a tratti La casa degli spiriti della Allende, e spesso i tratti immaginifici del miglior Saramago; ma senza quello stile tortuoso, e piuttosto con grande linearità. Sono le vicende ad essere ingarbugliate, e sono certo che una buona stampa dell'albero genealogico dei Buendìa farebbe un figurone in qualsiasi salotto.

    È un bel libro, e merita di essere letto. Se non riuscite a leggerlo, non abbiate fretta - e prendete in considerazione una breve trasferta!

    ha scritto il 

  • 5

    Un viaggio fantastico

    Un viaggio fantastico all'interno del quale perdersi e confondersi, ritrovarsi e reinventarsi. Una famiglia come allegoria della vita. Un libro magico che ti sorprende ad ogni pagina, dalla prima, all'ultima, a tutte e 500.

    ha scritto il 

  • 5

    He recorrido las acuosas calles de Macondo intentando comprender la viruela de la soledad que a veces recorre mis venas y en esa divagación me he encontrado suspirando por una epidemia de olvido que se pose en mi mente. No puedo dejar de experimentar, tras leer este libro, que algo se ha quebrado ...continua

    He recorrido las acuosas calles de Macondo intentando comprender la viruela de la soledad que a veces recorre mis venas y en esa divagación me he encontrado suspirando por una epidemia de olvido que se pose en mi mente. No puedo dejar de experimentar, tras leer este libro, que algo se ha quebrado en mí y que me tomó demasiado tiempo el aceptar que una parte de mí pertenecía a este libro.

    ha scritto il 

  • 4

    In una realtà metaforica, influenzata da magie e superstizioni locali, il libro narra la storia della famiglia Buendia e della cittadina di Macondo. Una grande saga famigliare che ripercorre i principali eventi che hanno riguardato la Colombia a cavallo tra otto e novecento.
    Stilisticamente ...continua

    In una realtà metaforica, influenzata da magie e superstizioni locali, il libro narra la storia della famiglia Buendia e della cittadina di Macondo. Una grande saga famigliare che ripercorre i principali eventi che hanno riguardato la Colombia a cavallo tra otto e novecento.
    Stilisticamente l'autore sembra indeciso se usare un taglio epico o uno favolistico, finendo per alternare piacevolmente i due.

    ha scritto il 

  • 3

    La storia è bella, nel complesso è un buon libro, ma non ho trovato il capolavoro di cui parlano tutti.
    Sarà che con gli scrittori sudamericani non ho un buonissimo rapporto, ma questo libro non mi ha trasmesso grandi sensazioni.

    ha scritto il 

  • 5

    Cent'anni di solitudine

    Forse è il miglior libro che abbia letto, sicuramente quello che mi ha ispirato di più. La storia di una famiglia "malata", dal suo inizio, alla sua fine, è il contorcersi della vita e dell'inspiegabile, è vero che non si può descrivere questa modalità di scrittura s enon come "realismo magico", ...continua

    Forse è il miglior libro che abbia letto, sicuramente quello che mi ha ispirato di più. La storia di una famiglia "malata", dal suo inizio, alla sua fine, è il contorcersi della vita e dell'inspiegabile, è vero che non si può descrivere questa modalità di scrittura s enon come "realismo magico", quello che si legge sembra possibile, anche l'impossibile. Il racconto è fatto in modo da affrontare i momenti duri che si possono affrontare in vita e le difficoltà di alcune persone.

    ha scritto il 

  • 2

    Sono stato sempre molto incuriosito da questo libro, forse per il titolo, che mi è sempre sembrato molto strano..
    Purtroppo, subito dalle prime pagine ho capito che sarebbe stato un grosso sacrificio concludere la lettura.

    Un libro noioso, ripetitivo e soprattutto lento.
    Person ...continua

    Sono stato sempre molto incuriosito da questo libro, forse per il titolo, che mi è sempre sembrato molto strano..
    Purtroppo, subito dalle prime pagine ho capito che sarebbe stato un grosso sacrificio concludere la lettura.

    Un libro noioso, ripetitivo e soprattutto lento.
    Personaggi strani, ma non nel senso buono del termine, chiamati tutti con lo stesso nome, cosa che rende ancora meno chiara la lettura. Racconto di vite inutili, monotone e prive di qualsiasi significato. A tratti strappa qualche sorriso, ma niente di ché.

    Delusione e noia.

    ha scritto il 

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