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Cent'anni di solitudine

Di

Editore: A. Mondadori (Bestsellers ; 1774)

4.4
(24105)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 404 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Spagnolo , Portoghese , Francese , Tedesco , Giapponese , Olandese , Svedese , Catalano , Lettone , Polacco , Turco , Greco , Croato , Ungherese , Norvegese , Finlandese , Danese , Ceco , Rumeno

Isbn-10: 880457349X | Isbn-13: 9788804573494 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Enrico Cicogna

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
In cop.: Ed. speciale 40. anniversario.
Da José Arcadie ad Aureliano Babilonia, dalla scoperta del ghiaccio alle pergamene dello zingaro Melquíades finalmente decifrate: cent'anni di solitudine della grande famiglia Buendía, i cui componenti vengono al mondo, si accoppiano e muoiono per inseguire un destino ineluttabile. Con questo romanzo tumultuoso che usa i toni della favola, sorretto da un linguaggio portentoso e un'inarrestabile fantasia, Gabriel Garcia Màrquez ha saputo rifondare la realtà e, attraverso Macondo, il mitico villaggio sperduto fra le paludi, creare un vero e proprio paradigma dell'esistenza umana. In questo universo di solitudini incrociate, impenetrabili ed eterne, galleggia una moltitudine di eroi predestinati alla sconfitta, cui fanno da contraltare la solidità e la sensatezza dei personaggi femminili. Pubblicato nel 1967, scritto in diciotto mesi ma meditato per più di tre lustri, "Cent'anni di solitudine" rimane un capolavoro insuperato e insuperabile, un romanzo tra i più amati di sempre che, in occasione del quarantesimo anniversario della prima pubblicazione, gli Oscar Mondadori propongono in un'edizione speciale arricchita da un documento d'eccezione: la lettera con cui "Gabo" presentava il manoscritto dell'opera al suo editore.
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  • 5

    L'ho iniziato dopo pranzo e nel pomeriggio non ho studiato per l'esame, non sono usccita con gli amici, ho cenato con un pezzo di pane, non mi sono addormentata finhè non l'ho concluso. Questo la prim ...continua

    L'ho iniziato dopo pranzo e nel pomeriggio non ho studiato per l'esame, non sono usccita con gli amici, ho cenato con un pezzo di pane, non mi sono addormentata finhè non l'ho concluso. Questo la prima volta. La seconda volta l'ho gustato più lentamente. Ci torno spesso a Macondo.

    ha scritto il 

  • 3

    Mah. Mille anni fa lo lessi appena uscì, e mi piacque da morire la narrazione lussureggiante di cui si percepivano fisicamente odori e sapori; per cui molti anni dopo, non ritrovandomelo in casa e des ...continua

    Mah. Mille anni fa lo lessi appena uscì, e mi piacque da morire la narrazione lussureggiante di cui si percepivano fisicamente odori e sapori; per cui molti anni dopo, non ritrovandomelo in casa e desiderando riprovare quell'ebbrezza, l'ho ricomprato. Non sono riuscita ad arrivare oltre pagina 7.
    Evidentemente, non è un libro per vecchi.
    Le tre stelline sono una media del mio entusiasmo giovanile con la rottura di scatole della terza età.

    ha scritto il 

  • 5

    "Cosa vuole," mormorò "il tempo passa." "Così è," disse Ursula "ma non tanto."

    Un libro straordinario, da Nobel per la letteratura senz'altro.

    A un certo punto il senso del ripetersi del tempo è tale, come dice Ursula, che pensi che la famiglia Buendìa non debba finire mai. ...continua

    Un libro straordinario, da Nobel per la letteratura senz'altro.

    A un certo punto il senso del ripetersi del tempo è tale, come dice Ursula, che pensi che la famiglia Buendìa non debba finire mai.

    ha scritto il 

  • 4

    E niente; la penna di Marquez come fosse una telecamera: si sposta dolcemente tra i personaggi seguendo prima uno, poi un altro, un altro ancora e così fino alla fine. Là dove il cerchio si chiude e c ...continua

    E niente; la penna di Marquez come fosse una telecamera: si sposta dolcemente tra i personaggi seguendo prima uno, poi un altro, un altro ancora e così fino alla fine. Là dove il cerchio si chiude e cessa d'essere infinito.

    ha scritto il 

  • 5

    Cent'anni di...

    ...magia, umanità, vita e morte, realtà, amore, dolore, gioia, tristezza, solitudine. Ho iniziato a leggere questo libro svogliata, pensando che fosse troppo strano, troppo elevato per me e, superate ...continua

    ...magia, umanità, vita e morte, realtà, amore, dolore, gioia, tristezza, solitudine. Ho iniziato a leggere questo libro svogliata, pensando che fosse troppo strano, troppo elevato per me e, superate le prime cinquanta pagine, mi sono fermata. Ho chiuso il libro e mi sono detta che ora c'era bisogno di leggere seriamente, godendomi ogni singola parola, con passione. Mi sono immersa in un modo strano, diverso, in cui la magia fa da padrona insieme alle guerre, alle piogge e alle carestie e ho scoperto che, quel mondo, non è altro che il nostro. L'autore ci conduce a conoscere i Buendìa spiegandoceli uno per uno, con i loro sentimenti, le loro capacità e la loro indole. Ognuno di loro è diverso eppure uguale. Hanno tutti nomi molto simili perché, in fondo, le persone si ripetono negli anni, nei secoli, per sempre. Tutti siamo buoni, tutti siamo cattivi, tutti siamo puri e lussuriosi, tutti amiamo e odiamo. Siamo tutti uomini. Così, in un susseguirsi di vita e di morte, Marquez ci spiega come funziona la vita, che siamo tutti soli, eppure tutti accomunati dalle stesse caratteristiche.
    Se consiglio cent'anni di solitudine? A chi è pronto per scoprire il segreto della vita, lo consiglio di certo!

    ha scritto il 

  • 4

    È pressoché impossibile riassumere la trama di questo libro. Non perché il libro sia particolarmente lungo, ma se vogliamo considerare il ritmo della storia adottato da Marquez, possiamo sicuramente a ...continua

    È pressoché impossibile riassumere la trama di questo libro. Non perché il libro sia particolarmente lungo, ma se vogliamo considerare il ritmo della storia adottato da Marquez, possiamo sicuramente affermare che la narrazione è un lunghissimo sommario di una storia durata più di un secolo e sei generazioni. È la storia di una famiglia sudamericana e dei suoi membri, così tanti, ma così soli. È in parte la storia del mondo poiché vede sullo sfondo il susseguirsi degli sviluppi della società moderna: prima il treno, poi il telefono, il cinema e così via.
    In questo commento non parlerò della trama, ma commenterò questo libro per spingere coloro che non l’hanno mai letto farlo e coloro che lo hanno letto a ragionare sul significato profondo e sulle allegorie che l’autore nasconde nella storia.
    Marquez affronta un’analisi della società molto profonda, concentrandosi sulla descrizione della solitudine dell’uomo, della sua avidità e della lussuria, della forza e della debolezza, della prepotenza, dell’umiltà, dell’ignoranza, della conoscenza, della diversità. E dove possiamo vedere tutto questo? Nel carattere dei personaggi. Sta al lettore interpretare ogni personalità a modo proprio, riconoscercisi e rifletterci.

    ha scritto il 

  • 5

    Non scriverò la trama del libro perchè la si può trovare ovunque.Posso dire che è un libro che andrebbe letto tutto d'un fiato,un libro che tiene sospesi fra la realtà e la fantasia in un continuo gio ...continua

    Non scriverò la trama del libro perchè la si può trovare ovunque.Posso dire che è un libro che andrebbe letto tutto d'un fiato,un libro che tiene sospesi fra la realtà e la fantasia in un continuo gioco di spazio tempo.Capisco perchè non hanno fatto un film tratto da quest'opera,chi avrebbe il coraggio di tradurre in immagini una poesia!?

    ha scritto il 

  • 4

    Cent'anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez

    Libro del Mese di Giugno 2014

    SINOSSI
    E' la storia centenaria della famiglia Buendia e della città di Macondo. In un intreccio di vicende favolose, secondo il disegno premonitorio tracciato nelle perg ...continua

    Libro del Mese di Giugno 2014

    SINOSSI
    E' la storia centenaria della famiglia Buendia e della città di Macondo. In un intreccio di vicende favolose, secondo il disegno premonitorio tracciato nelle pergamene di un indovino, Melquiades, si compie il destino della città dal momento della sua fondazione alla sua momentanea e disordinata fortuna, quando i nordamericani vi impiantarono una piantagione di banane, fino alla sua rovina e definitiva decadenza. La parabola della famiglia segue la parabola di solitudine e di sconfitta che sta scritta nel destino di Macondo, facendo perno sulle 23 guerre civili promosse e tutte perdute dal colonnello Aureliano, padre di 17 figli illeggittimi e descrivendo in una successione paradossale le vicende e le morti dei vari Buendia.

    RECENSIONE
    "Cent'anni di solitudine" non ha certo bisogno di presentazioni: scritto dal Premio Nobel Gabriel Garcia Màrquez, è la sua opera più celebre ed una pietra miliare della letteratura del Novecento.
    Sei generazioni della famiglia Buendia si susseguono lungo il romanzo: sempre dagli stessi nomi e dallo stesso destino segnate. Una saga familiare fatta di uomini, ma anche - in fin dei conti, soprattutto - di donne, che trova la sua essenza nella sua stessa ambientazione, l'immaginaria città di Macondo, fondata proprio dai Buendia e metafora della situazione sudamericana e dell'umanità tutta.
    Potrebbe essere complicato districarsi tra i vari José Arcadio e gli Aureliano, ma è proprio questa ripetitività dei nomi a contribuire al senso di circolarità del romanzo, del destino, della vita. Così come potrebbe essere difficile seguire una narrazione molto veloce e tanto povera di dialoghi quanto densa di personaggi, eventi e suggestioni, non fosse per la prosa eccezionale e lo stile evocativo eppure pulito di Garcia Màrquez.
    "Cent'anni di solitudine" è un romanzo poetico e malinconico, in cui sogno, soprannaturale e realtà vengono sapientemente mescolati tra loro. Un romanzo che accompagna il lettore a Macondo, lo fa vivere insieme alla famiglia Buendia per un secolo e gli fa scoprire una verità universale: la solitudine dell'uomo, intrinseca in lui ed ineluttabile, in qualsiasi tempo ed in qualsiasi luogo.

    RECENSIONE A CURA DI ZIABETTY

    Passa a trovarci!!
    www.ilclubdellibro.it

    ha scritto il 

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